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Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2010
LEONARDO DI CAPRIO è il duro veterano di guerra ed esperto capo della polizia locale Teddy Daniels in SHUTTER ISLAND di MARTIN SCORSESE. Al centro di una paura crescente all’interno dell’ospedale psichiatrico criminale di un’isola-fortezza, là dove è chiamato a far luce sulla misteriosa scomparsa di un’assassina seriale, DI CAPRIO/Teddy si trova invischiato in un abisso di enigmi vertiginosi e ricordi ossessivi, contagiato, a sua volta, da una paura incessante fino a portarsi sull’orlo di un baratro senza ritorno, là dove si annidano i confini bui e indistinti tra sanità e insania mentale. Un personaggio estremamente intrigante:
“Erano tante le cose del personaggio che mi piacevano. Teddy va a ‘Shutter Island’ deciso a risolvere il mistero e a scoprire cosa succeda realmente, ma ha anche lui i suoi segreti. Si trova in una situazione nella quale c’è molto di più di quello che si vede in superficie. Una delle cose più belle di questa storia è che non ti lascia scampo perché opera a diversi livelli: è come una gigantesca torta con tanti piani. Mi sono innamorato delle complessità di Teddy, della sua ricerca della verità, che scatena qualcosa in lui e che ha scatenato qualche cosa in me. Alla fine ero profondamente commosso… C’è una cosa che la gente non capisce di Scorsese ed è quanto lui creda negli attori che sceglie e quanto dipenda dalla loro preparazione prima di arrivare sul set. E’ un vero maestro del cinema, e sa come far navigare la mente umana e come dipingere la condizione umana ma lascia agli attori la libertà di scegliere cosa mettere sullo schermo… Marty adora discutere di qualunque cosa molto a lungo, il che ti aiuta a essere più specifico sul tuo personaggio e più credibile sullo schermo. Nelle nostre chiacchierate discutevamo le scene come dei medici legali che fanno un’autopsia, sezionando ogni situazione e ogni dettaglio, e questa è una delle cose più interessanti, difficili, spaventose e divertenti di lavorare con lui perché nel momento in cui arrivi sul set, sei già vincolato a qualcosa… Con Teddy, c’erano dei confini piuttosto confusi che non andavano assolutamente superati e questa è stata una vera sfida. Avevo veramente bisogno della guida di Scorsese per sapere fino a dove mi sarei potuto spingere. Ci sono tante sfumature che si notano solo la seconda volta che si vede il film”.
Leonardo Di Caprio
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