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    Home Page > Ritratti in Celluloide > Personaggi dietro le quinte > THE TWILIGHT SAGA: ECLIPSE - La produzione di Eclipse e le dichiarazioni del cast

    Dietro le quinte: THE TWILIGHT SAGA: ECLIPSE - La produzione di Eclipse e le dichiarazioni del cast (Film)

    LA PRODUZIONE DI ECLIPSE

    Le riprese di The Twilight Saga: Eclipse sono iniziate il 17 agosto del 2009 a Vancouver, sono durate 11 settimane e si sono svolte in numerose location della British Columbia. Molte delle location del film si trovavano in posti remoti con un accesso limitato. La gigantesca produzione era composta da un’unità di riprese principale e da una seconda unità, impegnate a turno nelle tre principali sequenze d’azione: l’inseguimento iniziale sul bordo del burrone, che vede impegnati i Cullen, i licantropi e Victoria; la sequenza di addestramento in cui Jasper insegna al resto della famiglia e ai lupi come prepararsi per lo scontro con i NeoNati; e il finale, che è diviso in due sequenze, quella nella radura, dove ha luogo il combattimento tra l’alleanza formata dai Cullen e i lupimannari contro i vampiri NeoNati, e quella dello scontro tra Victoria e Riley contro Edward/Bella/Seth, che si svolge in cima alle montagne innevate. I vari team - stuntmen, effetti fisici ed effetti speciali - hanno lavorato scrupolosamente per riuscire a portare sullo schermo queste scene così impegnative in tutta sicurezza, aiutando anche gli attori a lavorare con i lupi virtuali. Gran parte del film si svolge in - esterni, in condizioni meteorologiche specifiche. Tutti gli attori coinvolti nelle complicate scene di azione hanno intrapreso molte settimane di addestramento fisico. Gli attori e gli stuntmen hanno lavorato senza sosta per riuscire ad eseguire dei combattimenti così particolari da richiedere, in certi casi, anche l’aiuto del dipartimento degli effetti speciali.
    Oltre a raccontare una storia d’amore ambientata in uno scenario contemporaneo, popolato da vampiri e da licantropi, la difficoltà per i filmaker è stata anche quella di rendere onore a tutti quegli elementi creati da Stephenie Meyer nel suo romanzo, tenendo in considerazione tutte le scelte di tipo creativo adottate dai filmaker nei due precedenti capitoli della saga, e mantenendo, allo stesso tempo, una narrazione sempre fresca ed emozionante. Set come la Casa dei Cullen, la casa di Bella, quella di Jacob, il liceo di Forks e la radura, o il modo in cui i vampiri brillano alla luce del sole, erano tutti elementi già prestabiliti. Inoltre, I filmaker hanno dovuto creare i costumi per un cast molto numeroso, composto da oltre 3 dozzine di personaggi principali e da decine di stuntmen. A tutto ciò si aggiungeva anche la difficoltà produttiva legata ai numerosi flashback ambientati in ere diverse e, non per ultimo, il fatto di dover accontentare dei fan ansiosi di ritrovare nel film ogni minimo dettaglio descritto nel libro.
    All’inizio del film ci rendiamo conto che Victoria è tornata e che il suo obbiettivo è riuscire a vendicarsi. Inizia un inseguimento e Victoria scappa dal territorio dei Cullen e va verso quello dei Lupi. Lupi e vampiri non possono sconfinare l’uno nel territorio del’altro, spiega Taylor Lautner. Ma Emmett si lascia trasportare dagli eventi ed entra nel territorio dei Lupi, a quel punto, Paul, la testa calda del branco, si scontra con lui. E’ il modo perfetto per iniziare il film, perchè è Victoria la causa di tutto. E’ lei che causa tutto questo caos.
    Questa prima sequenza così adrenalinica riesce perfettamente a dare al pubblico un’idea di quanto esplosivamente potenti siano le mitiche creature della storia. In seguito, capiamo che i Vampiri la stanno inseguendo lungo questo burrone. Proprio quando stanno per catturarla, Victoria salta dall’altro lato, a quel punto i vampiri si fermano. Perché non la inseguono? Allora capiamo che quello è il punto di demarcazione tra il territorio dei vampire e quello dei Lupi. Ma proprio quando pensiamo che sia riuscita a scappare, boom: i lupi le sono alle costole. Perciò c’è questa doppia scena d’azione in cui vediamo i Cullen che la inseguono da un lato del burrone, i lupi che la inseguono dall’altro, e lei che salta continuamente da una parte all’altra. Sarà una sequenza fantastica, commenta il produttore Wyck Godfrey.
    L’inseguimento sul burrone era solo accennato nel libro, ma pensavo che il pubblico dovesse avere l’occasione di vederlo, spiega il regista David Slade. Ho fatto degli storyboard dell’inseguimento. Melissa ha apprezzato i miei disegni ed ha scritto le sequenze. Nel libro si tratta di un avvenimento appena accennato, ma ho pensato che sarebbe stato molto divertente poterlo vedere. Sullo schermo voglio poter vedere vampiri e licantropi correre ad una velocità estrema, saltare da un territorio ad un altro. E’ un modo perfetto per fissare le regole per la divisione dei rispettivi territori.
    L'unità principale, come di norma, si è occupata delle scene di dialogo e degli stunt più semplici delle scene d’azione, poi affidavamo tutte le scene d’azione che prevedevano l’uso di gru e di funi al regista della seconda unità E.J. Foerster, spiega Godfrey.
    La settimana lavorativa di ogni unità veniva pianificata in modo da permettere a Slade di partecipare alle riprese della seconda unità nei suoi giorni liberi. E.J. Foerster è il regista che tutti vorrebbero: è come un coltellino svizzero, fa qualsiasi cosa, ride Slade. E’ stato merviglioso. E.J. ha fatto talmente tante scene di stunt che il suo cervello sa esattamente cosa fare in questi casi. Aveva il compito di girare alcuni degli stunt più epici, di quelli che sono necessarie sette ore di preparazione per girare una sola scena. Tutte le scene si sono amalgamate benissimo, il vocabolario è stato rispettato al meglio. E.J. era sulla nostra stessa lunghezza d’onda e chiedeva sempre ‘cos’altro posso fare? Cos’altro possiamo fare per aiutarvi?’. La seconda unità era come un esercito di soldati; è stato un piacere lavorare assieme a loro.
    La seconda grande scena d’azione vede protagonista Jasper che insegna alla sua famiglia e ai lupi come combattere contro i NeoNati. Credo che la sequenza di addestramento corrisponda alla sequenza in cui i Cullen giocano a baseball. E’ una scena in cui vengono messe in mostra tutte le abilità dei vampiri, in cui si mettono in mostra davanti agli occhi dei lupi, spiega Godfrey. L’abbiamo ideata affinché apparisse come una sorta di mini anteprima di ciò che lo spettatore vedrà più avanti, nel finale del film. E’ Japser che insegna alla sua famiglia come combattere contro i vampiri, perchè nella sua vecchia vita si occupava di addestrare i NeoNati, spiega Jackson Rathbone. Insegno come schivare i colpi e a sfruttare la forza dell’avversario contro di lui. E’ stato piacevole, c’è anche una scena di lotta tra me e Alice che è molto divertente.
    Facinelli aggiunge, Mi sono sempre preso gioco di Rob in Twilight perché non era esattamente il tipo più atletico del mondo quando abbiamo girato la scena della partita di baseball; non aveva neanche mai giocato prima di allora. Il risultato finale della versione definitiva è fantastico, però; ma in realtà è stato molto imbarazzante per lui girare quella scena. Poi, quando abbiamo iniziato l’addestramento per le scene di combattimento, Rob mi ha lasciato senza parole! Ora è molto più atletico e mi sono divertito molto a lavorare assieme a lui.
    I Tippett Studios, fondati dal pioniere degli effetti speciali Phil Tippett, sono stati i creatori dei lupi di The Twilight Saga: New Moon.
    Haug spiega, I Tippett Studios sono certamente la migliore società di animazione che si possa desiderare. Hanno degli animatori bravissimi. Il problema principale coi lupi è che in questo film c’è molta interazione tra loro e tra i personaggi reali; nel film precedente interagivano tra di loro, con l’ambiente circostante, ma quasi per niente con gli attori. In questo film ce ne sono molti di più, combattono e smembrano i vampiri.
    I lupi vengono creati in fase di post produzione, perciò i filmaker hanno usato una serie di tecniche per aiutare gli attori e la truppe a vedere i lupi, che sul set altrimenti sarebbero stati invisibili. A questo scopo, sono stati utilizzati dei cartonati raffiguranti i lupi sul set. E’ un’idea intelligente per risolvere un problema basilare, spiega Haug. Utilizziamo anche una sorta di oggetto-controfigura che ha le dimensioni di un lupo e col quale gli attori possono combattere e interagire, aggiunge Tichner. In post produzione, Phil e i suoi collaboratori sostituiscono questo oggetto con un lupo ricreato in Computer Grafica.
    La scena d’azione finale ha luogo simultaneamente in cima ad una montagna e in una zona distante, da cui si scorge la cima della montagna. Per girare le scene dell’accampamento in cima alla montagna i filmaker hanno utilizzato sia delle riprese delle vera cima di Mt. Seymour che delle riprese di una replica della cima, che è stata ricostruita nei teatri di posa.
    Nella terza parte della storia ci sono due sequenze d’azione molto diverse – una ambientata sulla cima di una montagna dove Edward si confronta con Victoria e Riley, e dove è presente l’elemento della neve, e l’altra, ambientata in una zona distante, in cui vediamo il combattimento con i NeoNati, spiega Bannerman.
    Riuscire a raggiungere la location sulla montagna è stato veramente difficile per il cast e la truppe.
    Nella storia, Jacob trasporta Bella in cima alla montagna per nascondere il suo odore dai vampiri nemici. Il supervisore degli effetti speciali Alex Burdett è stato fantastico: ha creato un sistema di funi per questa scena. Queste funi erano necessarie per trasportare Kristen affinchè Taylor potesse concentrarsi sulla sua performance senza dover pensare per tutto il tempo a mantenere l’equilibrio e a non scivolare. Eppure questo sistema non era adatto, non è stata colpa di nessuno, era geniale, ma non andava bene. Quando Taylor camminava non riusciva a muoversi in modo naturale come se stesse trasportando veramente qualcuno. Perciò Taylor ha veramente portato in braccio Kristen, con le sue sole forze. E non solo per una scena, ma in ogni singola scena.
    Stewart ha apprezzato molto l’impegno dimostrato dal suo coprotagonista. Taylor è riuscito a trasportarmi attraverso la foresta per molte ore. La sequenza è lunga quattro pagine e lui è riuscito a portarmi in braccio per tutto il tempo. Incredibile.
    Taylor è molto forte, ma se porti qualcuno in braccio tutto il giorno, anche se è leggero come Kristen, a un certo punto le braccia iniziano a farti male, aggiunge Slade. Abbiamo girato molti ciak delle stesse scene anche se le performance erano perfette. La sequenza era davvero molto lunga. Dopo quattro ciak Taylor era esausto, e poi pioveva anche. Il giorno dopo Taylor non riusciva neanche a scrivere il suo nome: aveva le braccia a pezzi.
    Anche Stephenie Meyer è andata in visita alla location in cima alla montagna, dove ha luogo la sua scena preferita: quella dentro la tenda.
    Oltre al set dell’accampamento in cima alla montagna, i filmaker hanno costruito anche un altro grande ed elaborato set nei teatri di posa: quello della residenza della famiglia Cullen.
    In Twilight, la casa dei Cullen era una vera location vicino a Portland. Per New Moon e Eclipse, sapevamo che avremmo girato a Vancouver, perciò dovevamo trovare dei facsimili di tutte le location che originariamente si trovavano a Portland spiega Bannerman.
    In Eclipse ci sono almeno 15 pagine di sceneggiatura ambientate all’interno e all’esterno della casa dei Cullen, includendo anche la grande festa per il diploma. Perciò abbiamo deciso di costruire la struttura in un teatro di posa. La casa è caratterizzata da enormi vetrate, perciò abbiamo dovuto ricostruire anche la facciata esterna, l’ambiente circostante, il vialetto e la foresta attorno alla casa, racconta Bannerman.
    Le dimensioni della casa sono rimaste le stesse, così come tutti gli elementi all’interno di essa, aggiunge Bannerman. Se i proprietari della casa originale di Portland potessero vederla rimarrebbero sbalorditi dalla somiglianza. E’ esattamente la stessa casa, ma a 300 miglia a nord rispetto alla location originale.
    I fan riconosceranno tutti gli elementi presenti nei primi due film, come il quadro composto dai cappelli per le cerimonie del diploma. Abbiamo dovuto ricreare molte cose che non erano più disponibili, spiega Austerberry.
    I Cullen hanno un ottimo gusto e delle finanze illimitate, aggiunge Austerberry. Ho deciso che a Esme piacessero gli oggetti provenienti dall’Asia, perciò sono state usate delle stampe giapponesi. Ci sono anche delle sculture moderne. Normalmente opere e mobili si possono affittare. In Eclipse, sapendo che ci sarà un altro film, abbiamo scelto di acquistarli o quanto meno di garantirci che avremmo potuto affittarli per produzioni future.
    Dopo le riprese, parte del salone è stata riconvertita nella camera da letto di Edward, dove un oggetto dell’arredamento, in particolare, catturerà l’interesse dei fan. Le scene sul letto di Edward sono piuttosto importanti. Quando ho cercato ispirazione per la camera da letto di Edward ho pensato allo stile Arts & Crafts, commenta Austerberry. Lui è nato all’inizio del 20° secolo perciò ho cercato uno stile che fosse all’avanguardia a quell’epoca. Poi ho immaginato che Edward avesse costruito il letto da sé, quindi abbiamo messo dei piccoli disegni del letto nella sua stanza. Edward ha molto tempo a disposizione ed è molto bravo manualmente; ha creato il letto per il suo amore Bella.
    Spesso ci capita di dover prendere una decisione di tipo creativo di cui non siamo sicuri, in quei casi ci rivolgiamo a Stephenie, perché è stata lei a creare questo mondo. Le chiediamo consigli sui colori, sugli oggetti di scena e sui gioielli, che per Stephenie sono veramente, veramente importanti, dice Austerberry. Il letto è un oggetto di scena estremamente specifico per il quale ci siamo rivolti a lei per assicurarci di rispettare totalmente la sua visione.
    La sfida più grande nel caso della casa dei Cullen è che abbiamo dovuto smontarla con grande cautela perché verrà messa via e conservata per il prossimo film, spiega Austerberry.
    Per quanto riguarda la casa di Bella, la casa di Jacob, il liceo e la radura di Edward e Bella, i filmaker sono tornati nelle stesse location usate in The Twilight Saga: New Moon. Due sono le scene ambientate nella radura in The Twilight Saga: Eclipse. I filmaker hanno fatto arrivare 75.000 fiori, che hanno necessitato di 15 giorni di lavoro per essere istallati, per riuscire, ancora una volta, a rendere la radura in tutta la sua maestosità e magia.
    Il film inizia nell’unico santuario che Edward e Bella hanno, spiega Slade. La radura è uno spazio idilliaco e simbolico. Perciò, volevamo renderla quasi onirica. In questo film è assolutamente perfetta.
    L’idea è che la radura e i fiori siano quasi uno dei personaggi della storia e che siano collegati ai due protagonisti. Questo è il posto dove si sentono al sicuro.
    La radura è uno dei pochi posti dove il pubblico vedrà ancora brillare i vampiri, un fenomeno che nel libro è molto ben descritto. Anche questa volta, gli effetti visivi aggiungeranno questo effetto in fase di post-produzione. Stephenie dice che Edward brilla come un diamante. Quando David ed io ci siamo incontrati la prima volta ne abbiamo parlato a lungo, ricorda Haug. Entrambi concordavamo sul fatto che fosse una metafora e che rappresentasse un modo per vedere la sua anima: il sole ci lascia vedere ciò che lui realmente è. Edward afferma di non avere un’anima, ma poi quando la luce del giorno lo colpisce, lui appare ancora più meravigliosamente bello di quanto non sia già.
    Con un film così mastodontico come Eclipse, composto da tre grandi sequenze d’azione e da numerosi flashback ambientati in epoche diverse, era necessario dividere il film in piccoli pezzi e considerare ogni minimo dettaglio. A quel punto, affrontando il film un pezzo alla volta diventa più facile da gestire, commenta Slade.
    Abbiamo usato tre diverse location per ricreare la sequenza della Rochester del 1933 di Rosalie, spiega lo scenografo Paul Austerberry. VanDusen Gardens, un bellissimo giardino botanico, utilizzato per la scena in cui Rosalie cammina nel parco assieme a Royce. E’ stupefacente cosa riescano a fare dei costumi e un’automobile d’epoca. Poi abbiamo la Vancouver Art Gallery e il Fairmont Hotel Vancouver. Entrambi questi due edifici appartengono all’epoca giusta: quella tra il 1929 e il 1939. Avevamo 13 bellissime automobili vintage sul set.
    I due film sono stati girati quasi contemporaneamente, spiega il co-produttore Bill Bannerman. Mentre Chris Weitz era impegnato nel montaggio di The Twilight Saga: New Moon, David Slade iniziava i preparativi per The Twilight Saga: Eclipse, quindi abbiamo utilizzato praticamente le stesse infrastrutture e la stessa truppe. Due registi completamente diversi, due mondi completamente diversi e due film completamente diversi.
    La cosa più fantastica, di cui credo abbiano beneficiato entrambi i film è stato il fatto che ci sia stata una continuità dall’inizio alla fine e che tutti quanti considerassero i due film come un tutt’uno, aggiunge Bannerman.
    Il Direttore della Fotografia Javier Aguirresarobe e la costumista Tish Monaghan sono due delle figure che hanno lavorato in entrambi i film. Javier Aguirresarobe è l’uomo più adorabile del mondo, afferma Slade. Tutti i membri del cast lo considerano come la persona che più di ogni altra aveva sempre il sorriso sul volto in ogni circostanza.
    Eclipse non assomiglia affatto a New Moon, perchè sono due storie differenti, perciò, Javier ed io abbiamo deciso di usare un’estetica diversa sia dal punto di vista delle luci che da quello della Mdp, rivela Slade. E’ meraviglioso poter lavorare con qualcuno che è capace di adattarsi al tuo stile personale. Si rende conto che hai un’idea chiara di ciò che vuoi ottenere e ti aiuta a migliorare quella tua visione. Javier è proprio così: un meraviglioso essere umano estremamente valido tecnicamente e che si impegna a fondo nel suo lavoro, anche solo averlo accanto, ti fa essere di buon umore. Una delle molte ragioni per le quali volevo tenere lui dopo New Moon, non era quella di mantenere l’estetica di quel film, ma di lavorare con qualcuno di grande esperienza come lui. Sono molto grato per aver potuto apprendere così tanto da Javier e lo ringrazio per questo.
    La costumista Tish Monaghan ha particolarmente apprezzato la possibilità di lavorare assieme al regista. La prima volta che ho incontrato David Slade abbiamo avuto una bella discussione sui personaggi, sui Cullen e su Bella in particolare. Gli ho parlato della cromia che avevamo usato nel film precedente ma ho anche accolto ogni sua richiesta. Credo sia difficile per un regista arrivare al terzo episodio di una saga e cercare di mettere un suo personale timbro sulle cose, perchè qui si tratta di rivisitare quasi gli stessi personaggi.
    Il più grande input da parte di David è stato sui NeoNati e sul personaggio di Riley, rivela la Monaghan. Voleva fortemente separare il mondo dei Cullen da quello dei NeoNati, per questa ragione, nel loro incontro finale i Cullen sono vestiti prevalentemente di nero e di grigio, mentre i NeoNati hanno dei colori tipici della terra, con alcuni sprazzi di colore.
    E poi, è stato meraviglioso avere l’opportunità di visitare diverse epoche. Ho creato i vampiri della Guerra Civile, un esploratore spagnolo e una vampira spagnola del 1700, rivela la Monaghan.
    E’ stato fatto un grande lavoro per studiare il passato di Jasper e Rosalie. Per me è stato interessantissimo, spiega la Monaghan. E’ stato magnifico poter sviluppare il personaggio di Rosalie perchè in questo modo ho potuto prendere qualcosa del suo passato e inserirlo nel tempo presente per riflettere il suo personaggio, aggiunge la Monaghan. Rosalie era sempre stata una sorta di mistero per me. Ma vedere come si è sviluppata nel 1930, improvvisamente, mi ha fatto capire come ritrarla nel mondo contemporaneo e come collegarla al passato.
    Nel corso della produzione di The Twilight Saga: Eclipse ogni singolo membro del cast e della truppe impegnato nel film sentiva una grande responsabilità nei confronti dei fan. L’universo di Twilight è assolutamente unico. Non riesco a pensare a niente di simile, dice Slade. Il fenomeno è talmente vasto e così originale che non è possibile fare dei paralleli. All’inizio della produzione non ero cosciente di questa cosa. Perché a quel tempo il fenomeno non aveva ancora raggiunto il suo massimo. Credo che nessuno potrebbe essere preparato a una cosa del genere come filmaker. All’inizio, quando ero in trattativa per dirigere Eclipse, e New Moon non era ancora uscito, sapevamo che si trattava di un fenomeno molto grande. Ma quando New Moon è uscito è esploso in un modo che non avrei mai potuto neanche immaginare.
    Durante la produzione del film, Vancouver era assediata da adolescenti provenienti dagli Stati Uniti e da tutte le parti del mondo. I luoghi dove si trovavano gli attori venivano presi d’assalto dai fan, dice ridendo Godfrey. Gli attori dovevano fare attenzione soprattutto quando camminavano all’aperto. Spesso quando ci recavamo in macchina verso il posto di lavoro ci capitava di sentire alla radio il luogo esatto delle riprese. Quando arrivavamo sul posto trovavamo già moltissime persone con dei cartelloni su cui c’erano scritte delle frasi in rima del tipo ‘I’ll be sullen if I don't get to see a Cullen’. Facevano di tutto pur di riuscire a far sì che Taylor, Rob, Kristen e i Cullen si fermassero a firmare gli autografi. Secondo me la cosa positiva in questi casi è che questo fenomeno ti ricorda continuamente che hai il dovere di fare del tuo meglio, perchè tutti quanti aspettano con trepidazione il film.
    C’erano alcune volte in cui dovevamo cambiare la location all’ultimo minuto a causa delle condizioni atmosferiche, anche in quei casi potevamo star certi che avremmo trovato centinaia di fan ad attenderci nella nuova location, aggiunge Bannerman. Sono dei fan molto attenti e meritano di essere i primi della fila al cinema, perchè hanno tenuto duro per tanto tempo. E’ stato diverso da qualsiasi altro film abbia mai fatto, avere questa attenzione da parte dei fan 24 ore al giorno per sette giorni alla settimana, dall’inizio alla fine. E’ così e continuerà ad essere così fino a quando la franchise non sarà completa.
    I fan dei libri sono talmente appassionati di questa saga che dobbiamo tenere in considerazione ogni mino dettaglio che viene descritto nei romanzi in fase di progettazione dei set, aggiunge Austerberry. Stephenie spesso descrive dei colori in particolare. Ad esempio, ci sono delle luci rosse e viola alla festa per il diploma in casa dei Cullen. Abbiamo mantenuto tutte queste cose nel nostro design. Sono certo che i fan si lamenterebbero a piena voce se non includessimo questo tipo di dettagli.
    Spero che i fan si rendano conto che siamo rimasti molto fedeli al libro, commenta la Rosenberg. Molte cose sono state riconfigurate e condensate ma credo che per certi versi questo sia il più autentico di tutti i film, il più fedele ai libri in termini di emozioni. Credo che ai fan piacerà il fatto che questo film sia andato più a fondo nella mitologia, anche più a fondo dei libri. Inoltre, Eclipse è quello che contiene più scene di azione in assoluto e credo che i fan di sesso maschile troveranno ciò molto interessante. Le grandi ed epiche battaglie sono caratterizzate da stunt e da effetti speciali veramente entusiasmanti. Ogni film è sempre più bello.
    Le riprese di The Twilight Saga: Eclipse si sono concluse alle prime ore della mattina del 29 ottobre del 2009.

    Dal >Press-Book< di The Twilight Saga: Eclipse

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