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    'WORLD TRADE CENTER': IL RITRATTO INTIMO ED EMBLEMATICO DELL’11 SETTEMBRE DI OLIVER STONE. PER NON DIMENTICARE L’UMANITA’ PERDUTA E L’UMANITA’ MIGLIORE CHE SI E’ SPESA PER GLI ALTRI IN QUEGLI INIMMAGINABILI FRANGENTI

    Dalla 63° Mostra del Cinema di Venezia

    Trattare l'11 settembre nel modo che volevo, e cioè con intimità, precisione e sobrietà, mi allettava moltissimo. Abbiamo cercato di fare un film il più possibile realistico: due uomini sepolti per 24 ore sotto le macerie di due grattacieli. Cosa tiene in vita una persona? Coasa la fa sopravvivere in quelle circostanze? Probabilmente i due agenti sarebbero morti se non fossero stati in grado di comunicare l'uno con l'altro, o di pensare alle proprie famiglie. Credo che siano sopravvissuti per ragioni squisitamente personali o spirituali”.
    Il regista Oliver Stone

    "La storia di John McLoughlin e Will Jimeno e di tutta la gente che li ha salvati, è solo una delle storie dell'11 settembre, tuttavia riflette gli eventi terribili di quel tragico giorno, in cui tutti si sono messi in gioco per aiutare gli altri. Questo va assolutamente ricordato".
    Il produttore Michael Shamberg

    "L'eroismo presente nella storia è in realtà l'umanità migliore di cui è capace l'essere umano nei momenti più tragici della vita".
    Il produttore Stacey Sher
    (World Trade Center, USA 2006; dramma di storia recente; 125’; Produz.: Paramount Pictures/Double Feature Films/Intermedia Films; Distribuz.: UIP)

    Locandina italiana World Trade Center

    Rating by
    Celluloid Portraits:



    (Comment by PATRIZIA FERRETTI) - “World Trade Center” the day after September 11. Oliver Stone chooses a moving, disturbing “live action” instead of an easier solution, filled with symbols using the story telling of the survivors. The panoramic look and the whole word, even if they start from a particular view, are entrust to pressed images that oozed deep meaning and, as a paradox, even though with pain and suffering, an artistic beauty of a rare sensibility. This impressive, hard-fought look so extremely realistic doesn’t leave room for the overwhelming, apocalyptic tragedy of September 11 without answer or future. Oliver Stone finds, and he shows it to us, the redemption of the humanity. - (Translation by MARTA SBRANA, Canada)
    Trailer

    Titolo in italiano: World Trade Center

    Titolo in lingua originale: World Trade Center

    Anno di produzione: 2006

    Anno di uscita: 2006

    Regia: Oliver Stone

    Sceneggiatura: Andrea Berloff

    Soggetto: Tratto dalla vera storia della tragedia dell'11 settembre, così come raccontata da John McLoughlin, Donna McLoughlin, William e Allison Jimeno.

    Cast: Nicolas Cage (JohnMcLoughlin)
    Michael Peña (Will Jimeno)
    Maggie Gyllenhaal (Allison Jimeno)
    Maria Bello (Donna McLoughlin)
    Stephen Dorff (Scott Strauss)
    Jay Hernandez (Dominick Pezzulo)
    Michael Shannon (Dave Karnes)

    Musica: Craig Armstrong

    Costumi: Michael Dennison

    Scenografia: Jan Roelfs

    Fotografia: Seamus McGarvey

    Scheda film aggiornata al: 02 Febbraio 2015

    Sinossi:

    "L'11 settembre 2001 era una giornata insolitamente calda a New York. Will Jimeno, un agente del Dipartimento di Polizia di Port Authority (PAPD) avrebbe desiderato prendersi un giorno di vacanza per dedicarsi al suo hobby preferito, il tiro con l'arco, ma poi, alla fine, decise di recarsi al lavoro. Il Sergente John Mcloughlin, uno stimato collega da anni in servizio nello stesso reparto, era sveglio da ore, e si accingeva al quotidiano tragitto di un'ora e mezza per raggiungere la città. Entrambi, insieme ai colleghi, erano diretti a Manhattan, proprio come facevano tutti i giorni. Quello però non sarebbe stato un giorno come gli altri.
    Una squadra di primo soccorso del Dipartimento di Polizia di Port Authority partì immediatamente da centro di Manhattan verso il World Trade Center. Cinque uomini, fra cui Mcloughlin e Jimeno si introdussero personalmente all'interno dei grattacieli, restando inevitabilmente intrappolati fra le macerie, dopo il crollo delle torri. Sepolti sotto circa 6 metri di lastre di cemento e lamiere contorte, i due agenti riuscirono miracolosamente a sopravvivere. Nonostante le macerie impedissero loro di vedersi, ognuno sentiva che l'altro era ancora vivo e nelle 12 ore successive McLoughlin e Jimeno si tennero in vita parlando delle loro famiglie, della loro vita nella polizia, delle loro speranze e delle loro delusioni.
    La loro storia è la trama del nuovo film di Oliver Stone World Trade Center.
    Il film racconta anche dell'angosciosa attesa delle loro mogli (Donna McLoughlin, nella sua casa di Goshen, a New York, e Allison Jimeno, a Clifton, nel New Jersey), dei loro figli e dei loro genitori, a loro volta sprofondati nella disperazione, senza la possibilità di ricevere alcun messaggio o infformazione da parte dei loro cari. Il film è anche la cronaca dei temerari tentativi di trarre in salvo i due uomini, da parte di Dave Karnes, un determinato ragioniere del Connecticut, che, forte del suo passato di Marine, quella stessa notte riuscì a localizzare i due agenti, e delle operazioni di soccorso ad opera dei vigili del fuoco, poliziotti e paramedici che, nelle estenuanti 12 ore successive, lavorarono alacremente per riportare Will e John dalle loro famiglie, sani e salvi".

    Dal >Press-Book< di World Trade Center

    Commento critico (a cura di Patrizia Ferretti)

    ’WORLD TRADE CENTER’ ALL’INDOMANI DELL’11 SETTEMBRE. OLIVER STONE SCEGLIE, PRENDENDO LE DISTANZE DA SEMPLICISTICHE SOLUZIONI AD EFFETTO, UNA TOCCANTE, SCONVOLGENTE ‘DIRETTA’, INTRISA DI SIMBOLI, NARRANDO SULLA BASE DELLE TESTIMONIANZE DEI SOPRAVVISSUTI. LA PAROLA E LO SGUARDO GLOBALE, PUR PARTENDO DA UN’OTTICA PARTICOLARE, DI QUESTO DEVASTANTE FALLIMENTO A 360° DEL GENERE UMANO, E’ AFFIDATA A IMMAGINI COMPRESSE CHE TRASUDANO UN’INCOMPARABILE INTENSITA’ DI CONTENUTO E, PARADOSSALMENTE, PUR NEL DOLORE E NELLA SOFFERENZA, UNA NON CERTO VACUA BELLEZZA ARTISTICA DI RARA SENSIBILITA’. QUESTO IMPONENTE, SOFFERTO SGUARDO ESTREMAMENTE REALISTICO, QUANTO SIGNIFICATIVAMENTE ‘VISIONARIO’ E ALLUSIVO, NON LASCIA L’APOCALITTICA, SPIAZZANTE E TRAVOLGENTE CATASTROFE DELL’11 SETTEMBRE SENZA RISPOSTA E SENZA FUTURO. OLIVER STONE VI TROVA, E CE LO MOSTRA, IL RISCATTO DELL’UMANITA’

    Chi si aspetta da questo film una esplicita analisi globale sull’11 settembre rimarrà deluso. Chi si aspetta un edulcorato, lacrimevole spaccato sull’immane tragedia rimarrà deluso. Chi si aspetta un quadro aperto sull’America post 11 settembre

    rimarrà deluso. Chi vorrà rendersi conto visivamente di come siano andate le cose preparandosi ad una personale partecipazione emotiva che non sarà, vi assicuro, una passeggiata, affiancandosi allo sguardo del racconto dei sopravvissuti, e dunque una diretta-indiretta su quel giorno iniziato come tanti, e mai più uno qualunque, non potrà sottrarsi all’impegno di andare a vedere questo film. Deve andare. E deve andarci con il senso del massimo rispetto, non solo ovviamente per le vittime e per i loro congiunti coinvolti in prima persona, ma anche con il pieno rispetto nei confronti del coraggio di una scelta di regia. Oliver Stone ha scelto di ripercorrere quella, purtroppo memorabile, giornata, dal racconto di sopravvissuti, in particolare dei due poliziotti, John McLoughlin e Will Jimeno, qui ricreati più che dignitosamente da Nicolas Cage e da Michael Peña. E andare a vedere il film World Trade Center, oltre ad un dovere morale come

    adesione all’omaggio in memoria ai caduti, così come il film viene proposto, è un must irrinunciabile proprio per i contenuti espressi entro la delimitazione di uno spazio e di una cornice ben precisi, là dove peraltro gli ingredienti per la ricetta completa, a ben vedere, ci sono tutti, sottesi, sospesi, accennati o comunque compresenti anche attraverso silenzi e immagini spiazzanti. Immagini che, seppur catastrofiche, davvero apocalittiche, paradossalmente si impongono all’attenzione per un livello di bellezza artistica, di una resa visiva incomparabili. Immagini rigorose e poeticamente eloquenti dei contenuti reali a cui solo un regista sublime come Oliver Stone può essere capace di dar vita. E non si sta dunque parlando di una bellezza vacua, ma della rara sensibilità di dare la parola, mediante la resa visiva, ad una realtà che può anche assumere un profilo visionario là dove dolore e sofferenza regnano direttamente o indirettamente sovrani. Per dire molto, e

    non si può certo dire tutto, onde evitare il peccato di presunzione, Oliver Stone sembra aver deliberatamente scelto di soffermarsi prioritariamente sul particolare universo dei due poliziotti sopravvissuti, ambientandoli però in contesto riccamente arredato di simboli: singole immagini che comprimono serratamente la reale ampiezza del racconto di riferimento. Tra i numerosi esempi c’è tutta la quotidianità del pre 11 settembre, compressa nei primi piani di oggetti comuni, sovrastati dalla protagonista radio sveglia, nella carrellata di altri primi piani di gesti quotidiani, universali, dei vari ambienti e mezzi di trasporto metropolitani. Insomma, la vita cittadina all’alba di un nuovo giorno. E si prosegue con questo genere di lettura, di decodifica degli avvenimenti: l’ombra di una sagoma aerea per descrivere l’impatto dell’attacco terroristico, la ripresa delle immagini del tragico evento dalle varie trasmissioni televisive, ossia il modo con cui il mondo è venuto in contatto con l’accaduto, i primi piani dei vari

    bambini diventati improvvisamente adulti in un colpo solo davanti alla TV e così via. Potremmo proseguire all’infinito. Nell’intervento televisivo del Presidente degli Stati Uniti Bush poi, ognuno potrà leggere il simbolo che più preferisce.
    Parlano chiaro anche le risalite della macchina da presa dal basso degli inferi della nuova torre di macerie in cui sono intrappolati i due poliziotti, su su verso la superficie aperta fino ad assumere la connotazione di una panoramica aerea: immagini come queste non potrebbero sottolinare meglio la globalità della tragedia. Si parte da due persone perché due hanno avuto la grazia (vedi le visioni cristologiche di Will Jimeno di cui con tutta probabilità deve aver parlato egli stesso nella sua testimonianza) di poter raccontare ciò che migliaia non hanno modo di fare se non per voce loro.
    Se infine qualcuno non trova la risposta a quale sia stato il devastante cambiamento, e non solo del

    popolo americano, all’indomani dell’11 settembre, provi a ricordarsi il silenzio e la sconcertante desolazione delle strade circostanti, trasfigurate, imbiancate dallo sgretolamento immane di una fiumana di tonnellate di detriti, invase da svolazzanti carte, non certo vuote, degli uffici sulle quali padri, madri e figli, avevano faticato per produrre il loro quotidiano lavoro, provi a dar significato a quel pullman che all’inizio del film era carico di gente che andava, e che alla fine viene inquadrato completamente vuoto senza neanche una persona. Se qualcuno cerca una risposta a come possa aver reagito e possa sopravvivere oggi il popolo statunitense (e non solo) all’indomani della devastante forza omicida di un terrorismo affermato su scala planetaria, di cui questo del World Trade Center non è che un emblematico eiceberg, provi a ricordarsi ed imprimersi bene nella mente il volto di Olivia, quella bambina di appena due anni nata sulle ceneri di questo

    indelebile disastro umano, economico, politico, morale, un fallimento del genere umano che, posto sul piano della gente comune, non può trovare altra risposta, unica chance, se non quella di imporre sovrana la vita nuova, malgrado tutto, a qualunque costo. Fiducia in una vita, nella vita, che deve continuare. In quella bambina che volteggia tra le braccia del padre e si dilegua in piena, solare dissolvenza in bianco, sono tutte le risposte del mondo e l’imput per ognuno a dare la propria personale risposta. Se a qualcuno poi non fosse chiaro, dietro tutto questo, così come è stato ampiamente mostrato, troneggia anche un’ulteriore, e non meno importante, risposta corale di solidarietà e coraggio indecifrabili da parte di gente comune che, in quella inimmaginabile circostanza, ha pensato di lasciare per un po’ il proprio lavoro, la propria vita, il proprio ego, per mettere le proprie competenze (mediche o varie di soccorso) al

    servizio del prossimo. In quei frangenti, si è evidentemente capaci di mettere da parte i propri egoismi e sentirsi parte di una comunità, anche in una metropoli come New York, proprio là dove, paradossalmente, individualismo e competizione sono spinti ai massimi livelli.

    Commenti del regista

    Ho ricevuto la sceneggiatura di Andrea Berloff in modo del tutto casuale e ho trovato che fosse una delle migliori che avessi mai letto. La sua semplicità e allo stesso tempo la sua capacità di suscitare profonde emozioni, mi hanno davvero colpito. Racconta in un modo molto particolare le vicende di quel terribile giorno, da un punto di vista molto personale… Tornare a New York e lavorare con le forze dell’ordine mi ha infuso una nuova energia. Tutti si sono fatti in quattro per noi – in particolare Port Authority, che è diventata la nostra base a New York… Trattare l’11 settembre nel modo che volevo, e cioè con intimita’, precisione e sobrietà, mi allettava moltissimo. Abbiamo cercato di fare un film il più possibile realistico: due uomini sepolti per 24 ore sotto le macerie di due grattacieli. Cosa tiene in vita una persona? Cosa la fa sopravvivere in quelle circostanze? Probabilmente i due agenti sarebbero morti se non fossero stati in grado di comunicare l’uno con l’altro, o di pensare alle proprie famiglie. Credo che siano sopravvissuti per ragioni squisitamente personali e spirituali”.

    Altre voci dal set:

    Il Sergente John McLoughlin del Dipartimento di Polizia: “Will (Jimeno) ed io ci sentiamo in debito nei confronti degli uomini che abbiamo perso quel giorno. La nostra storia è diventata quella di tutti coloro che si sono sacrificati per aiutare gli altri. Non ho dubbi rispetto alle intenzioni dei filmaker: sono certo che il loro intento sia solo quello di mostrare onore e rispetto alle vittime dell’11 settembre”.

    Will Jimeno (Dipartimento di Polizia): “Io e John (McLoughlin) siamo gente con i piedi per terra, apparteniamo a normalissime famiglie americane. E molti di questi americani comuni hanno fatto tutto ciò che potevano quel giorno. Sono molto onorato di rappresentarli”.

    Il produttore Michael Shamberg. “La storia di John McLoughline e Will Jimeno e di tutta la gente che li ha salvati, è solo una delle storie dell’11 settembre, tuttavia riflette gli eventi terribili di quel tragico giorno, in cui tutti si sono messi in gioco per aiutare gli altri. Questo va assolutamente ricordato… Ho sempre sentito che la nostra missione era di raccontare una storia fatta di gente vera, come John, Will, Donna e Allison. Perciò abbiamo sentito fortemente la responsabilità di restare il più possibile vicino al vero, per rendere giustizia a chi ha sofferto”.

    Il produttore Stacey Sher: “L’eroismo presente nella storia è in realtà l’umanità migliore di cui è capace l’essere umano nei momenti più tragici della vita”.

    Il produttore Moritz Borman: “La storia di ciò che è accaduto quel giorno è anche la storia della città di New York. Per onestà nei confronti degli eventi e dei newyorkesi abbiamo voluto raccontare il più fedelmente possibile quello che è successo, e questo voleva dire anche effettuare le riprese a New York”.

    Pressbook:

    PRESSBOOK Completo in ITALIANO di WORLD TRADE CENTER

    Links:

    • Oliver Stone (Regista)

    • Nicolas Cage

    • Maggie Gyllenhaal

    • Michael Shannon

    • Michael Peña

    • Maria Bello

    • Stephen Dorff

    • 63a Mostra: Lido di Venezia, 1 settembre 2006 - PRESS CONFERENCE & DINTORNI World Trade Center per la regia di OLIVER STONE (Interviste)

    • X. Festa del Cinema (Roma, 16-24 Ottobre 2015) - Daily: lunedì 19 ottobre - ALLA FESTA ARRIVA THE WALK 3D DI ROBERT ZEMECKIS: SUL RED CARPET PHILIPPE PETIT, IL FUNAMBOLO CHE SORPRESE IL MONDO ATTRAVERSANDO LE TORRI DEL WORLD TRADE CENTER (Speciali)

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    Galleria Video:

    World Trade Center Trailer.mov

    Il giudizio della critica

    The Best of Review

    International Press

    RICERCA E TRADUZIONE DEL SERVIZIO A CURA DI MARTA SBRANA (CANADA)

    By www.cbc.ca: (ORIGINAL AMERICAN VERSION)

    "However, the story of WORLD TRADE CENTER "should have been told right away" said Scott Strauss, a retired New York Police Department officer who was part of the rescue operation in 2001 and is portrayed in the film.
    "It's not about the trade centre collapsing and about the terrorists attacking. It's about how these people made it through that day" said Strauss, who also served as an adviser on the set. "It's all about camaraderie and the love of life".
    The first major theatrical feature dealing with the attacks was UNITED 93, released in April and directed by British filmmaker Paul Greengrass. Before that film, however, there had already been several smaller productions about the attacks, including the made-for-TV movie Flight 93 and the documentary The Flight That Fought Back. Still other projects about Sept. 11 are in the works.
    "It may be too soon for people to watch these films, but I don't think it's too soon for people to make them", said Toronto-based film critic Brian Johnson.
    "That scar in New York will continue to work its way into American film culture".

    DA "www.cbc.ca" (TRADUZIONE ITALIANA)
    Anche se la storia del World Trade Centerdoveva essere raccontata immediatamente” ha detto Scott Strauss, un ufficiale del Departimento di Polizia di New York oramai in pensione che fece parte delle operazione di recupero e salvataggio nel 2001 ed e’ rappresentato nel film.
    Non e’ sullo sgretolamento del Trade Center e l’accatto terroristico, riguarda come le persone trascorsero quel giorno” ha detto Strauss, che e’ stato uno dei consiglieri sul set “Parla del cameratismo e dell’amore per la vita”.
    Il primo film che trattava dell’attacco e’ stato UNITED 93, distribuito nell’aprile 2006 e diretto dal regista inglese Paul Greengrass. Prima di questo film, comunque, c’erano state diverse piccole produzioni riguardanti l’attacco, incluso anche il film fatto per la TV Flight 93 ed il documentario The Flight That Fought Back. Ci sono altri lavori che riguardano l’11 Settembre che sono sempre in progresso.
    Puo’ essere troppo presto per le persone guardare questi film, ma io non credo sia troppo presto per i registi farli questi film” ha detto il critico cinematografico di Toronto Brian Johnson.
    La ferita di New York continuera’ a scavare la sua via nella cultura cinematografica americana”.

    By JAY STONE, Canwest News in "WINDSOR STAR" newspaper, August 09 2006
    VERSIONE ORIGINALE AMERICANA
    "Oliver Stone's World Trade Center is the story of two New York Port Authority policemen who were trapped in the rubble of the collapsed buildings on Sept. 11, 2001. They were pinned under tons of concrete and metal seven metres under the ground. They survived by talking to each other about their lives and families – their reasons for living – and because brave men crawled into what one rescuer called the 'pick up sticks' of unstable rubble to haul them out.
    Those are the fact of the story, a small tale in the middle of a large one: 2749 people died in the collapse of the Twin Towers and only 20 were rescued. World Trade Center is a tribute to the way people in New York came together in the face of tragedy.
    Stone has recreated 9-11 with a precision that makes you see it freshly. The first half-hour is a tour de force. We meet the key characters, including Sgt. John McLoughlin (Nicolas Cage) getting up at 3:30 am, showering, picking up his gun and heading off to work. He’s a Port Authority cop, patrolling the city’s main bus station.
    We see other police arriving as well, mainly Will Jimero (Michael Pena), who is leaving his pregnant wife (Maggie Gyllenhaal) back home in Jersey on his trek to work.
    The attack is told obliquely: the shadow of an airplane on the side of a building, and soon we’re all watching CNN. Firefighters and police rush to the scene; somehow, Stone has combined footage of the burning towers with scenes the city that give us a view of the disaster we’re never seen.
    We enter the building with McLoughlin and his small team, who prepare to head upstairs with oxygen tanks to rescue people. They never make it.
    The rest of the World Trade Center takes place in the dark, shifting rubble as McLoughlin and Jimeno talk to each other and try to stay awake and recall their sunny lives.
    Stone also tours the country for the reactions of angry firefighters and police and an ex-marine named Dave Karnes (Michael Shannon), who declares, “I don’t know if you guys know yet, but this country’s at war”.
    The trip from the hell of the rubble to the smoky sunshine of the shocked city is a trip from the loneliness of death to the bracing generosity of the human heart. It would be a better one if we didn’t feel Stone was orchestrating the journey with such a welter of stirring music, softly lit memories of caring families, and hastily scrawled love notes in the darkness. United 93, the first of the 9-11 movies, gave us an unadorned drama of a doomed airliner in which we know little about the people aboard.
    In World Trade Center Stone presents a close-up story that wears its emotions on its sleeve. Still, it reminds us of something it was difficult to take away from that day: it gives us hope".

    JAY STONE, Canwest News, dal quotidiano "WINDSOR STAR", 09 Agosto 2006
    (TRADUZIONE ITALIANA)
    “World Trade Center” di Oliver Stone e’ la storia di 2 poliziotti di Port Authority in New York che rimangono intrappolati tra le rovine dei palazzi crollati l’11 Settembre 2001. sono rimasti inchiodati sotto tonnellate di cemento e metallo a sette metri sotto il livello stradale. Sono sopravissuti parlandosi l’un l’altro delle loro vite, delle loro famiglie – i loro motivi per vivere – e perche’ uomini coraggiosi gattonano in quello che uno dei soccorritori ha definito 'raccoglitore di stecchi' di rovine instabili da trascinare fuori.
    Questi sono gli avvenimenti della storia, una piccola storia nel mezzo di una enorme: 2749 persone morirono nel crollo delle Twin Tower e soltanto 20 furono salvati. World Trade Center e’ un tributo al modo in cui le persone in New York si unirono di fronte alla tragedia.
    Stone ha ricreato 9-11 con una precisione che lo fa rivivere nuovamente. La prima mezz’ora e’ un tour de force. Incontriamo i personaggi chiave, incluso Sergente John McLoughlin (Nicolas Cage) che si alza alle 3:30, fa la doccia, prende la sua pistola ed esce per andare a lavoro. E’ un poliziotto di Port Authority, pattuglia la stazione principale degli autobus cittadini.
    Vediamo anche altri poliziotti arrivare, principalmente Will Jimeno (Michael Pena), che lascia la moglie incinta (Maggie Gyllenhaal) a casa nello stato di Jersey mentre lui fa il pendolare a lavoro.
    L’attacco e’ raccontato in maniera obliqua: l’ombra di un aereo affiora sul lato di un palazzo, e subito stiamo guardando CNN.
    Vigili del fuoco e poliziotti si precipitano sulla scena; in qualche modo, Stone ha messo insieme immagini degli edifici in fiamme con immagini della citta’ dandoci un’immagine del disastro come non lo abbiamo mai visto.
    Entriamo nell’edificio con McLoughlin ed il suo piccolo gruppo,che si preparano ad andare ai piani di sopra con le bombole d’ossigeno per salvare le persone. Non ce la faranno mai.
    Il resto di World Trade Center si svolge nel buio, tra le rovine che si muovono mentre McLoughlin e Jimeno parlano tra di loro e cercano di rimanere svegli e ricordano le loro vite solari.
    Stone va in giro anche per il paese alla ricerca delle reazione di vigili del fuoco, poliziotti ed un ex-marine Dave Karnes (Michael Shannon) che dichiara “Io non so se voi ragazzi lo sapete gia’, ma questo paese e’ in guerra”.
    Il viaggio dall’inferno delle rovine al sole splendente tra i fumi della citta’ in shock e’ il viaggio dalla solitudine della morte all’abbraccio della generosità del cuore umano. Sarebbe stato anche migliore se non avessimo sentito che Stone stava orchestrando questo viaggio con una musica cosi avvolgente, memorie leggermente illuminate di famiglie che si prendono cura, e note d’amore scarabocchiate con forza nel buio. United 93 il primo dei film riguardanti 9-11, ci ha dato un dramma scarno e disadorno di un volo condannato del quale noi sappiamo pochissimo delle persone a bordo.
    In World Trade Center, Stone presenta un primo piano di una storia che calza le emozioni come guanti. E comunque ci ricorda di un qualcosa che fu difficile togliere a quel giorno: ci da’ speranza".

    RICHARD ROEPER, "CHICAGO SUN-TIMES"
    VERSIONE ORIGINALE AMERICANA
    "Oliver Stone has created one of the most patriotic, pro-American films in recent years – a movie that avoids Bush-bashing and doesn’t offer so much as a whisper of a conspiracy theory. It’s not about politics; it’s about family, friendship and heroes who love their country. John Wayne would have loved this film".

    RICHARD ROEPER, "CHICAGO SUN-TIMES"
    TRADUZIONE ITALIANA
    "Oliver Stone ha creato uno dei film piu’ patriottici, pro-Americani degli ultimi anni - un film che evita il fracassando-Bush e non offre molto ai sussurri di una teoria di cospirazione. Non parla di politica, ma parla di famiglia, amicizia ed eroi che amano il loro paese. John Wayne avrebbe adorato questo film".

    Italian Press

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