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    SETTE SPADE PER SETTE EROI: VITA E SPIRITO SUL FILO DELLA LAMA. A ‘SEVEN SWORDS’, ULTIMA FATICA DEL REGISTA, SCENEGGIATORE E PRODUTTORE CINESE TSUI HARK, L’ONORE DI AVVIARE LA KERMESSE LAGUNARE

    Dalla 62. Mostra del Cinema di Venezia

    “Nella cultura wuxia, l’arma più affascinante e importante è la spada. L’arte di brandire la spada dà vita ad un legame speciale tra uomo e arma, creando un’identità a parte, infondendo ad una lama una sua vita e un suo spirito… Wuxia incarna la romantica speranza in un mondo migliore, un mondo ideale dove gli eroi vivono tra di noi, offrendo giustizia e protezione a coloro che non hanno il potere di difendersi da soli. E’ un atto che richiede una sfida con se stessi, che implica il rimettersi in gioco e mostrare un coraggio senza pari, che richiede l’abilità abbinata alla speranza e la conoscenza abbinata alla fede.”
    Il regista Tsui Hark

    “La cosa ai miei occhi più affascinante di questa storia è la vivacità con la quale sono descritte le lotte interiori e la crescita dei singoli personaggi. E’ una storia che dice essenzialmente che dentro ognuno di noi si nasconde un eroe e che indipendentemente dalla banalità della nostra vita, quando giunge il momento, l’eroe che è in noi uscirà allo scoperto e mostrerà le straordinarie cose delle quali ognuno di noi è capace”.
    L’attore protagonista Leon Lai Ming

    (Seven Swords, Sud Corea, Hong Kong, Cina 2005; ‘Wuxia’ (arti marziali); 141’; Produz.: Mandarin Films, Film Workshop; Distribuz.: Medusa Film)

    Locandina italiana Sette spade

    Rating by
    Celluloid Portraits:




    Titolo in italiano: Sette spade

    Titolo in lingua originale: Seven Swords

    Anno di produzione: 2005

    Anno di uscita: 2005

    Regia: Tsui Hark

    Sceneggiatura: Tsui Hark, Chi Sing Chzung, Tin-Nam Chun

    Soggetto: Tratto da un romanzo Seven Swords of Mount Heaven di Liang Yu-Shen, pubblicato per la prima volta negli anni Settanta

    Cast: Donnie Yen (Chu Zhaonan)
    Leon Lai Ming (Yang Yunchong)
    Charlie Young (Wu Yuanyin)
    Lau Kar Leung (Fu Qinzhu)
    Sun Hong-Lei (Fire-Wind)
    Lu Yi (Han Zhiban)
    Mulang (Duncan Chow)
    Xing Longzhi (Dai Li-Wu)
    Kim So Yeun (Green Pearl)
    Zhang Jingchu (Liu Yufang)
    Bai Biao (Liu Jingyi)
    Chi Kuanjun (Qiu Dongluo)

    Musica: Kenji Kawai (colonna sonora); Leung Chung Wai, Leung Chung Hau (suono)

    Costumi: Poon Wing Yan

    Scenografia: Eddie Wong

    Fotografia: Keung Kwok Man

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    Sette improbabili eroi uniscono le forze per tentare di salvare un villaggio che rischia di essere massacrato da un generale spietato…:

    “Corre l’anno 1600. I Manciuriani hanno conquistato la Cina e hanno fondato la dinastia Ching. Ma all’interno della comunità delle arti marziali le rivolte nazionaliste si susseguono. Il PRINCIPE DOKADO, comandante dell’Esercito Imperiale della Manciuria, emette un editto contro le ari marziali, vietandone la pratica e assume FIRE-WIND (Vento di fuoco) un ex-ufficiale della precedente dinastia ora passato al suo servizio, per fare rispettare il bando e per sedare ogni possibile tentativo di rivolta. Avido, immorale e crudele, Fire-wind, insieme ai suoi dodici feroci luogotenenti e la suo esercito, fa razzie nel nord ovest della Cina, massacrando tutti coloro che praticano le arti marziali e confiscando beni e proprietà di innocenti e inermi civili.

    Il prossimo bersaglio di Fire-Wind e dei suoi uomini sarà il Villaggio delle Arti Marziali (Martial Village), un tranquillo villaggio di contadini che in realtàbè il luogo in cui si riuniscono i membri della Società del Paradiso e della Terra (Heave and Earth Society) un’organizzazione nemica dei Manciuriani che cerca di rovesciare la dinastia Ching. Il comandante del villaggio è LIU.

    Venuto a conoscenza del terribile piano di Fire-Wind, FU, un onesto monaco tao esperto di arti marziali, nel tentativo di salvare il Villaggio Marziale prende con sé due giovani abitanti del luogo, YUANYIN e HAN, e si mette in viaggio per il Monte Paradiso (Mount Heaven) in cerca di aiuto.

    Sulla vetta coperta dai ghiacci del Monte Paradiso, vive un maestro di spada, SHADOW-GLOW, (Bagliore nell’ombra) insieme ai suoi quattro discepoli tra i quali c’è CHU, il
    discepolo più anziano, che ambisce a farsi un nome nell’ambito della comunità delle arti marziali. Per contro, YUN-CHONG, il secondo discepolo, è felice, è soddisfatto della vita da eremita che conduce e non vuole avere nulla a che fare con il mondo esterno. La visita di Fu, Yuanyin e Han turba la pace del maestro e dei suoi discepoli ma essendo solidale con la causa, il maestro Shadow-glow accetta di aiutarli consegnando loro le sette spade più preziose che abbia mai forgiato, e invitandoli a tornare al villaggio, accompagnati dai suoi quattro discepoli. E’ a questo punto che inizia il viaggio delle Sette Spade.

    Giunti al Villaggio delle Arti Marziali, i sette guerrieri scoprono che Fire-Wind ha già sferrato l’attacco, entrano in azione e sconfiggono le sue truppe. Consapevoli che Fire-wind non si arrenderà facilmente, Fu e i suoi guerrieri fanno incursione nel suo accampamento durante la notte mentre Liu e tutti gli abitanti abbandonano il villaggio per cercare rifugio tra le montagne. Lungo il cammino, cominciano a sospettare che tra loro ci sia una spia e per questo motivo Fu convince Liu a sospendere il viaggio e a far nascondere tutti dentro una gigantesca grotta, fino a quando non avranno scovato la talpa.

    Pur possedendo una possente spada, Yuanyin è consapevole della sua scarsa conoscenza delle arti marziali. In qualità di mentore paziente, Yun-chong l’aiuta a superare le sue paure e a trovare in se stessa la forza della quale ha bisogno. Tra i due scoppia l’amore.

    Nel frattempo, la figlia di Liu, FONG, si è innamorata di Chu il quale, essendo coreano, è innamorato di GREEN PEARL (Perla Verde), una schiava coreana da lui salvata durante il raid nell’accampamento di Fire-wind. La reciproca attrazione tra i due è facilitata da una lingua e da una cultura comuni.

    Mentre il convoglio si ferma a riposare lungo il fiume, la spia che si nasconde tra di loro avvelena l’acqua. Fong la beve e cade in coma. Green Pearl è la prima sospettata poiché è l’unica straniera, ma Chu la difende appassionatamente facendo nascere qualche tensione tra i guerrieri e gli abitanti del villaggio. Ignorando la protesta di Fu, Chu prende Green Pearl con sé e si dirige di nuovo verso il campo di Fire-wind con l’obiettivo di impadronirsi delle provviste dell’esercito. Nel frattempo, si accorge che Green Pearl è veramente una spia anche se il suo amore per Chu è sincero: Durante la missione, Chu cade vittima di un’imboscata e viene catturato da Fire-wind.

    Nel mentre Liu ha scoperto che Yun-Chong è in realtà il figlio di un ex-componente della Società del Paradiso e della Terra, un uomo considerato per sbaglio un traditore e giustiziato per questo dallo stesso Liu. Questo triste evento che appartiene al passato getta una pesante ombra sull’unità del gruppo e sebbene Yun-chong non abbia alcuna intenzione di vendicare la morte di suo padre, prova comunque un certo disprezzo verso la Società del Paradiso e della Terra ed è per questo motivo che non ha ancora mai sguainato la spada in battaglia. E mentre la fiducia reciproca tra guerrieri e abitanti del villaggio comincia a svanire, i sei guerrieri prendono la difficile decisione di abbandonare il convoglio per dirigersi verso l’accampamento di Fire-wind per salvare Chu.

    Proprio quando Fire-wind sta per uccidere Chu, ecco che arrivano i sei guerrieri. Scoppia un violento combattimento nel quale Yuanyin riesce a vincere tutte le sua paure e a trovare la forza necessaria dentro di sé mentre Yun-chong sguaina finalmente la sua preziosa spada: così facendo i sei guerrieri riescono a salvare Chu e ad uccidere Fire-wind.

    Nel mentre l’esercito del Principe Dokado ha scoperto il luogo nel quale si sono nascosti gli abitanti del villaggio e sferra un feroce attacco. Superando le divisioni di un tempo, i sette guerrieri si scagliano in difesa degli abitanti del villaggio e combattono insieme a loro contro i feroci soldati manciuriani e le loro armi da fuoco. Ma alla fine la vittoria sarà dalla parte dei giusti”.

    Dal Press-Book di Seven Swords (Ufficio Stampa: Studio Lucherini Pignatelli Russo)

    Commento critico (a cura di Patrizia Ferretti)

    PRELIMINARIA

    “Il regista Tsui sentiva da tempo che le tradizionali e forse un po’ obsolete coreografie adottate dal cinema cominciassero a non essere più consone alla sua maniera di vedere, immaginare e creare un film e che di conseguenza dovevano essere rielaborate. Come sappiamo, esistono tanti stili e tante maniere per portare sullo schermo le arti marziali e SEVEN SWORDS le presenta in maniera totalmente diversa partendo da un concetto completamente nuovo. La letteratura wuxia racconta spesso a storia di uno o più guerrieri armati di spada che cercano vendetta o giustizia, e per questo motivo la spada è l’arma più importante nell’ambito di questa cultura. La spada è un’arma nella quale il minimo movimento può generare la più distruttiva forza offensiva nel minore lasso di tempo. La spada è un’arma imprevedibile in virtù della distanza tra il corpo e la punta e anche in virtù degli impercettibili cambiamenti di angolazione

    e forza impressi dal polso del guerriero che la brandisce. Non è come le altre armi la cui forza offensiva dipende solo dal peso e dalla lunghezza. L’abilità di uno spadaccino è direttamente collegata alle sue idiosincrasie, al subconscio e all’allenamento. Se il guerriero che usa la spada è un uomo nobile e robusto, impugnerà la spada come un re. Ed è per questo motivo che la
    che la spada viene spesso chiamata ‘La regina delle armi’… Uno degli elementi più importanti era trovare i luoghi giusti dove ricostruire e catturare al meglio il mondo di SEVEN SWORDS. Il film prevede tre ambientazioni principali: il Villaggio delle arti marziali, L’avamposto di Pearly Gate, e, più importante di tutti, il Monte Paradiso, che si trova nello Xinjiang, una provincia nord occidentale della Cina… ”.

    Per partire preparati alla visione di questo film che apre uno spaccato-finestra alquanto desueto su una cultura specifica

    e particolare, non troppo familiare e vicina all’Occidente, è anche di fondamentale importanza sapere che:

    “Il Maestro Shadow-Glow abbandona gli affari del mondo e si ritira a fare l’eremita tra le vette del Monte Paradiso. Dopo aver trascorso diversi decenni tra le montagne, diventa il più grande maestro nell’arte di forgiare le spade e ne produce sette esemplari magnifici. Le spade hanno dei nomi, che sono rispettivamente: La spada che non sa, Il dragone, la transitorietà, La divinità, La cascata del Paradiso, Il raggio celeste e I cacciatori delle stelle. Le sette spade rappresentano i sette stati mentali e temporali che il Maestro Shadow-Glow ha vissuto durante il suo eremitaggio sul Monte Paradiso. E ogni spada ha un significato diverso”.

    Commenti del regista

    Ancora a proposito della letteratura ‘wuxia’:

    “La letteratura wuxia è una forma d’arte e una cultura a sé, con una lunga storia alle spalle, e ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo della cultura cinese, creando una grande diversità all’interno della nostra filosofia. Si tratta di storie immaginarie che prendono spunto dalla vita quotidiana, e che esprimono lo spirito della giustizia, dell’eroismo e dell’umanità… Ritengo che la letteratura wuxia rappresenti una delle maggiori ricchezze della nostra cultura. Uscendo un po’ fuori dalla tradizione, spero di portare un vento nuovo e facendo conoscere alle nuove generazioni questo importante aspetto della nostra cultura”.

    Quanto alla fonte di riferimento, il romanzo ‘Seven Swords of Mount Heaven’ di Liang Yu-Shen:

    “Ad una prima lettura, il libro sembra un tipico racconto wuxia, ma approfondendolo si scopre che è molto di più. SEVEN SWORDS è molto diverso dai tipici racconti della letteratura wuxia perché la storia è concentrata prevalentemente sulle spade, su come vengono forgiate, su cosa determina le loro caratteristiche, in che maniera il collegamento e la disciplina di un guerriero possono modificare il potere di una spada; l’impatto che una spada può avere sul suo proprietario in diverse fasi della vita; i dettagli sulle spade che hanno una cultura tutta loro. Si tratta di un tema che non è mai stato esplorato da altri film wuxia prima d’ora e credo che sia quello che esprime meglio la vera anima di questa cultura… Erano anni che cercavo la storia giusta per fare un altro film wuxia, una storia a partire dalla quale poter costruire un mondo immaginario e surreale, per rendere omaggio nel migliore dei modi a questa cultura. Solo a questo punto ho capito che quella storia mi girava in testa da anni. Ciò che rende il racconto di Liang un autentico capolavoro , è che parla di sette guerrieri diversi, che affrontano diversi viaggi interiori e che riescono a superare le loro rispettive debolezze, scoprendo le loro potenzialità, unendo le forze e formando un’unica squadra forte e compatta che lotta contro le ingiustizie perpetrate da un sovrano potente. Non è solo una storia di eroismo ma una storia che racconta come sono fatti gli eroi… Il libro si prestava perfettamente ad un adattamento cinematografico. La storia ha per protagonisti degli eroi onorevoli con un obiettivo e una serie di ostacoli da superare. Inoltre c’è il Monte Paradiso, che rappresenta un’epoca e uno stile di vita perduti per sempre. Diciamo che al centro del libro c’è l’espressione intrigante e eterna dello spirito dell’unità, la capacità di sacrificare noi stessi come individui per una causa comune più grande”.

    Si fa presto a dire ‘eroe’!:

    “I cambiamenti sono sempre necessari quando uno stile viene sfruttato all’eccesso, fino a raggiungere il limite, la saturazione. Oggi gli eroi che vediamo sullo schermo sono talmente idealizzati ed esagerati che alla fine appaiono ridicoli e non eroici. Per questo motivo, desideravo trovare una maniera diversa di raccontare una storia immaginaria, che descrivesse un mondo fantastico e immaginario in una maniera un po’ più realistica del solito e che creasse un eroe nel quale fosse possibile credere. Volevo far vedere che anche un eroe ha i suoi limiti e le sue debolezze. Mostrando quanto sia difficile superare gli ostacoli per raggiungere qualcosa di grande e di importante, si ha sicuramente un impatto più forte di quello che si ottiene mostrando semplicemente delle gesta eroiche”.

    A, A, A, Attore cercasi! Questioni di casting:

    “Spesso quando scrivo un personaggio ho già in mente l’attore che potrebbe interpretarlo, ma ciononostante dedico sempre tanto tempo e tante energie alla ricerca degli attori perché voglio essere più che certo di aver trovato l’attore ideale per ogni singolo ruolo. Il processo del casting mi aiuta a capire meglio che tipo di film voglio realizzare perché vedendo tanti volti e immaginando come e se potrebbero funzionare su un determinato personaggio, riesco a capire meglio tutti i dettagli della storia. Per SEVEN SWORDS, cercavamo attori per interpretare tanti personaggi e di conseguenza durante le ricerche sono andato anche oltre, immaginando e disegnando alcune sequenze per capire se messi insieme, gli uni acanto agli altri, quei volti avrebbero funzionato… L’idea principale di SEVEN SWORDS è che l’unione fa la forza. La storia parla di come sette guerrieri si uniscono per formare un’unica forza e per combattere contro il male. E nonostante le differenze e le peculiarità di ognuno di loro, capiscono che unendo le loro forze saranno sicuramente più potenti”.

    E…, ancora sul cast:

    “Siamo stati molto fortunati perché abbiamo potuto contare sia sull’esperienza di tanti grandi attori con una lunga carriera alle spalle sia su tanti giovani e straordinari nuovi talenti”.

    L’ottica di un ‘realismo visionario’ applicata anche sull’ambientazione:

    “Desideriamo far vivere al pubblico un’esperienza diversa, mostrandogli il mondo wuxia e i personaggi che lo popolano da un’altra prospettiva… Il Monte Paradiso svolge un ruolo fondamentale nella storia perché è lì che le sette spade si riuniscono. E’ un simbolo della regione, leggendario e magico. Di conseguenza, sin dall’inizio, ho deciso che avremmo girato la storia nel luogo originale… Come regista, per me è importante non solo catturare il cuore della storia o la recitazione di un attore, ma anche accompagnare tutto ciò con un’ambientazione che sia il più viscerale e intensa possibile… Attraverso il Villaggio delle Arti Marziali e l’Avamposto di Pearly Gate, vogliamo trasmettere l’idea di una cultura civilizzata e primitiva, in una sorta di realismo nel quale il pubblico moderno può facilmente identificarsi. Per contro, con la ricostruzione di Monte Paradiso il nostro obiettivo era di creare un qualcosa di magico e mistico”.

    Commenti dei protagonisti:

    Donnie Yen (Chu Zhaonan):

    “… E’ diversa dalle altre storie wuxia , che parlano semplicemente di un guerriero eroico che cerca vendetta o giustizia. Questa volta ci sono in ballo l’amore, l’odio, l’amicizia… e tutta la gamma delle emozioni che vi vengono in mente. Scava a fondo in ciò che ci rende umani e in quello che dà un senso alla nostra esistenza… La parte d’azione è piuttosto semplice per me perché è da una vita che pratico le arti marziali e quindi questa parte del mio ruolo non mi spaventa affatto. La vera sfida è stata riuscire a interpretare al meglio un ruolo complesso come quello di Chu. E’ un uomo selvaggio e misterioso, con una grande energia che potrebbe spingerlo agli estremi. Quando i sette guerrieri scendono dal Monte Paradiso per salvare il villaggio, per Chu la missione rappresenta l’opportunità per provare e vedere di cosa sia veramente fatto, senza sapere che cosa vuole ottenere e nel farlo scoprirà il significato del vero amore e dell’amicizia, e alla fine troverà se stesso”.

    Leon Lai (Yang Yunchong):

    “La cosa ai miei occhi più affascinante di questa storia è la vivacità con la quale sono descritte le lotte interiori e la crescita dei singoli personaggi . E’ una storia che dice essenzialmente che dentro ognuno di noi si nasconde un eroe e che indipendentemente dalla banalità della nostra vita, quando giunge il momento, l’eroe che è in noi uscirà allo scoperto e mostrerà le straordinarie cose delle quali ognuno di noi è capace”.

    Charlie Young (Wu):

    “Mi sono particolarmente riconosciuta nella crescita interiore del mio personaggio. Quando ho cominciato a lavorare nel cinema ad Hong Kong, non sapevo quale direzione avrei preso. E così come nel film c’è Fu che aiuta Wu a scoprire quali sono le sue potenzialità, Tsui Hark mi ha aiutata molto a capire quale era la mia posizione all’interno dell’industria cinematografica e come potevo andare avanti con la mia carriera. Riesco a capire molto bene le lotte interiori che Wu deve combattere e sono per questo riuscita a immedesimarmi totalmente nel suo personale viaggio di trasformazione”.

    Sun Hong-Lei (Fire-Wind):

    “Ho sempre avuto dei forti pregiudizi nei confronti dei film wuxia perché li consideravo troppo lontani dalla realtà. Ma quando ho letto la sceneggiatura ho capito che non potevo lasciarmi sfuggire questa opportunità. Fire-Wind è il ruolo che aspettavo da anni. Ho interpretato tanti altri ‘cattivi’, ma questo ruolo è completamente diverso da tutti quelli interpretati in passato. Visto da fuori, sembra un cattivo come tanti ma andando oltre ci accorgiamo che dentro di lui c’è tanta vita, tanta profondità e tanti strati diversi… Fire-Wind è un uomo molto triste e solo. Il suo mondo interiore è molto semplice ma quello che proietta sull’esterno è molto complesso. Non sa cosa gli manchi né cosa desideri, sente un vuoto dentro di sé che cerca costantemente di riempire con ricchezze e potere. La triste verità è che in realtà sta cercando una cosa molto semplice, vale a dire amore e amicizia, cose senza prezzo che non sa come e dove trovare. Se le avesse, non sarebbe la persona che è”.

    Altre voci dal set:

    Il produttore e sceneggiatore Ma Zhong Jun:

    “Tsui è riuscito a scrivere un adattamento molto personale senza mai tradire, al contempo le intenzioni o lo spirito di Liang Yu-Shen. E’ riuscito a ri-immaginare e a ricreare l’intero mondo descritto nel libro trasponendolo in una sceneggiatura cinematografica. Ha conservato tutto ciò che c’era di essenziale e di prezioso nel racconto, che è una storia di amore e eroismo, ma che è al tempo stesso un’odissea che mette alla prova i protagonisti in ogni modo possibile e immaginabile”.

    Il coreografo Xiong Xin Xin:

    “Concentrandoci sui reali combattimenti, mostriamo i riflessi che sfruttiamo quando ci troviamo in una situazione di vita o di morte. Tutti i personaggi di questo film sono specialisti di arti marziali, ma ci sono dei limiti oltre ai quali il corpo umano non può andare e noi cerchiamo di restare con i piedi per terra, ancorati alla realtà, per non superare i limiti fisici… Ogni spada ha le sue caratteristiche ma la maniera di maneggiare la spada e l’energia che questa può produrre differiscono a seconda della persona che la brandisce e per questo motivo le coreografie di questo film sono state estremamente complicate. Prendiamo per esempio il Dragone, che è una spada molto affilata con una lama flessibile. Quando viene usata dal suo proprietario, Chu Zhaonan, la spada ha anche un potere mistico. L’occhio umano non è in grado di seguire la velocità del colpo, e l’avversario è incapace di prevedere la direzione che potrebbe prendere. In una scena nella quale Fire-Wind si impossessa del Dragone, vediamo che la usa in maniera completamente diversa. Per Fire-Wind è la spada più potente del mondo, che fa emergere il suo lato più sinistro ed oscuro: con quella spada in mano si sente invincibile e onnipotente, ed infatti i suoi colpi sono rapidi e forti ma restano comunque prevedibili”.

    Links:

    • Tsui Hark (Regista)

    • Zhang Jingchu

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