Cast: Indy (Indy) Shane Jensen (Todd) Arielle Friedman (Vera) Larry Fessenden (Nonno di Todd) Stuart Rudin (Richard) Hunter Goetz (Metereologo) Anya Krawcheck (Dottoressa) Max (Bandito)
Musica: Sam Boase-Miller
Scenografia: Alison Diviney
Fotografia: Ben Leonberg (come Wade Grebnoel)
Montaggio: Ben Leonberg (come Curtis Roberts)
Makeup: Waldemar Pokromski
Scheda film aggiornata al:
12 Gennaio 2026
Sinossi:
Todd, un giovane che soffre di una malattia polmonare cronica, si trasferisce da New York City nella casa rurale e disabitata del suo defunto nonno nei boschi con il suo amato cane, un Nova Scotia Duck Tolling Retriever di nome Indy. La sorella di Todd, Vera, è preoccupata per l'isolamento di Todd a casa, credendo che la casa sia infestata dai fantasmi e abbia contribuito alla morte del nonno. Indy percepisce immediatamente una presenza in casa, che spesso si manifesta nell'ombra e a volte appare come una figura scura e scheletrica inzuppata di fango.
Mentre vagano per i boschi, Indy e Todd incontrano Richard, un vicino di vecchia data che li avverte delle trappole per volpi che ha piazzato nella zona. Richard dice a Todd che è stato lui a trovare il nonno di Todd dopo la sua morte, e che il golden retriever di suo nonno, Bandit, è scomparso da allora. Indy osserva ripetutamente l'entità oscura in casa e incontra un'apparizione di Bandit che lo conduce al piano di sopra. Sotto un armadio, Indy trova una bandana che è stata indossata da Bandit. Indy sperimenta anche sogni ricorrenti di essere attaccato dalla figura oscura e ha visioni del nonno di Todd, che sembra essere morto nella casa di una malattia simile.
Nel frattempo, la salute di Todd peggiora e inizia a tossire regolarmente sangue. Diventa sempre più aggressivo nei confronti di Indy e di Vera, che lo controlla per telefono. A tarda notte, Indy si sveglia e trova Todd in uno stato incoerente, che sbatte la testa contro la porta del seminterrato. Mentre Todd dorme, Indy osserva la figura avvicinarsi alla camera da letto. Todd si risveglia, crolla e viene separato da Indy dopo che l'entità chiude una porta tra di loro. Indy fugge di casa, con l'intenzione di trovare Richard in modo che possa aiutare Todd, ma rimane intrappolato in una delle trappole per volpi di Richard. Todd lo rimprovera tenendolo fuori al guinzaglio e costringendolo a dormire in una cuccia.
Una notte, mentre è fuori, Indy percepisce la figura oscura e sente Todd tossire rumorosamente dalla camera da letto al piano di sopra. La figura tenta di attaccare Indy, ma lui riesce a liberarsi correndo nella cuccia, facendola cadere e rompendo la catena dal suo ancoraggio all'interno. Indy trova la porta della cantina della casa misteriosamente aperta e si infiltra nella casa, inciampando nello scheletro di Bandit nel processo. Nel frattempo, la figura oscura si avvicina a Todd nella sua camera da letto mentre è in uno stato indebolito e in rapido deterioramento. Indy arriva in camera da letto e conforta Todd, che si gira e affronta il proprio cadavere sul letto; rendendosi conto di essere morto, Todd viene trascinato dalla figura attraverso la casa e nel seminterrato. Indy lo insegue, tentando di salvarlo mentre viene trascinato in un tunnel buio e cavernoso. Todd, accettando il suo destino, dice a Indy che è un buon cane, ma che non può salvarlo, prima di essere avvolto nel fango e preso dalla figura oscura.
La mattina seguente, Vera arriva a casa e scopre il corpo di Todd. Mentre è fuori, trova Indy seduto in fondo all'ingresso della cantina. Vera chiama in lacrime Indy, che si ferma dopo aver sentito il fischio di Todd dal tunnel, prima di salire le scale verso di lei.
Storyline:
Todd, a young man suffering from a chronic lung disease, relocates from New York City to his late grandfather's rural, uninhabited home in the woods with his beloved dog, a Nova Scotia Duck Tolling Retriever named Indy. Todd's sister, Vera, worries about Todd's isolation at the home, believing the house is haunted and contributed to their grandfather's death there. Indy immediately senses a presence in the home, often manifesting in shadows and sometimes appearing as a dark, skeletal figure drenched in mud.
While roaming the woods, Indy and Todd encounter Richard, a longtime neighbor who warns them of fox traps he has set in the area. Richard mentions to Todd that he was the one who found Todd's grandfather after his death, and that his grandfather's golden retriever Bandit has been missing since. Indy recurrently observes the dark entity in the house and encounters an apparition of Bandit which leads him upstairs. Beneath a wardrobe, Indy finds a bandana that was worn by Bandit. Indy also experiences recurring dreams of being attacked by the dark figure, and has visions of Todd's grandfather, who appears to have died in the home of a similar disease.
Meanwhile, Todd's health worsens and he begins regularly coughing up blood. He becomes increasingly aggressive toward Indy as well as Vera, who checks in on him by phone. Late one night, Indy awakens to find Todd in an incoherent state, slamming his head against the basement door. While Todd sleeps, Indy observes the figure approaching the bedroom. Todd awakens, collapses and is separated from Indy after the entity closes a door between them. Indy escapes the house, intending to find Richard so he can help Todd, but becomes caught in one of Richard's fox traps. Todd reprimands him by leashing him outside and forcing him to sleep in a doghouse.
While outside one night, Indy senses the dark figure and hears Todd coughing loudly from the upstairs bedroom. The figure attempts to attack Indy, but he manages to break free by running into the doghouse, knocking it over and breaking the chain from its anchor inside. Indy finds the home's cellar door mysteriously open, and infiltrates the home, stumbling across Bandit's skeleton in the process. Meanwhile, the dark figure approaches Todd in his bedroom while he is in a weakened, rapidly deteriorating state. Indy arrives in the bedroom and comforts Todd, who turns and faces his own corpse on the bed; realizing he has died, Todd is dragged by the figure through the house and into the basement. Indy chases him, attempting to save him as he is pulled into a dark, cavernous tunnel. Todd, accepting his fate, tells Indy he is a good dog, but that he cannot rescue him, before he is enveloped in muck and taken by the dark figure.
The following morning, Vera arrives at the house and discovers Todd's body. While outside, she finds Indy sitting at the bottom of the cellar entrance. Vera tearfully calls for Indy, who pauses after hearing Todd's whistling from the tunnel, before ascending the stairs to her.
Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)
“Ora abbiamo abbandonato le caverne, ma l’oscurità ancora ci perseguitaâ€
Il suo è un debutto alla regia in un lungometraggio. Il regista e sceneggiatore statunitense Ben Leonberg ha difatti al suo attivo solo un grappolo di cortometraggi a vario tema. E per essere un debutto, non se l’è cavata affatto male, a cominciare dall’eccentrico soggetto. Con Good Boy indaga l’universo delle percezioni sensoriali che hanno modo di giungere dalla sfera del post mortem. Un nonno con il suo cane, deceduti in una casa rurale, rimasta a lungo disabitata, dove di lì a poco, traferendosi da New York City, va ad abitare Todd (Shane Jensen), un giovane che soffre di una malattia polmonare cronica, insieme al suo cane - un Nova Scotia Duck Tolling Retriever - il cui nome Indy tradisce il palese omaggio a Indiana Jones: l’appellativo Indy deriva per l’appunto dal cane - alaskan malamute - di George Lucas.
Beh,
la novità in Good Boy è che il primo protagonista è proprio il cane Indy, non tanto per gli intensi primissimi piani, alle volte mirati persino alla sua sola pupilla, o per quel che fa, ma per la sua prospettiva, la sua ottica dominante sui fatti. E’ sua la visione e la percezione che ci catapultano fin da subito in una bolla tensiva, tra silenzi, attese, e ombre minacciose con inquietanti ingerenze: dal mondo dei morti o di un’oscurità sconosciuta. E non è sempre frutto della realtà , ma anche di sogni poco tranquilli. Si, avete capito bene, questo cane, Indy, almeno in questo film, ha la capacità di sognare. E badate che non si tratta di un cane qualsiasi ma, per la precisione, del fedele peloso dello stesso regista nella vita reale, chiamato in causa - così come i familiari, anche se la figura umana resta nell’ombra - per interpretare
l’ansia da inconscio congiunta a quella di proteggere il suo umano. Non un’ansia di poco conto: la scena in cui Indy fa la pipì sul tappeto di casa è più che significativa, nella sotterranea citazione parallela da L’esorcista di William Friedkin.
storia fondamentalmente horror, punteggiata dagli stop di macchina, per qualche secondo, a schermo nero. Non un horror prorompente, ma un qualcosa per lo più di sinuoso, insidioso come il serpente con il calcagno di Eva. Tra elementi consolidati del genere che non si fanno mancare, gli scricchiolii di porte, ma anche il piccolo schermo che esibisce il tipico ronzio quando i pixel denunciano il fuori trasmissione - la serie dei Poltergeist docet - mentre, quando trasmette regolarmente programmi, tradisce messaggi connessi con la storia cinematografica stessa: “Ora abbiamo abbandonato le caverne, ma l’oscurità ancora ci perseguitaâ€.
Ma Good Boy fa appello anche alla collaborazione del bosco per trasmettere quel mix di solitudine, malattia e attesa: di una guarigione? Si direbbe interiore, oltre che fisica. E Indy è il collante di tutte queste cose, colui che punta, odora, si spaventa ma protegge a tutti i costi, anche quando il suo padrone è
agli estremi per un aggravamento della malattia polmonare e tenta di tenerlo a distanza più volte ‘Non ora’, arrivando allo stop finale: “sei un bravo cane (il Good Boy del titolo) no, non puoi più salvarmi. Devi stare fermo quiâ€.
Così, se l’atmosfera in questo B-Movie dal tocco stilistico ‘indipendente’ è discretamente minacciosa, anche nella sorprendentemente sofisticata fotografia, è merito di questo coraggioso neo regista che, nella triennale gestazione di questo suo film, si è fatto carico della maggior parte del lavoro artistico. In qualità di esordiente regista, co-sceneggiatore, direttore della fotografia e montatore, Ben Leonberg costruisce dunque un racconto di case infestate e legami di dipendenza, spostando l’asse dello sguardo per l'appunto sul suo cane Indy, che diventa il perno percettivo dell’intera vicenda, lasciando gli umani, come quello dell’iperprotettiva sorella, in una sorta di nebulosa visione senza un vero campo. Il vero campo resta di Indy anche sui titoli di
coda, catturato in un lungo piano sequenza con il muso al vento fuori dal finestrino dell’auto. Ed ecco che, a quanto si vocifera, con Good Boy Ben Leonberg ha dato vita ad uno dei casi cinematografici di quest'anno!