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    Home Page > Movies & DVD > U-Boot 96

    U-BOOT 96: QUANDO IL CACCIATORE DIVENTA LA PREDA! IL KOLOSSAL CLAUSTROFOBICO TARGATO WOLFGANG PETERSEN

    6 Nomination all'Oscar

    (Das Boot GERMANIA OCCIDENTALE 1981; drammatico storico di guerra; 149'; 209' (Director's Cut); 293' (versione integrale); Produz.: Bavaria Film; Radiant Film GmbH/Süddeutscher Rundfunk (SDR)/Twin Bros. Productions (Director's Cut)/Westdeutscher Rundfunk (WDR); Distribuz.: Columbia Pictures)

    Locandina italiana U-Boot 96

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    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: U-Boot 96

    Titolo in lingua originale: Das Boot

    Anno di produzione: 1981

    Anno di uscita: 1981

    Regia: Wolfgang Petersen

    Sceneggiatura: Wolfgang Petersen

    Soggetto: Dall'omonimo romanzo di Lothar Günter Buchheim.

    PRELIMINARIA:

    Das Boot narra la storia vera di una missione dell'U-boot 96, un sommergibile tedesco in servizio nell'Atlantico del Nord durante la Seconda Guerra Mondiale, comandato dal capitano Heinrich Lehmann Willenbrock.
    La narrazione degli eventi bellici fa da sfondo alle vicende umane che si intrecciano a bordo della nave. L'equipaggio pare quasi non rendersi conto del destino che li attende. Le privazioni quotidiane miste alla paura ed alla scoperta dell'assurdità della guerra poco a poco prendono il sopravvento sullo spirito cameratesco, quasi goliardico, ma mai spavaldo, che i marinai sfoderavano all'inizio dell'avventura.
    Solo il capitano pare, sin dall'inizio, aver capito tutto: il nemico inglese, la fine della Germania nazista, la tragedia della guerra.

    Cast: Jürgen Prochnow (Capitano Henrich Lehmann-Willenbrock - Der Alte)
    Herbert Grönemeyer (Tenente Werner)
    Kalus Wennemann (Capo meccanico)
    Hubertus Bengsch (Primo Ufficiale)
    Martin Semmelrogge (Secondo Ufficiale)
    Bernd Tauber (Chief Quartermaster Kriechbaum)
    Erwin Leder (Johann)
    Martin May (Ullmann)
    Heinz Hoenig (Hinrich)
    Uwe Ochsenknecht (Chief Bosun)
    Claude-Oliver Rudolph (Ario)
    Jan Fedder (Pilgrim)

    Musica: Klaus Doldinger

    Costumi: Monika Bauert

    Scenografia: Rolf Zehetbauer

    Fotografia: Jost Vacano

    Montaggio: Hannes Nikel

    Effetti Speciali: Karl Baumgartner (supervisore)

    Makeup: Alfred Rasche, Ago e Rüdiger Von Sperl

    Casting: Willy Schlenter

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Autunno 1941: 43 giovani marinai tedeschi a bordo di un U-96 entrano in guerra contro la Gran Bretagna. Paura, orrore, eroismo, mancanza di privacy e di spazio si fondono in un esplosivo cocktail di tensione.

    IN DETTAGLIO:

    La Rochelle, (Francia), Ottobre 1941. Il tenente Werner (Herbert Grönemeyer) viene assegnato come inviato di guerra a bordo del sommergibile U-96. Insieme al comandante (Jürgen Prochnow), semplicemente noto come der Alte (ted. "Il vecchio") ed al capo meccanico (Klaus Wenneman), raggiungono un locale ove l'equipaggio sta 'festeggiando' la notte prima della partenza in missione. I festeggiamenti sono anche per la croce di ferro appena ricevuta dal capitano Thomsen (Otto Sander), il quale, completamente ubriaco, arringa i presenti con un discorso dagli intenti patriottici, ma che i fumi dell'alcol fanno deviare su un sarcastiche battute persino nei confronti di Hitler in persona.

    Der Alte osserva la scena con disprezzo, ma si sente comunque vicino ai suoi uomini.

    Il mattino seguente l'equipaggio si imbarca sull'U-boot. Mentre il battello esce dal porto, accompagnato dalle note della banda, sopraggiunge Thomsen, che, smaltita la sbornia, corre a salutare affettuosamente i compagni.

    Werner non fatica ad ambientarsi fra gli assortiti componenti l'equipaggio, che annovera i 'sessuomani' Pilgrim e Frenssen, il cinico secondo di bordo, il primo ufficiale fervente nazista, il motorista Johann, interessato più alla salute del motore che a quella del battello intero. E via via tutti gli altri.

    Un primo momento di smarrimento lo coglie allorquando, intento a fotografare gli uomini in torretta, viene laconicamente ripreso dal capitano che lo invita, se vuole render meglio l'idea della vita di mare, a fotografare gli uomini al termine della missione. Ed infatti pochi minuti viene dato l'allarme e l'ordine d'immersione rapida. Si tratta solo d'una simulazione, ma sufficiente far montare l'adrenalina all'inesperto tenente, offrendogli così un primo assaggio della vita del sommergibilista.

    La vita del sommergibilista, come di qualunque altro soldato, è fatta per lo più di snervanti attese, noia, sporcizia, promiscuità. I marinai, tra i mille espedienti per ingannare il tempo, usano anche cantare 'It's a long way to Tipperary', popolare marcia inglese della Prima Guerra Mondiale. Werner scopre così di non essere più molto a suo agio, forse perché comincia a sospettare che l'atteggiamento dei marinai è solo una barriera psicologica per difendersi dalla tremenda realtà in cui si trovano. Fa eccezione Ullman, in ansia per la sua fidanzata francese, che aspetta un bambino da lui, e che rischia una rappresaglia da parte dei partigiani i quali potrebbero sospettarla di collaborazionismo.

    La missione è snervante, l'U-boot non riesce ad individuare navi nemiche, ed il morale della ciurma si abbassa. Un segnale radio dell'U-32 segnala la presenza di navi mercantili inglesi a dieci ore di navigazione dalla posizione dell'U-96. Ovviamente der Alte ordina di dirigersi verso le navi nemiche, ma una volta sul punto segnalato, una fitta nebbia impedisce di individuare eventuali bersagli. Il silenzio dell'U-32 e dell'alto comando dissolvono ogni residua speranza di contatto col nemico.

    Nonostante la nebbia un caccia inglese li individua: il sommergibile va in immersione rapida e sopporta la pioggia di bombe di profondità ad esso destinate. Benché leggermente danneggiato il sommergibile riesce a seminare il caccia, allontanandosi verso la salvezza.

    L'U-boot incappa quindi in una violenta tempesta che impedisce ogni contatto col nemico, e che appiattisce ulteriormente il morale della ciurma. A peggiorare le cose ci si mettono anche le piattole, che tormentano i già abbattuti marinai. Durante la tempesta incontrano casualmente il sommergibile di Thomsen, facendo così capire che le cosa vanno ancora peggio di quel che sembra, poiché se due sommergibili arrivano ad incontrarsi per caso nell'immensità dell'Oceano è segno che uno dei due è stato mandato nel posto sbagliato.

    Cessato il maltempo, poco tempo dopo, nottetempo, l'U-boot avvista un convoglio. Una volta scelte le navi da colpire, l'U-boot s'immerge e lancia i siluri. Questi ultimi però segnalano la presenza del sommergibile ad un caccia di scorta al convoglio. L'U-boot fugge a tutta forza. Il caccia però ormai è su di loro, e comincia il tremendo martellamento delle bombe di profondità, che danneggiano il sommergibile, ma senza riuscire ad affondarlo. La situazione viene ulteriormente complicata da una crisi di panico dell'apparentemente coriaceo Johann. Questi, palesemente fuori di sé per la paura, cerca di aprire il boccaporto della torretta (col sommergibile in immersione!). Gli uomini lo bloccano e lo mettono in condizioni di non nuocere, anche perché il Capitano, per sedare questo mini-ammutinamento, aveva già estratto la pistola e tutto lasciava immaginare che non avrebbe esitato ad usarla.

    Dopo alcune ore di manovre finalmente l'U-boot si libera della presenza mortale del caccia, e riemerge, assistendo all'affondamento delle navi colpite.

    Lo spettacolo è spaventoso: una delle navi in fiamme sta per affondare, ma ancora manca il colpo di grazia. Proprio mentre il siluro va a segno, il secondo di bordo avvista dei naufraghi a bordo della nave colpita. Il Capitano non riesce a capire perché quei marinai non siano fuggiti a bordo delle altre navi del convoglio sopravvissute al siluramento. Ma i naufraghi li hanno visti, e cercano, a nuoto, di raggiungere il sommergibile. Der Alte ha un momento di smarrimento: lasciare annegare i naufraghi, o imbarcarli, obbligando il sommergibile a rientrare alla base per consegnarli, rischiando la corte marziale? La scelta è sofferta ma rapida: l'U-boot si allontana, abbandonando i marinai inglesi al loro infausto destino.

    Il pattugliamento riprende e Johann, rientrato finalmente in sé, si presenta dal Capitano per scusarsi e pregarlo di chiudere un occhio sul gravissimo episodio di cui si è reso protagonista. Der Alte sulle prime sembra irremovibile, ed in effetti il comportamento di Johann è di gravità estrema, poiché ha messo a repentaglio la salvezza della nave e la vita dell'equipaggio intero in un momento difficilissimo. Ma Johann è veramente pentito, e der Alte lo capisce, rispedendolo al suo posto dopo avergli fatto intendere che non procederà contro di lui.

    Il carburante ormai comincia a scarseggiare, e l'U-boot fa rotta verso La Rochelle. Proprio mentre i marinai stanno facendo a gara a chi ha il programma più ambizioso in fatto di sesso e baldorie una volta sbarcati in terra francese, arriva un annuncio del Comando Supremo: dopo una sosta nel porto spagnolo di Vigo, il sommergibile dovrà dirigersi verso La Spezia, nel Mediterraneo, ove parteciperà alle operazioni contro le navi inglesi che attaccano i convogli italiani e tedeschi diretti in Africa. Questa notizia getta l'equipaggio nello sconforto più nero, poiché per giungere dall'Atlantico alla Spezia è necessario attraversare lo Stretto di Gibilterra, strettamente presidiato dalla flotta britannica. Il capitano, rendendosi conto del rischio che si accinge a correre, decide di far sbarcare Werner a Vigo. Ullman gli consegna così le lettere per la sua fidanzata: le probabilità di rivederla si fanno ormai scarse.

    A Vigo li attende il Wieser, una nave per rifornimenti camuffata da nave di linea (essendo la Spagna ufficialmente neutrale la presenza di navi militari tedesche nei suoi porti avrebbe suscitato pesanti reazioni degli Alleati). Gli ufficiali dell'U-boot sono invitati a bordo per un rinfresco. Gii ufficiali tedeschi, puliti e riposati, accolgono festosamente gli uomini dell'U-boot, tra saluti nazisti e retorica ufficiale. Ma il clima è presto raffreddato da una gaffe di uno degli ufficiali del Wieser che scambia il primo ufficiale di bordo (l'unico rasato, pulito ed in alta uniforme, da buon nazista) per il Capitano, viceversa barbuto, sporco e scuro in volto. Il comando supremo rifiuta lo sbarco di Werner, il quale accoglie la notizia con soddisfazione: ormai si sente un membro dell'equipaggio.

    Terminato il rifornimento il sommergibile si dirige verso Gibilterra, che non tarda a comparire. Il piano è semplice: spegnere i motori e far trasportare il sommergibile dalla corrente, approfittando della notte. Tutto sembra andare bene, ma improvvisamente un aereo li individua ed apre il fuoco, ferendo Pilgrim. Der Alte a questo punto gioca il tutto per tutto, fa accendere i motori e fugge a tutto vapore, senza immergersi per non perdere velocità. L'obiettivo è quello di spiaggiare l'U Boot sulla costa africana e distruggerlo, salvando l'equipaggio. Ma ormai l'allarme è dato, e altre navi inglesi accorrono a fermare il sommergibile, a suon di cannonate. Der Alte non ha scelta: l'U-boot s'immerge. Purtroppo l'aereo ha colpito i timoni di profondità, inesorabilmente puntati verso il fondo. Il sommergibile è fuori controllo, ed i marinai si preparano alla morte orrenda che li attende, quando un inaspettato colpo di fortuna li soccorre: un banco di sabbia, non segnalato, arresta la mortale discesa dell'U-boot. La profondità è comunque notevole, ben di più del massimo consentito. E infatti alcuni rivetti non tardano a cedere e le tubature a scoppiare. Nel sommergibile si scatena il finimondo: acqua, mancanza d'aria, apparecchiature in panne. La fine sembra di nuovo vicina. Ma gli uomini non si perdono d'animo. Tamponate alla bell'e meglio le falle tutti collaborano a riparare pompe, motori e quant'altro servirà per riemergere. Così, dopo oltre 24 d'immersione e febbrili riparazioni, l'U-boot compare nuovamente in superficie, nel silenzio più totale.

    Naturalmente, dopo l'inferno di Gibilterra, der Alte non esita a far rotta su La Rochelle, nel cui porto fa ingresso, la vigilia di Natale. L'U-boot è assai malconcio, ma viene ugualmente accolto da un decoroso pubblico. Cominciano le operazioni di sbarco: saluti, pacche sulle spalle, sorrisi, battute, ma sembra tutto troppo bello.

    Ed infatti un improvviso bombardamento guasta la festa costringendo tutti ad una fuga precipitosa. Werner si mette al riparo, ed appena gli aerei si allontanano torna sulla banchina alla ricerca dei compagni. Lo spettacolo è terrificante: Johann, Ullman ed il secondo ufficiale giacciono al suolo privi di vita. Poco più in là il Capitano, ferito, fissa impietrito l'U-boot che affonda, quasi rammaricandosi di non poter essere con lui nel momento della fine di entrambi. Der Alte esala il suo ultimo respiro proprio mentre la torretta scompare sotto il pelo dell'acqua.

    Da: "www.wikipedia.org"

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    • Wolfgang Petersen (Regista)

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    U-Boot 96 - trailer (versione originale).flv

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