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    Home Page > Ritratti in Celluloide > Registi > Steven Spielberg

    Il cinema di Steven Spielberg

    The Steven Spielberg Touch

    SCHEGGE DI STILE IN CELLULOIDE

    "Preferisco la parola film-maker per definire il mio mestiere, perché fa pensare ad un lavoro artigianale... L'elaborazione della storia è per me la parte più eccitante nel fare un film. Viene poi la messa insieme dei vari elementi del film. Quella più estenuante e che meno mi piace, sono le riprese vere e proprie, la regia del film. Davvero".
    Il regista Steven Spielberg
    "Sono stato influenzato da tutti (...) Sono influenzato da tutti coloro che si suppone possano influenzarmi per il fatto che sono un regista (...) Mi piacciono i miei contemporanei e posso avere più da George Lucas, che è un mio buon amico, di quello che posso avere seduto in una saletta e farmi proiettare sei film di Preston Sturges. Davvero: perché almeno queste persone sono vive e abbiamo un rapido scambio, avanti e indietro, di script e idee. Ho visto centinaia di vecchi film, non mi fraintendete, ma non ho imparato altrettanto dai vecchi film. Ho imparato l'economia di John Ford. Ma poi l'economia non l'ho imparata - davvero concedo molto a me stesso in tanti modi. Ma John Ford, se mi ha insegnato qualcosa, mi ha insegnato come non cedere alla lusinga di una ripresa dall'alto, sapete, quando allargare, quando stringere - non girare primi piani ad ogni scena o ad ogni ripresa. Quando un primo piano è buono. Voglio dire, Ford era così attento per quel che riguardava i primi piani e i totali. Ford, tecnicamente era, per me, il regista perfetto e Orson Welles il secondo. Come tecnico metto soltanto Ford davanti a Orson Wells, come grande tecnico, sebbene mi abbiano rimproverato e riso dietro per questo (...). Ho una forte preferenza (tra i film di Capra) per 'La vita è meravigliosa'. Ammiro anche Ford, Hawks. Si dice troppo che sono un fan di Alfred Hitchcock. Non ho visto che un terzo dei suoi film. Solo 'Psycho' e 'La donna che visse due volte' li ho visti due volte. Gli altri vedono delle rassomiglianze fra i suoi film e i miei, e raccontano che a casa passo il mio tempo a guardare delle copie in 16 mm. dei suoi film, cosa che non è mai successa. Passo dieci volte più tempo a guardare i film di Ford che quelli di Hitchcock, ma nessuno commenta mai le mie qualità fordiane".
    Il regista Steven Spielberg (*)

    (* in: Steven Spielberg di Franco La Polla, Milano 1995, pp. 7-8, Il Castoro Cinema)
    STEVEN SPIELBERG - IL PONTE DELLE SPIE:

    "Quando ero giovane, e vivevo negli anni ’50 e ’60, ero perfettamente consapevole della Guerra Fredda ma non sapevo nulla rispetto allo scambio di Rudolf Abel e Francis Gary Powers. Conoscevo invece Powers perché avevo sentito parlare dell’aereo spia U-2 abbattuto, e del fatto che fosse stato messo alla berlina durante un processo pubblico. Non mi ero reso conto che, dopo la sua cattura, c’era stato uno scambio segreto fra Abel, una spia sovietica, e Powers, il pilota spia americano. Sono molti gli aspetti di questa storia che mi hanno interessato".
    Steven Spielberg
    L'Omaggio di CelluloidPortraits a Tom Hanks - Steven Spielberg - The Terminal:

    "Quest’uomo (Viktor) non è un pagliaccio o un buffone. Non ci prendiamo gioco di un immigrante in una terra inesistente. E’ una persona molto dignitosa piena di fiducia verso gli altri e sempre ottimista. E’ questo che mi ha affascinato del copione. Viktor Navorski, non puoi insultarlo nemmeno se vuoi. Era difficile ferire i suoi sentimenti. Vedeva il lato positivo di qualsiasi problema che doveva affrontare e trovava sempre un modo per superare la situazione. Aveva la pazienza di Giobbe ed era una persona umanitaria. Amava la gente e amava osservarla. Questi sono aspetti del soggetto che mi hanno convinto a dirigere il film"
    Steven Spielberg

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