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    Home Page > Ritratti in Celluloide > Registi > Alain Resnais

    Il cinema di Alain Resnais

    Biografia

    (A cura di PATRIZIA FERRETTI)

    (Vannes, FRANCIA, 3 giugno 1922 – Parigi, 1º marzo 2014)

    ALAIN RESNAIS è uno dei registi che hanno fatto la storia del cinema internazionale, dalla commedia al teatro, al musical, alla Nouvelle Vogue e Nouvelle Roman, facendo della sua passione poliedrica per le arti una tecnica tutta nuova condita con la capacità di entrare nella storia e nel genere umano, rendendone vive testimonianze. Fra i primi a mettere in campo le trame intrecciate e la presenza di serrati giochi di montaggio che intrecciano le vicende di più protagonisti, Resnais crea un genere tutto suo e nuovo, imponendosi fra i capisaldi di un genere che è collezione di generi e di tecniche narrative.
    Nato in una famiglia borghese, coltiva fin da subito la passione del padre e della madre per la letteratura e per la cultura in generale. La sua salute cagionevole a causa dell’asma diventa, in un certo senso, la sua arma più forte nelle lunghe giornate in cui si vede costretto a rimanere a casa e a non poter giocare e correre come tutti gli altri bambini. La sua natura poliedrica nasce proprio in questi primissimi anni in cui aggiunge ai suoi già numerosi interessi, anche il fumetto e la fotografia. Passa da Proust a Breton, da Dickson al settimanale italiano L’avventuroso con i fumetti di Mandrake e Flash Gordon che divengono i suoi eroi. A soli quattordici anni, con la sua prima 8mm, realizza insieme al futuro sceneggiatore Remo Forlani, L’Aventure de Guy, ispirato agli eroi di cui è appassionato. Si diploma e resta a Nizza per poi trasferirsi a Parigi nel 1940.
    Qui farà la conoscenza dell’ambiente teatrale, dedicandosi in particolar modo alle opere di Cechov; la sua prima parte è una comparsa nel film Les visiteurs du soir (L’amore e il diavolo, 1942) di Marcel Carnè. Il giovanissimo Alain si iscrive poi in quegli anni alla prima scuola di montaggio aperta proprio a Parigi, la IDHEC, anche se rimarrà profondamente deluso e si ritirerà subito l’anno seguente. Raramente si presterà ancora come attore e apparirà ancora soltanto nel cortometraggio Quand le chat sourit (1997), di Sabine Azema (nel cast insieme a lui Pierre Arditi, Jane Birkin, André Dussollier, Lambert Wilson e Bertrand Tavernier). Terminata la sua avventura alla scuola di montaggio parte per una tournee tedesca al fianco dell’amico André Voisin all’interno della compagnia Théâthe aux Armées e, sempre nel 1946 dirige il lungometraggio Ouvert pour cause d'inventaire. Si dedica sempre di più alla sua nuova passione, il montaggio. Lavora infatti come montatore e assistente di regia nel film Paris 1900 di Nicole Vedres e gira poi una serie di documentari (1951) ad argomento artistico per la serie Goya, Van Gogh, Guernica, Pictura, i più celebri; grazie ai primi due si aggiudica Golden Globe e Oscar. Si mette in gioco poi con la regia di Tutta la memoria del mondo (1956) dove fa la sua apparizione una giovanissima Agnès Varda come comparsa.
    Con l’amico regista Chris Marker dirige Anche le statue muoiono, film-documento sulla mercificazione dell'arte africana a opera dell'Occidente. Il documentario però vede il visto della censura per il tema considerato scomodo. Resnais ribatterà nel 1956 con il suo Notte e nebbia, uno dei primi documentari sull'Olocausto, girato proprio nel campo di concentramento di Auschwitz. Un film che renderà celebre il regista francese non solo per la sua tecnica ma anche per i contenuti di aperta denuncia. Lavora e conosce nel frattempo la sua futura moglie, Florence Malraux (e di conseguenza fa la conoscenza anche del fratello, lo sceneggiatore Andrè Malraux.).
    Seguono a breve i successi per Hiroshima mon amour (che varrà a Resnais un BAFTA) e L'anno scorso a Marienbad, uno dei pilastri della Nouvelle Roman. L’impegno politico e la denuncia non mancano negli anni successivi. Muriel, il tempo di un ritorno (denuncia delle conseguenze drammatiche della guerra in Algeria), La guerra è finita (ambientato in Spagna e schierato contro il regime franchista). Nel 1968, con Cinétracts e Loin du Vietnam si schiera apertamente contro la presenza francese in Vietnam.
    Je t'aime, je t'aime, si rivela una parentesi negativa e di ben poco successo, paragonata alla produzione fino ad ora applaudita e che era valsa numerosi premi e richieste di collaborazioni a Resnais. La vena positiva ricomincia nel 1974 con Stavisky, il grande truffatore, critica agli scandali finanziari della terza repubblica francese; segue poi nel 1977 il film Providence, (unico in lingua inglese), in cui Resnais torna alla sua sperimentazione sul montaggio e sulle tematiche criptiche e fortemente psicologiche come sarà anche per il successivo Mio zio d'America, (saggio che espone le teorie del fisiologo Henri Laborit riguardo ai meccanismi di difesa come conflitto, fuga, autodistruzione, ed esposte dal regista attraverso un altro celebre carattere del suo cinema che diverrà quello delle trame intrecciate nelle vite di più personaggi.
    La vita è un romanzo (1982) segna la svolta nel cinema di Resnais che si concentra sulla messa in scena di complessi intrecci narrativi e diversi piani temporali in cui si sperimentano differenti generi cinematografici (dalla commedia al film storico, toccando musical e fantasy). Si mettono in luce in questo periodo e grazie all’opera di Resnais anche numerosi attori, quali Sabine Azema, Pierre Arditi, André Dussolier e Fanny Ardant. L'amour à mort (1984) e Mélo (1986) si ascrivono invece al melodramma, in un periodo molto fecondo del regista che sperimenta moltissimi generi classici ed altri del tutto nuovi. Voglio tornare a casa!, è infatti un omaggio al fumettista Jules Feiffer, ironico rapporto tra Francia e Stati Uniti. Su suggerimento del commediografo Alan Ayckbourn è spinto a dirigere Smoking/No Smoking, con la coppia Sabine Azéma e Pierre Arditi nei ruoli di tutti i personaggi in scena. Con il musical in Parole, parole, parole... ( i dialoghi sono sostituiti da celebri canzoni francesi), con l'operetta in Pas sur la bouche (da un libretto di André Barde ed inedito in Italia), Resnais gioca con le arti e attingendo poi dal teatro di Ayckbourne con Cuori (2006), commedia sulla solitudine, premiata alla Mostra del Cinema di Venezia con un Leone d'argento alla regia e L’Orso d’oro al Festival di Berlino.
    Gli amori folli, tratto dal romanzo di Christian Gailly, L'incident, viene presentato al Festival di Cannes 2009 dove vince un premio speciale della giuria. Tra i numerosi riconoscimenti attribuitigli figurano un BAFTA, un Leone d'Argento ed un Leone d'Oro, due Orsi d'Argento, tre premi César, un David di Donatello, un Fotogramas de Plata, un Premio Louis-Delluc.

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