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    Home Page > Movies & DVD > Il terzo tempo

    IL TERZO TEMPO: L'OPERA PRIMA DEL GIOVANE REGISTA ENRICO MARIA ARTALE (GIÀ VINCITORE DEL NASTRO D’ARGENTO NEL 2012 PER IL CORTOMETRAGGIO 'IL RESPIRO DELL’ARCO') PARLA DI NUOVE POSSIBILITÀ, DI RINASCITA, DI VOGLIA DI RICOMINCIARE

    RECENSIONE IN ANTEPRIMA - Dalla 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica - Sez. Orizzonti: VINCITORE della 'Menzione Speciale' al Premio Pasinetti e del 'Best Innovative Budget Award' (assegnato da UK TRADE e Borsa Italiana) - Dal 21 NOVEMBRE

    "La passione per questo gioco è nata nel 2009 quando, subito dopo il terremoto, ho realizzato un documentario sull'Aquila Rugby, squadra che ha vinto il maggior numero di campionati italiani. Dopo aver visionato il documentario, la società di produzione del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma mi propose di lavorare con Alessandro Guida su un soggetto che parlava di ragazzi, riscatto e rugby. Accettai con entusiasmo ed insieme a Luca Giordano e Francesco Cenni iniziammo a sviluppare la storia concentrandoci nell'evidenziare le forti relazioni emotive che si venivano a creare tra i diversi personaggi e che avevano, come sfondo e punto di incontro, l'ambiente sportivo del gioco del rugby".
    Il regista co-soggettista e co-sceneggiatore Enrico Maria Artale

    (Il terzo tempo; ITALIA 2013; Sportivo sociale; 96'; Produz.: Aurelio e Luigi De Laurentiis in collaborazione con Sky Sport/Filmauro – Centro Sperimentale di Cinematografia Production; Distribuz.: Filmauro)

    Locandina italiana Il terzo tempo

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    Titolo in italiano: Il terzo tempo

    Titolo in lingua originale: Il terzo tempo

    Anno di produzione: 2013

    Anno di uscita: 2013

    Regia: Enrico Maria Artale

    Sceneggiatura: Enrico Maria Artale, Francesco Cenni e Luca Giordano

    Soggetto: Enrico Maria Artale, Luca Giordano e Alessandro Guida

    PRELIMINARIA:

    Il rugby, definito sport "di combattimento e di situazione", diventa come lo specchio della vita, con l'impegno e la disciplina che richiede, con lo sforzo di cui necessita e con il gioco di squadra che implica. Nella storia vissuta dal protagonista, il "terzo tempo" è proprio quello che celebra la vittoria e la sconfitta, dentro e fuori dal campo.

    Cast: Stefania Rocca (Teresa)
    Stefano Cassetti (Vincenzo)
    Lorenzo Richelmy (Samuel)
    Edoardo Pesce (Roberto)
    Margherita Laterza (Flavia)
    Franco Ravera (giudice di sorveglianza)
    Pier Giorgio Bellocchio (allenatore Marcocci)Germano Gentile (Ringo)
    Valerio Lo Sasso (capitano)
    Gianluca Vicari (Chicco)

    Musica: Ronin (musiche originali); Fabio Conca, Paolo Giuliani e Giuliano Marcaccini (suono)

    Costumi: Irene Amantini

    Scenografia: Laura Boni; Valeria Di Claudio (arredamento)

    Fotografia: Francesco Di Giacomo

    Montaggio: Paolo Landolfi

    Scheda film aggiornata al: 11 Dicembre 2013

    Sinossi:

    Samuel (Lorenzo Richelmy) è un ragazzo nato e cresciuto in condizioni difficili e violente.
    Non ha mai conosciuto il padre, ha avuto un rapporto fugace con la madre tossica e ha trascorso già diversi anni entrando e uscendo dal carcere per furti ed altri piccoli reati.
    Il magistrato di sorveglianza, finito l’ennesimo periodo di reclusione, lo inserisce in un programma di riabilitazione presso un’azienda agricola di un paese di provincia.

    Il suo supervisore è l'assistente sociale Vincenzo (Stefano Cassetti), il quale, dopo la morte della moglie, fatica a ristabilire un certo equilibrio nella sua esistenza: si divide tra il lavoro, una figlia adolescente e l'incarico di allenatore della squadra locale di rugby gestita da Teresa (Stefania Rocca).

    Samuel si adatta difficilmente alle regole dell'azienda agricola e ai nuovi ritmi ed obblighi che queste comportano, non riesce a crearsi una vita sociale ed il rapporto con Vincenzo si rivela da subito problematico. Ex campione di rugby, Vincenzo intuisce le potenzialità sportive del ragazzo e lo convince a provare a cimentarsi in mischie, calci piazzati e mete.
    I primi allenamenti sono un fallimento, Samuel non lega con i compagni e la mentalità del "gioco di squadra" non gli appartiene.

    Giorno dopo giorno, però, inizia a capire che lo sport può dargli una possibilità di rinascita e una nuova vita, sebbene ci siano ancora tanti ostacoli, interiori e non, da superare.
    Le tensioni e le incomprensioni tra Vincenzo e Samuel tuttavia non diminuiscono e il legame che il ragazzo crea con Flavia (Margherita Laterza), figlia dell'allenatore, peggiora il tutto.

    Il campionato di rugby, intanto, prosegue tra allenamenti e partite.
    Samuel capisce di aver trovato nello sport nuovi e sani stimoli, una possibilità di riscatto grazie alla palla ovale e una vita sociale nell'affiatamento tra i compagni di squadra e nell'amore di Flavia.

    Il gioco del rugby assume quindi un significato che va oltre il semplice agonismo sportivo: diventa metafora della vita e della voglia di tornare a sperare.
    “Il terzo tempo” è quello che si svolge al termine della partita tra le squadre avversarie e le diverse tifoserie.
    Si celebrano allo stesso tempo vincitori e vinti, riconoscendo il valore e le capacità di entrambe le formazioni e la correttezza secondo le regole del gioco.
    Le partite saranno dure, il confronto fisico tra i giocatori costante, impegnativo e combattuto fino all'ultima meta, ma lo scontro avverrà sempre con grande rispetto dell’avversario.

    Samuel è il protagonista di una grande e profonda storia di riscatto e passione ambientata nell'emozionante mondo del rugby.

    Commento critico (a cura di ROSS DI GIOIA)

    La vita dell’adolescente Samuel (Lorenzo Richelmy) non è certo stata semplice: madre tossicodipendente e padre mai conosciuto, è questo il background che lo ha portato (giovanissimo) a vivere da reietto, commettere furti, rapine e aggressioni, entrando e uscendo dal riformatorio minorile. Quando poi viene inserito in un programma di riabilitazione per finire di scontare l’ennesima pena, Samuel ottiene la semilibertà per andare a lavorare nell'azienda agricola di un paesino della provincia. Il suo supervisore è Vincenzo (Stefano Cassetti), assistente sociale problematico (è spesso sbronzo) e all’apparenza stanco di vivere, il quale non è più riuscito a trovare un equilibrio dopo la morte della moglie. Il rapporto tra i due diventa subito spigoloso, condito con incomprensioni di vario genere. Ma sarà lui, ex star del rugby nazionale e allenatore della locale squadra - nonché padre vedovo di una adolescente (Margherita Laterza) che a sua volta cerca di fare da figlia, moglie

    e madre - a farsi carico del nuovo corso della vita di Samuel, facendogli cercare nel mondo del rugby la propria salvezza. Sperando così di trovare in qualche modo anche la sua.

    Prendendo a prestito la definizione di Wikipedia, “il terzo tempo è, nel rugby a 15, il tradizionale incontro dopo-gara tra i giocatori delle due squadre. Inteso come momento conviviale, è sempre stato visto come momento di socializzazione tra i giocatori, cui spesso partecipano anche le loro famiglie e, talora, anche i tifosi”. Alla base, quindi, c’è un momento di intensa amicizia e vicinanza, giocatori e tifosi compresi, che celebra il valore e le capacità a prescindere da chi siano i vinti e i vincitori e la correttezza secondo le regole del gioco. È questo particolare momento che diventa metafora (e in questo caso anche titolo) per Il terzo tempo, convincente esordio di Enrico Maria Artale, il quale usa lo

    sport (rugby, nello specifico) per raccontare lo scontro/incontro tra un uomo e un ragazzo entrambi incasinati a loro modo, tra alti e bassi, cadute e risalite, in quel costante equilibrio precario che è la vita di ognuno. Forte di una linearità narrativa che evita inutili fronzoli e va dritto al cuore della storia, scartando con perizia qualche sentimentalismo di troppo che inevitabilmente si può vedere in filigrana, il film coinvolge lo spettatore in modo pulito e genuino, facendolo entrare a pieno nella storia. E proprio come fa Vincenzo con Samuel, insegnandogli che il gioco di squadra è più importante delle cavalcate in campo da solisti, Il terzo tempo poggia non solo sulle spalle malconce di Cassetti e quelle sfortunate di Richelmy, ma anche su quelle della “patron” Stefania Rocca e del vice coach Edoardo Pesce. Una formazione decisamente ben disposta in campo e che permette ad Artale di portare a

    casa una bella vittoria.

    Commenti del regista

    "IL TERZO TEMPO è un film che riunisce diversi generi attorno ad una emozione: la palpitazione giovanile di chi sente, per la prima volta, che le cose possono veramente cambiare.
    E così il film sportivo o il film sociale di derivazione carceraria, la commedia sentimentale o il dramma familiare, si intrecciano indissolubilmente in un racconto dove ogni personaggio è segnato da un conflitto interiore, il cui accostamento arriva a produrre situazioni imprevedibili, a volte dure, a volte divertenti; dove a trionfare in un modo o nell’altro è sempre l’istinto di sopravvivenza, l’incontenibile desiderio di vivere.
    Di fronte ad un genere classico come il film sportivo, tradizionalmente intessuto di forti implicazioni sociali, la sfida era trovare un’originalità nell’andamento della storia. Abbiamo quindi deciso di ribaltare i personaggi tipici: ognuno di questi, specialmente l’allenatore, sembra muoversi soltanto per i propri interessi personali, apparentemente privo di qualsiasi considerazione morale. Ci troviamo nella logica del paradosso: i nostri personaggi facendo le cose sbagliate, per il motivo sbagliato, arriveranno tutti ad un insperato riscatto, svelando solo alla fine i veri valori della storia.
    La macchina da presa segue il personaggio di Samuel con radicale prossimità, aderendo al suo punto di vista emotivo, al suo corpo affaticato, costretto a incredibili sforzi per sostenere lavoro, allenamenti, spostamenti sempre più difficili. Il film è innanzitutto la sfida fisica, spettacolare, intimamente epica, di chi è tenuto sempre a rilanciare la posta in gioco, a stancarsi sempre di più, nel tentativo di canalizzare un’energia, potenzialmente violenta e distruttiva, in qualcosa che possa nobilitarla e valorizzarla: lo sport, il rugby.
    IL TERZO TEMPO è un racconto scandito da un ritmo che cresce fino allo spasmo, dalle prime giornate lunghe e vuote dopo l’uscita dal carcere, a quelle sempre più concitate in cui Samuel tenterà di conciliare lavoro, sport, amore.
    La sfida ulteriore del film è stata quella di trovare il difficile equilibrio tra realtà e finzione attraverso l’utilizzo di luoghi e persone reali, con una ricchezza di materiale tipica del documentario e una narrazione articolata e complessa, sostenuta da personaggi già ben definiti nella sceneggiatura, da attori in grado di esprimere quella complessità, e da un impianto visivo non riducibile al semplice realismo
    ".

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano Chicca Ungaro (Filmauro senior publicity consultant- ufficio stampa) e Martina Riva
    (ufficio stampa Filmauro)

    Pressbook:

    PRESSBOOK Completo in ITALIANO de IL TERZO TEMPO

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