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    Home Page > Movies & DVD > Trash

    TRASH: DALLE FAVELAS DI RIO IL RIVOLUZIONARIO 'NEOREALISMO RELIGIOSO' DI STEPHEN DALDRY ('BILLY ELLIOT', 'THE HOURS', 'THE READER')

    CELLULOIDPORTRAITS AWARD 2014: 'MENZIONE SPECIALE' - VINCITORE del PREMIO MARCO AURELIO AL MIGLIOR FILM e del PREMIO del PUBBLICO BNL e GALA al IX. Festival Internazionale del Film di Roma (16-25 Ottobre 2014) - RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by JAY WEISSBERG, www.variety.com - Dal 27 NOVEMBRE

    "C'è una tendenza a fare film emozionanti che si occupano di gravi disagi sociali. Quel che fondamentalmente vogliamo dimostrare è che non si devono giudicare le persone solo perché ignoranti o perché lavorano in una discarica. La cosa fondamentale è considerarla gente vera, semplice, comunque ricca... Le cose possono cambiare, e il Brasile ne è un ottimo esempio. Questo film mostra la corruzione e la violenza, ma in realtà è la lotta contro tutto ciò che emerge, piuttosto che la sensazione di disillusione della gente che la vive".
    Lo sceneggiatore Richard Curtis

    "I ragazzini di Trash cercano di uscire dalla situazione in cui vivono – che certamente non hanno scelto. E se il libro porta i giovani in questi luoghi, è semplicemente perché li invita a conoscere queste problematiche e portarli alla riflessione: e questa è sicuramente una cosa positiva".
    Lo scrittore Andy Mulligan

    (Trash; USA 2014; Avventura; 114'; Produz.: O2 Filmes/PeaPie Films/Working Title Films; Distribuz.: Universal Pictures International Italy)

    Locandina italiana Trash

    Rating by
    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: Trash

    Titolo in lingua originale: Trash

    Anno di produzione: 2014

    Anno di uscita: 2014

    Regia: Stephen Daldry

    Sceneggiatura: Richard Curtis

    Soggetto: Tratto dal romanzo Trash. Una Storia di Soldi e Bambini Sporchi di Andy Mulligan.

    Cast: Rooney Mara (Olivia)
    Martin Sheen (Padre Juilliard)
    Wagner Moura (José Angelo)
    Selton Mello (Frederico)
    André Ramiro (Marco)
    Jesuíta Barbosa (Turk)
    Rickson Tevez (Raphael)
    José Dumont (Carlos)
    Daniel Zettel (Socio di Carlos)
    Nelson Xavier (Jefferson)
    Eduardo Luis (Gardo)
    Gabriel Weinstein (Rato)
    Stepan Nercessian (Santos)
    Gisele Fróes (Moglie di Santos)
    Gabrielle Weinstein (Rato)
    Cast completo

    Musica: Antonio Pinto

    Costumi: Bia Salgado

    Scenografia: Tulé Peak

    Fotografia: Adriano Goldman

    Montaggio: Elliot Graham

    Effetti Speciali: Sergio Farjalla Jr. (coordinatore effetti speciali); Adam Rowland (supervisore effetti visivi)

    Makeup: Sandro Valerio

    Casting: Chico Accioly e Anna luiza Almeida

    Scheda film aggiornata al: 28 Dicembre 2014

    Sinossi:

    Quando due ragazzi che smistano rifiuti nelle favelas di Rio trovano un portafoglio in mezzo ai detriti giornalieri della loro discarica locale, fanno presto ad immaginare che le loro vite cambieranno per sempre. Ma quando la polizia locale si fa avanti, offrendo loro una grande ricompensa in cambio del portafoglio, i ragazzi, Rafael (Rickson Tevez) e Gardo (Luis Eduardo), si rendono conto dell’importanza del loro ritrovamento. Con l’aiuto del loro amico Rato (Gabriel Weinstein), il trio inizia una straordinaria avventura cercando di tenersi stretto il portafoglio, eludere la polizia, e scoprire i segreti che nasconde.
    Lungo il percorso, i ragazzi dovranno individuare gli amici dai nemici, mentre cercano di ricostruire la storia del portafogli e risalire al proprietario José Angelo (Wagner Moura), rendendosi conto di non potersi fidare della polizia, guidata dal pericoloso Frederico (Selton Mello). Ma una coppia di missionari americani che lavorano nella loro favela - il disilluso Padre Julliard (Martin Sheen) e la sua giovane assistente Olivia (Rooney Mara) - potrebbero indirizzarli sulla strada giusta.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    LIRICA IN CELLULOIDE SULLA 'POETICA' DELL'ARRANGIO IN POVERTA' ESTREMA. LA FAVOLA NELLE FAVELAS DI STEPHEN DALDRY PARLA UNA LINGUA NEO-REALISTA IN GRADO DI RAGGIUNGERE CHIUNQUE: E IL SUO POTENTE MESSAGGIO RIVOLUZIONARIO NON SOLO ARRIVA... TRAVOLGE!

    Sono le loro voci che sentiamo per prime. Ancor prima dei titoli di testa. Quando a schermo nero sfilano nomi e loghi delle case di produzione di questo Trash ('spazzatura') che si impone all'attenzione fin dal titolo, scarno, essenziale, netto e crudo: un colpo da maestro che punta dritto al cuore della storia. Sono quelle voci, la cui innocenza è volata via sulle ali della miseria, della corruzione e del crimine dilagante a cura proprio di quegli stessi organi di Stato normalmente preposti alla tutela pubblica. Le voci della sopravvivenza e dell'arte dell'arrangio in tempi di magra, anzi, di magrissima, nei tempi e nei luoghi in cui, per carità missionaria, quando va di lusso, c'è al

    massimo un pò di riso e fagioli.

    Eccoli lì. Li troviamo in Brasile, nelle favelas a ridosso di una discarica, molto simili alle primitive palafitte, i nuovi 'ladri di biciclette'. La risposta vivente alla vergognosa corruzione imperante della classe politica dominante, una corruzione che serpeggia ovunque e che come un fiume in piena si porta dietro come detriti del suo stesso marciume, poliziotti non solo corrotti fino al midollo, ma versati naturalmente al crimine, certificato con l'abuso di potere che recitano ogni giorno come un mantra. Eccoli lì, a fare il bagno con i residui di quella spazzatura di cui si occupano ogni giorno per sopravvivere in condizioni disumane, a raschiare il barile per trovare ancora qualche briciola di spensieratezza, di voglia di scherzare o di giocare, fosse anche per pochi istanti rubati. Ma quel che vi sorprenderà in questi ragazzini, oltre ad una forza e ad un coraggio normalmente impensabili

    per la loro età, sarà quel profondo senso di solidarietà e di giustizia, in nome del quale si daranno da fare, malgrado tutto e a dispetto di tutto, così come solo loro sanno fare. La loro è una singolare 'poetica' dell'arrangio, da cui traspare presto un altrettanto singolare senso dell'onestà (vedi il furto-prestito alla 'missione'). Così se le avverse 'circostanze' hanno sottratto loro il diritto ad un'infanzia come si deve, ne hanno forgiato altresì personalità precocemente avanzate, in fatto di maturità e rispetto per la dignità umana, non priva di una sua morale.

    Un discorso, quello della corruzione e dello sposalizio tra il malaffare politico e polizia, avviato per altri versi (il rapimento di bambini di classe abbiente a scopo di riscatto) e in tutt'altro modo (le cadenze e i ritmi sono quelli del thriller marca hollywoodiana), dal Man on Fire-Il fuoco della vendetta del compianto Tony Scott. Ma se

    Trash è un film che già ha toccato le corde più profonde del grande pubblico all'ultima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma - E come poteva essere altrimenti? - lo si deve a quel pluripremiato filmaker inglese che risponde al nome di Stephen Daldry (Billy Elliot, The Hours, The Reader), uno tra i pochi che vale la pena tenere d'occhio. Trash è la sua contrapposta risposta, di respiro neo-realista. Per i giovani protagonisti Raphael, Gabriel, Gardo e Rato, Daldry non ha difatti scelto attori professionisti, ma ragazzi di strada, delle stesse favelas, un casting che sarebbe piaciuto al nostro mitico Vittorio De Sica, rimanendo certamente ammirato da quel verismo spumeggiante che prende al laccio lo spettatore e non lo molla più. Ma Daldry ha voluto sporgersi persino oltre, togliendo completamente la polvere di stelle anche dai calzari degli unici noti. Per questo in Trash incrociamo un Martin Sheen

    quasi irriconoscibile nelle vesti di Padre Juilliard e una Rooney Mara ordinariamente dimessa nel ruolo della volontaria istruttrice Olivia.

    Personaggi che parlano e vivono la lingua della vera Fede, all'occorrenza rivista e corretta alla luce di circostanze straordinarie. Non certo una Fede dogmatica dunque, piuttosto una Fede autenticamente palpitante perché vissuta a pelle: che dire della sequenza in cui Raphael, rapito e torturato dal poliziotto, risponde recitando il Padre nostro augurandogli che Dio lo protegga? Ma il 'porgere l'altra guancia' non è che una tra le tante pillole di religiosità snocciolate in questo galoppante viaggio a perdifiato, magari sul filo di una radiosa metafora, come nel finale.

    Ma tutto questo poteva finire nella stessa discarica da cui prende vita se non avesse trovato dimora in un'architettura narrativa senza pari, da far invidia al fior fiore dell'autorialità cinematografica internazionale: un'architettura solida ed oltremodo dinamica, fatta di sguardi incrociati, di flashback e

    di flashforward, di film nel film (i frammenti di racconto degli stessi ragazzi sguardo in macchina nella cinepresa di Olivia/Mara), con tratteggi umoristici nel dramma, oltre che da suggestive sovraimpressioni, per un climax da brivido nella sequenza della trasmissione del contenuto di una certa lettera al legittimo destinatario in carcere. Ecco, in quella sequenza, le parole pronunciate sul filo della memoria, incrociano una sovrimpressione vocale di una potenza unica. Così come unica è la partitura dello script targato Richard Curtis, intimamente intrecciata alla sofisticata partitura musicale, tra incursioni di classici, e canti corali (nell'ensemble di Antonio Pinto). Musiche e canti che proseguono oltre i titoli di coda e che ci restano dentro, mentre ci accompagnano a casa, facendoci sentire diversi da come eravamo partiti. Ed è allora che ci rendiamo conto dello speciale regalo che Daldry - colto da illuminazione, più che da semplice ispirazione, raccolta dal romanzo di Andy

    Mulligan, Trash. Una Storia di Soldi e Bambini Sporchi - ci ha voluto inviare: la materia prima per attivare in ognuno di noi quella piccola 'rivoluzione' interiore che proprio a Natale suona provvidenziale!

    Secondo commento critico (a cura di JAY WEISSBERG, www.variety.com)

    STEPHEN DALDRY’S BRAZILIAN ANSWER TO 'SLUMDOG MILLIONAIRE' FEATURES A TRIO OF CHARISMATIC SLUM-DWELLING KIDS WHO STUMBLE UPON EVIDENCE CERTAIN TO BRING DOWN A CORRUPT POLITICO.

    Cleanly scripted in pure Hollywood fashion by Richard Curtis (with Felipe Braga translating it into Portuguese), Stephen Daldry’s “Trash” won’t be confused for a real Brazilian production: Its storyline, staging and inevitably positive spin unmistakably mark it as offshore, notwithstanding the participation of Fernando Meirelles’ 02 Filmes. A South American answer of sorts to “Slumdog Millionaire,” the pic features a trio of charismatic kids living next to a Rio garbage dump who stumble upon evidence certain to bring down a corrupt politico. Audience-friendly to a fault, “Trash” should be a modest money earner for Universal Intl., which will no doubt pitch it along “Slumdog” lines.

    Andy Mulligan’s source novel was geared toward adolescents, but the film feels like more adult fare simply because young teens aren’t

    exactly known for their attraction to subtitles. English makes up a small percentage of the dialogue, mostly coming from Martin Sheen and Rooney Mara, the necessary U.S. stars, one guesses, to ensure a decent budget and increase chances for worldwide success. Brazilian headliners Selton Mello and Wagner Moura are safe guarantors of South American interest, and the anti-corruption lines at the end, aimed at Brazilian viewers, testify to the producers’ desire to work all angles. A co-director credit to acting coach Christian Duurvoort no doubt signals his heavy involvement in guiding local actors in their own language.

    “Trash” works in large part thanks to the infectious energy and sheer pleasure in comradeship exuded by the three young teen boys, all around 14 years old (Daldry’s facility with boy actors once again stands him in good stead). The kids live in a lakeside favela, spending their days sorting trash at the municipal

    dump next door. Superb editing by Elliot Graham economically yet clearly crams in all the needed information in the first 10 minutes or so as characters are introduced.

    White-collar guy Jose Angelo (Moura) is captured during a police raid just after tossing a wallet onto a passing garbage truck. While Jose is tortured and killed by the cops in one part of town, Raphael (Rickson Tevis) finds the portfolio in his local trash heap, and shares the cash with friend Gardo (Eduardo Luis). When cops come sniffing around, offering a reward for the return of the wallet, Raphael gets suspicious and starts wondering about the key he found inside. The boys confide in sewer-dwelling peer Rato (Gabriel Weinstein), who recognizes the key as belonging to a set of lockers downtown.

    In the locker, they find a piece of paper with some code, and then head back to the favela and Father Julliard

    (Sheen), whose computer is their window to the world (illiteracy rates have fallen significantly in Rio’s favelas, so it’s not so farfetched that these kids are Google-fluent). The good priest is of that stock-in-trade, a social-activist man of the cloth who takes swigs from the communion cup, arrived from the States decades earlier to minister to the poor. He’s assisted by newcomer Olivia (Mara), who teaches the boys English, among other undefined tasks. “Don’t waste your life fighting battles that make you bitter or make you dead,” says Julliard to Olivia, succinctly signaling his Acme brand of priestly tired cynicism.

    The line also stands in contrast to the boys’ refusal to give up when they sense they’re on the verge of discovering something important, no matter the danger. When Rafael doesn’t show up for garbage-picking duty, sadistic police inspector Frederico (Mello) gets suspicious and tries to dispose of the boy, but

    he survives and overhears the cops mention mayoral candidate Antonio Santos (Stepan Nercessian). With Olivia’s help, Gardo goes to a maximum-security prison to see Clemente (Nelson Xavier), uncle to Jose Angelo and the addressee of a letter the boys found. Following this cheesily over-emotional meeting, the kids scope out Santos’ home and learn that Jose Angelo stole around $4 million in payoff money, along with Santos’ ledger detailing all the bribery payments.

    Daldry cleverly weaves in excerpts from a direct-to-camera video the boys make, using the device to compact information in a less didactic manner, and to deepen the trio’s palpable bond. In plot terms, this is classic underdogs-beat-the-system material, down to an improbably happy ending that bears no relation to the realism Daldry haphazardly aims for (and frequently misses); a late revelation about Jose Angelo’s daughter is particularly silly. Far better are the exciting chase sequences, and to Daldry’s credit,

    he avoids using the usual Rio locations, saving the pic from turning into a tourism promo. Oddly, religion plays an important role, not just through Father Julliard but in the frequent references to God’s protection and the like; the film could be retitled “Our Lady of Trash,” given its subtle implication that faith protects the kids from Frederico’s evil designs.

    Cavils melt before the 1,000-watt charms of Tevis, Luis and Weinstein, all non-pros whose joy before the camera, and in each others’ company, transcends the more standard elements in the material. These kids deserve their own TV series. Sheen does what he can with a stereotyped character, but Mara’s role suffers from a lack of personality.

    Unfailingly attractive lensing by Adriano Goldman (“Jane Eyre,” “August: Osage County”) is especially good at including the environment around the characters, despite a tendency to make it all look a bit too pretty. Although the favela

    sits on stilts in a rubbish-strewn lake (made for the occasion), next to the city dump, this is a remarkably clean production — even Rato’s body sores seem more pancake makeup than uncomfortable lesions. Antonio Pinto’s intrusive music has an annoying habit of anticipating action and mood.

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di TRASH

    Links:

    • Stephen Daldry (Regista)

    • Rooney Mara

    • Martin Sheen

    • UNA STORIA DRAMMATICA CARICA DI OTTIMISMO! 'TRASH' di STEPHEN DALDRY. Il film vincitore del Premio BNL e GALA al IX Festival Internazionale del Film di Roma sarà al cinema dal 27 Novembre (Anteprime)

    • Trash (BLU-RAY + DVD)

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    Trash - intervista video al regista Stephen Daldry (versione originale sottotitolata)

    Trash - intervista video a Martin Sheen 'Padre Juilliard' (versione originale sottotitolata)

    Trash - intervista video a Rooney Mara 'Olivia' (versione originale sottotitolata)

    Trash - intervista video a Rickson Tevez 'Raphael' (versione originale sottotitolata)

    Trash - intervista video ad Eduardo Luis 'Gardo' (versione originale sottotitolata)

    Trash - intervista video a Gabriel Weinstein 'Rato' (versione originale sottotitolata)

    Trash - intervista video allo sceneggiatore Richard Curtis (versione originale sottotitolata)

    Trash - intervista video al regista Stephen Daldry al Festival di Roma (versione originale sottotitolata)

    Trash - featurette 'Girare a Rio de Janeiro' (versione originale sottotitolata)

    Trash - featurette 'Le riprese con Martin Sheen e Rooney Mara' (versione originale sottotitolata)

    Trash - featurette 'Rafael, Gardo e Rato: i giovani protagonisti di Trash' (versione originale sottotitolata)

    Trash - featurette 'Trash al Festival Internazionale del Film di Roma'

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