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    Il cinema di Colin Firth

    The Colin Firth Touch

    SCHEGGE DI STILE IN CELLULOIDE

    COLIN FIRTH veste i panni di Henry Wotton nel remake del celebre DORIAN GRAY di Oscar Wilde rivisto per la celluloide da Oliver Parker. Henry Wotton è quel carismatico signore che introduce Dorian (qui interpretato da Ben Barnes) ai piaceri edonistici della città.

    Il ruolo segue la sua straordinaria performance in A SINGLE MAN, il film che, ispirato all'acclamato romanzo di Christopher Isherwood, ha segnato il debutto alla regia di TOM FORD. Performance che gli è valsa la Coppa Volpi alla 66. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia per il drammatico ritratto di un uomo alle prese con il suo ultimo giorno di vita sulla terra.

    Così oggi COLIN FIRTH può dirsi definitivamente consacrato nell'olimpo della celluloide quale artista completo, tanto prolifico quanto versatile: ha lavorato sia in ambito cinematografico che televisivo e teatrale e vanta una carriera che abbraccia tre decenni.
    Ed è proprio la sua spiccata versatilità a regalargli riconoscimenti sia per i suoi ruoli drammatici che per quelli comici, ottime critiche e numerosi premi, tra cui Nomination agli Screen Actors Guild, agli Emmy e ai BAFTA.
    COLIN FIRTH veste i panni di George Falconer, un professore d'università inglese di 52 anni che cerca di trovare un significato alla sua vita dopo la morte del partner di lunga data Jim (Matthew Goode) in A SINGLE MAN, il film che, ispirato all'acclamato romanzo di Christopher Isherwood, ha segnato il debutto alla regia dell'ex stilista di moda TOM FORD. Ne esce il drammatico ritratto di un uomo alle prese con il suo ultimo giorno di vita sulla terra, straordinaria performance che vale a COLIN FIRTH la Coppa Volpi alla 66. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
    COLIN FIRTH è Michael in UN MARITO DI TROPPO di GRIFFIN DUNNE, al fianco di UMA THURMAN.
    COLIN FIRTH veste i panni di Bill Haydon (nome in codice Tailor 'il sarto') in LA TALPA (TINKER, TAILOR, SOLDIER, SPY) di TOMAS ALFREDSON, già presentato alla 68 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica - Lido di Venezia (31 Agosto-10 Settembre 2011). Nel cast con lui anche GARY OLDMAN, TOM HARDY e JOHN HURT:

    "Non reputo questo nuovo personaggio intricato in una complicatissima 'spy story' un carattere di minor rilievo rispetto a quello de 'Il discorso del re, anzi, direi che ha risposto pienamente alle mie aspettative e mi sento anche ottimista sull'accoglienza da parte del pubblico...".
    Colin Firth
    COLIN FIRTH è Harry Deane in GAMBIT di MICHAEL HOFFMAN:

    "La sceneggiatura ha un qualcosa di unico, che fa pensare ad un'altra epoca anche se non è necessariamente la stessa del film originale. L'idea di partenza è simile, ma il 'sapore' e i personaggi della storia scritta dai Cohen sono totalmente diversi. Leggendola ho riso come un pazzo e sono poche le commedie che provocano questo effetto nella fase di lettura... Dopo aver interpretato delle storie così 'seriose' avevo voglia di qualcosa di più leggero e sguaiato. Mi piace mettermi in ridicolo sul grande schermo... Quando s'interpreta una commedia bisogna essere sempre molto disciplinati perché se sbagli anche solo di un millimetro, puoi ottenere un effetto diametralmente opposto. E' una specie di scienza esatta nella quale devi concentrarti su tanti elementi e non solo su ciò che ti fa ridere... Una sceneggiatura precisa e ben scritta, attori in grado di interpretarla nel modo giusto, un regista che permetta agli attori di 'crescere' nei rispettivi ruoli e un addetto al montaggio con una precisione quasi chirurgica... E' strabiliante scoprire come le commedie presentino dei problemi molto seri. Anzi direi che ce ne sono talmente tanti da causare vere nevrosi. Mi spingerei a dire che interpretare un film drammatico è molto più facile e credo che siano in tanti a pensarla come me. Sembra un'affermazione esagerata ma è la pura verità. C'è un vecchio detto che recita, 'morire è facile, fare una commedia è difficile… '. Le commedie non vengono mai prese sul serio; raramente vincono l'Oscar come migliore film ma in realtà sono delle autentiche opera d'arte. E' come camminare sul filo ad una grande altezza; se fai il minimo passo falso sei finito... Harry Deane (il suo personaggio) sta attraversando una prova incredibile. Lo vediamo mentre tenta di realizzare i propri sogni e non c'è nulla di più intimo del vedere le fantasie di qualcuno. Poi però lo vediamo in azione nella vita reale, quando gli eventi sfuggono al suo controllo e il destino cospira contro di lui. E' come se lottasse contro i mulini a vento... Parte della comicità deriva dai meravigliosi dialoghi tra questa bellissima ragazza texana (PJ/Diaz) e questo inglese tutto di un pezzo, due personaggi sicuramente sopra alle righe".
    Colin Firth
    COLIN FIRTH è Eric Lomax in LE DUE VIE DEL DESTINO di JONATHAN TEPLITZKY:

    "Eric è un personaggio straordinario attorno al quale ruota tutto il racconto; la sua passione per
    gli orari ferroviari e per i treni, le sue straordinarie qualità di soldato – lealtà e fedeltà al senso
    dell’onore, il tutto combinato in una personalità estremamente dinamica. In lui c’è anche un
    lato oscuro, che ha a che fare con le sofferenze subite, molto difficile da interpretare. Insomma,
    è un uomo amabile, ma che nasconde un lato misterioso
    "
    Colin Firth
    COLIN FIRTH è Stanley Crawford in MAGIC IN THE MOONLIGHT di WOODY ALLEN:

    "Lui è altezzoso, critico, cinico ed arrogante ed ha una smisurata opinione riguardo il suo intelletto. Come specialista nell’arte dell’illusionismo, è scettico riguardo qualunque cosa di spirituale, mistico od occulto. È orgoglioso di sé stesso nel contraddire le persone che dichiarano che durante le sedute spiritiche accada qualcosa di veramente magico. Credo che questa sia la prima volta che interpreto un personaggio veramente antipatico. Sono sicuro che il pubblico vorrà tirarmi una torta in faccia. Il modo con cui lui si presenta così sprezzante nei confronti degli altri, farà pensare che dovrei abbassare la cresta"
    Colin Firth
    COLIN FIRTH è Harry Hart 'zio Jack' in KINGSMAN: SECRET SERVICE di MATTHEW VAUGHN:

    "Quando Harry vede che Eggsy, il figlio del suo collega scomparso, sta prendendo una brutta strada, si attiva per cercare di salvare il ragazzo. In parte si sente in colpa nei suoi confronti ma c‘è anche un’altra parte di lui che è attratto dalla sfida di trasformare Eggsy in un agente Kingsman. Gli spiega chiaramente che essere un gentiluomo non ha nulla a che fare con il modo in cui si parla o con la famiglia in cui si è nati. È qualcosa che si impara e si dimostra nel proprio comportamento".
    Colin Firth
    COLIN FIRTH è Max Perkins in GENIUS di MICHAEL GRANDAGE:

    "Qualcosa dello spirito dei suoi scrittori viveva anche dentro Perkins. Berg, nel suo libro, fa notare che lui proveniva da due famiglie molto differenti ed era come se una guerra infuriasse dentro di lui. Il lato della famiglia Perkins era artistico, stravagante e bohémien, mentre il lato della famiglia Evarts era conformista, puritano e riservato. Penso che fosse questo il lato che si notava maggiormente al primo incontro con Max Perkins, ma nelle relazioni con artisti come Thomas Wolfe, interveniva l’altro lato. Wolfe aveva una grande fame di vita e una altrettanto grande voglia di soddisfarla. Viaggiava molto, viveva avventure e risse da bar. Perkins non era presuntuoso, non rimaneva a guardare con aria di disapprovazione, semplicemente non era così. Però viveva in libri come 'Guerra e Pace' e li sognava. Penso che attraverso Wolfe e gli altri suoi autori, lui rivivesse questi capolavori".
    Colin Firth
    Colin Firth è il Generale Erinmore in 1917 di Sam Mendes:

    "Erinmore in fondo prova simpatia per i due ragazzi. Forse non consente a se stesso di provare questi sentimenti oppure semplicemente non ha nessun sentimento. Sono certo che alla fine direbbe che in fondo è lo stesso. Il lavoro va fatto e basta. Erinmore è un esperto di tattica. In un breve arco di tempo ha studiato la situazione e ha deliberatamente scelto un messaggero che sia coinvolto personalmente in questa missione: un giovane uomo che vuole salvare suo fratello. E’ una tattica crudele, ma in queste circostanze è difficile immaginarne una più efficace. Erinmore dà prova di grande prontezza e pragmatismo, infatti si reca di persona nella trincea, per impartire gli ordini ed essere sicuro che abbiano capito. Sam voleva che il tono fosse del tutto professionale: serio, sobrio e non melodrammatico. Tutti devono capire bene che tipo di missione è, cosa comporta e cosa bisogna fare. Non è importante ciò che prova il generale"
    Colin Firth

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