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    Home Page > Ritratti in Celluloide > Registi > Lech Majewski

    Il cinema di Lech Majewski

    Biografia

    (Katowice, Slaskie-POLONIA 30 Agosto 1953 - )

    Nel 2006, il Museum of Modern Art di New York ha onorato Majewski di una grande retrospettiva dei suoi lavori, dal titolo Lech Majewski: Conjuring the Moving Image (Lech Majewski: la magia dell'immagine in movimento). Curata da Laurence Kardish, la retrospettiva ha presentato i film e i video di Majewski. La prima mondiale di una sequenza unica di trentatré opere di videoarte è stata il pezzo forte della serata inagurale al MoMA.

    Prima di essere esposto presso molteplici gallerie e musei, Blood of a Poet (Sangue di un Poeta) è stato presentato alla Berlinale nel febbraio 2007, e a giugno è diventato parte della cinquantaduesima
    Biennale di Venezia, dove è stato visibile in due location: come proiezione non-stop su Campo San
    Pantalon, e su schermi multipli nel Teatro Junghans della Giudecca. La critica del New York Times, Jeannette Catsoulis, ha scritto: "Lech Majewski crea un'estetica della disfunzione che è tanto bella quanto inquietante. Dopo un po' l'espressività del film diventa così ipnotica che è difficile non trovarvi dei collegamenti con la propria storia personale".

    Nel 2007, la retrospettiva su Lech Majewski realizzata dal MoMA è stata presentata all'Art Institute of Chicago, al Portland Art Museum, al Cleveland's Wexner Arts Center, al SIFF di Seattle, all'UCLA Film Archive, al Berkeley Art Museum, e alla National Gallery di Washington DC. Philip Kennicott del "Washington Post" ha scritto: "Majewski è un cineasta brillante la cui estetica inquietante è elaborata attraverso una mente vivace e un'immaginazione idiosincratica, frenata e temperata dalla storia, e catturata sullo schermo con il rigore e il perfezionismo di un artista che sarebbe capace di intagliare castelli negli stuzzicadenti. Nei suoi film le grandi categorie della nostra esistenza – il pubblico e il privato, il personale e il politico, il mondo della Natura e quello creato dall'uomo – si dissolvono costantemente l'uno nell'altra".

    Nel 2005, due grandi retrospettive dei lavori di Majewski sono state organizzate a Buenos Aires/Mar del Plata e a Londra, dove British Film Academy, Riverside Studios e Curzon Cinemas hanno proiettato i suoi film, mentre la Whitechapel Art Gallery ha mostrato i suoi lavori di video arte. L'anno precedente, Majewski aveva composto una raccolta di poemi visuali dal titolo Divinities e aveva pubblicato il suo quinto romanzo.

    Il 2002 vide uscire molti dei lavori del Maestro Majewski. L'Opera Nazionale Lituana mise in scena la sua versione della Carmen, mentre le sue produzioni de L'Opera da tre soldi e di Tramway vennero realizzate a Düsseldorf. Pubblicò anche il suo quarto romanzo, su cui basò il suo film The Garden of Earthly Delights, una produzione anglo-italiana girata tra Venezia e Londra. Finito nel 2004, vinse il Grand Prix al Festival Internazionale del Film di Roma. "C'è magia nell'intima rappresentazione della passione di The Garden of Earthly Delights", scrisse R. Emmet Sweeney sul "Village Voice". "Ogni momento diventa dolorosamente splendido". "Questo film supera la maggior parte delle altre love stories per la sua onestà", scrisse il "Washington Post"; "poggiando su di una struttura altamente filosofica, Majewski riesce a raccontare una storia straordinariamente umana: la sconvolgente stranezza dell'essere uomini – fragili, materiali, dipendenti, e pieni di idee e aspirazioni che trascendono tutto. The Garden of Earthly Delights è tra i film più potenti fatti da diversi anni a questa parte".

    Nel 2000, Majewski iniziò a filmare Angelus, un'epica su dei minatori della Slesia che vivono in una comune segreta. "C'è un'aura purissima di bellezza in Angelus che dà la sensazione, talvolta sconvolgente, che l'immaginazione superi ogni ostacolo" scrisse Robert Koehler su "Variety". "Il modo in cui il film mette in scena dei tableaux meravigliosamente disegnati e fotografati ha un impatto quasi allucinatorio sull'occhio dello spettatore". Angelus ha vinto un gran numero di premi, tra cui il Premio Fellini a Cameraimage. Lo stesso anno fu presentato al Palagraziussi di Venezia (in collaborazione con la Biennale di Venezia), e nel 2002 al Museum of Modern Art di New York, e alla Galerie Nationale du Jeu de Paume di Parigi.

    Nel 1999, Majewski diresse il film per le sale Wojaczek, che fu proiettato presso diversi festival, tra cui quelli di Rotterdam, Berlino, Gerusalemme, Rio de Janeiro, Londra, Città del Messico, New York, Montreal e Los Angeles. Il film ha ricevuto oltre venti premi, tra cui lo European Award al Festival del Cinema Europeo di Corato e il Primo Premio al Quinto Forum du Cinéma Européen di Strasburgo. A Barcellona, la International Federation of Film Societies lo scelse come miglior film dell'anno 2000,
    assegnandogli il prestigioso premio Don Quixote. L'attore non professionista Krzysztof Siwczyk,
    protagonista della pellicola, ricevette una nomination dalla European Film Academy come Miglior Attore Europeo. "Magnifico e sorprendentemente arguto", scrisse Michael Phillips sul "Chicago Tribune": "Wojaczek adotta un tono di comicità asciutta e impassibile, che riesce a mantenere grazie a uno straordinario senso di compostezza stilistica. Eccellente!"

    Nel 1997, il Maestro Majewski mise in scena e filmò in Germania la propria versione del Sogno di
    una notte di mezza estate di Shakespeare. Un anno dopo, produsse una serie di CD dedicata ai grandi maestri della musica polacca moderna, in particolare a Henryk Mikołaj Górecki. Nello stesso anno, mise in scena lo sperimentale Tramway: una performance di 90 kilometri, e realizzò un'installazione presso la Galleria d'Arte Moderna della sua città natale, Katowice. Un video basato su quella mostra vinse un Silver Award al trentaduesimo Houston International Film Festival.

    Nel 1996, debuttò come compositore (insieme a Józef Skrzek) e librettista, scrivendo la sua opera
    lirica autobiografica The Roe’s Room. La prima andò in scena al Silesian Opera e fu premiato con una Maschera d'Oro. L'opera fu anche pubblicata dalla Polygram come doppio CD. In seguito, l'International Theater Institute (ITI) selezionò questa produzione (tra oltre cinquecento) come una delle migliori nuove opere a livello mondiale, e nel 1998 la presentò a Düsseldorf. Lo stesso anno, Majewski realizzò un lavoro di videoarte basato sulla stessa opera lirica, intitolato anch'esso The Roe’s Room, che fu descritto come una "opera lirica autobiografica in pellicola, del tutto unica...una parabola sul 'ciclo della vita' di bellezza cristallina... Unica nel suo genere!" ("Time Out London"); "Intensità devastante!" ("Washington Post"); e "una strana, incantevole bellezza dal carattere inquietante, memorabile" ("Variety").

    Nel 1995 Lech Majewski co-produsse Basquiat, un film basato su di un suo racconto, con Jeffrey
    Wright, Benicio del Toro, Willem Dafoe, Gary Oldman, Courtney Love, Dennis Hopper, e David
    Bowie nel ruolo di Andy Warhol. Nello stesso anno diresse a Heilbronn, in Germania, The Black Rider. La sua versione di quest'opera postmoderna di Bob Wilson, Tom Waits e William Burroughs gli valse il "Killianpreis" per la miglior regia e fu esaltato dalla critica tedesca come un lavoro di “vera maestria” (Stuttgarter Zeitung), "uno spettacolo magnifico, ipnotico” (Stimme), “un viaggio mozzafiato dentro l'ignoto” (Rundblick).

    Nel settembre 1995, l'Opera Nazionale Polacca aprì la nuova stagione con la sua produzione della
    Carmen di Bizet, trasmessa dal vivo da Canal +. La prestigiosa rivista Opera International citò questa produzione tra le migliori produzioni liriche del 1995. La sua produzione dell'Ubu Re di Penderecki nel 1993 portò il Maestro Majewski per la prima volta a lavorare nel campo dell'opera lirica e gli valse diversi premi, tra cui la Maschera d'Oro per la migliore produzione e l'Orfeo d'Oro al Festival d'Autunno di Varsavia del 1994.

    Nel 1992, in collaborazione con la Propaganda Films di David Lynch, produsse e diresse Gospel
    According To Harry, che Piers Handling del Toronto Film Festival chiamò "una visionaria poesia cinematografica". Viggo Mortensen fece nel film il suo debutto in un ruolo da protagonista.

    Nel 1986, Majewski andò a Rio de Janeiro per sviluppare una sceneggiatura con "l'uomo più ricercato del mondo", Ronald Biggs, uno dei malviventi responsabili del celebre assalto al treno postale Glasgow-Londra. Prisoner of Rio (1989) fu completato ai Pinewood Studios e uscì in tutto il mondo per la Columbia Pictures-TriStar.
    Majewski fu sia regista che produttore esecutivo del film, trovando tutti i finanziamenti.

    Nel 1982, mise in scena l'Odissea di Omero sul Tamigi, suscitando grande interesse e molti consensi. Il "London Times" definì la produzione “teatro potentissimo”. Ha pubblicato molti libri di poesia, saggi e narrativa.

    La sceneggiatura del suo debutto americano, Flight of the Spruce Goose (1985), è basata su un suo libro. Il film fu prodotto da Michael Hausman, produttore tra gli altri di pellicole come Amadeus di Milos Forman e La casa dei giochi di David Mamet.

    Quando era ancora in Polonia, Majewski scrisse e diresse due film per le sale: L'Annunciazione (1978) e Il Cavaliere (1980), che Janet Maslin descrisse nel "New York Times" come "una inquietante,
    austera parabola diretta con grande sicurezza... Il suo film mantiene il suo stile visivo essenziale e ammaliante
    ". Kevin Thomas del "Los Angeles Times" lo definì "bello e mistico".

    Dal >Pressbook< de I colori della Passione (2012)

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