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    Home Page > Movies & DVD > Tron Legacy

    TRON LEGACY: UN'AVVENTURA HIGH-TECH IN 3D AMBIENTATA IN UN MONDO DIGITALE DIVERSO DA QUALSIASI ALTRO SIA MAI APPARSO FINORA SUL GRANDE SCHERMO

    RECENSIONE n. 1 e RECENSIONE n. 2 - Dal 29 DICEMBRE

    Il disco è la tua identità e la tua arma principale. È il passaporto per questo mondo e il luogo in cui tutti i tuoi dati sono conservati. E se sei un user, cioè una persona che viene dal mondo esterno, il disco è ciò che ti permette di entrare e uscire”.
    Il regista Joseph Kosinski

    È un paesaggio incredibile. È ampliato, è cresciuto, è più buio ma anche più sofisticato. Non è un film su internet. È un mondo che si è sviluppato come le isole Galapagos ma su un server, divenendo qualcosa di potente ed unico”.
    Il produttore Sean Bailey

    Oltre ai fan storici di TRON, c’è una nuova generazione di pubblico che verrà affascinata da TRON: Legacy e dalla sua tecnologia, mai vista prima d’ora. Non è necessario aver visto il primo film per apprezzare questo… che è fantastico”.
    L'attrice Olivia Wilde

    (Tron Legacy USA 2010; avventura fantascientifica; 127'; Produz.: LivePlanet/Walt Disney Productions; Distribuz.: Walt Disney Studios Motion Pictures)

    Locandina italiana Tron Legacy

    Rating by
    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: Tron Legacy

    Titolo in lingua originale: Tron Legacy

    Anno di produzione: 2010

    Anno di uscita: 2010

    Regia: Joseph Kosinski

    Sceneggiatura: Adam Horowitz, Richard Jefferies e Edward Kitsis

    Soggetto: Basato sui personaggi creati da Steven Lisberger e Bonnie MacBird.

    Cast: Jeff Bridges (Kevin Flynn/Clu)
    Garrett Hedlund (Sam Flynn)
    Olivia Wilde (Quorra)
    Bruce Boxleitner (Alan Bradley/Tron)
    James Frain (Jarvis)
    Beau Garrett (Gem)
    Michael Sheen (Castor/Zuse)
    Anis Cheurfa (Rinzler)
    Serinda Swan (Sirena)
    Yaya DaCosta (Sirena)
    Elizabeth Mathis (Sirena)
    John Reardon (Giovane Kevin Flynn/Clu)

    Musica: Daft Punk

    Costumi: Michael Wilkinson

    Scenografia: Darren Gilford

    Fotografia: Claudio Miranda

    Montaggio: James Haygood

    Effetti Speciali: Alex Burdett (supervisore effetti speciali), Eric Barba (supervisore effetti visivi)

    Casting: Heike Brandstatter, Sarah Finn e Coreen Mayrs

    Scheda film aggiornata al: 27 Luglio 2013

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Sam Flynn (GARRETT HEDLUND), un ventisettenne esperto di tecnologia, indaga sulla scomparsa di suo padre Kevin Flynn (JEFF BRIDGES) e si ritrova catapultato nello stesso mondo di crudeli programmi e giochi di gladiatori in cui il genitore ha vissuto per 25 anni. Insieme alla leale amica di Kevin (OLIVIA WILDE), padre e figlio si lanciano in un viaggio fra la vita e la morte, attraversando uno spettacolare universo cibernetico estremamente avanzato e pericoloso.

    Commento critico (a cura di ANTONIO CINTI)

    Il perfetto erede del primo film, ecco cosa si può dire. Prima di iniziare a parlare di effetti grafici e tecnologie però, è bene rimarcare alcuni aspetti del progetto che risale a ben dieci anni fa. Qualcosa che riguarda il business che si cela dietro, a cominciare dai videogiochi che nacquero dal primo film, speculari agli stessi comparsi sulla celluloide, senza contare Tron Evolution, uscito per le più svariate console nei primi di Dicembre, nato per narrare le avventure di Kevin Flynn e di Anon, il personaggio da guidare, quello che svelerà ciò che è successo tra il primo e il secondo film negli anni che sono intercorsi tra le due pellicole, quello che in Tron: Legacy appare solo come ricordi, assieme a nomi di persone o programmi che solo lì appaiono, passando inosservati a chi non sa dell'esistenza di questo capitolo video ludico. Certo, ci vuole un'ulteriore recensione per

    questo e non è certamente la rubrica in cui inserirla. Tuttavia bisogna spezzare una lancia per l'idea nata con Matrix e che anche qui la fa da padrona, per permettere agli autori di ampliare la storia e renderla a loro modo “interattiva”, come se veramente si fosse cercato di far entrare gli spettatori e i giocatori video ludici all'interno di questo mondo virtuale, in tutti i sensi. Inoltre c'è il lato Disney da non sottovalutare, che già con Alice in Wonderland, la famosa casa di Topolino e Paperino ci aveva mostrato come si potesse girare un film direttamente in 3D, dando più profondità e “vita” ad una pellicola, togliendo quell'effetto di finzione che alcuni film hanno diffuso, mettendo la frase “non si nota molto la differenza, potevano farne a meno” in bocca alla gente. Ora si ha la possibilità di rimirare quanto ci si possa sbagliare, contando ovviamente su di

    un multisala con una tecnologia in grado di rendere merito a questa meraviglia, la quale cerca di seguire il successo del primo film, dove i limiti dei software e hardware del tempo rendevano necessario l'intervento dell'uomo attraverso il disegno animato, per correggere le linee vettoriali che non potevano essere piegate dai computer. Chi dei più vecchi spettatori non ricorda le curve perfette a novanta gradi delle Light Cicle, senza contare le forme lineari e definite degli intercettatori, con i loro colori monocromatici, contrariamente ai colori vivaci delle suddette moto! Guardando queste differenze e raffrontandole con Tron Legacy, si evince che qui si parla di un traguardo, del momento ideale per realizzare questo film che prima d'ora non dava i risultati sperati, ecco il perché dei dieci anni passati prima di questo sequel.

    Nel nuovo mondo virtuale, Sam Flynn è un pirata informatico che combatte a modo suo la nuova Encom

    e chi vuole rovinare il lavoro del padre, fino a che non arriverà a trovare il mondo di Tron con l'aiuto del vecchio socio del padre, Alan Bradley (Bruce Boxleitner). All'interno di questo mondo portato al quasi reale dalle più moderne tecnologie, il ragazzo scoprirà che Clu, il programma ideato dal padre perché potesse essere perfetto, ha preso il comando e trama per portare ciò che ha costruito, nel mondo reale, proprio per la sua ricerca della costruzione della perfezione. Come si sa, ma come tutti fanno finta di non vedere o capire, cosa c'è di più imperfetto del nostro mondo? Un ottimo bersaglio da ripulire quindi.

    Grazie al 'capture motion' si è stati in grado di ricreare i lineamenti del premio Oscar Jeff Bridge, dandogli la possibilità di far tornare se stesso nel mondo di Grid e di reinserirlo nel cast del film con l'idea di base di creare Clu

    con il suo stesso viso, e questa è solo una delle cose che più esaltano questa produzione. Abbiamo l'introduzione di qualche scena di arti marziali, l'utilizzo di alcune “chicche” del nostro tempo quale la Ducati che più volte passa sullo schermo facendo sfoggio della sua linea. Inoltre abbiamo nuovi mezzi tra i quali le Light Runners o le bellissime Vele Solari, già viste in Kingdom Hearts nelle parti dedicate a Tron. Poi costumi creati apposta e ricavati da disegni creati tramite contest organizzati, un cast di attori come pochi ce ne sono, la colonna sonora dei Daft Punk e molto altro, assieme ad una regia spettacolare con inquadrature reali pressoché identiche a quelle ricreate digitalmente. Da notare poi le curiosità che non tutti noteranno, tipo la locandina di Tron Legacy, la quale fa il verso a quella già affascinante di Tron, inserendo un pizzico di sensualità. Inoltre gli scorci dei

    quartieri del primo film, con la stessa sala giochi dove tutto ha avuto inizio, un luogo che al giorno d'oggi resiste solo come ritrovo, quasi come un bar, proprio per via della tecnologia che avanza, divenendo solo un ricordo di quegli anni.

    Tornando al film: “E' un paesaggio incredibile” dice Sean Bayley, uno dei produttori. E ancora “Oltre ai fan storici, c'è una nuova generazione di pubblico che verrà affascinata da 'Tron: Legacy' e della sua tecnologia, mai vista prima d'ora” aggiunge Olivia Wilde, l'attrice che impersona Quorra. Io che ho seguito la saga non posso dare loro torto, siamo di fronte ad una nuova “finta” realtà, dove lo spettatore avrà la possibilità di perdersi in un mondo affascinante, dai “lineamenti” così belli da rapire, per quanto bui, ma che lasceranno lo spazio per un respiro di sollievo al primo soffio di vento vero tra i capelli della bellissima Quorra. In

    poche parole, si ha davvero la sensazione di entrare ed uscire dalla realtà virtuale grazie ad un “disco”, questa è la sensazione che si può provare.

    Consiglio vivamente di andare al cinema, sedersi e iniziare a sognare, perdendosi nella propria mente e in ciò che qualcuno ha saputo creare per noi, e se questo film non ottiene il massimo del punteggio, è solo perché la perfezione non esiste. Inoltre ci può sempre essere quella piccola parte di pubblico che può non considerarlo a questo livello, tuttavia è sicuramente un film per tutti, se siete in grado di non criticare il primo film per via del suo dettaglio grafico (per i più giovani) e di vedere ciò che si pensa non esistere (per i troppo anziani).

    Allora preparatevi, il gioco sta per cambiare.

    Secondo commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    NON SOLO REALTA’ VIRTUALE. LA SOFISTICATA ESTETICA DI ‘TRON LEGACY’ SI NUTRE DI UN’ANIMA METAFISICA CON LUSINGHIERI AMMICCAMENTI A STANLEY KUBRICK (2001 ODISSEA NELLO SPAZIO), OLTRE CHE DI UNA ‘SPIRITUALITA NEW AGE’ FILO BUDDISTA-INDUISTA CARA A JEFF BRIDGES (IL GURU DE ‘L’UOMO CHE FISSAVA LE CAPRE’). MA ‘TRON LEGACY’ SI SENTE ANCHE EREDE DELL’INNOVAZIONE FUTURIBILE DI UNA TECNOLOGIA SEMPRE PIU’ SORPRENDENTE E ALL’AVANGUARDIA, QUI PARTICOLARMENTE ESALTANTE NELLO SPICCATO TARGET ‘PURISTA’ DI BELLEZZA, COSI’ COME DI FILONI ‘CLASSICS CULT’ NARRATIVO-CINEMATOGRAFICI, TRA CUI ‘STAR WARS’ HA FATTO STRADA: IL BENE E IL MALE COME CONTRAPPOSTI ESTERNI MA ANCHE INTERNI IN OGNUNO DI NOI E IL LEGAME SPECIALE PADRE FIGLIO DA MERITARE QUALSIASI SACRIFICIO. NE ESCE UN’ELEGANTE CONFEZIONE IN GRADO DI AFFASCINARE PERSINO I NON AMANTI DEL GENERE ‘SCI-FI INTERINALE’ INCLUSO L’APRIPISTA ‘MATRIX’, DOPO IL PRIMO ‘TRON’ OVVIAMENTE . MA GIACCHE’ LA PERFEZIONE NON E’ DI QUESTO MONDO, ANCHE ‘TRON LEGACY’ AVREBBE POTUTO

    ESSERE EPURATO DA QUALCHE INFLESSIONE ‘COMBATTIVA’ DI TROPPO, DEBORDATA NELL’ULTIMA PARTE, PUR ‘INFIOCCHETTATA’ AD ARTE CON UN FINALE CHE RICORDA LA VERSIONE PIU’ POSITIVA, TRA LE VARIE CHE SI SONO AVVICENDATE, DI ‘BLADE RUNNER’.

    La rete come frontiera digitale con circuiti come autostrade per un vissuto reale e un altro virtuale. Dopo Matrix (1999) chi avrebbe immaginato un nuovo capitolo di eleganza, sofisticata e purista bellezza ben superiori? Eh si, proprio il cult Matrix, che avrà pure i meriti di avanguardia sul genere - dopo il primo Tron (1982) che introduce il tema della realtà virtuale sulla celluloide congiunto ad un primo approccio di computer graphica - ma che ha scelto dinamiche e target più proprie del sci-fi d’azione a mio avviso un po’ troppo asservita alle arti marziali e che d’altra parte mostra il lato meno appetibile, esteticamente parlando, in fatto di ‘trapassi’ tra realtà virtuale e reale. Ha perfettamente

    ragione l’attrice Olivia Wilde che non c’è bisogno di aver visto il primo Tron per poter seguire con inaspettato e piacevole incanto questa sorta di ‘sequel a distanza’ Tron Legacy. Proprio qui, la Wilde veste i panni della ‘iso’ Quorra, incarnazione di una forma di vita tutta nuova nei termini di una frontiera digitale altra, scaturita dagli algoritmi ‘isoformi’, in grado di ‘riformare’ la ‘dimensione umana’ e rimettere in discussione i limiti e confini tra malattie e scienza (la rigenerazione del suo arto sembra figlia di concezioni affini già espresse in Terminator).

    Ma in Tron Legacy eccelle soprattutto l’ambivalente guru Kevin Flynn indossato come una seconda pelle dal sempre più carismatico Jeff Bridges (Premio Oscar per Crazy Heart), evidentemente con una predilezione per la ‘spiritualità new age’ filo buddista-induista (‘le sedute di meditazione e la contemplazione del cielo per ascoltarne il suono’, in germinazione dai tempi del mitico extraterrestre

    Starman e praticata con ironia più di recente con L’uomo che fissava le capre). A sostenerlo in questi nuovi momenti di assorta meditazione si offre volontaria l’ambientazione marcatamente metafisica, con i colori assoluti di bianco e nero come dominanti cromatiche. Proprio su questo registro salta agli occhi la sequenza della cena incastonata in un’aura metafisico-surreale che ne ricorda un’altra più celebre: quella allestita da Stanley Kubrick in 2001 Odissea nello spazio. Ed è ancora su questo registro che si gioca all’inversione, dal positivo al negativo, come nella fotografia, ad esempio nel sogno di Kevin Flynn (Bridges), patinato e puntinato come un quadro di Roy Lichtenstein reso ‘vintage’ da sfumature effetto anticato. E già che siamo in vena di citazioni, Tron Legacy, con l’estrema e sofisticata eleganza dimostrata dalla regia di Joseph Kosinski (architetto d'eccellenza specializzato nella modellazione tridimensional-grafica), ammicca ripetutamente, sia sul piano tematico che estetico, a Star Wars di

    George Lucas: dallo speciale legame padre figlio che alimenta in sé senso, valore e necessità del sacrificio, oltre che per la nobile causa di turno a vantaggio del bene collettivo piuttosto che a proprio personale vantaggio (ripreso più tardi anche da Armageddon), fino alle contrapposizioni tra bene e male esterne ed interne all’individuo stesso. L’ammiccamento a Darth Vader in Tron Legacy torna più volte, oltre che nell’essenza del passaggio dalla Forza Positiva al Lato Oscuro (qui tradotto nell’alter ego di Kevin Flynn, Clu) anche sul lato estetizzante della voce distorta dall’armatura, nel mantello con cappuccio nero, nel discorso ai massicci eserciti e nel trionfalismo dei combattimenti nella nuova realtà spazio-virtuale. La stessa rivisitazione degli ologrammi paga pegno all’apripista Il pianeta proibito e, passando per lo stesso Star Wars, sfiora Minority Report. Persino look e comportamenti di alcuni personaggi femminili, come certe assistenti ‘virtuali’, sembrano tradire precise letture di riferimento: la

    diafana e platinata ragazza dal trucco nero e pesante sugli occhi si direbbe ad esempio un ibrido esemplare a metà tra la Eva Kant di Diabolik e la replicante Pris di Blade Runner (e lo schiacciamento proporzionale di certe ambientazioni potrebbe parlare una lingua simile). Per non dire dell’idea di portale di accesso tra realtà e spazio virtuale di cui Stargate docet.

    Ma le riproposizioni, le riletture di Tron Legacy sull’onda di fluorescenze fluide e dinamismi ottici nel perenne gioco per la sopravvivenza in un percorso paradossalmente e a suo modo primordiale, non hanno il rancido sapore dello scippo bensì tutto il sorprendente gusto della rinnovata ricetta, in cui, pur riconoscendone gli ingredienti, la sapiente miscelazione ci solletica un gusto ancor più appetibile. C’è in Tron Legacy un indiscusso senso dell’estetica variamente in una bellezza di marca purista, essenziale, asettica in quanto virtuale, eppure, a suo modo intimista, dove il calore

    affettivo di padre e figlio, la sleale alleanza dell’effemminato e viscido opportunista-doppiogiochista Castor (Michael Sheen mostra qui senza pudore il suo lato più clownesco, neo Charlot nell’esplicita citazione del roteare il bastone come Charlie Chaplin), la naturale scintilla tra Sam, il figlio di Kevin (Bridges) e la leale ‘iso’ Quorra (Olivia Wilde), e persino la negativa proiezione di odio dell’alter ego Clu (Bridges straordinariamente ringiovanito di qualche decennio), sono sufficienti a far sopravvivere quel che di buono, nell’imperfetto, sopravvive nella realtà non virtuale. Del resto, in questo oceano di fascinosa futuribilità, non mancano altre schegge ‘vintage’, a cominciare da quella più sottesa di ‘arena di neo-gladiatori del futuro’, fragili come cristalli, per proseguire con i libri della biblioteca, tra cui spicca la predilezione per Giulio Verne, e ancora, con la sala giochi e la sua decadente insegna ‘Flynn’s’, per finire alla moto Ducati, quella che, guadagnandosi terreno alla luce del

    sole nell’ultimo fotogramma, ancora una volta, sembra strizzare l’occhio all’epilogo della versione più positiva, tra le varie giunte fino a noi, del mitico e indimenticabile Blade Runner.

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    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO

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    • Joseph Kosinski (Regista)

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    • John Reardon

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    • TRON LEGACY - Conosciamo i personaggi - Note di produzione (Dietro le quinte)

    • TRON LEGACY - Effetti e Tecnologie - Veicoli e gadgets - Note di produzione (Dietro le quinte)

    • TRON LEGACY - Il videogioco introduttivo TRON: EVOLUTION (Dietro le quinte)

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    Galleria Video:

    Tron Legacy - trailer 2

    Tron Legacy - trailer.flv

    Tron Legacy - trailer HD.mp4

    Tron Legacy - trailer Hd 1080p.mp4

    Tron Legacy - trailer (versione originale).flv

    Tron Legacy - trailer HD (versione originale).mp4

    Tron Legacy - featurette 'Lo stile di Tron'.flv

    Tron Legacy - featurette 'Joseph Kosinski, Jeff Bridges, Olivia Wilde e Michael Sheen ci accompagnano nella rete di Tron'.flv

    Tron Legacy - il music video dei Daft Punk 'Derezzed' tratto dalla colonna sonora del film.flv

    Tron Legacy - clip 'Quorra'.flv

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