Streaming Netflix: Dal 24 Dicembre - RECENSIONE - Kate Winslet debutta alla regia senza rinunciare al protagonismo e alla produzione, in collaborazione con Netflix, per una storia scritta da suo figlio Joe Anders e per la quale ha assemblato, oltre a se stessa, un cast 'all-star': Helen Mirren, Toni Collette, Johnny Flynn, Andrea Riseborough, Timothy Spall.
(Goodbye June; Regno Unito, Usa 2025; drammatico; 114'; Produz.: Netflix; Distribuz.: Netflix)
Cast: Helen Mirren (June) Kate Winslet (Julia) Toni Collette (Helen) Andrea Riseborough (Molly) Timothy Spall (Bernie) Johnny Flynn (Connor) Fisayo Akinade (Infermiere Angelo) Raza Jaffrey (Dr. Simon Khal) Stephen Merchant (Jerry) Jeremy Swift (Dr. David Titford) James Dryden (Patrick)
Musica: Ben Harlan
Costumi: Grace Clark
Scenografia: Alison Harvey
Fotografia: Alwin H. Küchler
Montaggio: Lucia Zucchetti
Effetti Speciali: Toby Marrow (supervisore)
Casting: Olivia Grant
Scheda film aggiornata al:
12 Gennaio 2026
Sinossi:
In breve:
Ambientato nella contemporanea Inghilterra, il film segue un gruppo di fratelli che, dopo anni di distanze e incomprensioni, si ritrovano costretti a confrontarsi con un evento improvviso e destabilizzante, che li obbliga a ricostruire i loro legami e a fare i conti con sentimenti mai risolti.
In dettaglio:
Si racconta una storia che si svolge poco prima di Natale.
La salute dell’anziana June (Helen Mirren) peggiora all’improvviso, i suoi quattro figli ormai adulti e il loro esasperante padre (Timothy Spall) si ritrovano e vengono travolti da un caos fatto di vecchie rivalità , dinamiche familiari irrisolte e dalla concreta prospettiva della perdita imminente di June. Costretti a riunirsi in un momento così delicato, i fratelli devono imparare a convivere di nuovo sotto lo stesso tetto, riscoprendo fragilità e affetti che credevano sepolti da tempo. Le feste, che avrebbero dovuto portare leggerezza, diventano così lo sfondo di un confronto necessario, a tratti doloroso ma inevitabile.
È però June, lucida e arguta nonostante la malattia, a indicare involontariamente la strada. Affronta la fine della vita con un’ironia tagliente, schietta sincerità e un amore immenso, trasformando la propria fragilità in una forma di guida silenziosa. E mentre la famiglia si aggrappa alle sue parole e al suo esempio, ognuno di loro scopre che, anche nei momenti più bui, è possibile ritrovare un legame capace di tenerli uniti e accompagnarli verso ciò che dovrà accadere.
Storyline:
Follows a group of fractured siblings who must come together under sudden and trying circumstances.
It's nearly Christmas when an unexpected turn in their mother's health thrusts four adult siblings and their exasperating father into chaos as they navigate messy family dynamics in the face of potential loss. But their quick-witted mother June orchestrates her decline on her own terms - with biting humor, blunt honesty and a lot of love.
Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)
Per il suo esordio alla regia l’attrice Kate Winslet ha puntato decisamente sul realismo! E, considerato il soggetto su cui ha puntato l’obiettivo - per giunta rilasciato in streaming Netflix alla vigilia di Natale - è una mossa a dir poco ardita, senza dubbio coraggiosa, ma non sconsiderata. D’altra parte, se si è presa in carico regia, interpretazione (nel ruolo di Julia) e produzione - cede solo la sceneggiatura a Joe Anders - non si può dire che Kate Winslet si sia inoltrata da sola in questo scomodo progetto, intitolato Goodbye June. Tanto per cominciare, un cast all-star non ha affatto disdegnato il sostegno, a cominciare dalla prima protagonista, nientemeno che Helen Mirren, qui nei panni moribondi della June del titolo.
Il film fa pochi passi prima che June/Mirren stramazzi a terra mentre si prepara un caffè. Il marito Bernard ‘Bernie’ (Timothy Spall) si trova in bagno a prepararsi alla
tessere antichi dissapori e diatribe del passato in una nuova tela, trasformata oggi dal tragico evento: da più che ruvida a seta buona, per avvolgere un futuro degno della progenie ancora addivenire.
dalla ruggine intercorsa, in particolare tra Julia/Winslet e Molly/Riseborough, che, proprio la madre June/Mirren, si rende capace di una svolta in grado di assorbire ogni rancore e preparare la famiglia ad andare avanti in armonia quando lei non ci sarà più. L’incontro tra le figlie ha luogo grazie ad una sorta di tranello, ordito dalla stessa June/Mirren in complicità con l’infermiere. Infermiere che fa quel che fa motivato da un’infanzia a sua volta traumatica, si direbbe su analoga lunghezza d’onda con il Bradley di Bill Nunn in A proposito di Henry di Mike Nichols.
Ci sono tre passaggi in grado di determinare la temperatura di questo Goodbye June: uno, in punta di eccellenza, che vede il confronto diretto, in una tardiva confessione reciproca, tra Julia/Winslet e Molly/Riseborough - bravissime entrambe! - che vale il cuore del film; il secondo, che svela la contraddittoria identità del marito di June/Mirren, Bernie/Spall, pure sorprendente
cantante per amore della moglie; il terzo, che riguarda la recita dei nipoti a Natale, anticipato proprio per la nonna, su cui una maggior sintesi avrebbe aiutato il flusso narrativo nei suoi già lenti movimenti. La voce fuori campo di June/Mirren infine, che vale l’eredità morale lasciata scritta in una lettera - proprio con l’aiuto delle figlie Julia/Winslet e Molly/Riseborough - a beneficio di Helen/Colette, incinta con un futuro da madre single, e del figlioletto ancora non nato, scandisce il post mortem della nonna, così come la vita che continua in una rinnovata armonia da parte di questo stesso nucleo familiare. Unica nota dolce e rasserenante in una pellicola acidula e sommessa, dove la linfa romantica - eccezione alla regola - si affida ai fiocchi di neve.