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    Home Page > Movies & DVD > Lucy

    LUCY: DA 'NIKITA' A 'LEON', FINO A 'IL QUINTO ELEMENTO', L'AUTORE E REGISTA LUC BESSON HA MESSO IN SCENA ALCUNE TRA LE PIU' MEMORABILI E CRUDE PROTAGONISTE DEL CINEMA D'AZIONE. OGGI E' LA VOLTA DELLA 'LUCY' DI SCARLETT JOHANSSON

    RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by JUSTIN CHANG (www.variety.com) - Dal 25 SETTEMBRE

    "Lucy ha dei problemi, come tutti, e non sa cosa fare della sua vita. Qui raggiungerà la massima conoscenza dell’universo... Dopo aver parlato con alcuni scienziati, ero stupefatto da quello che mi avevano detto: sul cancro, sulle cellule, sul fatto che abbiamo centinaia di miliardi di cellule che comunicano tra loro. Apparentemente, ogni cellula invia una cosa come 1.000 segnali al secondo. Il Web non è niente in confronto. Mi ci sono voluti alcuni anni per trovare il giusto equilibrio tra la realtà e la fantasia"
    Il regista e sceneggiatore Luc Besson

    (Lucy è) "una combinazione di fatti e finzione... Quello che trovo splendido nel film è che ci sono fatti veri. Per esempio, Lucy si occupa del numero di cellule nel cervello, del numero di segnali al secondo prodotti da una cellula, ecc. Approfittando di tutti questi numeri, Luc pone in essere un’affascinante dinamica durante tutto il corso del film. Naturalmente, più Lucy avanza attraverso il film, più la storia diventa finzione, cosa che trovo estremamente forte. Quando vedi il film, ci credi. Ti prende perché è radicato, in parte, nella realtà".
    Il neurologo Yves Agid

    (Lucy; USA/FRANCIA 2014; Thriller d'azione Sci-Fi; 88'; Produz.: Virginie Besson-Silla per EuropaCorp.; Distribuz.: Universal Pictures International Italy)

    Locandina italiana Lucy

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    Trailer

    Titolo in italiano: Lucy

    Titolo in lingua originale: Lucy

    Anno di produzione: 2014

    Anno di uscita: 2014

    Regia: Luc Besson

    Sceneggiatura: Luc Besson

    Soggetto: PRELIMINARIA - Scienza e finzione si uniscono in LUCY:

    Besson, non ha imbrigliato completamente la sua fantasia ma si è messo comunque in contatto con un gran numero di scienziati, incluso il neurologo di fama mondiale Yves Agid, che ha co-fondato l’Istituto del Cervello e del Midollo spinale (ICM), con base all’ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi, di cui Besson è membro fondatore. Il risultato finale nel film, come osservato dallo stesso neurologo Agid, è "una combinazione di fatti e finzione".

    Cast: Scarlett Johansson (Lucy)
    Morgan Freeman (Professor Norman)
    Analeigh Tipton (Caroline)
    Min-sik Choi (Mr. Jang)
    Amr Waked (Pierre Del Rio)
    Julian Rhind-Tutt (L'inglese)
    Pilou Asbæk (Richard)
    Nicolas Phongpheth (Jii)
    Jan Oliver Schroeder (Mulattiere francese)
    Luca Angeletti (Mulattiere italiano)
    Mason Lee (Attore)
    Claire Tran (Assistente di volo)

    Musica: Eric Serra

    Costumi: Olivier Bériot

    Scenografia: Hugues Tissandier

    Fotografia: Thierry Arbogast

    Effetti Speciali: Philippe Hubin (supervisore effetti speciali); Nicholas Brooks (supervisore effetti visivi)

    Casting: Nathalie Cheron

    Scheda film aggiornata al: 28 Ottobre 2014

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Lucy racconta la storia di una donna (Scarlett Johansson) casualmente coinvolta in loschi affari ma comunque in grado di prendersi la rivincita sui propri ricattatori, trasformandosi in una spietata guerriera capace di superare ogni logica umana.

    IN DETTAGLIO:

    E’ stato ipotizzato da tempo che gli esseri umani usano sempre solo una piccola percentuale della capacità del cervello. Per secoli, la scienza speculativa ha provato a immaginare cosa succederebbe se l’umanità potesse davvero evolvere oltre quel limite. E, in realtà, cosa succederebbe alla nostra coscienza e alle nostre abilità appena conquistate se ogni regione del cervello fosse simultaneamente attiva? Se ognuno degli 86 miliardi di neuroni stipati in un cervello umano si accendesse nello stesso momento, quella persona potrebbe in realtà diventare super-umana?

    Nella storia di Besson conosciamo Lucy (Scarlett Johansson), una giovane studentessa spensierata che vive a Taiwan che viene ingannata dal suo fidanzato e convinta a consegnare una valigetta a un contatto d’affari. Prima che possa anche solo comprendere la situazione nella quale è rimasta irretita, Lucy viene catturata e presa in ostaggio dallo spietato Mr. Jang (Choi Min Sik di Oldboy, Lady Vendetta). Quando i suoi gorilla impiantano chirurgicamente nella nostra eroina un pacchetto carico di una potente sostanza sintetica – così potente che, molto probabilmente, se fuoriuscisse la ucciderebbe— il suo terrore si trasforma in disperazione. Insieme a una manciata di altri riluttanti portatori, Lucy viene mandata all’aeroporto con lo scopo di volare in tutto il mondo come recipiente per il trasporto di un materiale che, per i suoi rapitori, è di inestimabile valore. Quando la sostanza chimica viene accidentalmente liberata all’interno e assorbita dal corpo di Lucy, comincia l’inimmaginabile: la sua capacità cerebrale viene schiusa a livelli sbalorditivi e precedentemente solo ipotizzabili. Mentre tenta di comprendere e fare propri gli incredibili cambiamenti della sua mente e del suo corpo, Lucy comincia a sentire tutto intorno a lei – lo spazio, l’aria, le vibrazioni, la gente, addirittura la gravità – e a sviluppare tratti superumani come la telepatia, la telecinesi, una conoscenza allargata e un incredibile controllo sulla materia. Mentre la sostanza continua a risvegliare e sbloccare ogni singolo angolo dormiente del suo cervello, Lucy corre intorno al pianeta per cercare l’aiuto del Professor Samuel Norman (Freeman), i cui decenni di ricerche sul potenziale del cervello lo hanno reso un’autorità in questo campo… e la sola persona sulla terra con la capacità di vedere dove tutto questo potrebbe portare. Ad aiutare Lucy nel suo tentativo di raggiungere il Dottor Norman c’è il capitano della polizia francese Pierre Del Rio (Amr Waked di Syriana, House of Saddam in TV), un tranquillo agente capo del suo ufficio. Sebbene disturbato dai poteri apparentemente inumani di Lucy — che crescono di minuto in minuto — Del Rio sacrificherebbe la sua stessa vita per proteggere la giovane donna che conta su di lui per conservare le ultime vestigia del suo essere umana. Incessantemente inseguita dai suoi ex catturatori, pronti a uccidere chiunque per estrarre il loro prodotto dalla donna che è diventata il loro più grande avversario, Lucy inizia a ribaltare le cose e si trasforma in una guerriera evoluta oltre ogni umana logica.

    SHORT SYNOPSIS:

    An involuntary drug mule, with a surgically implanted cargo, is assaulted causing the package to leak. This leads to her slowly ramping up the percentage of her brain she can use, resulting in abilities people dream about.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    I NUOVI 'STATI DI ALLUCINAZIONE' DI LUC BESSON PASSANO ATTRAVERSO UN URAGANO DI FANTASY SCI-FI VARIAMENTE BLASONATO, TRA CITAZIONI IN CELLULOIDE A GRAPPOLO E QUALCHE ILLUMINATO SPUNTO RUBATO ALLA SCIENZA. A FARE DA INTERMEDIARIA ALL'ECCEZIONALE INCONTRO FUMETTARO-COSMOGONICO, DALL'ALTO DEL SUO TSUNAMI CEREBRALE MAI DISGIUNTO DA UN VERO E PROPRIO MAREMOTO SEXY, L'EROINA PER CASO SCARLETT JOHANSSON IN UNO DEI SUOI RUOLI PIU' BELLI E RIUSCITI DI TUTTA LA SUA CARRIERA. E NON E' SOLO PER GLI EFFETTI FLUORESCENTI DELLE SUE PUPILLE SE, TRADOTTA IN LUCY, SFORA DAL GRANDE SCHERMO PER SPALMARSI OVUNQUE, PROPRIO COME IL SUO STESSO PERSONAGGIO. QUESTA VOLTA E' VERO TALENTO

    Luc Besson ama le storie eroiche al femminile. Così dopo Nikita, Mathilda (Léon), Leloo (Il quinto elemento) porta sul grande schermo la moderna Lucy, ragazza dozzinale e persino un pò cafoncella, priva di un vero epicentro nella vita. Basta guardare alle sue frequentazioni e alla sua riluttanza

    nell'assumere incarichi alquanto indefiniti e palesemente a rischio. Non certo quel che si dice una gran donna nè tanto meno un'eroina annunciata. Ed ecco il personaggio giusto per quel che, normalmente declinato al maschile, si è sempre riconosciuto nella cinematografia classica come l''eroe per caso'. Lucy incarna proprio questo archetipo di 'eroina per caso' in situazioni straordinarie. Altro che se saranno straordinarie! Proprio come il Clark Kent di Superman o il Peter Parker di Spiderman - che Besson richiama peraltro incidentalmente alla nostra memoria con quel magma nero in espansione, qui usato in tutt'altra funzione ma percepito allo stesso modo come inquietante minaccia perché incomprensibile - anche in Lucy c'è il doppio volto della ragazza comune, incerta e sciapa, e quel che, a dispetto delle sue intenzioni e volontà, si troverà ad essere, celebrando il canonico, macroscopico, contrapposto del personaggio. E la cangiante trasformazione che Scarlett Johansson opera in questa

    moderna Lucy per Besson è straordinariamente spiazzante, tanto ammaliatrice da togliere il respiro, in un'iperbole emotiva che ne consacra uno dei ruoli della sua maturità professionale finalmente sbocciata, dopo vari tentennamenti che l'hanno non di rado vista in sosta sulle stesse sponde.

    Ma che cosa cambia in questo caso? Che cosa rende la Lucy di Besson, a tratti vagamente fumettara, così distante dal fumetto in senso stretto? Cambia la carta regalo della confezione, con il pretesto coccarda, appuntato come di consueto sul motivo dei superpoteri indotti. E il pretesto questa volta ruba qualcosa alla scienza prima di tradurlo in uno spettacolo che, a dispetto del calderone pirotecnico e multiforme che sa consapevolmente di essere, riesce a mantenersi fascinosamente coerente, facendo lo slalom tra la familiarità di motivi in punta di citazione e inedite rivisitazioni di concetti, sia pure di per sè non del tutto nuovi. I nuovi 'stati di allucinazione'

    pensati da Luc Besson per la nostra Lucy, sono figli, per molti versi del classico Altered States (1980) di Ken Russell, in cui il motore di tutto, fino ad estreme conseguenze, si accendeva sulla scintilla di una diversa, e in questo caso volontaria, sperimentazione scientifica, sul potenziale mentale. E Lucy importa da quegli Stati di allucinazione non pochi elementi: dal mcguffin dell'assunzione di droghe, naturale o sintetica che sia, agli effetti di espansione cerebrale sperimentale in corsa su piste ciclabili per memorie ancestrali ed esaltazioni mistiche, dalle fasi della consultazione scientifica (in Lucy è Morgan Freeman a rappresentare la vera scienza in un poco più di un cameo allargato assolutamente atono), allo spettacolo dell'evoluzione o involuzione cellulare genetica, fino al rapporto darwiniano dell'umana specie con i primati, là dove persino il contatto con la punta del dito della mano tra la nostra Lucy e l'omonima primate, giocato qui sottilmente, sul

    motivo della Creazione, tra Scienza ed Arte: vedi ad esempio il celebre affresco michelangiolesco della Cappella Sistina che Besson rende peraltro protagonista in seno ad uno dei suoi vari montaggi accelerati asserviti allo spettacolo di memorie e di inimmaginabili viaggi della mente, ad un potenziale che, ancora oggi, resta ovviamente relegato, entro i confini più temerari della fantascienza. E questo a dispetto dei primordiali tentativi, già avviati in un ormai lontano, eppure intramontabile, passato cinematografico, per l'appunto in materia di amplificazione mentale, con Il pianeta proibito (1956). Ricordate le esercitazioni del dottor Morbius per incrementare l'intelligenza ai macchinari costruiti dalla razza aliena dei Krell sul pianeta Altair IV? Anche allora l'operazione metteva a rischio la vita di chi ci provava. Così anche Lucy, carambolata tra le velleità della nemesi di turno - qui vestita cartoonisticamente da una mafia cinese strumentale alla dimostrazione dell'enunciato evolutivo mentale fantasy-Sci-Fi - sa che si

    tratta di una corsa mortale, non priva della sua resurrezione in tutt'altra, sconcertante e spiazzante veste, o, per meglio dire, respiro.

    E in questo viatico immaginario innescato come una bomba ad orologeria sul graduale sblocco totale delle capacità del suo cervello, Lucy si ingozzerà di cibo come colta da un raptus bulimico alla maniera della Sil di Species o della stessa Leeloo de Il V elemento, ricorderà passi emotivi dei suoi trascorsi esistenziali fino alle fasi del concepimento e della sua nascita, perderà la sua umanità, trasformerà il proprio look alla maniera di Jude Law in A. I., provocherà e ucciderà impassibilmente come una novella Terminator, ricordando qualcosa della sua stessa spietatezza nella precedente esperienza da aliena in celluloide (Laura/Johansson) in Under the Skin, disarmerà in modi e maniere da suscitare barlumi di umorismo - sottoscrive con un certo compiacimento la sceneggiatura - passerà incolume tra i più terribili gironi

    del nostro beneamato inferno contemporaneo, facendosi altresì largo tra il fascino di avvolgenti cosmogonie alla Malick (The Tree of Life), fino ad attraversare in una manciata di secondi le più sensazionali metropoli o i più sconvolgenti paesaggi del pianeta, nelle epoche più disparate, con una romantica sosta rinforzata là dove erano ancora in uso cavalli e carrozze, prima di catapultarsi nei kubrickiani scenari dai fondali immacolati, dal cui irresistibile glamour simbolico era stato già stregato Joseph Kosinski (Thron: Legacy). Per come ve la vado raccontando, vedo già la smorfia di chi assapora un'indigestione annunciata. E invece, volete sapere qual è la cosa più straordinaria? E' che tutto vi sembrerà assolutamente normale e che dopo il convincente commiato di Lucy trasmesso dalla sua voce fuori campo, vi alzerete sorprendentemente leggeri e giulivamente fluttuanti, come se aveste bevuto un generoso bicchiere di coca cola light. Questi sono gli stati di allucinazione nella

    ricetta Besson-Johansson (tutto il resto del cast è solo contorno), in cui spesso l'azzardo e il contrapposto a tutto tondo regnano sovrani con l'inedita complicità di brani musicali da opera lirica. Un'esperienza assolutamente da provare!

    Secondo commento critico (a cura di JUSTIN CHANG, www.variety.com)

    SCARLETT JOHANSSON AND WRITER-DIRECTOR LUC BESSON MAKE AN EFFECTIVE DUO IN THIS AGREEABLY GOOFY SCI-FI THRILLER.

    After her mesmerizingly out-there performances as an artificially intelligent being in ¡°Her¡± and a come-hither extraterrestrial in ¡°Under the Skin,¡± Scarlett Johansson takes a logical next step into the title role of ¡°Lucy,¡± an agreeably goofy, high-concept speculative thriller about the first human being to successfully harness 100% of her brainpower. In no other sense, however, does the word ¡°logical¡± apply to writer-director Luc Besson¡¯s return to blockbuster form ¡ª which is to say, his latest aggressively stylish, self-consciously feminist, gratuitously globe-trotting pulp-trash extravaganza. Giddily recycling everything from ¡°2001: A Space Odyssey¡± and ¡°The Matrix¡± to yakuza actioners and National Geographic documentaries, it¡¯s a garish, trippy, wildly uneven and finally quite disarming piece of work, graced by a moment-to-moment unpredictability that will pique audience curiosity but may put off those who prefer

    their summer movies on the more conventional side.

    Although it represents a significant roll of the dice as the most expensive project ever undertaken by the filmmaker¡¯s EuropaCorp shingle, ¡°Lucy¡± should capitalize on its strong international elements and Johansson¡¯s bankability to become Besson¡¯s biggest worldwide hit as a director since ¡°The Fifth Element,¡± no small feat for an f/x-heavy original property in this over-franchised day and age. And unlike that bloated 1997 dystopian juggernaut, the film manages to clock in at a surprisingly sleek and multiplex-friendly 88 minutes, and its abrupt but elegant conclusion has the curious benefit of making this extravagantly silly entertainment seem somehow smarter and more enigmatic in retrospect than it does while it¡¯s unfolding.

    Certainly the opening scenes don¡¯t inspire much confidence that Besson is operating at anywhere near his full intellectual capacity, or that he expects any such smarts from his audience. After a brief prehistoric flashback

    to the dawn of man, the film quickly deposits us in present-day Taipei, where Lucy (Johansson), a hard-partying American blonde, finds herself lured into the web of a ruthless Korean crime boss named Mr. Jang (the splendidly villainous Choi Min-sik). This entire sequence is laughably intercut with nature-doc footage of cheetahs pouncing on their prey, just in case we fail to grasp our heroine¡¯s trapped condition.

    Terrified out of her mind, Lucy is forced to become a drug mule, with a bag containing a highly potent synthetic substance called CPH4 sewn into her stomach. When the bag bursts (Besson happily supplies a visceral closeup of her insides), Lucy not only miraculously survives the overdose, but also begins to experience some unintended and not entirely unwelcome side effects. The reason soon becomes clear: Rather than being restricted to the use of a mere 10% of her brain, she is suddenly able to

    access 20%, and then 30%, and so on ¡ª an unprecedented feat whose implications are unpacked at some length by the Paris-based researcher Professor Norman (Morgan Freeman). (The well-documented fact that humans actually do use most of their brains manages to debunk the movie¡¯s premise without in any way detracting from its loopy pleasures.)

    Lucy¡¯s condition manifests itself gradually at first, then in ever grander and more astonishing ways. No longer cowering in fear, she¡¯s now an expert assassin who quickly frees herself and turns the tables on her captors. Although she¡¯s largely immune to pain, her powers of sensory perception reach superhuman levels of acuity ¡ª a phenomenon visualized by Besson and his visual-effects team as an endless network of data streams, invisible to the naked eye. She absorbs vast quantities of data (especially foreign languages) in record time and develops the ability to manipulate matter telekinetically, which, as Lucy

    learns, comes in pretty handy whether you¡¯re trying to disarm an opponent or weave your way in and out of traffic.

    But even as her cognitive command increases (the film keeps upping her brain percentage every 10 minutes or so), so does her awareness that she will not be able to survive much longer in this state, as her trillions of cells, each one now uniquely empowered, begin to behave in the manner of a rapidly metastasizing cancer. (One particularly dazzling CG sequence set aboard an airplane reveals her individual particles struggling to break free of their corporeal prison.) And so, not unlike the poisoned hero of the 1950 noir ¡°D.O.A.,¡± Lucy finds herself in a race against time and her own body. Traveling from Taiwan to France ¡ª visually speaking, that means from Taipei 101 to the Eiffel Tower ¡ª she¡¯s aided by the good professor and a bemused cop

    (Egyptian actor Amr Waked) in her quest to bring her enemies to justice, and also to use her superior knowledge for the good of humanity.

    On an almost admirably perverse level, ¡°Lucy¡± isn¡¯t really much of a thriller ¡ª it¡¯s virtually an anti-thriller, devoid of suspense or any real sense of danger due to the fact that its heroine is more or less invincible. At times it¡¯s hard to shake the sense that a smarter, more unbridled picture might have found a way to slip the bonds of genre altogether. But if the movie fizzles somewhat as action, it¡¯s because Besson seems more interested in engaging, playfully yet seriously, with the various biological, philosophical and metaphysical riddles that his story raises. Pointedly, Lucy gets a couple of eloquent monologues in which to ponder such weighty matters as the impermanence of all life, the preciousness of every moment, the human tendency to

    prioritize feeling over thinking, the depressing myopia of human experience in general, and the fact that life gains meaning only with the passage of time.

    One reason ¡°Lucy¡± emerges an enjoyably nutty diversion rather than a self-important slog is that it pays deft, knowing homage to any number of Hollywood sci-fi head-trip classics, embedding its ideas in a dense labyrinth of cinematic references that somehow end up feeling sly rather than shopworn. In trying to locate mankind¡¯s precarious position within the greater cosmic order while also anticipating the literally mind-blowing next phase of human evolution, Besson¡¯s film carries unmistakable traces of both ¡°2001¡å and ¡°The Tree of Life.¡± (Some of it even takes place in outer space.) Lucy¡¯s gradual rise to omniscience and omnipotence recalls Neo¡¯s own such journey in ¡°The Matrix,¡± while her many black-suited Korean opponents suggest another army of Agent Smiths (Asian Smiths?). And in those moments when

    Lucy uploads herself, Big Brother-style, to every computer and TV screen in the vicinity, the movie can¡¯t help but suggest a livelier, less ponderous remake of this year¡¯s similar-themed ¡°Transcendence.¡±

    Not least among these allusions to other movies are the obvious echoes of Besson¡¯s own. Like ¡°La Femme Nikita,¡± ¡°Leon: The Professional¡± and ¡°The Fifth Element¡± before it, ¡°Lucy¡± is a slickly engineered showcase for a kickass heroine whom we instinctively, unhesitatingly root for. It also feels like a calculated bid for popularity with a younger American audience that may be unfamiliar with this particular Gallic genre maestro (the ¡°Taken¡± movies he produced notwithstanding). Certainly, after the bland history lesson of ¡°The Lady¡± and the joyless family-friendly shenanigans of the ¡°Arthur¡± trilogy, this is easily the director¡¯s most alert, energized and recognizable piece of direction in years ¡ª a movie that, with its muscular widescreen imagery, vibrant streaks of color and

    pulsing musical beats, as well as its occasional tonal missteps and moments of unintentional hilarity, feels unmistakably like the work of its director.

    In the end, though, it¡¯s Johansson, our resident avatar of the otherworldly, who goes the furthest in bringing all these disparate elements together. In ¡°Her,¡± the actress gave voice to a higher, more sophisticated form of consciousness, and in ¡°Under the Skin,¡± she managed the tricky feat of regarding humanity through alien eyes. In some ways, Lucy represents the point at which both roles converge, and Johansson has the unusually difficult job here of subtly conveying her character¡¯s observations, reactions and eventual epiphanies in a mostly deadpan, flattened-out register that becomes only more subdued as the film progresses. Somehow, she succeeds beyond all reason. Indeed, during the movie¡¯s ludicrous-bordering-on-sublime final minutes, marked by whooshing camera movements and a highly malleable sense of time, it¡¯s hard not to wonder

    if Lucy ¡ª fully free at last, and with infinite possibilities at her fingertips ¡ª might be intended as a hopeful, thinly veiled stand-in for Besson himself. Not for nothing, one suspects, is the character¡¯s first name but one letter removed from his own.

    Perle di sceneggiatura

    Il poliziotto Pierre Del Rio (Amr Waked): "E' meglio essere in ritardo che morti"
    Lucy (Scarlett Johansson): "Non si muore mai davvero"

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano Universal Pictures International Italy, Matilde Marinai (NbcUniversal) e Xister Pressplay.

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di LUCY

    Links:

    • Luc Besson (Regista)

    • Scarlett Johansson

    • Morgan Freeman

    • Analeigh Tipton

    • 69. Festival del Cinema di Cannes (11-22 Maggio 2016) - LA PAZZA GIOIA - INTERVISTA al regista PAOLO VIRZI' (Interviste)

    • Lucy (BLU-RAY + DVD)

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    Lucy - trailer

    Lucy - trailer (versione originale)

    Lucy - clip 'Telefonata col Prof. Norman'

    Lucy - clip 'Corsa per le strade di Parigi'

    Lucy - clip 'Cosa c'è nella valigetta?'

    Lucy - clip 'Trafficanti di droga'

    Lucy - clip 'Sala operatoria'

    Lucy - intervista video col regista Luc Besson (versione originale sottotitolata)

    Lucy - intervista video con Scarlett Johansson 'Lucy' (versione originale sottotitolata)

    Lucy - intervista video con Morgan Freeman 'Professor Norman' (versione originale sottotitolata)

    Lucy - featurette 'Le capacità della mente' (versione originale sottotitolata)

    Lucy - featurette 'Sul set col regista Luc Besson e Scarlett Johansson' (versione originale sottotitolata)

    Lucy - featurette 'Le riprese a Taipei e Parigi' (versione originale sottotitolata)

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