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Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2010
TIM BURTON FANTASTICO IN ‘FREAK’
Mentre TIM BURTON approda al cinema con l’attesissimo ALICE IN WONDERLAND, tutte le sue ’Meraviglie’ in celluloide fanno bella mostra di sé al MoMA di New York (Fino al 26 Aprile). Ed è per l’appunto sulla 53ma strada che, tra altre, spicca una gigantografia di ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE in tutta la sua magia visionaria, quasi a voler rendere ancor più scintillanti le grandi notti in quello spicchio della Grande Mela. Ma la visione parte dagli inizi di una carriera puntata su un genere di ‘surreale’ particolare, non di rado virato sul ‘freak’. ALICE IN WONDERLAND non fa certo eccezione. Ogni personaggio tradisce una qualche ricercata deformazione magari sotto una metafora che trascende l’estetica: dalla Regina Rossa allo Stregatto, da Pinco Panco e Panco Pinco, fino al Brucaliffo (che sembra peraltro parente stretto dello Yoda di Star Wars - vedi nella rubrica ‘Speciali’ di ‘CelluloidPortraits’). E questo tanto per fare qualche esempio. Un ‘surreale’ in ‘freak’ altalenante tra schegge di comicità - magari con la complicità della deformazione stessa - ed altre intinte in atmosfere fumose e rarefatte tipiche di un fascinoso ‘gothic touch’. Ma il dark non è che un lato, sia pure di una certa imponenza, del prismatico universo burtoniano che, difatti, ci tiene a precisare: “I am not a dark person and I don't consider myself dark”. E in quale direzione TIM BURTON abbia guardato per trarre l’ispirazione, filtrata da un mix di horror fantastico e comico, è reso manifesto proprio dai film proiettati al MoMa per la sua mostra: da George Méliès ad Alfred Hitchcock e D. W. Griffith fino a Pasolini e Rossellini, ma la lista delle sollecitazioni burtoniane va sicuramente integrata con la visionarietà di Federico Fellini nonché con i racconti noir di Edgar Alan Poe spesso migrati sulla celluloide. Il fatto che dopo la ‘premessa’ il varco della mostra vera e propria al MoMA di New York si apra con una mostruosa bocca gigante, larga e dentata, degna parente di quella esibita dallo Stregatto in ALICE IN WONDERLAND, la dice lunga sul genere di ‘meraviglie’ che ci attende una volta entrati là dentro: è l’opportunità per scivolare a nostra volta in una sorta di neo tana del Bianconiglio. Ma se New York non è, per così dire, troppo a portata di mano, al cinema c’è un’altra tana che ci aspetta e il Bianconiglio è già lì ad attenderci per fare gli onori di casa del fantastico ‘sottomondo’ burtoniano.
(A cura di PATRIZIA FERRETTI)
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