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    Home Page > Movies & DVD > Miral

    MIRAL: IL DRAMMATICO RACCONTO IN PRIMA PERSONA DI UNA RAGAZZA CHE A GERUSALEMME VIVE SCONTRANDOSI CON GLI EFFETTI DELL'OCCUPAZIONE E DELLA GUERRA

    67. Mostra del Cinema di Venezia (1-11 Settembre 2010) - IN CONCORSO - VINCITORE della 31a Segnalazione Cinema for UNICEF - RECENSIONE - Dal 3 SETTEMBRE

    "... Mi sono sentito quasi costretto a raccontare questa vicenda. E’ una storia che parla dell’amore, dell’istruzione, della gente e della speranza. Racconta le storie di 4 donne Arabo-Israeliane sullo sfondo della complessa realtà politica di queste regioni, dalla nascita dello Stato di Israele, nel 1948, agli Accordi di pace di Oslo, nel 1994...".
    Il regista Julian Schnabel

    "Ognuna delle storie raccontate nel mio libro e in questo film è vera. Ho cambiato i nomi, ho collegato gli eventi, ho mescolato personalità e personaggi differenti, ma è tutto vero. Non esiste spazio per l’immaginazione nel Medio Oriente. Puoi solo raccontare quello che hai visto coi tuoi stessi occhi. Ogni singolo giorno questo luogo ti obbliga a decidere chi devi essere e cosa devi fare. E’ un qualcosa che ti viene imposto...".
    La scrittrice e sceneggiatrice Rula Jeabreal

    (Miral USA/FRANCIA/ITALIA/ISRAELE 2010; drammatico; 112'; Produz.: co-produz.: Pathé/ER Productions/Eagle Pictures/India Take One Productions, con la partecipaz.: di Canal+ e CinéCinéma; Distribuz.: Eagle Pictures)

    Locandina italiana Miral

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    Trailer

    Titolo in italiano: Miral

    Titolo in lingua originale: Miral

    Anno di produzione: 2010

    Anno di uscita: 2010

    Regia: Julian Schnabel

    Sceneggiatura: Rula Jebreal

    Soggetto: Miral è tratto da La strada dei fiori di Miral scritto da Rula Jebreal adito in Italia da BUR.

    Cast: Hiam Abbass (Hind Husseini)
    Freida Pinto (Miral)
    Yasmine Al Massri (Nadia)
    Alexander Siddig (il padre di Miral)
    Willem Dafoe (Eddie)
    Stella Schnabel (Lisa)
    Makram Khoury (Khatib )
    Jamil Khoury (il fratello Amin)
    Shredi Jabarin (Ali )
    Doraid Liddawi (Sameer )
    Ruba Blal
    Omar Metwally
    Vanessa Redgrave

    Scenografia: Yoel Herzberg

    Fotografia: Eric Gautier

    Montaggio: Juliette Welfling

    Casting: Yael Aviv

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    Miral è la storia intensa, raccontata in prima persona, di una giovane ragazza che cresce a Gerusalemme Est e che nel corso della sua esistenza si scontra con gli effetti dell’occupazione e della Guerra. Come fa nei suoi dipinti composti da frammenti, in questo film, Schnabel mette assieme i frammenti che compongono il mondo di Miral - gli anni della sua formazione, le persone che hanno avuto un’influenza su di lei e tutte le esperienze che vive nel corso dei suoi primi tumultuosi anni - creando così un ritratto crudo, commovente e poetico di una donna la cui piccola storia personale è inestricabilmente legata alla storia più grande che si svolge attorno a lei.

    La storia ha inizio nel 1948, in una Gerusalemme consumata dalla Guerra, con il racconto della vita della donna che diventerà l’insegnante di Miral. Mentre si reca a lavoro, Hind Husseini (HIAM ABBASS) incontra per la strada 55 bambini; sono degli orfani che vagano senza meta. Incapace di voltar loro le spalle Hind li porta a casa con sé, dove li sfama e gli offre rifugio. Nell’arco di alcuni mesi, il numero degli orfani aumenta sempre di più fino ad arrivare a 2000 bambini. Hind decide così di trasformare la sua casa nell’Istituto Al-Tifl Al-Arabi. In seguito, l’istituto diventa anche una scuola, creata allo scopo di offrire un’istruzione agli orfani e di fungere da simbolo di speranza per le ragazze vittime del conflitto Israelo-Palestinese.

    Sono trascorsi trent’anni, siamo nel 1978, una bambina di 7 anni arriva nell’Istituto in seguito alla morte della madre. E’ Miral (FREIDA PINTO), che crescerà tra le mura protettrici dell’Istituto, completamente ignara delle problematiche che infiammano il suo paese. Quando Miral compie 17 anni, all’apice della resistenza dell’Intifada, le viene affidato il compito di lavorare come insegnante in un campo profughi; lì, Miral fa esperienza in prima persona dell’odio, della frustrazione e della guerra che sembrano essere un antico retaggio della sua stessa famiglia. Miral si innamora del fervente attivista politico, Hani (Omar Metwally), si ritroverà così a dover affrontare un lacerante conflitto interiore, che rispecchia la situazione che si verifica nel suo paese: dovrà scegliere se combattere come hanno fatto quelli prima di lei, oppure se seguire gli insegnamenti di Mama Hind, secondo la quale l’istruzione è l’unica strada per la pace.

    Dal >Press-Book< di Miral

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Le premesse sembravano soddisfare pienamente le aspettative di questa nuova storia che guarda ancora una volta verso quella stessa lacerante spina nel fianco, tanto persistente da non volerne proprio sapere di staccarsi dai fianchi ormai brutalmente dilaniati di Israeliani e Palestinesi, eternamente contrapposti. Ma in effetti si tratta di uno sguardo trasversale, prevalentemente al femminile: Miral, tratto dal libro di Rula Jebreal, palestinese naturalizzata italiana, che ha scritto anche la sceneggiatura del film di Julian Schnabel (Lo scafandro e la farfalla), muove dalla dimensione marcatamente umana di varie donne prima ancora che della stessa protagonista, soprattutto nella prima parte, ma non tarda d’altra parte a riappropriarsi di una connotazione inevitabilmente politica, a tratti unilateralmente filo-palestinese, e, forse, fin troppo elementare e didascalica. Così l’impatto intensamente umano cui si è dato risalto con una cornice ‘poetico-estetizzante’ confezionata ad arte dal regista-pittore (filo ‘espressionista-action painting’) con soggettive e piani sequenza ben assestati

    su ricercati effetti - insisitito il ricorso a filtri e lenti speciali che approdano a insolite soluzioni visive intimamente legate ad ogni scheggia di dramma posto in primo piano - gradatamente inizia a disperdersi negli anfratti di insidiosi ‘cronachismi’ cui Schnabel sente di non poter rinunciare e che d’altra parte sembrano rinnegare il primo impatto stilistico.

    Una sorta di mosaico esistenzial-sociale scrupolosamente attento all’individuo prima di approdare alle stesse, ovvie, conclusioni pacifiste sotto forma di dedica ‘a tutti coloro che credono in una pace ancora possibile’ tra questi due popoli. Dubbio più che legittimo giacché un accordo pagato per troppo tempo a un prezzo ormai intollerabile, e pure non rispettato, sembra non aver risolto definitivamente la situazione. Ma il messaggio più importante, che riecheggia forte e chiaro, e che aleggia qua e là qualora la nostra memoria risultasse offuscata da una certa ridondanza narrativo-documentaristica, ruota intorno alla benefattrice Mama Hind (Hiam

    Abbass), fondatrice della Casa-Istituto Al-Tifl Al-Arabi tuttoggi in piedi, personaggio da cui praticamente muove la storia, inglobando anche i due camei di Vanessa Redgrave e di Willem Dafoe: ‘l’istruzione è l’unica strada per la pace’.

    Il percorso della protagonista Miral (Freida Pinto, The Millionaire), al secolo scrittrice in attivo, di fatto, incarna questa verità come una sacra reliquia. E questo resta a nostro avviso peraltro un diktat irrinunciabile per ogni paese, popolo e individuo in qualsiasi circostanza, l’unica base solida che ben risponde al sacrosanto diritto di preservare la propria identità, sia personale che di appartenenza sociale. Così tra i vari ritratti femminili qui tratteggiati nelle diverse tragedie individuali vissute all’ombra degli ‘anni di piombo’ israelo-palestinesi, qui riassunti e documentati con inserti di repertorio a cominciare dal 1948, Miral è semplicemente l’erede di questo focale messaggio che lei stessa potrà raccogliere come sofferta conquista solo a seguito di un iter

    che la vede tormentata bambina fino all’età adulta, (straordinaria e commovente la parabola del rapporto padre-figlia), attraversando momenti davvero drammatici sia sul piano personale (la madre) che sociale. Un messaggio universale che Miral ci trasmette a sua volta e che continua ad incarnare rafforzandone ogni giorno il suo immenso valore reale.

    Perle di sceneggiatura

    Miral è un fiore rosso. Cresce ai lati della strada. Probabilmente ne avrete visti milioni”.

    Commenti del regista

    "Il film è tratto dal libro 'La strada dei fiori di Miral' scritto da Rula Jebreal. Quando ho letto il libro ho pensato che fosse una storia perfetta per trarne un film, inoltre mi sono sentito quasi costretto a raccontare questa vicenda. E’ una storia che parla dell’amore, dell’istruzione, della gente e della speranza. Racconta le storie di 4 donne Arabo-Israeliane sullo sfondo della complessa realtà politica di queste regioni, dalla nascita dello Stato di Israele, nel 1948, agli Accordi di pace di Oslo, nel 1994.
    La prima di queste 4 storie è quella di Hind Husseini, una donna che ha dedicato tutta la sua vita agli orfani. Nel 1948, Hind trovò 55 bambini abbandonati per le strade di Gerusalemme, e allora decise di creare l’orfanotrofio 'Dar Al Tifl', che è stato una vera e propria casa per oltre 3000 ragazze. Inizialmente, Hind finanziò l’istituto con il suo denaro, con tutto quello che le era rimasto delle proprietà di famiglia, creando una vera e propria oasi per le giovani ragazze Palestinesi. Credo ci sia un’enorme differenza tra un bambino che cresce in un’atmosfera come questa e un bambino che invece cresce in un campo profughi, separato dal resto del mondo da un muro di cemento. In questa storia abbiamo la possibilità di vedere entrambi questi mondi.
    Miral è una giovane ragazza che ha vissuto presso l’Istituto Dar Al Tifl. Lei è il risultato dell’amore di Hind, dell’istruzione che ha saputo darle. All’inizio della sceneggiatura leggiamo, 'Miral è un fiore rosso che cresce ai lati della strada. Probabilmente ne avrete visti milioni'. La maggior parte delle persone guidano lungo la strada senza neanche notare la loro bellezza.
    Seguo la storia di Israele da tutta la vita. Da bambino, a New York City, vidi 'Exodus' al Rivoli Theatre assieme ai miei genitori. Tutti quanti si alzarono in piedi quando nel film cantarono ‘l’Hatikvah’, portandosi le mani al petto. Mia madre e mio padre erano molto, molto orgogliosi. Hanno collaborato con l’Hadassah e la B'nai Brith'. Vent’anni fa, i miei dipinti sono stati ospitati in una mostra presso il Museo Israeliano di Gerusalemme. I miei genitori avevano programmato di venire a vederla ma non ci riuscirono perché fu proprio allora che iniziò l’Intifada. Girare questo film a Gerusalemme mi ha permesso di vedere questo mondo così diverso per la prima volta, e di lavorare in un ambiente che solo in pochi hanno visto veramente. Lì sono stato testimone della lotta tra l’umanità e l’ideologia. E’ di questo che parla il film. Miral cresce intrappolata in questo vortice e cerca di sopravvivere e di imparare, e alla fine sceglie di dedicarsi alla pace
    ".

    Altre voci dal set:

    La scrittrice e sceneggiatrice RULA JEBREAL:

    "Ognuna delle storie raccontate nel mio libro e in questo film è vera. Ho cambiato i nomi, ho collegato gli eventi, ho mescolato personalità e personaggi differenti, ma è tutto vero. Non esiste spazio per l’immaginazione nel Medio Oriente. Puoi solo raccontare quello che hai visto coi tuoi stessi occhi. Ogni singolo giorno questo luogo ti obbliga a decidere chi devi essere e cosa devi fare. E’ un qualcosa che ti viene imposto. Dopo che ho lasciato Gerusalemme per recarmi in Europa, ho sentito che i miei ricordi, la mia identità mi erano stati rubati. Ho capito che dovevo raccontare la mia storia, dovevo unire il mio passato con il mio futuro, non solo perché era importante per me, ma perché ci sono tante ragazze che hanno vissuto queste stesse cose e che le vivono tutt’ora. Miral in parte sono io . . . ma è anche tutte queste ragazze. Ho scritto questo libro per i miei figli, per mia figlia Miral e per tutte le altre Miral che vivono ancora a Gerusalemme. Per Julian, nel tradurre il libro nel film, la cosa più importante era riuscire a mantenere l’onestà di queste storie e di questi personaggi. Mi ha fatto moltissime domande: chi, dove, cosa e perché. Ha tentato di comprendere questo argomento in tutta la sua profondità. Quando abbiamo iniziato le ricerche per le location e per gli attori del film, voleva andare praticamente ovunque. Voleva vedere ogni cosa coi suoi occhi, voleva parlare con le persone da ogni prospettiva possibile. Siamo andati a Ramallah, a Jaffa, ai campi profughi. Voleva comprendere i conflitti interiori che dividono i Palestinesi. Prima di ogni ciak mi chiedeva: 'E’ realisticamente autentico?'
    Come accade a Miral, ad un certo punto, anche per me è arrivato un punto di svolta in cui ho sentito di dovermi impegnare attivamente. Oggi, posso dire che l’amore e i valori che ho ricevuto da Hind Husseini - che credeva fermamente nella virtù dell’istruzione - mi hanno salvato la vita. Più avanti nella mia vita, in veste di giornalista, ho avuto l’opportunità di essere testimone dei conflitti in Iraq, Afghanistan e Pakistan, che mi hanno fatto capire che l’istruzione è senza dubbio la migliore arma. E’ questo che il film e la vita di Miral raccontano. Mostrano come l’istruzione possa distruggere e disarmare il fanatismo.
    Oggigiorno, molto spesso, sembra che l’unica soluzione possibile sia quella militare, mentre, l’unica vera speranza per le persone normali, che cercano di vivere delle vite reali, è la diplomazia e la pace
    ".

    Links:

    • Vanessa Redgrave

    • Willem Dafoe

    • Omar Metwally

    • Freida Pinto

    • MIRAL di JULIAN SCHNABEL - MINI PRESS CONFERENCE (A cura di PATRIZIA FERRETTI) (Interviste)

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