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SONG TO SONG
Terrence Malick sposa l'obiettivo sull'ossessione sessuale e ingaggia un cast sontuoso con Ryan Gosling, Rooney Mara, Natalie Portman e Cate Blanchett - RECENSIONE - Dal 10 Maggio
"Austin era un microcosmo perfetto per questa storia, per questi personaggi e per le idee di Malick. È un luogo che ha attratto artisti e spiriti liberi per decenni, ma che adesso sta vivendo una crescita troppo rapida e dei cambiamenti sconvolgenti. È una calamita per coloro che non vogliono essere omologati, è un luogo dove vanno tutti in cerca di un nuovo inizio. Ecco perché credo gli spettatori s’identificheranno con questi personaggi. Tutti loro vogliono rifarsi una vita ad Austin, tutti vogliono anche riuscire a dare un significato a un mondo che è emozionante ma che è anche pieno di vuoti e d’incertezze. C’è una specie di lotta interiore: riuscire ad avere una vita moderna rimanendo, allo stesso tempo, fedeli a se stessi... Questi personaggi passano da una vetta all’altra. Quando suonano ai festival vivono un’energia ininterrotta. Poi, quando la musica si ferma e i festival finiscono, rimangono soli con se stessi. Nonostante tutte le favolose distrazioni e tentazioni, rimangono comunque soli a chiedersi quale sia il significato e lo scopo della loro vita"
Il produttore Nicolas Gonda
"È la storia dell’amore tra quattro persone ma descrive anche il valore dell’amore e del perdono"
La produttrice Sarah Green
"Credo sia un film sull’auto-scoperta e Austin è il luogo perfetto. Qui i personaggi possono ritrovare se stessi. È una città che sta crescendo molto in fretta, è come un grosso prisma, attraverso il quale osservare questi personaggi che cercano di crescere e di evolversi"
Il produttore Ken Kao
Galleria Fotografica:
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