Streaming - RECENSIONE - Nel western moderno scritto, co-prodotto, diretto e montato da Brian Skiba (Guns of Redemption, The 2nd - Uno contro tutti) un inedito Nicolas Cage, anima umorista della storia che vede primo protagonista Stephen Dorff, affiancato da molti altri, tra cui Jeremy Kent Jackson, Costas Mandylor, Heather Graham e Scarlett Rose Stallone (figlia di Sylvester Stallone) - StreamingUSA: 11 Aprile 2025
In memoria di Pete Porteous (*)
Un vero eroe, coraggioso, tenace e sempre presente nel momento del bisogno. Ci hai lasciati troppo presto. Resterai sempre nei nostri cuori. Ti vogliamo bene.
Cast: Stephen Dorff (Thomas Keller) Jeremy Kent Jackson (Robert Keller) Nicolas Cage (Ben) Heather Graham (Val) Costas Mandylor (Jericho) Scarlet Rose Stallone (Bella) Randall Batinkoff (Doc) Cooper Barnes (Levi) Tzi Ma (Lin) William McNamara (Kelly) Mohamed Karim (Hoodoo) Bre Blair (Mary) Forrest Wilder (Kid) Forrie J. Smith (Barker) Laurie Love (Thalia) Cast completo
Ava Monroe Tadross (Grace) Eric Mabius (Edward) Mitchell Hoog (Jesse Rockefeller) Brooklen Wilkes (Hope)
Musica: Richard Patrick
Scenografia: Elliott Montello
Fotografia: Patrice Lucien Cochet
Montaggio: Brian Skiba
Casting: Cynthia Huffman
Scheda film aggiornata al:
26 Novembre 2025
Sinossi:
In breve:
In una città impervia di nome Redemption un pistolero riabilitato, Thomas Keller (Stephen Dorff) e un genio pazzo di nome Ben (Nicolas Cage) sono guidati dal leader spirituale Jericho (Costas Mandylor) mentre sono alla ricerca della redenzione. La storia ruota dunque attorno a un uomo che, considerato il più ricercato d’America, riemerge in una piccola cittadina del Kentucky. Il suo passato violento non è solo una parte della sua storia, ma una presenza costante che lo perseguita, alimentata da una folla assetata di vendetta e da una taglia da capogiro. La loro ritrovata pace affronta le sfide dei loro violenti passati e della vendetta.
Storyline:
In a town named Redemption, reformed gunslinger Keller and mad genius Ben are guided by spiritual leader Jericho towards vindication. While confronting their violent histories, their newfound peace is challenged by violence and revenge.
appunto, ed infuocate. E questo anche sul piano dei sentimenti, magari tra fratelli! Anzi, qui, la lotta intestina proprio tra fratelli - il Thomas Keller di Stephen Dorff e il Robert Keller di Jeremy Kent Jackson - sarà il piatto forte dei Gunslingers.
La panoramica di una New York all’altezza del primo Novecento, per l’esattezza del 1903, entra subito nel vivo di una regolazione di conti, come Dio comanda, nel segno di un western dai toni arditi e di grande impatto. Il primo protagonista sul campo - il Thomas Keller di un iconico Stephen Dorff - ha messo in atto una punizione esemplare per un pezzo grosso della città - già il cognome Rockefeller dovrebbe dire abbastanza - e si sa che quando infilzi certi personaggi, tocca poi guardarsi le spalle a vita. La drammatica sequenza in cui nell’agguato perde la vita il fratello di Thomas/Dorff, Robert Keller (Jeremy Kent
spesso e volentieri da Kevin Costner, un western non è tale se mancano le protagoniste femminili. In Gunslingers non mancano neppure quelle. Alcune, come la Val di Heather Graham, bucano lo schermo, e sfoderano un background di grande interesse, altre, si tengono magari nelle retrovie di un saloon, ma riescono ugualmente ad attirare l’attenzione: come non accorgersi della giovane, bionda e delicata figlia di Jericho (Costas Mandylor), il capo locale? La Bella interpretata da Scarlet Stallone - nella vita figlia d’arte di Sylvester Stallone - qui al suo debutto nel mondo del cinema, dimostra di saperci già fare e di avere le carte in regola per andare avanti, a prescindere dai natali. Il suo sguardo ritto in macchina promette bene.
E dunque, Thomas Keller/Dorff ha lasciato New York da tempo ma sono in diversi a dargli la caccia, anche per motivi opposti: da Val/Graham che compare nella cittadina con la figlia
Grace (Ava Monroe Tadross), ma non solo. Le motivazioni sono importanti tanto quanto il passato che si ripresenta quando meno te lo aspetti, con un nuovo conto da pagare, salato e con l’aggiunta degli interessi. Le sorprese possono svoltare l’angolo all'improvviso, e quelli che si ritenevano ormai fantasmi, possono dimostrare il contrario, facendo magari un ingresso trionfale a Redemption per fare giustizia, o, comunque, per onorare un accordo stipulato per l’appunto in quel di New York con chi conta davvero. I sentimenti, così come i legami di sangue, sembrano così retrocedere dietro la prioritaria riscossione di una taglia ad importo altissimo, mai visto prima, con buona pace di tradimenti intestini. Vedere di cosa si tratta, facendosi largo tra una sparatoria e l’altra tra fazioni opposte, tra solidarietà di squadra e tradimenti isolati, è un piacere che non vogliamo togliere a nessuno.
Se dunque i toni di base sono rigorosi, talora nudi
e crudi, rabbiosi e spietati, in pieno stile western, come anticipato, a stemperare il tutto ci pensa il Ben di Cage. Il suo bigottismo di fondo è tutto da gustare, e la sequenza della scheggia di legno nella spalla, è a dir poco esilarante! Quel ‘Gesù Cristo e che cazzo!’ che gli esce spontaneo, salvo pentirsene un attimo dopo, mettendosi una mano sulla bocca come il bambino che l’ha fatta grossa, è da manuale comico! Inerme e assurdo per la maggior parte del tempo, incapace di prendere in mano una pistola, mentre i suoi compari fanno anche la sua parte, il Ben di Cage non ha però nascosto certi segnali di fumo, ammiccando al fatto che le cose non sarebbero rimaste tali per molto. Così, si attendeva la svolta!
Era nell’aria da un po' di tempo, c’era solo da vedere quando, ma sapevamo che sarebbe successo. Così, accerchiato, proprio in
di particolarmente scenografico. E questo prima di raggiungere il siparietto che va a chiudere, ancora in leggerezza, con un finale che sembra uscito dall’impertinente libello in celluloide dei Coen.