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    SACRO GRA: DIETRO IL RUGGITO DEL DOCUMENTARIO DI GIANFRANCO ROSI TUTTI I MONDI INVISIBILI E I FUTURI POSSIBILI ALL'OMBRA DEL CHIASSOSO GRANDE RACCORDO ANULARE DI ROMA

    RECENSIONE IN ANTEPRIMA - VINCITORE del LEONE D'ORO alla 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica - Dal 19 SETTEMBRE

    "Mentre cercavo le location del film, in tutti quei mesi passati intorno al Grande Raccordo Anulare, ho portato con me Le città invisibili di Calvino. Il vero tema del libro è il viaggio, l’unico modo in cui il viaggio oggi sia ancora possibile: vale a dire all’interno della relazione che unisce un luogo ai suoi abitanti, nei desideri e nella confusione che ci provoca una vita in città e che noi finiamo per fare nostra, subendola. Il libro di Calvino ha il coraggio di percorrere strade opposte, si lascia trascinare da una serie di stati mentali che si succedono, si accavallano. Ha una struttura complessa, sofisticata, e ogni lettore la può smontare e rimontare a seconda dei suoi stati d’animo, delle circostanze della sua vita, come è successo a me. Questa guida letteraria ed esistenziale mi è stata di conforto e di stimolo nei tanti mesi di lavorazione del film, quando il vero GRA sembrava sfuggirmi, più invisibile che mai".
    Il regista, sceneggiatore e fotografo Gianfranco Rosi

    (Sacro Gra; ITALIA 2013; Documentario; 93'; Produz.: La Femme Endormie/RAI Cinema con il sostegno del MIBAC; Distribuz.: Officine UBU)

    Locandina italiana Sacro Gra

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    Trailer

    Titolo in italiano: Sacro Gra

    Titolo in lingua originale: Sacro Gra

    Anno di produzione: 2013

    Anno di uscita: 2013

    Regia: Gianfranco Rosi

    Sceneggiatura: Gianfranco Rosi

    Soggetto: Da un’idea originale di Nicolò Bassetti.

    Cast:

    Fotografia: Gianfranco Rosi

    Montaggio: Jacopo Quadri

    Scheda film aggiornata al: 21 Febbraio 2016

    Sinossi:

    Dopo l’India dei barcaioli, il deserto americano dei dropout, il Messico dei killer del narcotraffico, Gianfranco Rosi ha deciso di raccontare il suo Paese girando e perdendosi per tre anni con un mini-van sul Grande Raccordo Anulare di Roma per scoprire i mondi invisibili e i futuri possibili che questo luogo magico cela oltre il muro del suo continuo frastuono.
    E dallo sfondo sono emersi personaggi incredibili e apparizioni fugaci. Come il nobile torinese e sua figlia universitaria, che vivono in un monolocale ai bordi del Raccordo, il “palmologo” che cerca ossessivamente un rimedio per liberare le piante della sua oasi da larve divoratrici; il neo-principe che fa ginnastica di buon mattino sul tetto del suo castello eretto nel cuore abusivo della periferia nord-est; l’attore agé di fotoromanzi, memoria storica della Roma cinematografara, che insegue ostinato sul raccordo la fama e il sogno di una giovane avventura, come il pescatore di anguille che sotto i cavalcavia di Roma sud ha costruito un villaggio sull’acqua. Questi personaggi, insieme a tante altre incredibili apparizioni, animano il mondo del Sacro Gra di Gianfranco Rosi.
    Il GRA, il Grande Raccordo Anulare di Roma, con i suoi 70 km è la più estesa autostrada urbana d’Italia. Ma pochi considerano il Raccordo come spazio urbano da esplorare. Lo ha fatto il paesaggista Nicolò Bassetti che ha abbandonato la macchina sul bordo della strada, per partire a piedi alla scoperta di questo luogo misterioso. Per 300 km e ha esplorato i territori sconosciuti intorno al GRA, arricchendo il suo cammino di incontri straordinari. Questo bagaglio di esperienze, come l’idea stessa di farne una narrazione, lo ha passato poi nelle mani di Gianfranco Rosi, immaginando che potesse trasformarlo in uno dei suoi film da “cinema del reale”.
    Rosi ha accolto la sfida. Forse catturato da quel filo rosso che collega i suoi film raminghi nei quali luoghi di confine e di attraversamento offrono scorci di umanità inedita.
    Scoprire è quello che sempre ha fatto Gianfranco Rosi in giro per il mondo sin dal suo esordio. Girato a Benares tra la fine degli anni ottanta e l’inizio dei novanta, Boatman racconta nelle forme del cinema verità, la giornata di un barcaiolo in navigazione permanente tra la vita e la morte sul fiume Gange. Con Below Sea Level (vincitore a Venezia di “Orizzonti” nel 2008) Rosi si sposta dall’India nel deserto americano nei pressi di una base militare dismessa a 40 metri sotto il livello del mare, producendo un indimenticato esempio di cinema del reale, una volta entrato nell’intimo di una comunità di homeless americani. Dal deserto californiano si è poi spostato sul mitico border con il Messico per una sorta di “istant-movie”, El Sicario, room 164 (Premio Fipresci, Venezia 2010), incredibile monologo interiore di un ex killer sfuggito al narcotraffico dei cartelli messicani.

    Commento critico (a cura di ELISABETTA VILLAGGIO)

    Bello, intenso e coinvolgente. Sacro GRA di Gianfranco Rosi e' il terzo, ed ultimo film in concorso. Per la prima volta, grazie a una scelta coraggiosa di Alberto Barbera anche i documentari sono in concorso. Nel film si raccontano tante vite umane di personaggi che vivono ai bordi del raccordo, questo anello autostradale di settanta chilometri che circonda Roma come se fosse un anello di Saturno. Tanti spaccati di umanità pieni di spessore che vivono in un non luogo, ai bordi della città che non si vede mai ma che si nomina. Un film impegnativo che ha costretto il regista a vivere per due anni sul raccordo con il suo minivan e che lo ha tenuto chiuso in montaggio per sette mesi. Sono vari i personaggi che a poco a poco svelano le loro storie, passate e presenti e in tutti loro c'è molta poetica nonostante lo squallore di molte

    situazioni. Tra loro incontriamo il nobile decaduto, un vecchio con una barba lunghissima che vive con la figlia, una ragazza che passa il tempo a studiare. Vivono in un monolocale, dormono su un letto a castello che occupa la metà della casa e chiacchierano di nulla mentre lui ricorda storie di tempi passati. C'è un uomo che va a pesca di anguille e vive con una donna ucraina che apprezza la cucina italiana. C'è il barelliere che ogni notte in ambulanza salve vite umane. C'è l'attore di fotoromanzi con i suoi capelli tinti. Ci sono prostitute italiane, brutte e vecchie, che aspettano i clienti pazientemente. Ci sono ragazzotte vestite in maniera improbabile che ballano sul bancone di un bar mentre ragazzotti annoiati le guardano distrattamente. C'e' un principe che vive in un castello stranissimo che affitta come location cinematografica ma anche come bed and breakfast. Insomma un mondo variopinto che

    vive ai bordi di una città caotica che non si vede mai, una città distratta che sembra aver dimenticato queste persone. Gianfranco Rosi, documentarista affermato dopo vari lavori realizzati in giro per il mondo si cimenta per la prima volta con la realtà della sua città e scopre lui stesso a poco a poco una realtà nuova, inaspettata, particolare e piena di umanità. Un mondo sommerso che tiene viva la propria dignità, che racconta la propria storia con apparizioni fugaci ma non per questo meno intense.

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano Officine UBU, Studio PUNTO&VIRGOLA e Inter Nos Web Communication

    Pressbook:

    PRESSBOOK breve di SACRO GRA

    Links:

    • Gianfranco Rosi (Regista)

    • 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (28 agosto – 7 settembre 2013) - PREMI UFFICIALI DELLA 70. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA, LEONE D'ORO a SACRO GRA di GIANFRANCO ROSI (Speciali)

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    Galleria Video:

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