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    Home Page > Movies & DVD > Dune

    DUNE

    I ‘RECUPERATI’ di ‘CelluloidPortraits’ - Tra i più attesi!!! - RECENSIONE - 78. Mostra del Cinema di Venezia (Fuori Concorso, proiezione il 3 Settembre) - Dal regista di Blade Runner 2049, Denis Villeneuve, un nuovo adattamento dal classico cult Sci-Fi Dune, che segue quello di David Lynch del 1984, entrambi ispirati dal best seller di Frank Herbert. E con questo film Villeneuve conta la sua terza incursione nel genere Sci-Fi, dopo Arrival e il su citato Blade Runner 2049 - Dal 16 Settembre

    "... Sono legatissimo a questa storia e ci tenevo a non tradire la quantità di materiale né di esserne sopraffatto. Più che un film, è un’esperienza e va fatta nelle migliori condizioni possibile, in IMAX, in rispetto comunque della sicurezza che viene prima di tutto... Un segno premonitore di quello che succede alla Terra, un racconto dei poteri forti, tra politica e religione e una visione lucida dell’impatto che ha avuto il colonialismo. Probabilmente la rilevanza di questo progetto è maggiore oggi di quanto non fosse 40 anni fa. È una storia moderna che ci coinvolge tutti e anche che ci dovrebbe spingere ad arrabbiarci e ad alzare la voce per proteggere il pianeta che stiamo lasciando alla generazione futura. Resta un’avventura di sopravvivenza".
    Il regista e co-sceneggiatore Denis Villeneuve

    (Dune; USA/UNGHERIA/CANADA 2019; Avventura drammatica Sci-Fi; 155'; Produz.: Legendary Entertainment; Distribuz.: Warner Bros. Pictures.)

    Locandina italiana Dune

    Rating by
    Celluloid Portraits:



    See Short Synopsis
    Trailer

    Titolo in italiano: Dune

    Titolo in lingua originale: Dune

    Anno di produzione: 2019

    Anno di uscita: 2021

    Regia: Denis Villeneuve

    Sceneggiatura: Eric Roth, Denis Villeneuve e Jon Spaihts

    Soggetto: Adattamento in due parti del romanzo fantascientifico di Frank Herbert già portato sullo schermo da David Lynch con l'omonimo film nel 1984.

    Cast: Timothée Chalamet (Paul Atreides)
    Rebecca Ferguson (Lady Jessica)
    Oscar Isaac (Duca Leto Atreides)
    Josh Brolin (Gurney Halleck)
    Stellan Skarsgård (Barone Vladimir Harkonnen)
    Dave Bautista (Glossu 'Bestia' Rabban)
    Stephen McKinley Henderson (Thufir Hawat)
    Zendaya (Chani)
    David Dastmalchian (Piter de Vries)
    Chen Chang (Dr. Wellington Yueh)
    Sharon Duncan-Brewster (Liet-Kynes)
    Charlotte Rampling (Reverenda Madre Mohiam)
    Jason Momoa (Duncan Idaho)
    Javier Bardem (Stilgar)
    Babs Olusanmokun (Jamis)

    Musica: Hans Zimmer

    Costumi: Jacqueline West e Bob Morgan

    Scenografia: Patrice Vermette

    Fotografia: Greig Fraser

    Montaggio: Joe Walker

    Effetti Speciali: Gerd Nefzer (supervisore effetti speciali); Paul Lambert (supervisore effetti visivi)

    Makeup: Donald Mowat (direzione)

    Casting: Francine Maisler e Jina Jay

    Scheda film aggiornata al: 10 Novembre 2021

    Sinossi:

    Nell'Undicesimo millennio, l'umanità è diffusa nell'universo con un sistema politico feudale: il potere è retto da una monarchia con dei potenti casati in lotta. L'universo conosciuto è governato dall'imperatore Padishah Shaddam IV e al centro di questo sistema si trova il pianeta desertico Arrakis, luogo di origine della Spezia, una sostanza che prolunga la vita, accresce la conoscenza e permette ai mostruosi piloti della Gilda spaziale, la corporazione dei trasporti, di attraversare l'universo sfruttando le curvature spazio-temporali.

    La Gilda teme una cospirazione che potrebbe mettere a repentaglio la produzione di Spezia e invia un emissario per chiedere una spiegazione all'Imperatore, il quale rivela i suoi piani per distruggere la Casa Atreides. La popolarità del Duca Leto, Signore della casata, è cresciuta nell'impero e si sospetta che stia accumulando un esercito segreto, che l'imperatore Shaddam vede come una potenziale minaccia al suo dominio. Il piano è quello di affidare alla casata Atreides il controllo del pianeta Arrakis (noto anche come Dune), e, una volta installati su Arrakis, intende fargli tendere un'imboscata dai loro nemici giurati, la casata degli Harkonnen, con l'assistenza delle truppe d'élite dell'Imperatore, i Sardaukar.

    Il navigatore della gilda ordina quindi all'Imperatore di uccidere il figlio del duca Leto, Paul Atreides, un giovane che ha visioni profetiche in quanto è legato ad un secolare programma portato avanti dalla Sorellanza, una confraternita di sacerdotesse che crede nella venuta di un Eletto.

    Gli Atreides sono consapevoli della trappola tesa dai nemici e dal sovrano ma contano su una loro invenzione, il Modulo Estraniante, un'arma potentissima basata sul suono. Giunti sul pianeta Dune scoprono che i nativi di Arrakis sono i Fremen, un popolo misterioso che da lungo tempo ha profetizzato la venuta di un messia che li condurrà alla libertà. Ne esistono un gran numero e potrebbero dimostrarsi potenti alleati. Il duca Leto inizia a guadagnare la fiducia dei Fremen, ma prima che possa essere stabilita un'alleanza, gli Harkonnen lanciano il loro attacco. Il traditore degli Harkonnen all'interno di Casa Atreides, il dottor Wellington Yueh, medico personale di Leto, disabilita gli scudi critici e distrugge le armi soniche, lasciando gli assediati indifesi.

    Morto il Duca Leto, suo figlio Paul e la madre di quest'ultimo, Lady Jessica riescono a fuggire, per unirsi al popolo nomade dei Fremen, in grado di sopravvivere al clima ostile del pianeta e di cavalcare i giganteschi vermi delle sabbie. Essi hanno atteso a lungo la venuta di un Messia, il Mahdi, che li guidi, dopo secoli di persecuzioni, in una sanguinosa jihad alla conquista del pianeta e di tutto l'impero, dato che come ben sanno l'imperatore, la Gilda e gli Harkonnen, "chi controlla la Spezia, controlla l'universo". Paul, conscio di essere lui l'Eletto che essi aspettavano, assume il nome Fremen Muad'Dib ed insegna ai Fremen a costruire e usare i moduli Estranianti.

    Nella battaglia finale con l'Imperatore giunto su Arrakis, Paul lancia un attacco contro gli Harkonnen e i Sardaukar. Cavalcando sui vermi della sabbia e brandendo le loro armi sonore, i guerrieri Fremen sconfiggono facilmente l'imperatore. Una volta ad Arrakeen, Paul affronta l'Imperatore sconfitto e impegna Feyd-Rautha in un duello fino alla morte. Dopo aver ucciso Feyd, Paul dimostra i suoi nuovi poteri e adempie alla profezia dei Fremen facendo cadere la pioggia su Arrakis dopo millenni. I mostruosi vermi della sabbia vengono uccisi dalla pioggia e sua sorella Alia lo dichiara essere il "Kwisatz Haderach", ovvero il Messia atteso.

    Short Synopsis:

    Feature adaptation of Frank Herbert's science fiction novel, about the son of a noble family entrusted with the protection of the most valuable asset and most vital element in the galaxy.

    A mythic and emotionally charged hero's journey, "Dune" tells the story of Paul Atreides, a brilliant and gifted young man born into a great destiny beyond his understanding, must travel to the most dangerous planet in the universe to ensure the future of his family and his people. As malevolent forces explode into conflict over the planet's exclusive supply of the most precious resource in existence-a commodity capable of unlocking humanity's greatest potential-only those who can conquer their fear will survive

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Il Pianeta Arrakis è così bello quando il sole è basso, a volute sulla sabbia, si vede la spezia nell’aria (Ma…) Al calar della sera …

    Trattandosi di un remake, la storia è scritta. Ma se per il nuovo adattamento del classico Sci-Fi Dune - che segue quello di David Lynch del 1984, entrambi ispirati dal best seller di Frank Herbert - già nato all’origine come tomo di ben 700 pagine - viene chiamato all’appello un regista come Denis Villeneuve, qui alla sua terza incursione dopo il capolavoro Arrival e Blade Runner 2049, la cosa si fa interessante. E le aspettative montano di conseguenza come l’albume a neve. Sembra che le sfide di gran calibro attirino Villeneuve a calamita. Il passo più azzardato lo aveva già fatto con Blade Runner. Non è stata davvero cosa da poco rimettere le mani in pasta per un seguito ad un cult sci fi

    di tale portata! Ma il cineasta ne ha di colpi in canna! Eppure, il suo Dune, pur avendo moltissimi pregi, non può essere considerato, a nostro avviso, la sua opera migliore.

    Lo scenario è sempre quello di una storia incastonata in un sistema feudale che domina l’universo. Si guarda dunque al futuro con apprensione e, come in Star Wars, si parano davanti le pedine di una immensa partita a scacchi per l’accaparrarsi del potere assoluto, dove popoli e fazioni avversi e tanto diversi tra loro come le rispettive etnie, si combattono per la vita e la morte. Sodalizi, tradimenti e doppiogiochismi sono all’ordine del giorno come in ogni saga che si rispetti. Così come quella riflessione altra, tra preveggenza e determinazione, tra capacità reale e sovrannaturale, cui qui viene dato forse più spazio che nel precedente Dune, focalizzato principalmente sull’impedimento naturale del verme all’estrazione della famosa Spezia, cui ognuno aspira e

    di cui il pianeta Arrakis abbonda. L’annosa lotta per il potere derivato da un qualcosa che garantisce immensa ricchezza. Come non contendere per questo? Una storia vecchia millenni, nella realtà prima ancora che nella finzione.

    Un grande uomo non cerca di essere un leader, è chiamato ad esserlo

    Insomma, qui, mentre nel futuro il potere è nelle mani di un imperatore sotto il quale lottano tra di loro importanti casate, sul desertico pianeta Arrakis permane la Spezia, sostanza preziosa da svariati punti di vista. Alla casata Atreides e al suo capo, il Duca Leto (Oscar Isaac) viene affidato il controllo del pianeta. E quando si dice ‘controllo del pianeta’, con una posta in gioco così alta, come non immaginare una congiura all’orizzonte per eliminare l’incomodo? Ma la congiura è destinata ad oltrepassare l’ostacolo ‘ad persona’, perché il Duca Leto ha un figlio - il Paul di un intenso e magnetico Timothée

    Chalamet - che sembra predestinato a mettersi in gioco per risolvere le cose, forte di particolari poteri in progress, educati al loro sviluppo fino alla massima estensione, dalla stessa madre Lady Jessica (Rebecca Ferguson). E dunque la diatriba si dilata da padre a figlio, mentre Paul/Chalamet si rafforza sempre più, di visione in visione, tramite frequenti sogni premonitori.

    Un film indubbiamente interessante ma non abbastanza da ergersi a capolavoro assoluto. E questo per diverse ragioni. Dune non brilla per caratura di tempi, soprattutto nella seconda parte, così dilatati su spostamenti e colluttazioni, combattimenti vari e inevitabili corpo a corpo o di gruppo, che alla fine smorzano verve e mordente, andando a diluire l’intensità dell’introspezione, necessaria alla riflessione. D’altra parte a suo favore ci sono una fotografia ed un tocco di ripresa su ambientazioni e protagonisti, tipici di un cinema d’autore: come il giocare sull’intensità dei chiaroscuri in modo da virare il

    colore in bianco e nero e viceversa. Scelta vincente poi, il protagonismo magnetico naturale del giovane Timothée Chalamet nelle vesti del futuro duca Paul Atreides, un tramite di focale importanza per l’inedita ed apprezzabile incentivazione sull’interiorizzazione meditativa.

    Interiorizzazione avvalorata da un addestramento analogo alla infinita saga di Star Wars, in cui bene o male, la Forza mentale e la capacità di gestirla ai più alti livelli, può fare la differenza: in Dune molto elegante e di grande impatto, persino metafisico, la sequenza dell’educazione ed esortazione all’uso della voce, da parte della madre al figlio Paul. Fa da sfondo un’ampia ambientazione di interni di gusto medievaleggiante. Così Villeneuve mette in scena con navigata professionalità il classico contrapposto tra avvenirismo di mezzi, e tocco antichizzante di certe ambientazioni e costumi. L’andamento delle dune in pieno deserto, con le sue tempeste, ha poi degli scorci da favola, così come ha il suo fascino

    quel che potremmo chiamare un moderno elicottero a forma di macro insetto, dotato di coltelli come ali, velivolo che, con il decollo, parafrasa meccanicamente, il volo di una libellula. Interessante, iconica immagine, d’altra parte, un po' abusata in un film come questo, di ben 155 minuti. Villeneuve non resiste neppure all’autocitazionismo con i mezzi in sospensione a forma elissoidale, qui in orizzontale, mentre in Arrival si imponeva all’attenzione il monolite in verticale: un altro mix tra antico (forma preistorica di roccia o maxi sasso di fiume) e avvenirismo Sci Fi. Con un debito morale all’anima metafisica Kubrickiana di 2001 Odissea nello spazio?

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)











    main trailer ufficiale:



    trailer ufficiale:

    Links:

    • Denis Villeneuve (Regista)

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    • LA NOTTE DEL GIUDIZIO - VIDEO-INTERVISTA in Lingua Originale INGLESE con sottotitoli in ITALIANO all'attore ETHAN HAWKE (Interviste)

    • LA NOTTE DEL GIUDIZIO - VIDEO-INTERVISTA in Lingua Originale INGLESE con sottotitoli in ITALIANO all'attrice LENA HEADEY (Interviste)

    • LA NOTTE DEL GIUDIZIO - VIDEO-INTERVISTA in Lingua Originale INGLESE con sottotitoli in ITALIANO al regista JAMES DEMONACO (Interviste)

    • LA NOTTE DEL GIUDIZIO - VIDEO-INTERVISTA in Lingua Originale INGLESE con sottotitoli in ITALIANO al produttore JASON BLUM (Interviste)

    • 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica 1-11 settembre 2021 - 'Dune', diretto da Denis Villeneuve, Fuori Concorso in prima mondiale (Speciali)

    • CDGA 2022 - Costume Designers Guild Awards: 'Dune', 'Cruella' e 'Coming 2 America' prendono premi cinematografici - Elenco dei vincitori (Speciali)

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