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    Home Page > Ritratti in Celluloide > Registi > Carlo Mazzacurati

    Il cinema di Carlo Mazzacurati

    Biografia

    (Padova, ITALIA, 2 Marzo 1956 - 22 Gennaio 2014)

    “… Fin da giovane lavora nel mondo del cinema esordendo nel 1979. Notte italiana, il suo primo lungometraggio, vince nel 1987 il Nastro d’Argento. Partecipa alla Mostra del Cinema di Venezia in varie occasioni: nel 1988 con Domani Accadrà, nella Settimana della Critica; nel 1989, in concorso, con Il prete è bello; nel 1994, sempre in concorso, con Il toro (che gli fa ottenere il Leone d’Argento e a Roberto Citran la Coppa Volpi); nel 1996, nuovamente in concorso, con Vesna va veloce, con La lingua del Santo”.

    Da oltre un trentennio indaga nei suoi film gli angoli nascosti di una provincia (il suo Nordest, ma non solo) intesa sia come luogo geografico, sia come spazio narrativamente intimo. Dall’esordio con Notte Italiana (presentato nel 1987 a Venezia, poi premiato col Nastro d’argento), ambientato nel Delta padano (come molti suoi film), descrive l’andatura dolente e ostinatamente dignitosa di un’umanità alla ricerca di un riscatto esistenziale, mostrandosi sempre attento alla misura espressiva e alla semplicità del racconto. Dopo Il prete bello (1989) tratto dal romanzo di Parise, con il notturno e desolato Un’altra vita (1992), storia di una giovane russa immigrata a Roma pone per la prima volta il drammatico confronto (che riprenderà) tra la società euro-occidentale opulenta, e quella di un’Europa orientale dai valori sconvolti. Il successivo Il Toro (1994) è la tragicomica storia di due disoccupati veneti in viaggio verso l’Ungheria per far fortuna, che incrocia i codici della commedia (il film vince a Venezia il Leone d’argento e il protagonista Roberto Citran la Coppa Volpi). In Vesna va veloce (1996) mette poi in scena l’odissea in Italia di una giovane ragazza ceca, ancora sullo sfondo del problematico cambiamento etnico e sociale del Nordest. L’estate di Davide (1988) è un ritorno a toni autobiografici con l’educazione sentimentale di un ragazzo in vacanza nel Polesine. Nel 2000, con La lingua del santo (2000), declina con sensibilità e intensità narrativa il tema di partenza del Toro (due poveracci veneti che tentano il colpo della vita). A cavallo della tigre (2002) è un anomalo remake dell’omonima commedia girata nel ’61 da Luigi Comencini. Nel 2004 con L’amore ritrovato narra una delicata vicenda di adulterio, e nel 2007 intreccia giallo, dramma e commedia in La giusta distanza, nuovamente sullo sfondo di un Nordest in bilico fra tradizione e cambiamento. Nel 2010 a Venezia ha portato in Concorso La Passione – dove è ritornato alla commedia ed ha esplicitato con la consueta, affettuosa sensibilità la propria “passione” per il mondo del cinema - e ha presentato Fuori concorso il documentario Sei Venezia, struggente racconto su 6 veneziani, per cogliere nel profondo il sentimento della città lagunare.

    Bibliografia: Carlo Mazzacurati – Biografia in 61. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. La Biennale di Venezia – Catalogo, Milano 2004, p. 102 (Mondadori Electa Editore) e 68. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. La Biennale di Venezia – Catalogo, (Mondadori Electa Editore)Milano 2011.

    (Segue...)

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