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    Home Page > Movies & DVD > Suspiria

    SUSPIRIA

    Tra i più attesi!!! - RECENSIONE - VINCITORE del Premio Robert Altman Award agli Independent Spirit Awards - Dalla 75. Mostra del Cinema di Venezia (Concorso) - Il regista Luca Guadagnino (Io sono l'amore, A Bigger Splash) rispolvera il classico Suspiria (1977) di Dario Argento in un remake - Dal 1° Gennaio

    (Suspiria; ITALIA/USA 2017; Thriller Horror; 152'; Produz.: Frenesy Film Company/Mythology Entertainment/Amazon Studios/First Sun/K Period Media/MeMo Films/Muskat Filmed Properties/Vega Baby Releasing; Distribuz.: Videa - CDE)

    Locandina italiana Suspiria

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    Trailer

    Titolo in italiano: Suspiria

    Titolo in lingua originale: Suspiria

    Anno di produzione: 2017

    Anno di uscita: 2019

    Regia: Luca Guadagnino

    Sceneggiatura: David Kajganich

    Soggetto: Personaggi di Dario Argento e Daria Nicolodi. Il film nominato anche per la Miglior Fotografia
    Al cinema dal 1 gennaio distribuito da Videa

    Cast: Dakota Johnson (Susie Bannion)
    Tilda Swinton (Madame Blanc/Dr. Josef Klemperer/Helena Markos)
    Mia Goth (Sara)
    Chloë Grace Moretz (Patricia)
    Angela Winkler (Miss Tanner)
    Doris Hick (Frau Sesame)
    Malgorzata Bela (Madre di Susie)
    Vanda Capriolo (Alberta)
    Alek Wek (Miss Millius)
    Jessica Batut (Miss Mandel)
    Elena Fokina (Olga)
    Clémentine Houdart (Miss Boutaher)
    Ingrid Caven (Miss Vendegast)
    Sylvie Testud (Miss Griffith)
    Fabrizia Sacchi (Pavla)
    Cast completo

    Musica: Thom Yorke

    Costumi: Giulia Piersanti

    Scenografia: Inbal Weinberg

    Fotografia: Sayombhu Mukdeeprom

    Montaggio: Walter Fasano

    Effetti Speciali: Franco Ragusa (supervisore effetti speciali); Luca Saviotti (supervisore effetti visivi)

    Makeup: Fernanda Perez

    Casting: Stella Savino

    Scheda film aggiornata al: 24 Gennaio 2019

    Sinossi:

    In breve:

    Germania anni ‘70, una ballerina americana si iscrive alla Tanz Akademie per seguire i suoi prestigiosi corsi di danza ma quando inizieranno a scomparire alcune ragazze scoprirà che l’istituto, fondato dalla potente e malvagia strega, la Mater Suspiriorum, è una copertura per lo studio delle scienze occulte.

    Così, in una scuola di danza famosa in tutto il mondo, l'oscurità inghiottirà la sua direttrice artistica (Tilda Swinton), un'ambiziosa e giovane ballerina (Dakota Johnson), e uno psicoterapeuta in lutto (Lutz Ebersdorf). Alcuni soccomberanno all'incubo. Altri alla fine si sveglieranno.

    In dettaglio:

    La ballerina americana Susie Bannion arriva a Berlino negli anni '70 con la speranza di entrare nella rinomata Compagnia di Danza Helena Markos. Già dalla prima prova, Susie, con il suo talento, sorprende la famosa coreografa della compagnia, Madame Blanc, guadagnandosi immediatamente la posizione di prima ballerina. Olga, la prima ballerina fino ad allora, ha un crollo di nervi ed accusa le “Madri” che dirigono la compagnia di essere delle streghe. Ma prima che Olga possa fuggir via, viene catturata e torturata da una forza misteriosa, legata in qualche modo a Susie e alla sua danza. Nonostante questi primi segnali di allarme, Susie continua, imperterrita, la sua scalata per arrivare ai vertici del corpo di danza. Durante le prove per l'esibizione finale del pezzo più importante dello spettacolo, “Volk”, Susie e Madame Blanc misteriosamente si avvicinano sempre di più. Sembra che l'obiettivo di Susie all'interno della compagnia vada oltre la passione per la danza.

    Nel frattempo, lo psicoterapeuta, il dottor Klemperer trova il diario inquietante di Patricia una sua paziente, ex ballerina della Markos, in cui lei descrive un'antica religione demoniaca praticata dalle Madri. Dopo la misteriosa scomparsa di Patricia, il medico si rivolge alla polizia per comunicare I propri sospetti, ma non ottiene nulla. A quel punto il dottor Klemperer prende in mano la situazione e chiede aiuto ad una ballerina di nome Sara. Dopo il loro incontro, Sara si avventura tra le camere segrete della scuola di danza, dove l'attendono scoperte terribili.

    Synopsis:

    A young American ballerina comes to train at a prestigious German dance academy and uncovers the school's dark and menacing secrets.

    Susie Bannion, a young American woman who travels to the prestigious Markos Tanz Company in Berlin in 1977, arriving just as one of its members, Patricia, has disappeared under mysterious circumstances. As Susie makes extraordinary progress under the guidance of Madame Blanc, the Company's revolutionary artistic director, she befriends another dancer, Sara, who shares her suspicions that the Matrons, and the Company itself, may be harboring a dark and menacing secret.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Una madre è una donna che può sostituire tutti, ma che è insostituibile

    Quando si guarda ad un classico, e nell’intento di omaggiarlo al meglio si sente l’inevitabile macigno di una colossale responsabilità, si guarda all’originale cercando vie nuove, facendo bene attenzione a rispettare l’essenza della storica pellicola su cui si va a rimetter mano. Beh, si direbbe che l’italianissimo Luca Guadagnino (Io sono l'amore, A Bigger Splash) si sia lasciato prendere la mano, sfornando un’opera magna scandita in sei atti più un epilogo, in cui, all’opposto del modus operandi di Dario Argento, tende visivamente a sottrarre più che aggiungere, a lambire l’orrorifico spingendo avanti timide schegge prima di inoltrarsi nella selva oscura, privilegiando la vena misteriosamente inquietante e fondamentalmente criptica, intrecciando tra loro il respiro psicologico - ma anche il rantolo della morte - che cadenza ritmicamente la suspense, con le immagini forti che non si fa certo mancare: mirabile

    il legame evidenziato tra certi passi di una danza frenetica e fortemente allusiva con gli effetti demoniaci in progress, qui illustrati da Guadagnino in termini molti simili alla ‘possessione’ tipo. Ma questa pellicola dimostra un’anima omnivora e talmente elastica da dilatarsi ed estendersi oltre misura, raggiungendo svariate fonti di genere e non - fin troppe! - come ricco nutrimento per lo sterminato immaginario orrorifico-psicologico. Immaginario che sa farsi sinuoso come un serpente prima di avventarsi sulla preda iniettando il suo veleno mortale. Non mancano perciò mostruosità di ogni genere, esibite attraverso scenografie ed effetti visivi baroccheggianti, per lo più avvincenti, fatta eccezione per la finta e plastificata ‘mater’ dei sotterranei: una sorta di ammasso di carne informe e in parte putrida, a metà tra il Jabba the Hutt di Star Wars, il purulento ‘energumeno umano volante’ di Dune, o, più semplicemente, una tra le tante figure infernali dantesche variamente dipinte

    in affresco o su tavola. Ben più interessanti i cunicoli e i corridoi bui, la cantina degli orrori, come pure la stessa sala delle prove di danza, corredata da un mosaico di specchi sulle pareti, habitat in cui si infittisce il mistero della scomparsa di più ballerine.

    La portata dell’opera è senz’altro di respiro internazionale. Un respiro che d’altra parte spira con una certa, a tratti ridondante, insistenza - il battito prolungato e costante di un cuore narrativo esteso a ben 152’ - su una fiumana di simboli, allegorie e metafore, complice la musicalità di cromie studiate ed accuratamente mirate, tanto quanto l'iconografia e l'iconologia scenografiche e di costume. Con il climax raggiunto nell’infernale danza ‘sabba’ in cui domina il rosso in ogni sua sfumatura - in una sorta di visione ad infrarossi - sposato con il chiaroscuro declinato nella tavolozza dei neri. Respiro internazionale mantenuto anche nel cast a prevalenza

    ‘muliebre’ che pone in primo piano una Dakota Johnson finalmente convincente ed intrigante, come richiesto da questo copione ambizioso ed esigente, e non solo sul piano della danza, essa stessa estremamente carica di valenze allegorico-metaforiche. La affianca una Tilda Swinton che si fa addirittura in tre, in modo sempre impeccabile, confermando la sua natura spiccatamente camaleontica: dalla cangiante coreografa Madam Blanc, alla titolare ‘mater’ Helena Markos, fino alla figura maschile dell’anziano psichiatra Dr. Josef Klemperer, in lutto e ad un certo punto operativo, sulle indagini intorno ai misteri legati alla scuola di danza, in particolare alle ballerine scomparse. Anzi, si direbbe proprio la figura maschile quella in cui Tilda Swinton eccelle, al punto da spiazzare lo spettatore per l’assoluta naturalezza con cui nasconde del tutto il trasformismo. E mentre Chloë Grace Moretz resta in campo lo stretto necessario per mostrare nella sua Patricia, la prima a scomparire, gli effetti devastanti

    su una mente resa disturbata da sospetti e paure che si riveleranno, ahimé, fondate, Mia Goth (La cura dal benessere), con la sua Sara, ha indubbiamente più spazio da gestire, ma non quanto avrebbe meritato se il suo personaggio non fosse stato scritto in seconda fin dal principio, asservito a quello della prima ballerina americana Susie Bannion di Dakota Johnson. Il resto del cast si confonde nella anonima folla del sinistro macchiettismo di genere.

    L’esasperata lunghezza del film, neanche fosse una festa di gala dove va in scena un interminabile defilé in noir, la titolazione di ogni atto non sempre centrata ai contenuti di ogni episodica frazione, le dinamiche di un intreccio che tende a cercare altri intrecci - ad esempio quello politico, della ‘mater patria’ germanica all’altezza di una Berlino nel 1977, quando, con lo storico ‘muro di Berlino’ ancora in piedi, fuori imperversavano il terrorismo e i controlli

    con visto per andare dall’ovest all’est e viceversa - fanno del Suspiria di Guadagnino l’ampolloso ‘teatro degli orrori’ perpetrati da una ‘mater-matrigna’ declinata nel trittico già centrale per lo stesso Dario Argento: il motivo delle tre madri ripreso da Guadagnino omaggia difatti la trilogia argentiana composta da Suspiria (1977), Inferno (1980) e La terza madre (2007), in cui si trattavano rispettivamente una ad una la Mater Suspiriorum, la Mater Tenebrarum e la Mater Lacrimarum. E proprio sul motivo delle lacrime Guadagnino confeziona un sofisticato effetto visivo che sfocia nell’allegoria della visione offuscata in una cecità parziale, raccolta dallo spettatore nella inquietante soggettiva della vittima di turno.

    Ecco il frutto proibito dell’ambizione sfrenata del nuovo autore: redigere la sua ‘cover’ aurea di un classico, scartando per scelta dal remake. E’ la stessa Tilda Swinton, collaboratrice di Guadagnino da molto tempo, a definire il nuovo Suspiria una “versione cover” piuttosto che un remake,

    affermando che, “Come è evidente nella musica, le cover spesso hanno un suono molto diverso dalla canzone originale''. Un suono d’altra parte fin troppo roboante e sontuoso, oltremodo in scena fino all’imperante smarrimento, a dispetto dell’epilogo curiosamente intitolato ‘La pera a fette’, che promette di riavvolgere capillarmente il nastro nei sommi capi. Resta una confezione tendente al ‘barocco’, nel senso di una esagerata ricchezza formale finemente allusiva e per nulla scontata che d’altra parte finisce per ritorcersi contro l’armonia e il senso della misura di questa pellicola, di fatto sversata, o svesciata che dir si voglia, in ogni dove. Una vera e propria inondazione in cui si può rischiare di soccombere.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)







    trailer ufficiale:



    teaser trailer ufficiale:



    clip 'La prima performance di Susie':



    clip 'Dobbiamo formarti bene':



    clip 'Improvvisazione':



    clip 'Porta Olga nella sua stanza':



    clip 'Sei in una compagnia ora':



    intervista video con Tilda Swinton e Luca Guadagnino (sub ITA):



    intervista video con Dakota Johnson (sub ITA):



    intervista video col compositore Thom Yorke (sub ITA):

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di SUSPIRIA

    Links:

    • Luca Guadagnino (Regista)

    • Tilda Swinton

    • Chloë Grace Moretz

    • Dakota Johnson

    • Mia Goth

    • THE ORPHANAGE - INTERVISTA con il regista JUAN ANTONIO BAYONA (Interviste)

    • A BIGGER SPLASH - INTERVISTA al regista LUCA GUADAGNINO (A cura dell'inviata ELISABETTA VILLAGGIO) (Interviste)

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    Galleria Video:

    Suspiria - trailer 3

    Suspiria - trailer

    Suspiria - trailer 2

    Suspiria - trailer (versione originale)

    Suspiria - clip 'La prima performance di Susie'

    Suspiria - clip 'Dobbiamo formarti bene'

    Suspiria - clip 'Improvvisazione'

    Suspiria - clip 'Porta Olga nella sua stanza'

    Suspiria - clip 'Sei in una compagnia ora'

    Suspiria - intervista video con Tilda Swinton 'Madame Blanc/Dr. Josef Klemperer/Helena Markos' e il regista Luca Guadagnino (versione originale sottotitolata)

    Suspiria - intervista video con Dakota Johnson 'Susie Bannion' (versione originale sottotitolata)

    Suspiria - intervista video col compositore Thom Yorke (versione originale sottotitolata)

    Suspiria - featurette 'Trasformazioni' (versione originale sottotitolata)

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