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    IL FILO DEL RICATTO - DEAD MAN'S WIRE

    Dal 19 Febbraio - RECENSIONE - Dalla 82. Mostra del Cinema di Venezia (27 Agosto-6 Settembre 2025) - FUORI CONCORSO - Gus Van Sant (Will Hunting-Genio ribelle, Milk, Elephant, Paranoid Park) torna al Cinema dopo sette anni d’attesa per un thriller basato sulla storia vera di un rapimento avvenuto negli anni Settanta. Nel cast stellare: Al Pacino, Bill Skarsgård, Dacre Montgomery e Colman Domingo tra gli altri.

    "Questo progetto ha avuto un percorso tortuoso per arrivare alla conclusione. È basato su una vera storia di cronaca, ricostruita con cura, incentrata sulle azioni disperate di un uomo, Tony Kiritsis, nel 1977. Sentendosi tradito dalla banca che gestiva il suo mutuo e convinto che lo stessero sfruttando nel momento in cui era più vulnerabile, prese misure drastiche nel tentativo di riprendersi il controllo. Abbiamo cominciato a girare il film nel novembre del 2024, e in breve tempo, a mano a mano che il mondo intorno a noi cambiava, abbiamo notato parallelismi inquietanti tra la nostra storia e gli eventi globali in corso. Ciò ha reso il progetto allo stesso tempo attuale e scomodo. Spero che il film non causi troppa angoscia, sebbene riconosca che stiamo vivendo tempi molto difficili, e forse un certo disagio è inevitabile. Un ringraziamento alla Mostra del Cinema di Venezia, alle persone reali le cui storie hanno dato forma a questo film, al mio straordinario cast e ai miei straordinari collaboratori, che gli hanno dato vita con tanta intensità".
    Il regista Gus Van Sant

    (Dead Man's Wire; Usa 2025; Noir; 105'; Produz.: Elevated Films, Pressman Film, Pinstripes, Co Created Media in associazione con: Wrong Turn Productions; Artemis; Construction Film; Va Bene Productions; Balcony 9 Productions; Film Manufacturers; Punch Once; SIPUR; Three Point Capital (TPC); Velodrome; Yo Productions; Distribuz.: BIM Distribuzione)

    Locandina italiana Il filo del ricatto - Dead Man's Wire

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    Storyline

    Titolo in italiano: Il filo del ricatto - Dead Man's Wire

    Titolo in lingua originale: Dead Man's Wire

    Anno di produzione: 2025

    Anno di uscita: 2026

    Regia: Gus Van Sant

    Sceneggiatura: Austin Kolodney

    Soggetto: Ispirato ad un fatto realmente accaduto nel 1977: un sequestro con ostaggio le cui trattative - trasmesse in diretta tv - hanno tenuto con il fiato sospeso gli americani per 63 ore. Il film è parzialmente basato sul documentario Dead Man's Line (2018).

    Cast: Bill Skarsgård (Tony Kiritsis)
    Dacre Montgomery (Richard Hall)
    Colman Domingo (Fred Temple)
    Myha'la (Linda Page)
    Cary Elwes (Michael Grable)
    John Robinson (Il cameraman)
    Al Pacino (M.L. Hall)
    Kelly Lynch (Mabel Hall)
    Jordan Claire Robbins (Doreen)
    John N. Dixon (Pronto soccorritore)
    Neil Mulac (Agente Patrick Mullaney)
    Mark Helms (Frank Love)
    Jeffery Croft II (Impiegato alla stazione radio)

    Musica: Danny Elfman

    Costumi: Peggy Schnitzer

    Scenografia: Stefan Dechant

    Fotografia: Arnaud Potier

    Montaggio: Saar Klein

    Makeup: Debbie Zoller (direzione); John Caglione Jr. (per Al Pacino)

    Casting: Kathy Campbell

    Scheda film aggiornata al: 26 Febbraio 2026

    Sinossi:

    In breve:

    La mattina dell'8 febbraio 1977 Anthony G. "Tony" Kiritsis (Bill Skarsgård) entra nell'ufficio di M. L. Hall (Al Pacino), presidente della Meridian Mortgage Company) e prende in ostaggio il figlio Richard (Dacre Montgomery). Tony gli punta alla testa un fucile a canne mozze con una particolarità, collegato al grilletto c'è un dispositivo che, stretto al collo come un cappio, se sfiorato, ucciderà all'istante l'ostaggio. Le richieste di Tony sono chiare: 5 milioni di dollari, immunità e soprattutto scuse personali...

    In altre parole:

    Indianapolis, 1977. Anthony "Tony" Kiritsis è un onesto cittadino che ha comprato un appezzamento di terra con l'idea di farci costruire un centro commerciale, ma non è riuscito ad attrarre degli investitori e ora si trova nell'impossibilità di pagare i 130 000 dollari di mutuo. Nonostante le suppliche, la banca si rifiuta di concedergli proroghe e annuncia che procederà al pignoramento del terreno. Convintosi che il suo intermediario Richard Hall abbia segretamente dissuaso tutti i potenziali investitori per far sì che la banca, che appartiene proprio a suo padre, potesse impadronirsi di un terreno che faceva gola a molti, Kiritsis lo prende in ostaggio, legandogli al collo un filo il cui altro capo è legato al grilletto di un fucile a canne mozze: nel caso che Hall provasse a scappare o la polizia sparasse al suo rapitore, l'arma farà fuoco da sola, disintegrandogli il cranio. Data la posta in gioco, i media locali e, ben presto, la nazione intera si interessano a Kiritsis, che, incurante di non avere alcuna via di scampo, continua ad esigere a gran voce la somma di cinque milioni di dollari e le scuse a mezzo stampa di Hall.

    In dettaglio:

    Martedì 8 febbraio 1977, a Indianapolis, Tony Kiritsis arriva per un appuntamento con il ricco broker ipotecario M.L. Hall presso la Meridian Mortgage Company. Tony viene invece accolto dal figlio di M.L., Richard, che rivela che M.L. è partito in vacanza. Tony poi tiene Richard sotto minaccia di pistola e gli infila un fucile al collo come interruttore da uomo morto, preparato per sparare se lui tenta di scappare o se qualcuno interferisce. Crede che i Hall lo abbiano ingannato per il potenziale profitto dopo aver acquistato terreni per sviluppare e è determinato a smascherarli. Avvisa la polizia locale di aver fatto prigioniero Richard e poi si imprigiona di un'auto della polizia. Costringe Richard a guidarli a casa di Tony, seguito da vicino dalle autorità e dai giornalisti locali.

    All'interno del suo appartamento, Tony ha piazzato delle trappole su porte e finestre con esplosivi, e fissa Richard e il fucile a pompa al tavolo della cucina. L'edificio viene evacuato e Tony fa conoscere le sue richieste, inclusa una scusa da parte di M.L., mentre la notizia dello stallo si diffonde. Lasciando che Richard chiami sua moglie, Tony chiama personalmente il DJ radiofonico locale Fred Temple, che lo registra mentre spiega come la disperazione lo abbia spinto a prendere misure drastiche. La polizia permette a Fred di trasmettere la registrazione mentre elaborano un piano, con Fred che continua a fare da collegamento con Tony.

    Mercoledì, l'FBI interviene; M.L. si rifiuta di riconoscere i rancori di Tony o di scusarsi durante una telefonata con Richard e Tony. La polizia convoca il fratello di Tony, Jimmy. Giovedì, le autorità organizzano una conferenza stampa televisiva per Tony, concedendogli apparentemente l'immunità e perdonando il suo debito con milioni di risarcimenti, ma si preparano a ucciderlo se necessario. Con la rassicurazione di Jimmy, Tony decide di procedere con la conferenza e riattacca Richard al fucile a pompa.

    In diretta televisiva, Tony si dichiara eroe nazionale e costringe Richard a leggere una dichiarazione dell'azienda prima di prendere il controllo personalmente. Tony firma documenti per garantire le sue richieste, convinto di aver portato i Hall davanti alla giustizia e di aver ottenuto i soldi che ritiene di doversi. Quando Richard viene rilasciato, Tony spara con il fucile a pompa in aria per dimostrare che era carica, prima di essere prontamente arrestato. Richard si riunisce con la moglie, mentre un furioso Tony viene portato via.

    Mesi dopo, Tony viene processato e dichiarato non colpevole per motivi di infermità mentale, con grande disappunto dei Hall e della polizia, ma avendo trovato un certo sostegno pubblico. Tony afferma la sua sanità mentale mentre lascia il tribunale. Molti anni dopo, Tony e Richard si incrociano per caso in una panetteria, prendendo strade silenziose in silenzio. Un epilogo rivela che Tony è stato condannato a due anni in un istituto psichiatrico, ma ha scontato altri otto anni per aver rifiutato un trattamento psichiatrico. Richard lottò contro l'alcolismo dopo il suo rapimento, mentre l'azienda fallì presto.

    Storyline:

    On Tuesday, February 8, 1977, in Indianapolis, Tony Kiritsis arrives for an appointment with wealthy mortgage broker M.L. Hall at the Meridian Mortgage company. Tony is instead met by M.L.’s son Richard, who reveals that M.L. has left on vacation. Tony then holds Richard at gunpoint and wires a shotgun to his neck as a dead man’s switch, rigged to fire if he tries to escape or anyone interferes. He believes the Halls cheated him of potential profit after he bought land to develop and is determined to expose them. He notifies the local police that he has taken Richard prisoner then commandeers a police car. He forces Richard to drive them to Tony’s home, closely followed by the authorities as well as local reporters.

    Inside his apartment, Tony has booby-trapped the doors and windows with explosives, and secures Richard and the shotgun to his kitchen table. The building is evacuated and Tony makes his demands known, including an apology from M.L., as news of the standoff spreads. Letting Richard phone his wife, Tony makes a call himself to local radio DJ Fred Temple, who records him explaining how desperation drove him to take drastic action. The police allow Fred to air the recording while they formulate a plan, with Fred continuing to act as their liaison with Tony.

    On Wednesday, the FBI gets involved; M.L. refuses to acknowledge Tony’s grievances or apologize during a phone call with Richard and Tony. The police summon Tony’s brother Jimmy. On Thursday, the authorities organize a televised press conference for Tony, ostensibly granting him immunity and forgiving his debt with millions in compensation, but prepare to kill him if necessary. With Jimmy's assurance, Tony decides to go through with the conference and reattaches Richard to the shotgun.

    On live television, Tony declares himself a national hero, and forces Richard to read a statement from the company before taking over himself. Tony signs documents to guarantee his demands, convinced he has brought the Halls to justice and secured the money he feels he is owed. As Richard is released, Tony fires the shotgun in the air to prove it was loaded, before he is promptly arrested. Richard is reunited with his wife, while a furious Tony is taken away.

    Months later, Tony is tried and found not guilty by reason of insanity, to the dismay of the Halls and the police, but having found some public support. Tony asserts his sanity as he leaves the courthouse. Many years later, Tony and Richard coincidentally cross paths at a bakery, wordlessly going their separate ways. An epilogue reveals that Tony was sentenced to two years in a mental institution, but served an additional eight years for refusing psychiatric treatment. Richard struggled with alcoholism in the wake of his abduction, while the company soon went bankrupt.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Paradossalmente, il dramma di fatto vira quasi in commedia proprio quando, sui titoli di coda, vanno in scena sequenze rievocate da quella ormai lontana realtà: con i veri protagonisti incastonati nella surreale vicenda assurta agli onori della cronaca, con grande clamore di stampa televisiva e non. Ma chi solo conosce un po' Gus Van Sant, sa bene che cosa ha visto in un soggetto come questo: non tanto l’opportunità di resuscitare un fatto di cronaca ormai datata, quanto di affondare l’obiettivo della macchina da presa, ancora una volta, nella condizione umana, affondata in una cornice sociale talmente sbilanciata, da rende sottilissimo, per non dire invisibile, il filo di distinzione che normalmente intercorre tra ladri-truffatori e le loro vittime assetate di giustizia. Ora, va da sé che chiunque, sano di mente, pur avendo ragione da vendere, forse non arriverebbe mai ai livelli ‘tragicomici’ del nostro protagonista, preso al laccio dalla Meridian

    Mortgage Company, una società finanziaria avvezza a fare, cinicamente, i propri interessi, per quanto consapevole di arrecare enorme danno a chi le ha accordato fiducia. Ma Van Sant ha anche rispolverato dal baule questo soggetto perché tutt’altro che archiviato nel tempo, ma più attuale che mai, il che ne fa un film profondamente politico, oltre che ‘un caso umano’.

    Caso umano che muove da certo Anthony G. ‘Tony’ Kiritsis - un grandissimo Bill Skarsgård a tutto campo e a tenuta stagna per l’intera durata del film - furibondo con M. L. Hall - un Al Pacino assolutamente in parte con un’entrata in scena che tasta il polso al personaggio tipo - per l’appunto a capo della Meridian Mortgage Company, la società incriminata per aver soffiato all’investitore ciurlato, l’affare della vita, ovvero, un terreno su cui costruire un centro commerciale. Vale a dire, una potenziale frana di soldi andati in fumo,

    sostituita prestamente da una mole di debiti in perfetta salute.

    Caso umano dunque, che non chiede alcun preambolo di sorta, ma che entra subito nel vivo di quel che è a tutti gli effetti un sequestro di persona, ai fini di mettere a segno una gogna pubblica, delle scuse ufficiali da parte del titolare primario e, ovviamente, un lauto risarcimento per l’affare andato in fumo. Non un sequestro normale, ma un qualcosa di talmente grottesco da aver richiesto molto tempo ed energie per pianificarlo alla perfezione. E il piano ha un nome - Dead Man’s Wire, letteralmente ‘il filo dell’uomo morto’ - che dà titolo al film stesso. Il filo del ricatto in effetti, altro non è che un cappio intorno al collo del malcapitato ritenuto colpevole, con un fucile spianato collegato, e dunque impossibilitato a scappare o a fare movimenti di alcun tipo senza lasciarci la pelle. Peccato che

    al posto del capo ricercato - M.L. Hall di Pacino, in vacanza in Florida - si ritrovi solo il figlio Richard Hall (Dacre Montgomery all’altezza del suo implacabile carceriere), Presidente in carica della stessa Meridian Mortgage Company. Incastrato al posto del padre, si ritrova così costantemente in bilico sul filo di lana come un funambolo, mentre tenta di placare l’ira di Tony/Skarsgård.

    Involontario testimone dell’intera, assurda, situazione, un dj radiofonico de “la voce di Indianapolisâ€: il Fred Temple di Colman Domingo, personaggio che finisce per mediare la plateale ‘crisi’ generale, condotta da Kiritsis, andata in scena a cominciare dall'8 febbraio 1977, quando di buon’ora si è recato nell'ufficio di Richard Hall e lo ha ‘sequestrato’, tenendo sulla corda anche i plotoni di polizia sul campo, in allerta, per quanto a lungo pressoché inoperosa, perché in balia delle richieste del sequestratore. Considerata l’epoca dei fatti, poteva lo stile del film non

    calcare le orme di quell’inconfondibile cinema poliziesco anni Settanta? Qualche fermo immagine, scorcio in bianco e nero, la scansione cronologica giorno per giorno, e una spruzzata di velata ironia, condiscono questo nuovo piatto di celluloide in salsa Van Sant: indubbiamente appetitoso, se non proprio prelibato e, soprattutto, da assaporare con tutta calma, per qualche salutare riflessione a tema! C’è da dire che, nella realtà, di cui siamo informati da generose didascalie, se alla fine la truffaldina finanziaria è fallita, ‘giustizia è stata fatta’, anche se non esattamente in linea sui binari di percorrenza dell’impavido e inferocito ‘sequestratore per caso’.

    Riproduzione riservata © Copyright CELLULOID PORTRAITS

    Perle di sceneggiatura

    Fred Temple (Colman Domingo): Buongiorno Indianapolis, cosa ascolti? Sono DJ Fred Temple, grazie di essere qui con noi.

    Fred Temple: Salve signor Kiritsis!
    Tony Kiritsis (Bill Skarsgård): È è un onore Fred!
    Fred Temple: Che vuoi fare ragazzo?
    Tony Kiritsis: La società di mutui mi ha fregato! Hanno messo su un piano per rovinarmi! Non sono un ricco, sono un uomo come tanti e non è mai stato un problema. Sono un uomo solo che sta lottando contro il sistema!

    Richard Hall (Dacre Montgomery): Qual è il tuo piano, Tony, eh?! Cosa pensi di fare?
    Tony Kiritsis: Questo è il filo dell'uomo morto, se qualcuno mi dà uno strattone o strattona il fucile, lui muore.

    Tony Kiritsis: Voglio delle scuse formali da quelli che mi hanno fregato, un risarcimento per tutti i soldi che mi spetterebbero a oggi e voglio uscire da qui da uomo libero!

    M.L. Hall (Al Pacino): Non voglio dichiarami colpevole per quello che non ho fatto.

    Tony Kiritsis: C'è gente veramente cattiva a questo mondo...
    Fred Temple: Ti capisco, Tony, ma serbare rancore è come bere veleno e aspettare che sia l'altro a morire.

    Tony Kiritsis: Sono un eroe nazionale, ficcatevelo in testa!

    Pressbook:

    Press Book Italiano de Il filo del ricatto Dead Man s Wire

    Links:

    • Gus Van Sant (Regista)

    • Al Pacino

    • Colman Domingo

    • Dacre Montgomery

    • Bill SkarsgÃ¥rd

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    Galleria Video:

    Il filo del ricatto-Dead Man's Wire - trailer ufficiale

    Il filo del ricatto-Dead Man's Wire - teaser trailer ufficiale

    Il filo del ricatto-Dead Man's Wire - trailer ufficiale (V.O.) - Dead Man's Wire

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