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    Home Page > Movies & DVD > Ocean s Twelve

    OCEAN’S TWELVE: TUTTI SONO VOLUTI TORNARE NELLA ‘BANDA’ DI GEORGE, PIU’ UNO, ANZI, DUE

    Non avevo pensato a un sequel di ‘Ocean’ fino a quando non siamo arrivati a Roma per promuovere il film ed io mi sono innamorato della città. Ho iniziato a concentrarmi sulla storia e sulla struttura che doveva avere e così è nata l’idea di ambientarla in Europa”.
    Il regista Steven Soderbergh

    (Ocean’s Twelve, USA 2004; commedia; Durata: 2h,5’; Produz.: Jerry Weintraub/Section Eight; Distribuz.: Warner Bros)

    Locandina italiana Ocean s Twelve

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    Titolo in italiano: Ocean s Twelve

    Titolo in lingua originale: Ocean's Twelve

    Anno di produzione: 2004

    Anno di uscita: 2004

    Regia: Steven Soderbergh

    Sceneggiatura: George Nolfi

    Soggetto: Honor Among Thieves di George Nolfi

    Cast: George Clooney (Danny Ocean)
    Brad Pitt (Rusty Ryan)
    Matt Damon (Linus Caldwell)
    Catherine Zeta-Jones (Isabel Lahiri)
    Andy Garcia (Terry Benedict)
    Don Cheadle (Basher Tarr)
    Bernie Mac (Frank Catton)
    Julia Roberts (Tess Ocean)
    Casey Affleck (Virgil Malloy)
    Scott Caan (Turk Malloy)
    Vincent Cassel (François Toulour)
    Eddie Jemison (Livingston Dell)
    Carl Reiner (Saul Bloom)
    Elliott Gould (Reuben Tishkoff)

    Musica: David Holmes

    Costumi: Milena Canonero

    Scenografia: Philip Messina

    Fotografia: Peter Andrews

    Scheda film aggiornata al: 08 Dicembre 2012

    Sinossi:

    “Sono passati tre anni da quando Danny Ocean (George Clooney) e i suoi, lo specialista Rusty Ryan (Brad Pitt), il promettente Linus Caldwell (Matt Damon), l’esperto di esplosivi Basher Tarr (Don Cheadle) e lo scassinatore Frank Catton (Bernie Mac), hanno messo a segno la rapina più audace e remunerativa della storia ai danni del proprietario del casino Terry Benedict (Andy Garcia), portando via anche l’ultimo centesimo del suo caveau di Las Vegas. Dopo essersi divisi i 160 milioni di dollari di bottino, i membri della banda hanno cercato di filare dritto, di vivere onestamente… ma purtroppo non è facile, con grande dispiacere di Tess (Julia Roberts), moglie di Danny. Quando qualcuno infrange la Regola Numero Uno e li denuncia a Benedict, non ci sono alternative, devono restituirgli i 160 milioni di dollari, con gli interessi, o peggio per loro. E, come la banda scopre rapidamente, Benedict non è l’unico sulle loro tracce…”

    (Dal Press-Book di Ocean’s Twelve)

    Commento critico (a cura di Patrizia Ferretti)

    NO OCEAN, NO BAND! MA LA COMMEDIA E’ CORALE.
    C’è aria di festa nella ‘Band Ocean’, come una rimpatriata tra amici. Succeda quel che succeda, e i guai non mancano, lo spirito guida di ognuno resta ottimista, convalidato dalle espressioni sornione e beffarde, Ocean-Clooney e Rusty-Pitt in testa. Parvenze di ansie mostrate dal clan truffaldino forzato dalle circostanze alla ‘ripresa dei lavori’, si percepiscono di superficie e comunque tali da non far temere allo spettatore scivoloni davvero gravi per i nostri protagonisti che, relativamente tranquilli, non sembrano prendersi troppo sul serio. Così al pubblico non resta che fare altrettanto!


    L’aria scanzonata e festaiola, al di là dei guai che si paventano in Ocean’s Twelve, sequel di Ocean’s Eleven (2001), per la regia di Steven Soderbergh (Sesso, bugie e videotape, Out of Sight, Erin Brockovich-Forte come la verità, Traffic, Full Frontal, Eros (Equilibrium)), si direbbe una naturale e spontanea opera di contagio, speculare

    del divertimento che pare abbia accompagnato sul set il più nutrito assemblamento di star hollywoodiane che si sia mai potuto realizzare in unico film, e per di più andata e ritorno. Basta dare un’occhiata al cast per rendersene conto. Occasione che non solo ha trovato tutti i protagonisti di ‘Eleven’ entusiasti di condividere un'altra tappa della precedente esperienza, persino a compenso ridotto per arginare i costi di produzione, ma ha addirittura inglobato, non come personaggi affiliati ma come contraltare del consolidato clan, altre due new entries: Vincent Cassel interprete del sussiegoso francese François Toulour alias “The Night Fox”, il grande e ricco rivale europeo del clan Ocean, e Catherine Zeta-Jones che calza a pennello una seducente e determinata, per quanto ben poco temibile, agente dell’Europol Isabel Lahiri, esperta del furto dall’interno, in quanto a sua volta anche figlia di un ladro professionista, e per giunta ex fidanzata di un componente

    centrale della banda Ocean, Rusty Ryan (Brad Pitt). Ocean’s Twelve sembra così assimilarsi più verosimilmente ad una rimpatriata tra amici, piuttosto che ad un clan organizzato e teso per un nuovo colpo grosso, e non certo per assenza di intoppi. Per esserci i guai ci sono, ma il fatto è che sembrano l’ultimo dei problemi dei protagonisti, sbruffoni, sornioni, sicuri di sé, dopo tutto, a parte l’emotivo e insicuro, quanto desideroso di essere all’altezza della ‘band’, Linus Caldwell, personaggio dipinto simpaticamente da un esilarante Matt Demon. L’atmosfera dominante è dunque quella di una divertente quanto consapevole farsa, alimentata da grande cameratismo e affiatamento, e questo malgrado la mancata frequentazione dei personaggi durante la parentesi di pochi anni di tranquillità, di ‘meritato riposo’, all’insegna dei ‘buoni propositi’. Così ecco la ‘Banda Ocean’ di nuovo riunita al completo, sulle tracce di un percorso comune, per quanto questa volta un po’ obbligato

    dall’impellente necessità di risarcire i danni arrecati al direttore del casinò Terry Benedict, personaggio che Andy Garcia, ha dotato di un ‘ondeggiante’ cotè, con tanto di bastone roteante da ricordarci Charlot. Le cose si mettono male e qual’è la prima cosa di cui si preoccupa la banda Ocean, consapevole di essere in guai seri ? Il fatto che sia venuta meno la parità di diritto dei componenti, surclassata dalla denominazione Ocean, riconducibile a Danny (George Clooney), eletto (da chi?) quale patron del clan truffaldino per eccellenza, di cui di lì a poco ne sarà dimostrata la supremazia in una sorta di gara a premi sul piano, come dire, delle ‘competenze’ in materia di furto. Il che ci solletica l’allineamento sulle orme dell’ormai noto tormentone, su cui è solita giocare la stampa dall’uscita dell’ultimo spot pubblicitario di George Clooney per la ditta Martini: ‘No Ocean, no band!’. E d’altra parte la

    centralità di George nell’’affare Ocean’ pare un dato di fatto: Clooney è anche partner del regista Soderbergh nella compagnia di produzione ‘Section Eight’, che ha coprodotto sia Ocean’s Eleven che Ocean’s Twelve con la Jerry Weintraub Productions di Weintraub.
    Ad ogni modo, a ben guardare la vicenda Ocean’s Twelve sullo schermo, non ruota affatto tutta intorno a colui che dà il nome alla band. La giostra delle star hollywoodiane sembra girare per lo più compatta e all’unisono, come rimarcano anche alcune carrellate, tra cui, giusto in circolo come in una giostra, ad esempio quando la maggior parte della band si trova all’interno della prigione, o all’uscita, questa volta riservando ad ognuno dei protagonisti, indistintamente e uno alla volta, la stessa ripresa che muove da lontano per avvicinarli gradualmente in obliquo. Si tratta dunque di una commedia corale che, almeno in parte, riesce a trasmettere qualcosa del divertimento provato dall’interno. Ad esempio

    tra le scene più riuscite rientrano senz’altro la sorta di danza acrobatica, sinergica al complicato sistema di allarme a raggi laser in perpetuo movimento, del Museo d’Arte che custodisce il prezioso uovo da rubare, in cui si cimenta “The Night Fox” (Vincent Cassel), lo speculare europeo alla “banda Ocean” tra i maestri del crimine. Non è da meno, anche se un po’ caotico ed esilarante, il passo con la performance-cameo che include Bruce Willis, quando Tess Ocean (Julia Roberts), moglie di Danny Ocean (George Clooney), sollecitata a intervenire da Linus Caldwell (Matt Damon) in favore della ‘banda’ finita al fresco, riesce ad aprirsi un facile varco al ‘museo impossibile’, spacciandosi per Julia Roberts. E tra i tanti virtuosismi di regia, tra cui i frequenti fermo immagine su espressioni particolari di alcuni dei protagonisti o su specifiche situazioni, come ad esempio il traffico paralizzante nelle strade di Roma, Soderbergh sembra anche

    restare in qualche modo affezionato ad “un vecchio trucco usato da Fellini”, per quanto rivisitato e corretto, trucco che Soderbergh aveva peraltro già tenuto presente per Full Frontal, e secondo il quale “quasi tutte le scene dovevano essere rappresentate da due persone, tranne la fine dove tutti i personaggi si ritrovano nello stesso luogo”. E proprio all’epoca di Full Frontal, lo stesso Soderbergh considerava: “Nei film di Fellini, verso la fine, capita spesso che i personaggi si ritrovino tutti insieme nello stesso posto; ho sempre pensato che fosse un’idea molto brillante e così l’ho fatta mia per questo film. Quando metti insieme i personaggi in uno spazio limitato succedono delle cose interessanti perché sono costretti ad interagire tra di loro”. Beh! Almeno all’inizio di Ocean’s Twelve, sembra proprio di assistere ad una sorta di presentazione delle coppie, (Pitt-Zeta-Jones; Roberts-Clooney…), prima di avviare lo svolgimento del film in tutt’altro modo. Ma,

    a parte una parziale riunione d’insieme dei protagonisti del clan, è proprio alla fine che si assiste ad un corale assemblamento della banda al completo, inclusa persino l’agente dell’Europol Lahiri (Zeta-Jones), riconciliata con l’ex fidanzato Rusty (Pitt), tutti in vena di festeggiamenti, intorno a un tavolo da gioco, con primi piani di fishes, carte e bicchieri tracannati a metà. La degna conclusione di una rimpatriata che si rispetti, e che dunque, come c’era da aspettarsi, non poteva che finire in bellezza sulla risata colta in un fermo immagine al ralenti della smagliante Catherine Zeta-Jones.

    Commenti del regista

    Steven Soderbergh: “Non volevamo che fosse una copia del primo, ma un film nuovo, con un’atmosfera diversa. Per definire l’estetica di ‘Ocean’s Twelve’ potrei dire che è l’episodio più costoso di uno show TV degli anni ‘60”.

    Commenti dei protagonisti:

    George Clooney (Danny Ocean): “Danny sta cercando un regalo per tess, per festeggiare per la seconda volta il loro terzo anniversario, quando lei lo chiama per comunicargli notizie preoccupanti. Tutti i membri della banda hanno cercato di rifarsi una vita, ma hanno speso come pazzi. E il passato torna a perseguitarci”.

    Brad Pitt (Rusty Ryan): “Nel primo film, la sessualità di Rusty era ambigua, e nel sequel abbiamo voluto chiarire le cose. Quindi si innamora di una donna”.

    Matt Damon (Linus Caldwell): “Linus desidera veramente mettere insieme un gruppo come quello di Danny e Rusty, ma non è ancora pronto. Sta spendendo i suoi soldi ‘sviluppando talenti’ a Chicago, cercando di emulare Danny e farsi un suo gruppo”.

    Catherine Zeta-Jones (Isabel Lahiri): “Isabel è un’ottima detective, concentrata sul suo lavoro e sui risultati. Ha studiato la rapina a Las Vegas e ha un legame personale con la banda di Ocean, il che intensifica il suo desiderio di risolvere il caso”.

    Andy Garcia (Terry Benedict): “C’erano solo due modi in cui il mio personaggio poteva entrare nel sequel, o unendosi alla banda o dandogli la caccia. Sono convinto che Benedict preferisca la seconda ipotesi. Mi piace interpretare questo ruolo, perché significa che non ho la responsabilità di essere il protagonista che deve superare gli ostacoli. In questa storia, io sono l’ostacolo. E’ un diverso tipo di responsabilità, che concede molta libertà”.

    Don Cheadly (Basher Tarr): “Basher ha sempre desiderato entrare nel mondo della musica. Ma le sue aspirazioni sono frustrate, perché non capisce che mai le parolacce delle sue canzoni non possono essere trasmesse alla radio”.

    Bernie Mac (Frank Catton): “Non si può rapinare un tipo come Benedict e pensare di farla franca. Abbiamo commesso uno sgarbo nei suoi confronti e ora qualcuno deve pagare. La cosa bella di questa banda è che stanno bene insieme. Anche se non si vedono da tre anni e hannocercato di vivere senza farsi notare, fra loro c’è un grande cameratismo”.

    Julia Roberts (Tess Ocean): “Una delle cose che mi è piaciuta della sceneggiatura è che il mio personaggio e il mio ambiente sono completamente diversi. In ‘Ocean’s Eleven’ Tess era avversaria di Danny. Avevo lavorato con George e brad, ma non c’erano scene con tutti loro, quindi è stato bello essere più coinvolta questa volta”.

    Casey Affleck (1) & Scott Caan (2) (Virgil & Turk Malloy): (1)“Virgil è stato molto responsabile e non ha sprecato il denaro. Si è fidanzato con una ragazza e non pensa davvero di tornare al crimine”; (2) “Nel primo film, Casey ed io eravamo un diversivo comico. In Ocean’s Twelve tutti sono divertenti”.

    Vincent Cassel (Francois Toulur - “The Night Fox”): “Tolour è arrogante, viziato, affascinante e abilissimo. E’ estremamente concentrato sul suo obiettivo, vuole ottenerlo a tutti i costi. E’ un solitario, può fare tutto da solo e se non sa come fare, studia e si allena”.

    Eddie Jemison (Livingstone Dell): “Quello che mi piace di questa storia è che i personaggi sono più definiti rispetto al primo film. Come gruppo, i personaggi sembrano una vecchia coppia, si vogliono bene, ma non riescono a stare insieme nella stessa stanza”.

    Carl Reiner (Saul Bloom): “Saul non ha avuto una bella vita, poi quando ha la sua parte di soldi incontra una donna e decide di vivere con lei”.

    Elliott Gould (Reuben Tishkoff): “E’ un uomo d’affari e ha investito i soldi in borsa. Quando lo vediamo di nuovo ha sempre la cravatta a pallini e righe, si interessa della lettura della mente e misticismo, è un po’ eccentrico, ma affascinante”.

    Shaobo Qin (Yen): “Mi sono divertito molto nel primo film, anche se non conoscevo gli altri attori. Finito il film, sono tornato a lavorare con i Peking Acrobats e a esibirmi con loro in tutto il mondo”.

    Bibliografia:

    Sito ufficiale: “www.oceanstwelve.it"


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    Il giudizio della critica

    The Best of Review

    International Press

    Italian Press

    La banda di Steven Soderbergh e George Clooney, soci fondatori della casa di produzione Section Eight, ha la percezione netta che c’è ancora un lavoro da portare a termine, qualche impresa da collezionare, senza sottovalutare il piacere di ritrovarsi su un set per un altro film corale interpretato da un ensemble di star da ingorgo e da overdose di glamour… Ocean’s Twelve, una ridente commedia con scasso, una divertente pellicola a mano disarmata, un ritratto di famiglia di star in trasferta europea sui canali di Amsterdam, sulle rive del Lago di Como, nelle strade di Roma e Parigi. Un party-movie da analizzare nelle scuole di cinema come modello di un metodo destrutturato di recitazione… avventura incalzante, con gradevoli pause e digressioni, con ribaltamenti non tutti prevedibili, con una leggerezza da ‘dream team’ di Hollywood…”.
    Enrico Magrelli (Il clan di Clooney…, in “Film TV”, 5-11 dicembre 2004, anno 12, n. 49, p. 17).

    …’Ocean’s Eleven’ è stato la rivincita di un cineasta indipendente come Soderbergh che,grazie al rapporto privilegiato con Clooney, è riuscito ad allestire un film che si presentava come una festa hollywoodiana, visto che da decenni non si vedevano tante stelle insieme sullo stesso set, pronte a giocare tra loro e a divertirsi. Tre anni dopo, ecco ‘Ocean’s Twelve’… sontuoso seguito della pellicola dedicata a una rapina miliardaria ai casinò di Las Vegas, in cui Soderbergh arricchisce il cast con l’arrivo di altre stelle, come Catherine Zeta-Jones, Vincent Cassel e persino Bruce Willis, che appare in un divertentissimo cammeo nel ruolo di se stesso… mentre ‘Ocean’s Eleven’ era un giallo con venature di commedia, in ‘Ocean’s Twelve’ i momenti più godibili non sono le rapine, compiute dalla banda di Danny Ocean in Europa per tentare di saldare i debiti con l’inferocito Terry Benedict, il ‘cattivo’ del primo film, ma quei momenti di puro divertimento in cui gli attori si lasciano andare allo scherzo e all’improvvisazione”.
    Oscar Cosulich (“Il Mattino”, 11 dicembre 2004)

    L’allegria è autentica. E smentisce il vecchio adagio secondo il quale se sullo schermo si ride molto, il pubblico si annoia. Uno dei punti di forza di ‘Ocean’s Twelve’ è infatti, proprio il divertito cameratismo dei numerosi protagonisti, George Clooney, Brad Pitt e Matt Damon in testa. E a sentir loro è stata la voglia di ritrovarsi a ‘giocare’ assieme a spingerli a girare il sequel di ‘Ocean’s Eleven’”.
    Claudio Masenza, (“Il Venerdì di Repubblica”, 10 dicembre 2004)

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