I ‘RECUPERATI’ di ‘CelluloidPortraits’ - RECENSIONE - Dal 20 Novembre - Dalla 20. Festa del Cinema di Roma (15-25 Ottobre 2025) Sez. Best of Fest - Dalla Berlinale 2025 in Concorso in ANTEPRIMA MONDIALEil 18 febbraio - In questa storia d'amore passionale e forte, impossibile da vivere, e dai molti risvolti politici e sociali, Jessica Chastain, a capo di una fondazione di danza a Città del Messico, si innamora di Fernando (Isaac Hernández), un ballerino messicano molto più giovane che, a un certo punto, attraversa illegalmente il confine degli Stati Uniti per raggiungerla...
(Dreams; Messico, Usa 2025; drammatico; 95'; Produz.: AR Content, Eastern Film, Teorema in co-produzione con Freckle Films; Distribuz.: Fandango Distribuzione)
Fernando (Hernández), a young ballet dancer from Mexico, dreams of international recognition and a life in the U.S. Believing his lover, Jennifer (Chastain), a socialite and philanthropist, will support him, he leaves everything behind, narrowly escaping death in the process. However, his arrival disrupts Jennifer's carefully curated world. She will do anything to protect both their futures--and the life she has built.
Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)
Grande errore mischiare il problema, estremamente variegato e complesso, dell’immigrazione - Messico-Usa andata e ritorno - con una storia d’amore tossica e dominata dal sesso, disturbante e disturbato. Non c’era bisogno di infliggere sessioni quasi sado-maso e una sorta di dipendenza che offusca e non motiva nel modo più giusto neppure il contesto: la danza. Scarne e fin troppo reiterate le schegge di prove o di spettacoli in materia, se non per mettere in luce la indubbia bravura del protagonista Fernando (Isaac Hernández), clandestino che ha riposto la fiducia nella persona sbagliata: la riccona figlia di papà - e sorella di un fratello odioso e urticante quale il Jake di Rupert Friend - per quanto affascinante e catalizzatrice di sguardi (la Jessica di Jessica Chastain).
quel camion; le pause a schermo nero, con le grida di aiuto in sottofondo; la liberazione del carico umano di notte; la cacciata del clandestino da luoghi pubblici come il bar; e, in seguito, le battute pungenti sulla danza in strada per un biglietto. I pregiudizi si rincorrono qua e là fino a raggiungere, non senza momenti di noia, l’atroce e disturbante finale, anticipato da premesse altrettanto deliranti, espressione della relazione tossica di cui sopra. L’immigrazione, alla fine, è quasi accidentale, piovuta addosso a due persone fuori fuoco, chi per un conto, chi per l’altro, con fondamentalmente ben poco in comune. Film da dimenticare in fretta!