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    Home Page > Ritratti in Celluloide > L'intervista > ADELE E L'ENIGMA DEL FARAONE - INTERVISTA al regista LUC BESSON (A cura dell'inviata FRANCESCA CARUSO)

    L'INTERVISTA

    ADELE E L'ENIGMA DEL FARAONE - INTERVISTA al regista LUC BESSON (A cura dell'inviata FRANCESCA CARUSO)

    05/10/2010 - Roma, 30 Settembre 2010 - La Conferenza Stampa del film ADELE E L'ENIGMA DEL FARAONE si è tenuta all’Hotel Eden a Roma, presente all’incontro il regista LUC BESSON

    Ci può parlare della fascinazione che prova per l’eroina da Nikita fino a quest’ultimo film?

    LUC BESSON: "Le debolezze degli uomini e i punti di forza delle donne è di questo che mi piace parlare nei miei film. Adèle, poi, è un’eroina del tutto speciale, diversa dalle precedenti. È determinata a salvare la sorella, non salva il mondo. Se le avessero chiesto altro forse sarebbe rimasta a fumare una sigaretta tranquilla nella sua vasca da bagno. Inoltre mi piacciono le donne, che conoscono il valore della vita rispetto agli uomini".

    La Francia ha un patrimonio fumettistico notevole, perché secondo lei è poco sfruttato cinematograficamente?

    L. BESSON: "Posso dire solo che per me non c’è grande differenza tra un film tratto da un romanzo o da un fumetto, in entrambi i casi ci metto del mio, non rimango legato a una inquadratura descritta in un libro o descritta da un immagine. Non c’è differenza dall’essere ispirati dall’uno o dall’altro".

    Quale collaborazione c’è stata con Jacques Tardi?

    L. BESSON: "Tardi è molto geloso della sua Adèle, ho trascorso molto tempo dietro alla realizzazione di questo progetto e Tardi lo ha apprezzato. Gli ho fatto leggere la sceneggiatura, ma poi me ne sono occupato da solo, senza ricevere alcun tipo di suggerimento da parte sua".

    Cosa è stato difficile rendere dal fumetto al film in termini cinematografici?

    L. BESSON: "Ho cercato di rispettare lo spirito, i colori e l’anima del fumetto, ma il racconto è diverso. Una storia per essere raccontata deve poter vivere di vita propria rispetto al mezzo da cui è stata tratta. Ho cercato di fare un film divertente e allo stesso tempo molto curato e l’ho fatto in modo serio. Ho ribaltato i clichè e l’ho reso sofisticato per quanto riguarda l’immagine a livello di inquadratura".

    Come si è trovato con l’attrice protagonista?

    L. BESSON: "Louise Bourgoin è stata perfetta, una gran lavoratrice che non si stancava mai di ripetere una scena più e più volte per ottenere il risultato migliore".

    Ci sarà un seguito delle avventure di Adèle?

    L. BESSON: "Non si sta pensando a un altro film. Quella dei sequel è una tentazione a cui cerco di resistere, come è accaduto per Léon, che mi viene chiesto di fare da 15 anni. Se dovesse esserci un’altra storia migliore della prima, forse…".

    Perché ha scelto di ambientare la storia nella Parigi del 1911?

    L. BESSON: "In quel periodo la città di Parigi è la più bella che ci potesse essere. È prima dello scoppio della guerra, che ha portato stravolgimenti e niente è stato più come in passato. È l’ultima epoca leggera e di grande spensieratezza, piena di invenzioni che si susseguono l’una all’altra".


     
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