Per quanto riguarda il personaggio di Reynolds, la motivazione più forte dell’attore è stato il rapporto tra Schoenberg e Maria:
"Non è una storia d’amore che sfocia nel bacio del terzo atto. È un affetto quieto ma fiero. Maria e Randy sono una strana e improbabile coppia. All’apparenza agli antipodi, in realtà sono motivati da una profonda passione per tutto ciò che fanno e per gli obiettivi che intendono raggiungere. È questa nota caratteriale che ho cercato di coltivare giorno dopo giorno sul set... Mi auguro che il film possa arrivare alle nuove generazioni, come quella che Randy rappresenta nel film. Questa è una storia di redenzione e di giustizia, e credo sia importante che i giovani la conoscano, e che i meno giovani la ricordino" Ryan Reynolds
"La sceneggiatura aveva un fortissimo livello di realismo e trasmetteva tensione costante, il film inizia come fosse la storia di una scoperta nello spazio e poi si tinge di tensione crescente man mano che restiamo in contatto e conosciamo sempre meglio questa ‘cosa’ portata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale... Alcuni di noi erano emozionatissimi. Altri erano diventati incredibilmente aggressivi, oppure eccessivamente tranquilli. E tutte queste sensazioni ed emozioni si mescolavano man mano che il film evolveva. Però, come spesso accade per le azioni umane, ad un certo le cose vengono spinte oltre il loro limite... Lo specialista della missione è un modo elegante per dire che il mio personaggio è un meccanico che capisce come funziona una navicella spaziale e come aggiustarla se qualcosa dovesse rompersi. E' anche specializzato a camminare nello spazio e sa operare il Canadarm, un sistema che serve a catturare la macchina usata su Marte che tende a volare via nello spazio" Ryan Reynolds
"Questo personaggio è una cosa leggermente nuova, per me. Il mio punto d’appoggio nel tratteggiare l’innocenza di Guy è stato 'Oltre Il Giardino'. Divertente, esplorare tutto con nuovi occhi. Ho parlato molto con Shawn su come fare per rendere il film rilevante, dopo aver letto lo script, parliamo di una storia originale e quando si gira un film così devi essere perfetto e poi migliorare ulteriormente, perché non hai una fanbase o un appoggio qualsiasi. La cosa rende nervosi, ma avevamo tutti lo stesso obiettivo". Ryan Reynolds
"Ero un attore semi-noto. Non so come si possa dire una cosa del genere senza sembrare un idiota. Ma avevo 37 anni quando 'Deadpool' ha avuto il suo momento di fenomeno della cultura pop, e sono davvero grato di esserlo stato perché sapevo esattamente come godermelo... Ho notato che nel film cambiavamo le cose abbastanza rapidamente e dicevamo: ‘Okay, proviamo questo e quello’. E in particolare la fisicità – quell’abilità, la danza e quel background – entravano davvero in gioco. Alcune volte ero preoccupato proprio da quella fisicità e pensavo ma come fa a colpire in quel modo. Sarò decapitato da Hugh Jackman, e quella sarà la sua dannata croce da portare, non la mia. Quando Hugh Jackman ti viene incontro a 150 miglia australiane all’ora, ti senti come se non esistesse alcuna possibilità di non morire in quattro secondi. E non lo dimenticherò mai. E grazie a Dio indosso una maschera, perché sotto la maschera la mia faccia dice: ‘Oh Dio!’". Ryan Reynolds
Per quanto riguarda il personaggio di Reynolds, la motivazione più forte dell’attore è stato il rapporto tra Schoenberg e Maria:
"Non è una storia d’amore che sfocia nel bacio del terzo atto. È un affetto quieto ma fiero. Maria e Randy sono una strana e improbabile coppia. All’apparenza agli antipodi, in realtà sono motivati da una profonda passione per tutto ciò che fanno e per gli obiettivi che intendono raggiungere. È questa nota caratteriale che ho cercato di coltivare giorno dopo giorno sul set... Mi auguro che il film possa arrivare alle nuove generazioni, come quella che Randy rappresenta nel film. Questa è una storia di redenzione e di giustizia, e credo sia importante che i giovani la conoscano, e che i meno giovani la ricordino"
Ryan Reynolds