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    I GATTI PERSIANI: UNA COPPIA DI MUSICISTI NELLA MODERNA TEHERAN, PER UN ALTRO CAPITOLO DI CINEMA IRANIANO DI DENUNCIA

    Premio Speciale della Giuria al FESTIVAL DI CANNES - 'Un Certain Regard - RECENSIONE IN ANTEPRIMA - Dal 16 APRILE

    "Il cinema mi ha dato il coraggio di fare 'I gatti persiani'. Dal momento in cui mi sono avventurato nel cuore di Teheran e sono sceso nelle cantine buie dove si suona questo tipo di musica, ho scoperto un mondo strano, diverso e affascinante. Un mondo nascosto di musicisti ribelli, non visti e non ascoltati dalla maggior parte della popolazione della città. Ho assistito al loro mondo, alle loro vite, alle loro preoccupazioni artistiche, ho visto i pericoli che affrontano, i problemi con i loro vicini, gli arresti, le aggressioni subite e molto altro… Quando ho visto tutto quello che devono passare semplicemente perché cantano, suonano uno strumento, amano la musica… mi sono detto che questo film si doveva fare.
    'I gatti persiani' è la prima vera testimonianza della realtà di questi giovani musicisti
    ".
    Il regista e co-sceneggiatore Bahman Ghobadi

    (Kasi Az Gorbehaye Irani Khabar Nadareh IRAN 2009; drammatico; 101'; Produz.: Mij Film Co., co-prodotto da Mehmet Aktas per Mitosfilm; Distribuz.: BIM Distribuzione)

    Locandina italiana I gatti persiani

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    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: I gatti persiani

    Titolo in lingua originale: Kasi Az Gorbehaye Irani Khabar Nadareh (No One Knows About the Persian Cats)

    Anno di produzione: 2009

    Anno di uscita: 2010

    Regia: Bahman Ghobadi

    Sceneggiatura: Bahman Ghobadi, Roxana Saberi e Hossein M. Abkenar

    Cast: Negar Shaghaghi (Negar)
    Ashkan Koshanejad (Ashkan)
    Hamed Behdad (Nader)

    Musica: Mahdyar Aghajani e Ash Koosha

    Fotografia: Turaj Aslani

    Montaggio: Hayedeh Safiyari

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    "Usciti da poco di prigione, due giovani musicisti, un uomo e una donna, decidono di formare una band. Setacciano il mondo underground della Teheran di oggi in cerca di altri musicisti. Siccome suonare in Iran è vietato, progettano di fuggire dalla loro esistenza clandestina e sognano di esibirsi in Europa. Ma senza soldi e senza passaporti non sarà facile…".

    Commento critico (a cura di ERMINIO FISCHETTI)

    Una Teheran moderna e piegata dal soffocamento del suo governo teocratico fa da sfondo alle speranze di una coppia di musicisti, un ragazzo e una ragazza, che vogliono fuggire in Europa per poter realizzare il solo sogno di poter suonare e scrivere alla luce del sole la loro musica. Ebbene si, perché a Teharan, capitale dell’Iran, ancora oggi suonare è vietato dalla legge, la musica è considerata una cosa impura, ascoltare una donna cantare è considerato peccato. Il regista de Il tempo dei cavalli ubriachi Bahamn Ghobadi ha girato nel suo paese in semiclandestinità e in soli diciassette giorni una pellicola molto fluida con uno spiccato stile mockumentary che ha il coraggio di raccontare uno spaccato underground alquanto ironico e graffiante di una realtà come quella del mondo musicale.

    Ad ogni inquadratura, lo spettatore osserva i protagonisti strappare un lembo di quella cultura e di quella forma di ossigeno che

    sono le arti, come la musica e il cinema, che sono loro negate. Ribellione e ricerca di un senso più intimo della propria esistenza, distrutta dalle speranze schiacciate e dalla disperazione accecante di una generazione di giovani che non può usufruire liberamente di qualcosa di necessario, fondamentale al non definitivo inaridimento dell’individuo. Cantine e sottoscale diventano luoghi di aggregazione per i giovani iraniani costretti a dover nascondersi per poter solo ascoltare o realizzare della buona musica.

    La denuncia allo Stato e alla situazione politica contemporanea risulta oltremodo evidente nella pellicola di Ghobadi e commuove il senso di stacanovismo e ribellione interiore che si respira attraverso il punto di vista dei coraggiosi protagonisti che sono del tutto privati dei più semplici e inalienabili diritti civili. Diritti che tanti altri popoli pensano essere scontati. Atti eroici di persone che si misurano con la sofferenza quotidiana e la speranza sancita dai suoni

    di una musica commovente, bellissima, ritmata. La colonna sonora messa a punto nell’opera cinematografica merita un’attenzione particolare perché permette allo spettatore di capire quanto di bello e meraviglioso possa nascere ed essere creato dalle ceneri di un mondo privo di diritti e di libertà. Quanto palpiti lì sotto la voglia di dover esprimere qualcosa.
    Quel grido di libertà si ode preciso e dolente. Ghobadi sottolinea la violenza di un governo totalitario che impone restrizioni e abusa del suo potere per distruggere e annientare lo spirito di persone coraggiose che attraverso la musica (oltre alla circolazione di dvd pirata di film esteri perché anche certi film sono vietati e nemmeno il cinema è visto di buon occhio) si battono per poter esprimere se stessi e poter cercare di ottenere quel diritto che non dovrebbe essere negato a nessuno: quello di essere soggetti pensanti con dei bisogni e delle necessità di quel

    nutrimento meraviglioso che solo il mondo della cultura e del ragionamento individuale può donare. Come può esistere un mondo dove si è privati delle emozioni che si possono vivere attraverso il suono melodioso delle note, alla visione di un’immagine, o ad un insieme di lettere che formano parole che formano a loro volta pensieri? Può?

    Commenti del regista

    "Agli occhi dell’Islam la musica è impura, in quanto fonte di allegria e gioia. Sentire una donna cantare è considerato un peccato, per le emozioni che suscita…
    Per gli ultimi 30 anni in Iran, un certo tipo di musica e soprattutto la musica occidentale è stata virtualmente proibita dalle autorità. E’ rimasta nascosta negli ambienti underground: si deve suonare underground e ascoltare underground. Anche se questa musica è stata nascosta non è mai sparita. In tutti questi anni solo in pochi hanno osato prenderne atto. Questa cosa mi ha incuriosito e così è nata l’ idea del film
    ".

    Links:

    • I GATTI PERSIANI - INTERVISTA al regista BAHMAN GHOBADI (Interviste)

    Altri Links:

    Sito ufficiale: www.igattipersiani.it/

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    Galleria Video:

    I gatti persiani - trailer.flv

    I gatti persiani - intervista al regista Bahman Ghobadi.flv

    I gatti persiani - nuova intervista al regista realizzata durante la presentazione ufficiale del film (versione originale sottotitolata).flv

    I gatti persiani - clip 1.flv

    I gatti persiani - clip 2.flv

    I gatti persiani - clip 3.flv

    I gatti persiani - clip 4.flv

    I gatti persiani - clip 5.flv

    I gatti persiani - clip 6.flv

    I gatti persiani - alcuni dei più importanti artisti della scena musicale underground italiana commentano la musica del film.flv

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