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    Home Page > Movies & DVD > Napoleon

    NAPOLEON

    RECENSIONE - Joaquin Phoenix torna al registro storico sotto l'egida di Ridley Scott dopo Il gladiatore, per incarnare nientemeno che Napoleone Bonaparte dalle origini alla rapida e spietata scalata al potere - Dal 23 Novembre

    'Dedicato a Lulu'

    "La storia napoleonica è l'inizio della storia moderna. Ha cambiato il mondo, ha riscritto tutte le regole. A parte questo Napoleone era un personaggio singolarmente affascinante per un film, perché era un prigioniero del suo cuore e delle sue emozioni. Certo era un incredibile stratega e anche uno spietato politico, ma... ero affascinato soprattutto da un uomo così importante che mentre sta andando a conquistare Mosca è ossessionato da ciò che sua moglie sta facendo a Parigi... Quando è costretta ad allontanarla e sposare Maria Luisa d’Asburgo Lorena, che gli diede l’unico figlio legittimo, dice, consapevole: ‘Il mio destino è molto più potente della mia volontà’... Non c’è un modo semplice per descrivere l’esistenza di Bonaparte, ma quello che mi ha attirato è stato il suo carattere, la possibilità di esplorarne la mente".
    Il regista Ridley Scott

    (Napoleon (già 'Kitbag'); USA/REGNO UNITO 2021; biopic; 158'; Produz.: Apple Studios, Apple, Scott Free Productions; Distribuz.: Eagle Pictures)

    Locandina italiana Napoleon

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    Celluloid Portraits:



    See Short Synopsis

    Titolo in italiano: Napoleon

    Titolo in lingua originale: Napoleon (già 'Kitbag')

    Anno di produzione: 2021

    Anno di uscita: 2023

    Regia: Ridley Scott

    Sceneggiatura: David Scarpa

    Cast: Joaquin Phoenix (Napoleone Bonaparte)
    Vanessa Kirby (Giuseppina di Beauharnais)
    Rupert Everett (Duca di Wellington)
    Tahar Rahim (Paul Barras)
    Catherine Walker (Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena)
    Ben Miles (Armand Augustin Louis de Caulaincourt)
    Ludivine Sagnier (Teresa Cabarrus)
    Matthew Needham (Luciano Bonaparte)
    Youssef Kerkour (Louis Nicolas Davout)
    Phil Cornwell (Charles-Henri Sanson)
    Edouard Philipponnat (Alessandro I di Russia)
    Ian McNeice
    Scott Handy (Louis Alexandre Berthier)
    John Hollingworth (Marshal Ney)
    Alfredo Tavares (Comandante di plotone)
    Cast completo

    Musica: Martin Phipps

    Costumi: Janty Yates e David Crossman

    Scenografia: Arthur Max

    Fotografia: Dariusz Wolski

    Montaggio: Sam Restivo e Claire Simpson

    Effetti Speciali: Neil Corbould (supervisore effetti speciali), Kenneth Cassar (supervisore effetti speciali a Malta); Joseph DiValerio e Javier Menéndez (supervisori effetti visivi)

    Casting: Kate Rhodes James

    Scheda film aggiornata al: 24 Novembre 2023

    Sinossi:

    In breve:

    Il film è uno sguardo originale e personale alle origini di Napoleone Bonaparte (Joaquin Phoenix) e alla sua rapida e spietata scalata all'imperatore, vista attraverso il prisma del suo rapporto avvincente e spesso volatile con la sua prima moglie e vero amore, Josephine (Vanessa Kirby).

    Short Synopsis:

    The film is an original and personal look at Napoleon Bonaparte's origins and his swift, ruthless climb to emperor, viewed through the prism of his addictive and often volatile relationship with his wife and one true love, Josephine.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    La ‘destrutturazione di un mito’ nella visione artistica di un regista come Ridley Scott, incomparabile ‘esteta’, oltre che ‘investigatore viscerale’ di personalità complesse e controverse. A dominare un cast stellare, Joaquin Phoenix, davvero superbo in una recitazione per lo più ‘compressa’, ma, all’occorrenza, pronta ad esplodere come dinamite

    Persino una locandina, o character poster che dir si voglia, richiama l’arte: ed è quella in cui, il Napoleone di Joaquin Phoenix, è abbandonato in posa, sul suo trono, come nel famoso dipinto Napoleon I a Fontainebleau, di Paul Delaroche. D’altra parte, il Napoleon di Ridley Scott è pieno zeppo di citazioni artistiche: dal neoclassico Jacques-Louis David - vedi la scena dell'Incoronazione di Napoleone - o da Francois Bouchot, per quanto riguarda il subbuglio nel Consiglio dei Cinquecento. Ma si può dire che l’Arte pervada l’intera ‘epopea filmica’ di Napoleon, peraltro di grande appeal e non solo estetico, andando a rimarcare

    l’irrinunciabile, auto dichiarata, passione di Ridley Scott per la Storia dell’Arte. D’altra parte può succedere che, mentre si ricerca puntualità e massimo rigore per i riferimenti estetico-artistici, non ci si adoperi con la stessa cura per ottenere altrettanto rigore sul piano storico. Non è del resto la prima volta che vengono mosse critiche in tal senso a Sir Scott. Ma sembra altresì evidente che gli intenti di Ridley Scott non siano stati quelli documentaristici, piuttosto un’ardua operazione di ‘destrutturazione di un mito’, laddove non è sempre dato sapere, documenti alla mano, soprattutto sul piano ‘privato’. Perché nella cornice inevitabilmente storica, cadenzata pure da puntuali didascalie a scansione cronologica, Ridley Scott guarda sostanzialmente - scavalcando battaglie mozzafiato per scenografie, musiche, fotografia e scorci minimalisti come solo lui sa cogliere e che non si fa certo mancare - al Napoleone privé e all’endoscopia del personaggio in una sorta di indagine para-psicoanalitica. Indagine

    cui si presta a 360° Joaquin Phoenix, un’autorità sul campo in fatto di personalità complesse e ‘disturbate’. La sintesi, nelle ultime parole di Napoleone - ‘Francia, Esercito, Giuseppina’ - l’estensione dell’analisi, nel corpo di una storia personalizzata: incastonata in un’ambizione ostinata; in frustrazioni e fragilità represse; nell’ossessione di compiacere la madre; nell’incapacità di amare, se non sé stesso. E questo a dispetto delle innumerevoli femmine coinvolte, per poco e in un sesso compulsivo e rapido, compresa la sua Giuseppina (nelle cangianti sfumature sottese di Vanessa Kirby), incapace di concepire un figlio e dunque di dargli un erede, necessario per il futuro della Francia.

    Si è detto che Ridley Scott abbia qui inteso riassumere tutti i vari Napoleone in un unico, ampolloso, ritratto. Mah, non saprei! Quel che è certo è che, a prescindere dai precedenti in celluloide, il biopic di Rideley Scott segue Napoleone Bonaparte (Joaquin Phoenix) e l’imperatrice Joséphine

    (Vanessa Kirby) durante la loro ascesa al potere sulla Francia e su tutta l’Europa, partendo dalle prime mosse, quando Napoleone era visto come un semplice ‘cavaliere corso’, poco più tardi definito, poco simpaticamente, ‘delinquente corso’. Indubbiamente contraddittorio, questo Napoleon/Phoenix, in grado di far sparare tempestivamente sulla folla, pur di uscire vittorioso da un qualsiasi conflitto, ma anche di commuoversi o scoppiare in lacrime, generalmente per rabbia, di contro ad un qualsivoglia affronto alla sua persona. Ma tutto è calibrato e plausibile, oliato a dovere per far funzionare la grande ‘macchina’ del tempo, con l’obiettivo di ‘gloria e onore alla Francia’, grazie al suo operato. Sul campo di battaglia sono di scena i silenzi compressi nell’attesa di dare l’ordine di agire, magari solo con minimi cenni del capo. Ma se tutto funziona, al punto da incantare e non far sentire il peso dei 158 minuti di durata del film, è proprio

    perché si punta alla persona, prima che al militare. E le due realtà si compensano comunque nel tratteggiare un ritratto ben più complesso e contraddittorio di come ce lo potevamo essere immaginato.
    Il suo volto è pressoché sempre nell’occhio della macchina da presa mentre il suo occhio, aderente alla lente di un cannocchiale, raggiunge - in una suggestiva soggettiva cinematografica - gli esiti di una battaglia in corso. E quando non è direttamente in campo, lo sono i suoi pensieri, costantemente rivolti a colei (Giuseppina/Kirby) che diventerà la sua confidente elettiva, il suo pilastro, quando le scrive lettere volte ad accorciare le distanze e a riceverne conforto e sostanziale supporto: una costante la voce fuori campo di Napoleone, dominante di contro a quella di lei. I rispettivi tradimenti, mal digeriti in particolar modo da Napoleone, ovviamente - ma non solo - sono conditi con gli scandali a mezzo stampa, che

    evidentemente già all’epoca imperversavano, facendo infuriare i protagonisti in causa, messi alla berlina senza riguardo alcuno. E se ogni delicata vicenda personale, messa sotto la lente d’ingrandimento per essere data in pasto all’opinione pubblica, poteva essere già di per sé sgradevole, la contestualizzazione epocale, disgustosamente e pesantemente ‘patriarcale’, profondamente maschilista, rendeva indubbiamente ancora più inaccettabile il conflitto tra le parti.

    Così, partendo da lontano, con Maria Antonietta in odore di ghigliottina - più tardi derisa sul palcoscenico di un teatro, da attori maschi vestiti da donna, in un cabaret atto ad alimentare l’orgoglio patriottico francese e quello del regista nel portare un altro pezzo di arte nel cinema - Ridley Scott procede a grandi passi, a cadenza ‘epistolare’, oltre che cronologico-operativa, verso l’ascesa di questo ‘piccolo’ uomo verso il soglio regale da ‘Imperatore’. Tra meschinità a grappolo, furore di folle - sono ben noti i bollenti spiriti del popolo francese ridotto

    alla fame per il mal governo e il potere corrotto - Napoleon/Phoenix si fa strada aprendosi varchi sempre più ampi tra gli alti ranghi. Lo stratega che è in lui fa bella mostra di opera di convincimento affinché ci si affidi ai suoi interventi militari, per risolvere man mano situazioni di conflitto o di stallo internazionali. Le contrattazioni, i compromessi, gli scambi, gli accordi, sono la parte più noiosa, ma sono ben diluiti nel contesto generale, ripartito tra spazi ‘intimi’ e battaglie memorabili, in punta di vittoria, così come di sconfitta. Ma Ridley Scott lavora molto bene anche sui dettagli minimalisti: fa parte di questo ricco glossario la palla di cannone estratta dal petto del cavallo di Napoleone, ‘per la mamma’; la spada (una tra le tante senza nome) data al bambino che gli aveva chiesto di recuperare quella del padre morto; i suoi stessi, temporanei, ridicoli ‘torpori’ nelle situazioni

    meno opportune; la mosca annegata nel bicchiere di vino - metafora di oscuri presagi? - o certi scorci ravvicinati in battaglia, magari sotto il ghiaccio, dove il sangue di corpi in lotta tra la vita e la morte, ci restituisce frammenti di magistrali riprese. E che dire di città evacuate in fiamme pur di non accordarsi con Napoleone? Le manipolazioni e gli oscuri giochi di Palazzo non sono nati oggi, e i confini di accordi e alleanze possono mutare di abito molto velocemente. Perciò, fuori dai denti di sedicenti campanilismi, è sostanzialmente questo il nocciolo della questione. Ed è già uno spettacolo nello spettacolo osservare come la frustrazione repressa prende corpo e anima in Joaquin Phoenix che aveva già scaldato i motori molto tempo fa con il suo perfido Commodo ne Il gladiatore. E, francamente, chi ha ridotto la sua interpretazione ad un Napoleone ‘con la feluca (l’iconico cappello), o

    senza la feluca’, ha visto un altro film.

    Un glossario intimista che d’altra parte coinvolge gli splendidi scorci cittadini che sembrano respirare l’epoca storica da ogni poro, nelle cromie desaturate, seppiate e polverose. Così come i sontuosi notturni, o le cruente battaglie, veri e propri quadri d’epoca, mai ‘doppiate’ e mai senz’anima, al contrario, ricchissime, e persino strabilianti, negli scenari nebulosi ed innevati da favola, ma di elettivo realismo, così come certi ‘spettacolari rallenti’, mai artificiosi. Affreschi di conquista e di sconfitta che, passando per un divorzio obbligato, in funzione di un erede mancato, portano il nostro Napoleon/Phoenix al ben noto doppio esilio, prima all’Isola d’Elba e dopo a Sant’Elena. Anche qui, scartando dall’idea di spaccare il capello in quattro sul rigore storico, a Scott interessa completare il ‘ritratto’ del suo Napoleone, aggiungendo dettagli che vanno a tornire i tratti più sottesi della sua complessa personalità. Curioso l’episodio in cui

    Napoleon/Phoenix interroga due ragazzine, quasi per gioco, su cosa sanno di certi eventi, allo scopo di sondare il grado della sua popolarità. Occasione per ribadire il suo incontenibile egocentrismo, alimentato da una sete implacabile, e soggiogato dal peso delle sue stesse ossessioni. E’ del resto lo stesso Ridley Scott ad indicare il focus delle sue intenzioni riguardo al personaggio nel film, e direi che ha centrato l’obiettivo alla grande: “... Napoleone era un personaggio singolarmente affascinante per un film, perché era un prigioniero del suo cuore e delle sue emozioni. Certo era un incredibile stratega e anche uno spietato politico, ma… ero affascinato soprattutto da un uomo così importante che mentre sta andando a conquistare Mosca è ossessionato da ciò che sua moglie sta facendo a Parigi”

    Perle di sceneggiatura

    Paul Barras (Tahar Rahim): Dobbiamo servire da esempio o cadranno altre città.

    Napoleone (Joaquin Phoenix): Vi avevo promesso un grande successo.

    Napoleone: Io sono destinato alla grandezza, ma chi ha il potere vede in me solo una spada.

    Giuseppina (Vanessa Kirby): Voi vi credete grande. Siete soltanto un bruto che non vale niente senza di me.

    Napoleone: Se faccio un errore, sono il primo ad ammetterlo. Ma io non ne faccio.

    Links:

    • Ridley Scott (Regista)

    • Joaquin Phoenix

    • Rupert Everett

    • Tahar Rahim

    • Vanessa Kirby

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    Galleria Video:

    Napoleon - nuovo trailer ufficiale

    Napoleon - trailer ufficiale

    Napoleon - trailer ufficiale (V.O.)

    Napoleon - clip 'Incoronazione'

    Napoleon - featurette 'Dietro le quinte con Ridley Scott' (sub ITA)

    Napoleon - featurette 'Dietro le quinte con Joaquin Phoenix (Napoleone Bonaparte)' (sub ITA)

    Napoleon - featurette 'Dietro le quinte con Vanessa Kirby (Giuseppina)' (sub ITA)

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