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    Home Page > Movies & DVD > Il segreto dei suoi occhi

    IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI: VECCHIAIA, SOLITUDINE, RIGURGITI DI MEMORIE PASSATE APRONO IL VARCO AL TERZO ATTO DELLA VITA

    Premio OSCAR 2010 'MIGLIOR FILM STRANIERO' - RECENSIONE - Dal 4 GIUGNO

    "Un vecchio che mangia da solo. E’ stata questa immagine a catturarmi e, alla fine, a farmi prendere in considerazione il romanzo. Non il crimine. O la suspense. O il genere. Il Vecchio che mangia da solo. Come fa una persona a ritrovarsi sola nella vita? Quel Vecchio si chiede come è finito a mangiare solo in un bar senza nessuno accanto? Lo si può ignorare, dimenticare o nascondere per un po’, ma il passato finisce per ripresentarsi. Forse durante il secondo atto della sua vita il Vecchio è riuscito ad ignorare cosa aveva fatto nel primo atto, ma se vuole riuscire ad arrivare bene al terzo atto, dovrà affrontare tutto ciò che ha lasciato in sospeso...".
    Il regista Juan Josè Campanella

    (El Secreto de Sus Ojos ARGENTINA/SPAGNA 2009; Thriller drammatico; 129'; Produz.: 100 Bares/Canal+ España/Haddock Films con il supporto dell'Instituto Nacional de Cine y Artes Audiovisuales (INCAA) e il finanziamento dell'Instituto de Crédito Oficial (ICO) e il supporto dell'Instituto de la Cinematografía y de las Artes Audiovisuales (ICAA), con la partecipazione di Televisión Española (TVE) in associazione con Televisión Federal (Telefe) e Tornasol Films; Distribuz.: Lucky Red)

    Locandina italiana Il segreto dei suoi occhi

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    Celluloid Portraits:




    Titolo in italiano: Il segreto dei suoi occhi

    Titolo in lingua originale: El Secreto de Sus Ojos

    Anno di produzione: 2009

    Anno di uscita: 2010

    Regia: Juan José Campanella

    Sceneggiatura: Juan José Campanella e Eduardo Sacheri

    Cast: Ricardo Darìn (Benjamìn Espòsito)
    Soledad Villamil (Irene Menéndez Hastings)
    Pablo Rago (Ricardo Morales)
    Gulliermo Francella (Sandoval)
    Javier Godino (Isidoro Gòmez)

    Musica: Federico Jusid

    Costumi: Cecilia Monti

    Scenografia: Marcelo Pont

    Fotografia: Félix Monti

    Montaggio: Juan José Campanella

    Makeup: Lucila Bobirosa

    Casting: Walter Rippell

    Scheda film aggiornata al: 02 Dicembre 2015

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Per venticinque anni un caso di omicidio è rimasto impresso indelebilmente nella mente di Benjamín Espósito. Andato in pensione, decide di ripensare a quella storia per ripercorrere un passato pieno d’amore, di morte e d’amicizia. Ma quei ricordi, una volta liberati e scandagliati ossessivamente, cambieranno la sua visione del passato. E riscriveranno il suo futuro.

    Nota: Si ringrazia Francesco Pocchi (QuattroZeroQuattro)

    Commento critico (a cura di ENRICA MANES)

    Appare inaspettato il film di Campanella, quasi a suggello di due anni all’insegna del noir e a colpire questa volta non è un film europeo o americano, ma una pellicola argentina che se del noir più classico e americano porta i segni nei dettagli, nella trama e nel trattamento dell’indagine, della sua nazionalità e paternità non nasconde i ritmi e le scelte di regia che vivono di un costante continuo flashback. Sarebbe troppo semplice citare i grovigli di memoria tipici del linguaggio di Almodovar e forse nemmeno del tutto adatto, tuttavia qualcosa si nota nel trattamento a tratti intensi ed altre volte evanescente dei personaggi, nel dare e serbare al tempo stesso parti di personalità che poi verranno espresse via via come parti di un mosaico che tende a completarsi.

    Un passo indietro nella memoria che non sarebbe usuale dato il tema, o forse sì, ma questa volta gli occhi della

    vittima, chiusi per sempre, diventano quelli dei protagonisti che a venticinque anni di distanza dai fatti di un delitto efferato, non riescono a dimenticare.

    Un dramma esistenziale che tocca due fronti e che, come ogni noir di buon genere, sta nelle sfere del cuore e del lavoro spesso condiviso fra un “lui” e una “lei” che si ritrovano dopo diverso tempo ma uniti da una storia passata insieme alla maniera di detective.

    Qui però a condividere lo spazio delle indagini non ci sono agenti di polizia ma la vicenda diviene quasi privata, investendo di continuo la sfera dei sentimenti; un cifrario, questo, tipico del cinema latino, che si innesta alla perfezione con un carattere insito del noir.

    La personalità malinconica dei protagonisti che insieme sono cronisti e attori partecipi della vicenda, la formula del metateatro, applicato in maniera retrò, in linea con i tempi e i modi della narrazione e dell’ambientazione.

    I ricordi diventano

    disillusione sui volti di uomini che hanno fatto della loro stessa vita una vendetta, una corsa su un treno preso anche se si continua a guardare indietro, un errore che deve essere rincorso per essere sconfitto, come in una partita di pallone, come una passione che - stando alle parole di Sandoval (il collaboratore e collega del protagonista, Esposito) - è la sola cosa che fa di ogni persona una persona unica e riconoscibile. Un nesso fatale che farà in modo di riconoscere l’artefice del delitto e che porterà la storia ad una evoluzione dalle molte sfaccettature in cui i contenuti si compenetrano e scatta il tema della colpa, della ricerca di sé e di una verità che scorre via inesorabile come il tempo.

    Un tempo scandito da ritmi lenti ma dialoghi che colpiscono per la sicurezza, la durezza a volte o l’enigmaticità che porta alla scoperta del dettaglio; battute che

    si infittiscono quasi ironiche, sornione, a traghettare spettatore e protagonisti attraverso la parte centrale della storia e verso una direzione che si apre in uno spiraglio solo nel finale.

    La politica resta in sottofondo ma la direzione della trama si incupisce, quasi in un preambolo non solo di una giovinezza passata in vent’anni e più, ma di un regime che cambierà le vite tuttavia minute e semplici dei protagonisti, piccoli interpreti della verità degli occhi, di ciò che è possibile captare, ricevere, una pista per una indagine e forse uno sguardo troppo a lungo ignorato che rischia di cambiare anche la storia e le vicende personali.

    Commenti del regista

    "Un vecchio che mangia da solo. E’ stata questa immagine a catturarmi e, alla fine, a farmi prendere in considerazione il romanzo. Non il crimine. O la suspense. O il genere. Il Vecchio che mangia da solo. Come fa una persona a ritrovarsi sola nella vita? Quel Vecchio si chiede come è finito a mangiare solo in un bar senza nessuno accanto? Lo si può ignorare, dimenticare o nascondere per un po’, ma il passato finisce per ripresentarsi. Forse durante il secondo atto della sua vita il Vecchio è riuscito ad ignorare cosa aveva fatto nel primo atto, ma se vuole riuscire ad arrivare bene al terzo atto, dovrà affrontare tutto ciò che ha lasciato in sospeso.
    Non lo considero un “film noir”. Il “piatto forte”, le forze motrici di questo film sono un amore non dichiarato durato anni, la frustrazione e il vuoto percepito dai personaggi principali. Il genere “noir” è solo il vassoio sul quale la pietanza principale viene servita.
    La memoria mi affascina. Il modo in cui le decisioni che abbiamo preso venti o trent’anni fa possono condizionare la nostra vita presente. Questo discorso vale anche per la memoria di una nazione. Riesaminando la storia del nostro Paese negli anni ’70, oggi sappiamo che quell’orrore ha avuto inizio prima della dittatura militare. La storia si svolge in un’Argentina in cui l’atmosfera cominciava ad incupirsi, ad intorbidirsi, finendo coll’avvolgerne anche i protagonisti.
    Il mio obiettivo era quello di narrare una storia che raccontasse di personaggi minuti - che vagano in un mare di gente, tra enormi strutture, persi nella folla – e dei loro occhi. La storia di un uomo che cammina alla stazione del treno, cento metri più avanti, con cinquecento persone tra noi e lui. Cosa potremmo capire di lui se, improvvisamente, senza stacchi, passassimo ad un primissimo piano dei suoi occhi? Quali segreti potrebbero rivelarci?
    Forse i segreti su una storia come questa: una storia che parla di omicidio, certo, ma soprattutto una storia che parla d’amore. Una storia che parla d’amore nella sua forma più pura. Un amore finito prima ancora di sbocciare, senza nemmeno il tempo di sfiorire e di morire. Come avrebbe potuto essere vissuto un amore così? Quali effetti avrebbe sulle persone coinvolte? Quali atti di pazzia potrebbero compiere occhi come questi quando l’amore venisse loro portato via?
    Queste sono le domande che il film si pone e alle quali forse trova risposta solo nelle vite dei suoi personaggi
    ".

    Links:

    • Juan José Campanella (Regista)

    • Ricardo Darìn

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    Galleria Video:

    Il segreto dei suoi occhi - trailer.flv

    Il segreto dei suoi occhi - clip 'Allo stadio con il Racing' (versione originale sottotitolata).flv

    Il segreto dei suoi occhi - clip 'Esposito e Morales' (versione originale sottotitolata).flv

    Il segreto dei suoi occhi - clip 'Esposito e Sandoval' (versione originale sottotitolata).flv

    Il segreto dei suoi occhi - clip 'Heistings, perchè è scozzese...' (versione originale sottotitolata).flv

    Il segreto dei suoi occhi - clip 'La scena del crimine' (versione originale sottotitolata).flv

    Il segreto dei suoi occhi - clip 'Non sono intoccabile...' (versione originale sottotitolata).flv

    Il segreto dei suoi occhi - Intervista a Juan Josè Campanella (versione originale sottotitolata).flv

    Il segreto dei suoi occhi - Intervista a Ricardo Darin (versione originale sottotitolata).flv

    Il segreto dei suoi occhi - Intervista a Soledad Villamil (versione originale sottotitolata).flv

    Il segreto dei suoi occhi - Making Off (versione originale sottotitolata).flv

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