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    WARFARE - TEMPO DI GUERRA

    RECENSIONE - VINCITORE al 71. Taormina Film Festival (10-14 Giugno 2025) per la 'MIGLIOR REGIA' - Dopo Civil War Alex Garland prosegue nel filone bellico, ancora una volta in collaborazione con Ray Mendoza, già supervisore militare nello stesso Civil War - Dal 21 Agosto -

    (Warfare; Usa, Regno Unito 2024; Guerra; 95'; Produz.: DNA Films; Distribuz.: I Wonder Pictures)

    Locandina italiana Warfare - Tempo di guerra

    Rating by
    Celluloid Portraits:



    Storyline

    Titolo in italiano: Warfare - Tempo di guerra

    Titolo in lingua originale: Warfare

    Anno di produzione: 2024

    Anno di uscita: 2025

    Regia: Alex Garland
    Ray Mendoza

    Sceneggiatura: Alex Garland, Ray Mendoza

    Soggetto: Basato sui ricordi, delle testimonianze e delle esperienze vissute sul campo da un gruppo di uomini dei corpi speciali della marina americana, i Navy SEAL – tra cui lo stesso Mendoza (co-sceneggiatore del film) – che hanno partecipato a una missione ad alto rischio a Ramadi, in Iraq, nel 2006.

    I nomi dei veri membri del team SEAL sono stati cambiati nel film per proteggere la loro identità, poiché alcuni prestano ancora servizio nell'esercito o hanno preferito rimanere anonimi. Gli unici nomi che non sono stati cambiati nel film sono quelli di Ray Mendoza ed Elliott Miller.

    Il film si svolge in tempo reale a partire dal titolo, da quel momento in poi, la durata rappresenta la durata effettiva della missione.

    Preliminaria - Ray Mendoza:

    Ray Mendoza ha prestato servizio per oltre sedici anni nel Seal Team 5, ricevendo anche una Silver Star per quanto dimostrato in azione nel corso degli anni.

    E' oggi alla sua seconda collaborazione, dopo il ruolo di supervisore militare in Civil War, con il regista e sceneggiatore Alex Garland.

    Cast: D'Pharaoh Woon-A-Tai (Ray Mendoza)
    Cosmo Jarvis (Elliott)
    Joseph Quinn (Sam)
    Will Poulter (Erik)
    Kit Connor (Tommy)
    Noah Centineo (Brian)
    Michael Gandolfini (Tenente Macdonald)
    Charles Melton (Jake)
    Taylor John Smith (Frank)
    Finn Bennett (John)
    Henrique Zaga (Aaron)
    Adain Bradley (Sergente Laerrus)
    Evan Holtzman (Brock)
    Alex Brockdorff (Mikey)
    Jake Lampert (Ted)
    Cast completo

    Costumi: David Crossman, Neil Murphy

    Scenografia: Mark Digby

    Fotografia: David J. Thompson

    Montaggio: Fin Oates

    Effetti Speciali: Ryan Conder (supervisore)

    Casting: Kharmel Cochrane

    Scheda film aggiornata al: 27 Novembre 2025

    Sinossi:

    Nel 2006, dopo la Battaglia di Ramadi, il plotone Navy SEAL Alpha One prende il controllo di una casa a due piani sotto la copertura dell'oscurità. L'ufficiale delle comunicazioni JTAC Ray Mendoza coordina il supporto aereo per monitorare la loro posizione, mentre il cecchino e infermiere Elliott Miller monitora un mercato in fondo alla strada insieme al collega cecchino Frank, fornendo sorveglianza a supporto di un'operazione congiunta con i marines.

    I traduttori dell'esercito iracheno Farid e Sidar riuniscono le due famiglie che vivono su piani separati dell'edificio in una delle camere da letto. I SEAL osservano l'aumento dell'attività nemica e il supporto aereo lascia la loro area. ANGLICO Il tenente McDonald comunica via radio per le risorse aeree mentre i traduttori avvertono che il nemico ha trasmesso un appello alle armi. Il Capo Capo Erik e il Sottufficiale Capo Sam ordinano ai traduttori di sorvegliare il piano inferiore dell'edificio.

    Una granata viene lanciata nella stanza del cecchino senza preavviso, ferendo Elliott. Viene chiamato un CASEVAC per evacuarlo mentre i SEAL e gli insorti si scambiano colpi di arma da fuoco. La squadra raccoglie l'equipaggiamento, fa saltare le mine Claymore per liberare il perimetro e si ritira attraverso una copertura fumogena verso un M2 Bradley dell'esercito statunitense in attesa. Mentre la rampa si abbassa per accogliere la squadra, un IED esplode. Farid viene ucciso; Sidar fugge; Elliott e Sam sono gravemente feriti; Ray, Erik e Tommy subiscono commozioni cerebrali. La squadra di Bradley, ferita, guida via il veicolo.

    Alpha One si riorganizza in casa, curando le gravi ferite di Sam ed Elliott. Alpha Two viene impedito di ridispiegarsi per aiutare Alpha One a causa di scontri a fuoco in strada. Il supporto aereo torna, ma poiché i caccia nemici sono così vicini alla posizione di Alpha One, McDonald può solo coordinare una dimostrazione di forza. Le lesioni cerebrali traumatiche di Ray ed Erik li fanno dissociare, diventando gravemente disorientati.

    Alpha Two arriva all'edificio e Jake prende il comando. La sua richiesta di un altro CASEVAC viene respinta per timore di un altro attacco con IED e ordina al suo ufficiale delle comunicazioni, John, di fingersi comandante della brigata per approvare la loro evacuazione. I SEAL forniscono fuoco di copertura mentre Elliott e Sam vengono evacuati con successo da Bradley. I sopravvissuti si preparano a difendere la casa con gli insorti che convergono su di loro e ordinano ai Bradley di rastrellare il secondo piano sopra di loro con i loro cannoni. Sotto la copertura di un'altra dimostrazione di forza, Alpha One e Alpha Two vengono trasportati fuori dall'area dai Bradley sotto pesante fuoco. I civili escono lentamente dalla camera da letto, sollevati che i soldati siano usciti, mentre gli insorti sopravvissuti si radunano cautamente per strada.

    Il film si conclude con il titolo: Per Elliott. Prima che scorrano i titoli di coda, il vero SEAL Team 5 coinvolto nella missione viene mostrato mentre partecipa alla produzione del film, insieme a un montaggio fotografico che mostra la casa reale, gli individui declassificati/classificati coinvolti e gli attori che li interpretano.


    Storyline:

    In 2006, after the Battle of Ramadi, Navy SEAL platoon Alpha One takes control of a two-story house under cover of darkness. JTAC communications officer Ray Mendoza coordinates air support to monitor their position, while sniper and corpsman Elliott Miller monitors a market down the street with fellow sniper Frank, providing overwatch in support of a joint operation with the marines.

    Iraqi army translators Farid and Sidar gather the two families who live on separate floors of the building into one of the bedrooms. The SEALs observe increasing enemy activity, and air support leaves their area. ANGLICO Lieutenant McDonald radios for air assets while the translators warn the enemy has broadcast a call to arms. Leading Officer in Charge Erik and Leading Petty Officer Sam order the translators to guard the lower level of the building.

    A grenade is thrown in the sniper's room without warning, injuring Elliott. A CASEVAC is called to evacuate him while the SEALs and insurgents exchange gunfire. The team gathers their gear, blows Claymore mines to clear the perimeter, and withdraw through smoke cover toward a waiting U.S. Army M2 Bradley. As its ramp drops to receive the squad, an IED explodes. Farid is killed; Sidar flees; Elliott and Sam are severely wounded; Ray, Erik, and Tommy suffer concussions. The injured Bradley crew drives the vehicle away.

    Alpha One regroups back in the house, tending to Sam and Elliott's severe injuries. Alpha Two is prevented from redeploying to help Alpha One by firefights in the street. Air support returns, but because enemy fighters are so close to Alpha One's position, McDonald can only coordinate a show of force. Ray and Erik's traumatic brain injuries cause them to dissociate and become badly disoriented.

    Alpha Two arrives at the building and Jake takes command. His request for another CASEVAC is denied for fear of another IED attack and he orders his communications officer, John, to impersonate the brigade's commanding officer to approve their evacuation. The SEALs provide covering fire as Elliott and Sam are successfully evacuated by Bradley. The survivors prepare to defend the house with insurgents converging on them, and order Bradleys to rake the second floor above them with their cannons. Under the cover of another show of force, Alpha One and Alpha Two are transported out of the area by Bradleys under heavy fire. The civilians slowly emerge from the bedroom, relieved the soldiers have left, while surviving insurgents cautiously gather in the street.

    The film ends on the title card: For Elliott. Before the end credits roll, the real SEAL Team 5 involved in the mission are shown participating in the production of the film, alongside a photo montage that shows the actual house, the declassified/classified individuals involved and the actors portraying them.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Davvero difficile esprimere un giudizio obiettivo su questo film, in cui la ‘guerra’ è protagonista assoluta, a cominciare dal titolo stesso: Warfare. Uno sguardo dall’interno, in presa diretta, sulla realtà, e senza sconti. Il che, nei termini in cui si svolge questa storia, condensata più sulle attese e sulle postazioni che non sull’azione in sé - dominante in altri film di genere - potrà anche risultare sfiancante. E non solo per i protagonisti che ritraggono un canovaccio vissuto in prima persona da Ray Mendoza - anche co-regista e co-sceneggiatore del film - e da un gruppo di uomini dei corpi speciali Navy Seal - ma anche per lo stesso spettatore. La macchina da presa di Alex Garland si identifica con l’occhio stesso del mirino con cui l’arma punta verso l’obiettivo sensibile – che non a caso – prende quasi tutta l’inquadratura sul grande schermo, mentre le radio comunicazioni tra

    i soldati scelti con i punti di comando fuori dalle postazioni si intrecciano serrate.

    Corre il 19 Novembre del 2006 a Ramadi, in Iraq, ma il prologo di Warfare è di quelli che non ti aspetti, ed è doppiamente sconcertante: in primo piano sullo schermo va in onda una sessione spiccatamente sexy ed ammiccante di fitness dance, tale da alimentare - e naturalmente allietare - le fantasie più spinte dei soldati che hanno difficoltà a contenere le proprie derivate emozioni da quello spettacolo di grazie femminili offerte virtualmente senza alcun pudore. Per contrasto, di lì a poco, il contraltare di un’area cittadina desolata e in completo silenzio, prende il primo piano assoluto, prima che ci si muova intorno ad una civile abitazione a due piani, con all’interno famiglie dedite al riposo notturno. Un elemento trascurabile per l’incursione di soldati che, dopo aver calmato i civili, faranno di quell’abitazione la loro

    postazione di avvistamento di soggetti pericolosi, tra i segnalati dal comando.

    La guerra è sempre la stessa, tra statunitensi e membri della jihad iracheni, quella più spesso ritratta al cinema, ma, comunque, non in questo modo. Uno tra i precedenti più nobili e ben riuscito è forse quello realizzato da Andrew Niccol con Good Kill (2016), ma qui il problema era allacciato al protagonismo del pilota di droni incarnato da Ethan Hawke. Per Garland/Mendoza invece, non è tanto importante il protagonismo, quanto piuttosto il senso di squadra, coalizzata contro un nemico ben conosciuto, ma pressoché fantasma sulla scena, mai identificato visivamente se non attraverso gli effetti devastanti dei loro attacchi improvvisi dalle postazioni meno prevedibili.

    Per Garland/Mendoza dunque, non è tanto importante la spettacolarizzazione di un soggetto che ben si presta alla tentazione di essere sfruttato in tal senso, quanto a dar vita a quel che succede nella realtà di

    conflitti come quello, tra gli stessi soldati: è di scena, alle volte sottesa e collegata da un filo invisibile, un genere di interazione umana in cui l’eroismo più autentico è quello di riuscire a stare al fianco, ed essere d’aiuto, all’altro, nelle situazioni più off-limits e nelle più imprevedibili circostanze. Così nella seconda parte di Warfare è come assistere alla dilatazione temporale di scene viste per pochi secondi ad esempio in film come Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg, di natura formale assolutamente contrapposta a Warfare. Dilatazione che, spesso, diventa insopportabile ai cinque sensi della nostra umile umanità, perché nel segno di una vera e propria ‘mattanza’. E Garland lo sa bene, ma è anche esattamente quello a cui mira. E se toglie a tratti il sonoro lasciando magari a tutto campo in primo piano la faccia di un ferito grave, con la bocca spalancata urlante per gli spasmi

    di dolore che invocano una sostanziosa dose di morfina, è per condire con tutta la portata tragica di quei momenti, certe realtà dei fatti, all’ombra di agguati imprevisti o non ben calcolati, e di tutte le insormontabili difficoltà per portare fuori i compagni più disgraziati da quell’inferno, tentando con ogni mezzo, di salvar loro la vita. Non certo per promuovere spettacolarizzazione del soggetto alcuna. Eppure, la linea posta a dividere i due opposti versanti, può risultare davvero sottile!

    Riproduzione riservata © Copyright CELLULOID PORTRAITS

    Perle di sceneggiatura

    Erik (Will Poulter): È l'entusiasmo del nuovo arrivato.

    Elliott (Cosmo Jarvis): È tornato. È la quarta c***o di volta che lo fa.
    Frank (Taylor John Smith): Dà un'occhiata o spia?
    Elliott: Dà un'occhiata con il chiaro intento di spiare.

    Erik: Qui Frontman 6-Romeo, chiediamo evacuazione immediata, abbiamo feriti gravi!

    Voce Off: Torneremo tutti a casa.

    Jake (Charles Melton): Abbiamo nemici sul nostro edificio e su quelli circostanti.

    Links:

    • Alex Garland (Regista)

    • Will Poulter

    • Warfare - Tempo di guerra (BLU-RAY + DVD)

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    Galleria Video:

    Warfare - trailer ufficiale

    Warfare - trailer ufficiale (V.O.)

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