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    Home Page > Movies & DVD > Lasciami entrare

    LASCIAMI ENTRARE: NELL'HORROR SVEDESE DI TOMAS ALFREDSON L'AMORE PUO' FAR USCIRE DALL'OSCURITA'

    "Il mio testo tratta dell’amore che fa uscire dall’oscurità; dell’andare a picco e venire improvvisamente salvati da una mano soccorritrice, una mano del tutto inattesa. Tratta di un ragazzo, Oskar, la cui esistenza è stata resa un inferno dalle intimidazioni e dalla vita in una casa caotica, un dodicenne in cerca di riscossa (…)".
    Lo sceneggiatore e scrittore John Ajvide Lindqvist

    (Låt Den Rätte Komma In - Let the Right One In; Svezia, 2008; Horror; 114'; Produz.: Chimney Pot/EFTI/Fido Film AB/Filmpool Nord; Distribuz.: Bavaria Film International; Distribuzione italiana: Bolero Film)

    Locandina italiana Lasciami entrare

    Rating by
    Celluloid Portraits:



    ENGLISH VERSION - LET THE RIGHT COME IN - (See 'CRITIC REVIEW' by ENRICA MANES)
    Trailer

    Titolo in italiano: Lasciami entrare

    Titolo in lingua originale: Låt Den Rätte Komma In

    Anno di produzione: 2008

    Anno di uscita: 2009

    Regia: Tomas Alfredson

    Sceneggiatura: John Ajvide Lindqvist

    Soggetto: Tratto dal romanzo Lasciami entrare di John Ajvide Lindqvist, edito da Marsilio (2007)

    Cast: Kåre Hedebrant (Oskar)
    Lina Leandersson (Eli)
    Per Ragnar (Håkan)
    Henrik Dahl (Erik)
    Karin Bergquist (Yvonne )
    Peter Carlberg (Lacke )
    Ika Nord (Virginia)
    Mikael Rahm (Jocke)
    Karl-Robert Lindgren (Gösta)
    Anders T. Peedu (Morgan)
    Pale Olofsson (Larry )

    Musica: Johan Söderqvist

    Costumi: Maria Strid

    Fotografia: Hoyte van Hoytema nsc, fsf

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    Oskar, un dodicenne fragile e ansioso, è regolarmente angariato dai compagni di classe senza che mai si ribelli al loro bullismo. Il desiderio del ragazzo solitario di avere un amico pare avverarsi quando incontra Eli, anche lei dodicenne, trasferitasi insieme al padre nella casa accanto. È una ragazza pallida e seria che esce solo di sera e non sembra toccata dalla gelida temperatura esterna. In coincidenza con l’arrivo di Eli, si verificano una serie di sparizioni e omicidi… Un uomo viene trovato appeso a un albero; un altro congelato nel lago; una donna morsa al collo. Denominatore comune sembra essere il sangue – e per un ragazzo introverso come Oskar, che è affascinato dalle storie macabre, non ci vuole molto prima di immaginare che Eli è un vampiro. A questo punto, tra Oskar e Eli è però sbocciato un sottile idillio, che dà al ragazzo la forza di ribellarsi ai suoi aggressori. Oskar diventa sempre più consapevole della dimensione tragica e disumana della condizione di Eli, ma non può costringersi a abbandonarla. Congelata per l’eternità nel corpo di una dodicenne, con tutte le nuove sensazioni e la confusione emotiva di giovane adolescente, Eli sa di poter restare in vita solo continuando a trasferirsi da un posto a un altro. Quando però Oskar fronteggia il suo momento più buio, Eli torna per difenderlo nel solo modo di cui è capace…

    Commento critico (a cura di ENRICA MANES)

    Se ci fosse silenzio in sala si potrebbe percepire appieno quella voce del silenzio, urlata e cullata, rotta solo dal ritornello del bambino.
    Oskar.
    Strilla come un maiale”, il coltello sotto il letto, e lui, affacciato alla finestra.
    La neve scende nel profondo nero della notte e lascia posto alle inquadrature oblique, verticali, tagliate, degli edifici dalle tante finestre.
    Bianche cornici sui muri di mattoni scuri e neri buchi dentro.
    Ogni interno è una cella con qualcuno al lavoro.
    Il taglio fortemente fotografico degli esterni, le inquadrature quadrate, come ristrette da una macchina da presa che alterna movimenti narrativi a lenti stacchi di profondi campi, impalati leggermente solo dalle sagome delle betulle, argentei tronchi ritti nella neve come in un dipinto.
    Dettagli di sobborgo di una Stoccolma fatta di solitudine quando Oskar parla da solo e mormora contro i bulli compagni di classe.
    La bambina, si inserisce prepotentemente nella vita del quartiere, e di Oskar. “non puoi essere

    mio amico”.
    Costante del film nordico, dalla matrice bergmaniana al più recente Muukalainen, è certa fissità dell’immagine, come pure la magia attribuita ai bambini, depositari di un sapere altro, un sentimento nuovo che rende capaci di andare dentro le cose, dentro le vite, al di là.
    E quella figura di mamma bionda e bella, delicata e assente, severa a tratti, a cui il bambino nasconde il suo segreto, un nascondiglio per superare la realtà e riadattarla a sé.
    La solitudine tracciata dai cubi delle case, le inquadrature a cubo, le finestre uguali e vuote, persino il gioco del parco è fatto di cubi, ma il gesto, l’oggetto dello scambio che suggella lo scambio, il cubo di Rubik, assume un senso del tutto nuovo.
    La quiete intervallata a tinte fosche della notte in cui si compie l’omicidio e la sete di due anime, Oskar ed Eli, uguali e diverse insieme, condensate in un

    bianco inverno il cui disgelo è fotografato nei boccioli teneri che sfuggono al ghiaccio, ambientato in quel tempo indefinito che si fa cifra narrativa del linguaggio tipicamente nordico.
    In una storia senza tempo, sguardo e punto di vista fatto dei gesti che uniscono, il biondo e il nero, due lati di una solitudine, di un mondo che per molti versi li rifiuta, Eli e Oskar prendono coscienza di sé e del mondo, mano a mano che l’amicizia si trasforma e cresce, in una vicenda che alterna silenzio a musica sinfonica e greve, fortemente connotativa, alle note di Per Gessle e i Gyllene Tyder.
    Storia insieme di dolore e di liberazione, di coscienza e di dramma interiore, la ricerca di sé assume a tratti la valenza della vittima che si ribella al bullo nel tentativo di prevalere, far sentire la propria voce, almeno una volta.
    Tinte fosche vagamente orrorifiche quando la follia di Eli

    si scatena e colpisce, ma il segreto del film è di saper andare oltre ad una storia di vampiri e lupi mannari.
    Alfredson traccia voci di bambini e di vite sospese, intrappolate seppure in modo diverso, in dimensioni e corpi ed anime.

    ENGLISH VERSION -

    LET THE RIGHT COME IN

    If there was silence in the room you could feel fully that silence, that voice, broken only by the chorus of the child.
    Oskar.
    "Screams like a pig," the knife under the bed, and he, facing the window.
    The snow falls in the deep black of the night and leaves shots slanting vertical cut of the buildings from many windows.
    White frames on the walls of brick and dark blacks holes inside.
    Every interior is a
    cell with someone at work.
    The cut so heavily photographical chosen for the exterior, the square frames, as restricted by a camera that alternates narrative movements

    off to a slow deep fields, and the shapes of the birches, silver trunks standing in the snow like a painting.
    Details of a suburb of Stockholm made of loneliness when Oskar speaks for itself and rumors against the bullies in the class.
    The little girl, falls overwhelmingly in the life of the neighborhood, and Oskar. "You can not be my friend."
    Constant presence in Nordic film culture and novel fiction, from Bergman to the most recent J.P.Valkäpää (Muukalainen), is certain fixity of the images, as well as magic spell in children, as a kind of extra-known power, a feeling taht let going through and deeply beyond lives and things.
    And that figure of mother blonde and beautiful, delicate and absent,severe, and a child hiding close his secret, to face reality and to suit another one better for himself.
    Loneliness drawn from the cubes of the houses, the frames in

    the cube, the same empty windows; even the game of the park is made of cubes, but the gesture, the object of exchange that seals the exchange, the Rubik's cube, took a whole new meaning.
    The quiet interval to dark shades of night when the murder took place and the thirst of two souls, Oskar and Eli, all the same and different, condensed into a white winter thaw which is photographed in the tender buds that are beyond the ice, set at that time that is indefinite figure in this narrative language typically Nordic.
    In a timeless story, look and point of view of the fact that acts together, the blonde and black, two sides of loneliness, of a world which in many ways rejects them, Eli and Oskar become aware of themselves and the world, step by step that friendship is changing and growing, in a story that

    alternates silence to symphonic music and heavy, strongly intensify,and the notes of a famous album by Per Gessle and Gyllene tyder.
    History set of pain and liberation, conscience and inner drama, the search for him at times assumes the value of the victim that the Bullo rebels in an attempt to prevail, make his voice heard, at least once.
    Vaguely horrific when the madness of Eli is raging and strikes, but the secret of the film is that it can go through a history of vampires and werewolves .
    Alfredson traces voices of children and lives suspended, trapped in a different way, in size and bodies and souls.

    Pressbook:

    PRESSBOOK in ITALIANO di LASCIAMI ENTRARE

    Links:

    • Tomas Alfredson (Regista)

    1

    Galleria Video:

    Lasciami entrare (versione italiana).mov

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