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    Home Page > Movies & DVD > Il grande match

    IL GRANDE MATCH: I DUE EX PUGILI, RIVALI DA SEMPRE, SYLVESTR STALLONE E ROBERT DE NIRO, DECIDONO DI SFIDARSI IN UN ULTIMO EPICO SCONTRO... NELLA COMMEDIA DI PETER SEGAL. NEL CAST ANCHE KIM BASINGER

    RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by ANDREW BARKER (www.variety.com) - Dal 9 GENNAIO

    (Grudge Match; USA 2013; Commedia; 113'; Produz.: Callahan Filmworks, Gerber Pictures e Warner Bros; Distribuz.: Warner Bros. Pictures Italia)

    Locandina italiana Il grande match

    Rating by
    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: Il grande match

    Titolo in lingua originale: Grudge Match

    Anno di produzione: 2013

    Anno di uscita: 2014

    Regia: Peter Segal

    Sceneggiatura: Tim Kelleher, Doug Ellin e Rodney Rothman

    Cast: Sylvester Stallone (Henry 'Razor' Sharp)
    Robert De Niro (Billy 'The Kid' McDonnen)
    Jon Bernthal (B.J.)
    Kim Basinger (Sally Rose)
    Kevin Hart (Dante Slate, Jr.)
    Corrina Roshea (Bella donna)
    Alan Arkin (Lightning)
    Starlette Miariaunii (Studentessa del College)
    Steffie Grote (Bella donna)
    Paul Ben-Victor (Lou Camare)
    Nicole Andrews (Carla)
    Han Soto (Kenji)
    Griff Furst (Dr. Morgan)
    Mykel Shannon Jenkins (Shmoo)
    Kurt Krause (Ragazzo del College)

    Musica: Trevor Rabin

    Costumi: Mary E. Vogt

    Scenografia: Wynn Thomas

    Fotografia: Dean Semler

    Montaggio: William Kerr

    Effetti Speciali: John S. Baker (supervisore effetti speciali); Bruce Jones e Helena Packer (supervisori effetti visivi)

    Casting: Roger Mussenden

    Scheda film aggiornata al: 29 Gennaio 2014

    Sinossi:

    Ne Il Grande Match Stallone e De Niro sono rispettivamente Henry "Razor”" Sharp e Billy "The Kid" McDonnen, due pugili di Pittsburgh finiti sotto i riflettori dell'intera nazione a causa della loro accanita rivalità. Ai tempi d'oro ognuno di loro aveva vinto un match ma, nel 1983, alla vigilia del terzo e decisivo incontro, improvvisamente Razor aveva annunciato il suo ritiro, rifiutandosi di spiegare il perché, ma assestando un colpo definitivo alla carriera di entrambi. Trenta anni dopo il promoter di pugilato Dante Slate Jr., vedendo la possibilità di fare soldi, fa ai due boxers un'offerta che non possono rifiutare: tornare sul ring e regolare i conti una volta per tutte. Ma i due non ce la fanno ad aspettare: già durante il loro primo incontro dopo decenni finiscono con il darsele di santa ragione in una esilarante rissa che finisce subito in rete e diventa famosissima.
    L’improvvisa frenesia dei social media trasforma quindi il loro match locale in un evento imperdibile per HBO. Ora, se riusciranno a sopravvivere agli allenamenti, potranno combattere di nuovo e scoprire chi è il più forte.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    UNA VITTORIA CONDIVISA 'IL GRANDE MATCH' TRA STALLONE E DE NIRO, TRA AUTOIRONIA E UMORISMO DA BAR CHE PUR VALE UNA SOSTA

    Devo dire che certi 'arricciamenti di naso' nei confronti di questo 'grande match del rancore' ('The Grudgement Day') proprio non li capisco. Se il titolo italiano Il grande match rende l'idea, l'originale americano Grudge Match punta, senza sminuirne la portata, al reale spessore accordato sull'annosa rivalità dei due protagonisti ex campioni di boxe, condita con un ingombrante rancore personale in punta di 'love-affair'. E guardate che se, secondo la mia modesta opinione, questo film risulta amabile e divertente, per quanto non certo privo di difetti, non è tanto merito di una regia diligente (il Peter Segal di 50 volte il primo bacio, Terapia d'urto) che si limita ad aprire e chiudere con un certo garbo le cortine dello spettacolo, quanto della piena conduzione (Stallone-De Niro) lasciata di buon grado

    alla più improbabile delle coppie di ex campioni di boxe che la celluloide annoveri nei propri annali. Quel genere di campioni che allo scoccare di un Anniversario, per quanto trentennale, fa ancora notizia, tanto che i reportage televisivi si sprecano trasmettendo retrospettive tanto storiche da richiamare all'appello dell'attualità spezzoni in bianco e nero. E fanno ancor più notizia soprattutto quando sono rimasti in sospeso i conti di uno spareggio mai andato in onda per motivi rimasti ignoti all'opinione pubblica. Sono questi i contorni di una vicenda oscurata dalla privacy di Henry 'Razor' Sharp (Sylvester Stallone) che, inspiegabilmente, proprio quando era sulla cresta dell'onda del successo molla il ring per tornarsene in fabbrica, e di Billy 'The Kid' McDonnen (Robert De Niro) che, di conseguenza, non solo non ha mai ottenuto dall'acerrimo rivale la rivincita, o spareggio che dir si voglia, ma, finita prematuramente la carriera, si è visto costretto a

    sbarcare il lunario convertendosi nello show business in un piccolo locale.

    Era del tutto prevedibile che si sprecassero critiche sul nostalgico revival di Rocky Balboa per Stallone (personaggio collaudato più e più volte) e di Toro Scatenato per De Niro (correva l'anno 1980 quando per Martin Scorsese De Niro calzava i guantoni da boxer del campione di pesi medi Jake LaMotta). Ma a mio avviso era anche prevedibile che due navigati professionisti come Stallone - che da tempo si dedica anche a scrittura e regia per quanto non rinneghi la sua particolare affezione per certi cliché iconici da grande schermo a stelle e strisce - e De Niro - che sa diventare irresistibile in punta di commedia - non si scomodassero a tornare a far coppia in celluloide dopo il lontano Copland (1997), semplicemente per togliersi ognuno dalla propria scarpa il sassolino della nostalgia degli anni verdi.
    Potevano Stallone

    e De Niro - perché è più che evidente che ci sono loro al timone e che la regia Segal è più o meno di facciata - non tradurre la sceneggiatura di Grudge Match in un mosaico di autoironia ed umorismo? E potevano non essere in grado di farlo con stile? Raffinata chicca la partecipazione diretta, in dirittura dell'epilogo del film, dei veri ex pugili ed acerrimi rivali Mike Tyson ed Evander Holyfield. E' questa la vera chiave di lettura per Il grande match in cui, paradossalmente, l'unica nota stonata ci pare la 'neo-Adriana' Sally Rose, rivestita da una Kim Basinger un pò sottotono e la sola, sul campo dei primi protagonisti, a prendersi sul serio, ricomparendo sulle scene dei due personaggi fuori tempo massimo e in un modo banale e inopportuno.

    Dunque la domanda conclusiva sorge spontanea: se non l'hanno fatto loro, di prendersi sul serio, perché dovremmo farlo

    noi? A Stallone è sufficiente strascicarsi sui binari della mole provata più da un quotidiano tosto che dai trascorsi professionali del suo personaggio, intercalando qualche battutaccia con qualche gancio ben assestato, per favorire il 'gioco di squadra della commedia' condotto con vivace partecipazione verbale, prima ancora che sui dati di fatto, da De Niro tradotto nel logorroico 'The Kid'. Una commedia questa, che non rinuncia allo sguardo traslucido fatto delle modeste risorse economiche ereditate da professionisti dello sport alla luce dei riflettori spenti da tanto tempo, quando la vecchiaia avanza, mentre valori e ideali restano immutati.

    Secondo commento critico (a cura di ANDREW BARKER, www.variety.com)

    Essentially recasting 'Grumpy Old Men' with Rocky Balboa and Jake LaMotta, this Stallone-De Niro vehicle is sporadically amusing if overcooked.

    Having finally sated ’80s action buffs with an Arnold Schwarzenegger co-starring vehicle (this year’s better-than-it-had-to-be “Escape Plan”), Sylvester Stallone returns to the well of fan fiction by teaming with his onetime iconic-onscreen-pugilist rival, Robert De Niro, in “Grudge Match.” Essentially recasting “Grumpy Old Men” with the senescent specters of Rocky Balboa and Jake LaMotta, the result is sporadically amusing, with some chucklesome sight gags and crowdpleasing supporting turns from Alan Arkin and Kevin Hart, yet it’s all so overcooked that it defeats its own purpose. This Warner Bros. release should land some punches, though not a knockout blow, in the Christmas B.O. frame.

    In his 2011 book “Retromania,” British music critic Simon Reynolds lamented pop’s Internet Age obsession with nostalgia for the very recent past, noting that in modern culture, “history

    must have a dustbin, or else history will be a dustbin.” Hollywood is hardly a stranger to this dilemma, frequently rummaging through its own creative dumpster for neverending sequels and remakes, but the latter-day careers of Stallone and De Niro are special cases indeed, with the two stars – 67 and 70, respectively – essaying a series of roles that are not only informed by, but practically senseless without, knowledge of their filmographies. This tendency toward lazily coasting on familiarity hits a pinnacle for both in “Grudge Match,” where the meta-stunt casting is far funnier in theory than in execution.

    As a Jim Lampley-narrated mini-docu informs us at the outset, Henry “Razor” Sharp (Stallone) and Billy “the Kid” McDonnen (De Niro) were once the fiercest rivals in boxing, with McDonnen beating Sharp in a classic bout, and Sharp taking the spoils against an out-of-shape McDonnen in the rematch. A third, score-settling

    grudge match was scheduled to take place 30 years ago, but Sharp abruptly retired from boxing shortly before the opening bell.

    Since then, the soft-spoken Sharp has retreated into life as a foundry-floor factotum in the scrappier outskirts of Pittsburgh, while the peacocking McDonnen has parlayed his waning fame into a chain of steakhouses and car dealerships. In need of money to keep his aging trainer (Arkin) in a nursing home, Sharp agrees to throw some punches in a motion-capture suit for a videogame, leading to a confrontation with the similarly green-suited McDonnen in the studio. A ludicrous brawl breaks out between the two, and camera-phone footage of the punch-up goes viral.

    Sensing an opportunity, fast-talking aspiring fight promoter Dante Slate Jr. (Hart) convinces the two paunchy punchers to finally reschedule their “Grudgement Day” bout, a televised spectacle that falls somewhere between “Celebrity Boxing” and Ali vs. Inoki on the dignity scale.

    Ostentatious

    callbacks to “Rocky” and “Raging Bull” take the form of Stallone quaffing raw eggs and strolling through a meat locker, while DeNiro performs a chintzy nightclub comedy act. MPAA concerns likely kiboshed a reprisal of “Bull’s” fabled “You fuck my wife?” exchange, though it wouldn’t have taken much to shoehorn it in. As it turns out, Sharp’s abrupt retirement was sparked by McDonnen’s dalliances with his then-girlfriend (Kim Basinger), who abruptly reappears on the scene three decades later precisely as McDonnen’s estranged son, B.J. (Jon Bernthal), emerges to connect with his old man, quickly becoming his trainer.

    The rest of the film (directed by Peter Segal from a script by Tim Kelleher and Rodney Rothman) ambles forward with a series of training montages interrupted by old-man-falls-down slapstick interrupted by sappy drama, with hit-and-miss setpieces occasionally compensating for the pic’s dreary lack of narrative propulsion. Considering how much of “Rocky V” and

    “Rocky Balboa” focused on the inherent sadness of an aged fighter enduring yet more punishment, “Grudge Match” is quite glib about the potentially fatal fight at its center, while it rarely passes up an opportunity to slather on pathos elsewhere via a cherubic little kid (Camden Gray) and images of laid-off industrial workers.

    Compared with De Niro’s shticky role in this year’s “The Family” — in which his Jersey mobster character actually attends a screening of “Goodfellas” — the actor has a few moments of spark playing the more unsavory of the two leads, while Stallone mostly muddles through. (Both men, it must be said, are in quite impressive shape by the film’s final reel.) Arkin and Hart strike the same ornery-old-cuss/loudmouthed-little-man notes they’ve hit a dozen times before, though they’re good enough for quick laughs, and Hart’s end-credits attempt to stage yet another retirement-age grudge match proves the funniest moment

    in the whole endeavor.

    Technical contributions are largely workmanlike, although the climactic battle is sloppily staged, and there are several shots in which Stallone’s face seems to be lit from an entirely different source as the rest of the scene, perhaps suggesting some rushed CG touch-ups in post.

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO de IL GRANDE MATCH

    Links:

    • Robert De Niro

    • Sylvester Stallone

    • Kim Basinger

    • Alan Arkin

    • Kevin Hart

    • Jon Bernthal

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    Galleria Video:

    Il grande match - trailer

    Il grande match - trailer (versione originale) - Grudge Match

    Il grande match - spot TV

    Il grande match - clip 'Spareggio ufficiale'

    Il grande match - clip 'Volevo vedere il mio vecchio amico'

    Il grande match - clip 'Non piantarmi in asso'

    Il grande match - clip 'Nuovo regime'

    Il grande match - clip 'Si chiama promozione'

    Il grande match - clip 'No biglietti, no paga'

    Il grande match - clip 'Mi hai fatto aspettare trent'anni'

    Il grande match - featurette 'Sul Ring' (versione originale sottotitolata)

    Il grande match - featurette 'Kid' (versione originale sottotitolata)

    Il grande match - featurette 'Razor' (versione originale sottotitolata)

    Il grande match - speciale (versione originale sottotitolata)

    Il grande match - featurette 'Tyson e Holyfield' (versione originale sottotitolata)

    Il grande match - featurette 'Sul ring con Kevin Hart' (versione originale sottotitolata)

    Il grande match - featurette 'Larry Holmes' (versione originale sottotitolata)

    Il grande match - featurette 'Kevin Hart inedito' (versione originale sottotitolata)

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