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    Home Page > Movies & DVD > Elysium

    ELYSIUM: E' ANCORA GUERRA TRA UMANI ED ALIENI PER IL PREDOMINIO DEL PIANETA TERRA. TRA I PROTAGONISTI MATT DAMON E JODIE FOSTER

    RECENSIONE ITALIANA in ANTEPRIMA e PREVIEW in ENGLISH by SCOTT FOUNDAS (www.variety.com) - Dal 29 AGOSTO

    (Elysium; USA 2013; Dramma Sci-Fi; 109'; Produz.: Media Rights Capital/QED International/Sony Pictures Entertainment (SPE); Distribuz.: Warner Bros. Pictures Italia)

    Locandina italiana Elysium

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    Celluloid Portraits:



    See SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: Elysium

    Titolo in lingua originale: Elysium

    Anno di produzione: 2013

    Anno di uscita: 2013

    Regia: Neill Blomkamp

    Sceneggiatura: Neill Blomkamp

    Cast: Matt Damon (Max)
    Jodie Foster (Il Segretario Rhodes)
    William Fichtner (John Carlyle)
    Alice Braga (Frey)
    Sharlto Copley (Kruger)
    Diego Luna (Julio)
    Emma Tremblay (Matilda)
    Michael Shanks (Agente CCB)
    Carly Pope (Agente CCB)
    Terry Chen (Tecnico)
    Faran Tahir (Presidente Patel)
    Ona Grauer (Agente CCB)
    Wagner Moura (Spider)
    Adrian Holmes (Manuel)
    Jared Keeso (Rico)
    Cast completo

    Musica: Ryan Amon

    Costumi: April Ferry

    Scenografia: Philip Ivey

    Fotografia: Trent Opaloch

    Montaggio: Julian Clarke

    Makeup: Gitte Axen

    Casting: Francine Maisler

    Scheda film aggiornata al: 30 Dicembre 2013

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Ambientato su di un altro pianeta, centocinquant'anni nel futuro, Elysium mostrerà una guerra tra umani ed alieni ovviamente per il predominio sulla terra.

    L'anno è il 2159, esistono due classi di persone: quelle estremamente ricche, che vivono su una lussuosa stazione spaziale all'avanguardia chiamata Elysium, e gli altri, che vivono sulla Terra, un pianeta ormai sovrappopolato e in rovina.

    Il segretario Rhodes (Jodie Foster) e i capi del governo si preparano a rafforzare le leggi anti-immigrazione per preservare lo stile di vita dei cittadini di Elysium, anche se questo non riesce a fermare le popolazioni della Terra dal cercare di entrare in ogni modo.

    Quando lo sfortunato Max (Matt Damon) viene messo all'angolo, accetta di intraprendere una rischiossissima missione che, se avrà successo, non solo salverà la sua vita ma potrebbe portare uguaglianza tra quesi due mondi opposti tra loro.

    IN ALTRE PAROLE:

    Nell’anno 2154, esistono due classi di essere umani: i benestanti che vivono su una incontaminata stazione spaziale costruita dall’uomo e chiamata Elysium, e il resto della popolazione che vive in un sovrappopolato e disastrato pianeta Terra. Le persone sulla Terra sono disperate e vorrebbero fuggire dal crimine e dalla povertà dilaganti. Inoltre, hanno un drammatico bisogno di cure mediche disponibili soltanto su Elysium.

    Purtroppo, ad Elysium le leggi anti-immigrazioni e le forze in atto per preservare il lussuoso stile di vita dei propri cittadini sono ferree. L’unica persona che ha qualche possibilità di portare equilibrio tra questi due mondi è Max (Matt Damon), un uomo ordinario con un disperato bisogno di entrare ad Elysium. Con la vita appesa ad un filo, Max dovrà suo malgrado affrontare una missione pericolosissima che lo vedrà ostacolare il Segretario di Elysium Delacourt (Jodie Foster) e le sue forze armate.

    Eppure, se Max riuscirà a trovare un varco, potrebbe non soltanto salvare la propria vita ma anche quella di milioni di abitanti del pianeta Terra.

    SYNOPSIS:

    Set in the year 2159, where the very wealthy lives on a man-made space station while the rest of population reside on a ruined Earth, a man takes on a mission that could bring equality to the polarized worlds.

    In the year 2159 two classes of people exist: the very wealthy who live on a pristine man-made space station called Elysium, and the rest, who live on an overpopulated, ruined Earth. Secretary Rhodes, a government official, will stop at nothing to enforce anti-immigration laws and preserve the luxurious lifestyle of the citizens of Elysium. That doesn't stop the people of Earth from trying to get in, by any means they can. When unlucky Max is backed into a corner, he agrees to take on a daunting mission that if successful will not only save his life, but could bring equality to these polarized worlds.

    Commento critico (a cura di ROSS DI GIOIA)

    Visto che la guerra tra classi sociali non è mai finita del tutto, è lecito pensare che per molti la soluzione finale sia il “dividersi” definitivamente da quella parte della popolazione che - per una ragione o l’altra - si ritiene inferiore. Succede quindi che nell'anno 2154, gli esseri umani siano divisi in due distinte categorie che vivono in altrettanti mondi lontani: i benestanti risiedono nella lussureggiante ed incontaminata stazione spaziale costruita dall'uomo e chiamata Elysium; mentre il resto dell’umanità è rimasta a sovrappopolare e distruggere ulteriormente quel che rimane del pianeta Terra. Sono questi ultimi quindi, a condurre una esistenza disperata, ammorbata dal crimine e dalla povertà dilaganti, senza neppure la possibilità di avere cure mediche decenti; gli altri, quelli fortunati, vivono su Elysium in una bolla di benessere e felicità, dove non esiste nemmeno il dolore o la malattia. La rigida divisione, indispensabile per mantenere le distanze tra

    i due mondi, è possibile grazie ad una severa legge anti-immigrazione che vieta agli “altri” di avvicinarsi ad alla galattica isola felice. L’equilibrio si spezza quando Max (Matt Damon), un uomo ordinario con un disperato bisogno di entrare per evitare la morte dopo essere stato contaminato da radiazioni letali, decide che deve arrivare sulla stazione spaziale nonostante l’ostinazione del Segretario di Elysium Delacourt (Jodie Foster) e delle sue forze armate, decisi a recuperare quanto Max porta - inconsapevolmente - con sé…

    Era il 2009 quando nelle sale arrivò District 9, stupefacente esordio del regista sudafricano Neill Blomkamp, un sci-fi da 30 milioni di dollari che ne incassò 211 in tutto il mondo e che poi si portò a casa anche ben 4 nomination agli Oscar, tra le quali quella più importante, per il 'Miglior Film'. A distanza di quattro anni, ora, con un budget ben più sostanzioso e attori di primissima

    fila (su tutti la Foster, da molti ritenuta tra le più potenti ad Hollywood), ecco che arriva l’opera seconda di Blomkamp. E con essa arriva la delusione. Elysium condensa in sé una sorta di estremizzazione della nostrana Bossi-Fini, o quanto vediamo in queste settimane di bel tempo sulle coste siciliane (Lampedusa, giusto per dirne una). L’immigrazione e conseguente discriminazione che il regista racconta, e che nel suo esordio riguardava gli alieni, qui lo porta a fare un ulteriore salto in avanti senza però vedere bene dove va a piantare i piedi. Risultato? Un film a tratti confuso e che forse ha subito un taglio di montaggio non all’altezza. È chiaro infatti che Elysium puntava ad essere qualcosa di più che un kolossal fantascientifico. Tuttavia, per assurdo, meno dollari avrebbero messo l’apartheid che Blomkamp conosce per storia personale - e che vuole raccontare - al centro della vicenda, invece di puntare

    ad un paesaggio visionario di ottimo livello ma svuotato di emozioni. È proprio l’aspetto sociale del film, nonché quello politico e culturale, quello che non riesce ad emergere dall’aurea di action futurista che il regista incardina. Il giudizio resta quindi spaccato in due, proprio come l’umanità di Elysium: gli amanti del sci-fi saranno soddisfatti, quelli che cercano una condanna morale ad una certa discriminazione dovranno aspettare altro.

    Secondo commento critico (a cura di SCOTT FOUNDAS, www.variety.com)

    So close and yet so far, the colony of Elysium hovers just outside Earth’s atmosphere, a mere 19-minute shuttle ride away but figurative light years for the downtrodden proletarian masses of the 22nd century. So begins the much-anticipated second feature from South African writer-director Neill Blomkamp, whose 2009 “District 9” was one of the few recent sci-fi/fantasy pics (along with “Inception” and “Children of Men”) that deserved to be called visionary. Here, Blomkamp delivers a less dazzling but nonetheless highly absorbing and intelligent, socially conscious bit of futurism, made on a much larger scale than its $30 million predecessor, but with lots of the same scrappy ingenuity. Result confirms the helmer as much more than a one-hit wunderkind and should easily surpass “District 9’s” $210 million worldwide haul, if not its massive profit margin.

    Expectations can weigh heavily on a young director (Blomkamp is all of 33) who comes out of

    nowhere with an unexpected critical and commercial smash. But Blomkamp seems fully at ease and in control from the earliest scenes of “Elysium,” which introduce us to a futuristic Los Angeles (circa 2154) that has, in one of the film’s canniest conceits, effectively become Mexico City (where most of the pic was shot). The only apocalypse that happened here was an environmental and economic one, the rich having long ago decamped for their gated community in the sky, leaving the underclasses behind to breathe the polluted air and clamor over the scarce remaining resources. (The overhead shots of the filthy, teeming city, with billowing smoke drifting into a hazy pink sky, recall the opening images of “Blade Runner,” but with the overpopulated centers of the developing world as a template instead of Tokyo.)

    Simmering or open class warfare has been a rich trope for sci-fi futurecasting as far back as Fritz

    Lang’s 1927 “Metropolis” and as recently as “In Time,” “Total Recall” and Michael Winterbottom’s fine, underseen “Code 46.” Lang’s influence is particularly evident in “Elysium’s” army of industrious worker bees slaving away on the factory floor of the Armadyne corporation, whose slithery CEO, Carlyle (William Fichtner), developed Elysium and all the technology that makes it run. One of those workers is Max (Matt Damon), a former car thief who used to dream that he might someday buy his own ticket to a better life, but now just keeps his head down and his nose to the grindstone.

    Probably because he had a much larger budget and more studio oversight this time around, Blomkamp must have felt he had to craft a more traditionally heroic protagonist than “District 9’s” incompetent corporate lackey Wikus Van De Merwe, who owed his job to nepotism and found little sympathy on the homefront after being transformed

    into a mutant alien. Damon’s Max undergoes his own life-altering transformation early on in “Elysium,” doused at work with a toxic dose of radiation that leaves him with only a few days to live. But even before then, Max has a glint in his eyes that tells he’s the one who will somehow lead his people out of darkness.

    Max also gets a fairly standard-issue love interest in the form of Frey (Alice Braga), a beneficent nurse who’s been sweet on him ever since their childhood days together in a Catholic orphanage. After years apart, she re-enters his life with a leukemia stricken daughter in tow. Together, they all seek passage to Elysium, where every home comes equipped with a state-of-the-art healing bay that quite literally cures whatever ails you.

    Even working within a more conventional framework, Blomkamp again proves to be a superb storyteller. He has a master’s sense of pacing,

    slowly immersing us into his future world rather than assailing us with nonstop action, and envisioning that world with an architect’s eye for the smallest details. Everything on Blomkamp and production designer Philip Ivey’s Earth seems built for functionality rather than aesthetics and looks slightly out-of-date, at best 21st-century technology still slogging along decades later, while Elysium is all curvilinear modernism, a triumph of form over function.

    Blomkamp writes juicy characters, too, and then gives them grand, florid entrances. As Elysium’s bellicose defense secretary, Delacourt, Jodie Foster is first seen strutting through a poolside cocktail party speaking her perfect French and sporting a ramrod-straight posture that suggests her stiff white jacket was sent to the dry cleaners with her still inside. (Blomkamp and Foster seem to have envisaged the character as a Frankenstein version of Hillary Clinton.) Best of all is “District 9” alumnus Sharlto Copley as Delacourt’s Earthbound mercenary, Kruger,

    who speaks with a South African accent as thick as the fog on Table Mountain and carries himself with the hardy resolve of a cockroach after the Armageddon. He’s a psycho, but a psycho who seems to operate by his own inner logic, which makes him all the more terrifying and darkly funny.

    As for Elysium itself, it remains largely an abstraction, glimpsed only fleetingly and from afar for much of the pic’s running time, during which it seems like a Kubrickian country club with an ineffectual puppet president (Faran Tahir) fully under Delacourt’s thumb. Instead, we spend most of our time on earth where Max, promised a ticket to Elysium by the Che-like revolutionary Spider (Brazilian thesp Wagner Moura, who has the fiery grandiloquence of the late Raul Julia), takes part in a botched kidnapping of Carlyle and ends up on the run from Kruger, one time bomb — the

    radiation — counting down in his bloodstream while another — classified data downloaded from Carlyle’s brain — ticks away in his skull. A more daring film might have risked putting a human (if not necessarily humane) face on the promised land’s privileged populace, but here they remain a vague, cocktail-partying blur — and, of course, that much easier to despise.

    Easier, too, for “Elysium” to advance one of the more openly socialist political agendas of any Hollywood movie in memory, beating the drum loudly not just for universal healthcare, but for open borders, unconditional amnesty and the abolition of class distinctions as well. But Blomkamp never makes it clear how, if overpopulation and pollution are what got us into this mess in the first place, moving everyone up to Elysium would make for a sustainable solution; he just wants us to take it on faith that it would.

    Yet if “Elysium” falls

    short as social commentary, as entertainment it rarely falters. The final act, a breathless cat-and-mouse game inside Elysium’s industrial core, Max and Kruger outfitted in mechanical suits that make them look like human Transformers, is at once the most straightforward stuff in the movie and the most exciting, mixing gritty hand-to-hand combat with touches of wuxia-style aerobatics. As in “District 9,” Blomkamp shows a wizardly eye for visual effects, making sure CG images have the proper movement and texture to blend seamlessly with live-action and practical elements. Other craft work is similarly first-rate, including tyro composer Ryan Amon’s judiciously used basso profondo score.

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano Warner Bros. Pictures Italia e Silvia Saba (SwService)

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di ELYSIUM

    Links:

    • Neill Blomkamp (Regista)

    • Jodie Foster

    • Matt Damon

    • Diego Luna

    • William Fichtner

    • Faran Tahir

    • Elysium (BLU-RAY + DVD)

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    Elysium - trailer 2

    Elysium - trailer

    Elysium - trailer (versione originale)

    Elysium - spot 'Puoi salvare ognuno di noi'

    Elysium - spot 'I privilegiati vivono su Elysium'

    Elysium - clip 'Astronavi in arrivo'

    Elysium - clip 'Desidera parlare con un umano?'

    Elysium - clip 'Droide'

    Elysium - clip 'Ti abbiamo dato una speranza'

    Elysium - featurette 'Il futuro di Elysium' (versione originale sottotitolata)

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