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    Home Page > Movies & DVD > Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti

    LO ZIO BOONMEE CHE SI RICORDA LE VITE PRECEDENTI: VIAGGIO INTORNO ALLA TRASMIGRAZIONE DELL'ANIMA LA' DOVE SI PERDONO I CONTORNI DI OGNI 'CONTENITORE' ESISTENZIAL-TEMPORALE

    PALMA D'ORO al FESTIVAL del CINEMA di CANNES 2010 - RECENSIONE IN ANTEPRIMA - Dal 15 OTTOBRE

    "'Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti' è un omaggio al mio paese, a un certo tipo di cinema con cui sono cresciuto. Io credo nella trasmigrazione dell’anima tra esseri umani, piante, animali e spiriti. La storia dello Zio Boonmee racconta il rapporto uomo-animale, cancellando la linea di demarcazione che li separa. Gli eventi rappresentati in un film diventano memorie condivise dalla troupe, dagli attori e dal pubblico. In questo senso, fare film non è come creare vite precedenti sintetiche. A me interessa esplorare i meccanismi interni di questa macchina del tempo. Potrebbero esserci forze misteriose che aspettano solo di essere rivelate, come alcune cose che un tempo venivano definite 'magia nera' e che poi si sono dimostrate realtà scientifiche. Per me, il cinema resta una fonte di energia che non abbiamo ancora utilizzato e compreso appieno. Così come non abbiamo ancora del tutto spiegato il funzionamento della mente. Inoltre, sono sempre più interessato ai processi di disgregazione e estinzione delle culture e delle specie. In questi ultimi anni, in Thailandia, il nazionalismo alimentato dai colpi di stato militari ha portato a un clima molto acceso di scontro ideologico. Oggi c’è un’agenzia di stato che opera come una sorta di polizia morale per bandire attività 'inappropriate' e distruggerne i contenuti. E’ impossibile non collegare la storia dello Zio Boonmee e della sua credenza a tutto questo. Boonmee è l’emblema di qualcosa che sta per scomparire, qualcosa che viene eroso dal tempo, come i cinema, i teatri, i vecchi stili di recitazione che non trovano più posto nella contemporaneità".
    il regista Apichatpong Weerasethakul

    (Lung Boonmee Raluek Chat REGNO UNITO/THAILANDIA/GERMANIA/FRANCIA/SPAGNA; commedia; 90'; Produz.: Kick the Machine Films e Illuminations Films Past Lives in co-produzione con
    Anna Sanders Films (Francia)/The Match Factory (Germania)/GFF Geissendoerfer Film-und Fernsehproduktion KG (Germania)/Eddie Saeta, S.A. (Spagna); Distribuz.: BIM)

    Locandina italiana Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti

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    Trailer

    Titolo in italiano: Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti

    Titolo in lingua originale: Lung Boonmee Raluek Chat

    Anno di produzione: 2010

    Anno di uscita: 2010

    Regia: Apichatpong Weerasethakul

    Sceneggiatura: Apichatpong Weerasethakul

    Cast: Thanapat Saisaymar (Boonmee)
    Jenjira Pongpas (Jen)
    Sakda Kaewbuadee (Tong)
    Natthakarn Aphaiwonk (Huay, moglie di Boonmee)
    Geerasak Kulhong (Boonsong, figlio di Boonmee )
    Kanokporn Thongaram (Roong, amica di Jen in albergo )
    Samud Kugasang (Jaai, collega di Boonmee Wallapa Mongkolprasert)
    Vien Pimdee (Contadino )

    Musica: Akritchalerm Kalayanamitr e Koichi Shimizu (sound designer)

    Scenografia: Akekarat Homlaor (architetto-scenografo)

    Fotografia: Sayombhu Mukdeeprom, Yukontorn Mingmongkon e Charin Pengpanich

    Montaggio: Lee Chatametikool

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    Malato di insufficienza renale cronica, lo Zio Boonmee ha deciso di trascorrere i suoi ultimi giorni in campagna, circondato dai suoi cari.

    All’improvviso, il fantasma della moglie defunta torna da lui per assisterlo, e il figlio scomparso ricompare in forma non-umana.

    Riflettendo sulle ragioni della malattia che lo ha colpito, Boonmee attraversa la giungla con la sua famiglia fino a una misteriosa caverna in cima alla collina, luogo di nascita della sua prima moglie…

    Commento critico (a cura di SONIA CINCINELLI)

    LO ZIO BOONMEE CHE SI RICORDA LE VITE PRECEDENTI QUANDO L'ALTRO SIAMO NOI

    Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti è il film di Apichatpong Weerasethakul vincitore della Palma d'Oro all'ultimo Festival di Cannes: racconta la misteriosa storia di Zio Boonmee, malato di insufficienza renale cronica che decide di trascorrere i suoi ultimi giorni in campagna insieme ai suoi cari. Improvvisamente, il fantasma della moglie defunta torna da lui per assisterlo, e il figlio scomparso ritorna sotto forma di scimmia. Da qui inizia un viaggio fisico e psichico dei protagonisti per capire le ragioni della vita, dell'amore e della morte, ma soprattutto per capire se stessi e il diverso, quell'Altro che risiede anche dentro di noi.

    Lo zio Boonmee è un personaggio reale, la sua esistenza è stata rivelata al regista da un monaco che lo aveva conosciuto e dal rapporto era nato il libro Un uomo che

    si ricorda le sue vite passate, quando il regista ha messo le mani sul testo, Boonmee era già morto da molti anni.

    Al centro della pellicola spicca il tema della reincarnazione, in quanto il regista crede nella trasmigrazione dell'anima tra esseri umani, piante, animali e spiriti. Infatti il film ci parla anche del rapporto uomo animale, cancellando ogni linea di demarcazione tra i due. L'animale rappresenta anche il diverso che poi in definitiva è inscindibile da noi stessi. C'è da parte del regista l'interesse ad esplorare il passato e il futuro, infatti spiega: “Gli eventi rappresentati in un film diventano memorie condivise dalla troupe, dagli attori e dal pubblico. In questo senso, fare film è come creare vite precedenti sintetiche […] Per me, il cinema resta una fonte di energia che non abbiamo ancora utilizzato e compreso appieno. Così come non abbiamo ancora del tutto spiegato il funzionamento della mente.”

    Il regista

    indubbiamente riesce ad inventare un nuovo linguaggio, fatto di un cinema semplice ed immediato che a tratti stupisce attraverso apparizioni avatariane, esseri che entrano nell'inquadratura a macchina fissa creando un mondo parallelo, mai visto. Andare al cinema per vedere cose mai viste e vedere l'alieno che è in noi. Ci sono frasi nel film come: “Ho visto cose nella mia vita che nessuno ha mai visto” di sapore 'Blade Runneriano', oppure vengono citati i famosi occhi aperti e/o chiusi di Eyes Wide Shut (1999) e questo ci mette in guardia sul fatto che ancora una volta il cinema oggi è sogno e realtà è Lumière e Méliès insieme. Come ognuno di noi è se e l'Altro allo stesso tempo.

    La pellicola rimane criptica riguardo a quali siano effettivamente le vite precedenti del protagonista, infatti l'autore ci lascia immaginare che qualsiasi componente dell'opera potrebbe rappresentare le vite pregresse di Boonmee.
    Interessanti sequenze fotografiche

    ci mostrano gli intenti politici del regista, che pur realizzando un film magico, prende posizione e inserisce alcuni dei ricordi (fotografie) del nordest, di adolescenti del villaggio che aveva avuto un passato politico violento, mescolando i suoi ricordi con quelli di Boonmee, con quel passato che l'aveva portato ad “ammazzare troppi comunisti”.

    Un regista che lavora sulle infinite possibilità della mente e della memoria creando un cinema non citazionale, nuovo ed innovativo che pecca solo di mancanza di ritmo, ma che ha il potere di sovvertire l'immaginario collettivo occidentale.


    Links:

    • Apichatpong Weerasethakul (Regista)

    • LO ZIO BOONMEE CHE SI RICORDA LE VITE PRECEDENTI - INTERVISTA al regista, sceneggiatore e produttore APICHATPONG WEERASETHAKUL (Interviste)

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    Galleria Video:

    Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti - trailer

    Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti - trailer HD

    Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti - clip 1

    Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti - clip 2

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