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    L'INTERVISTA

    I SEGRETI DI WIND RIVER - INTERVISTA al regista TAYLOR SHERIDAN

    05/04/2018 - I SEGRETI DI WIND RIVER - INTERVISTA al regista TAYLOR SHERIDAN

    Quali eventi hanno ispirato questo film?

    "Penso che sia una sequenza di eventi. Sono storie particolari di ogni riserva e sono state largamente ignorate, e quando mi sono trovato finalmente nella posizione di poter dare a queste storie una voce, l'ho fatto".

    Cosa o chi ha ispirato il personaggio di Jeremy Renner? Cosa ti ha portato a scegliere Jeremy per questo ruolo?

    "Beh, ero molto intrigato dal concetto del superare una tragedia senza mai chiuderla definitivamente ed esplorare quella situazione attraverso un personaggio. Volevo trovare un modo per dare al pubblico una visione reale della sofferenza e della violenza contro le donne, come avviene nella riserva. Per quanto riguarda la scelta di Jeremy, lui è un vero e proprio mix di forza e vulnerabilità. Avevo bisogno di un attore con estrema versatilità che si adattasse al personaggio, e Jeremy lo fa alla perfezione".

    Cosa ti ha portato invece a scegliere Kelsey Asbille e gli altri attori del cast meno conosciuti?

    "Ogni volta che scegli gli attori per un film, cerchi di trovare qualcuno che catturi l'essenza del personaggio che hai creato. Per il personaggio di Natalie volevo qualcuno che avesse una vera forza di spirito. Volevo vedere una combattente e nello stesso tempo volevo rappresentare la speranza, la giovinezza e l'amore. Kelsey è riuscita a coniugare tutto questo. Lo stesso vale per alcuni degli altri personaggi. Tokala Clifford, che interpreta Sam, è cresciuto davvero in una riserva e così anche Martin Sensmeier, che interpreta Chip. È un mondo che conoscevano veramente bene e sono riusciti a costruire in maniera molto precisa quei personaggi".

    Puoi descrivere il tuo processo di ricerca? Come è nata l’idea per la storia del film?

    "Il mio processo di ricerca è nato dal fatto che avevo davvero degli amici nella riserva, sono andato a trovarli e ho ascoltato le loro storie. Ho trascorso molto tempo con le persone del posto e mi sono fatto raccontare vicende da sempre ignorate. Questo è stato il mio processo di ricerca della storia. L'ho vissuta".

    Le comunità dei nativi americani sono state consultate o coinvolte durante la produzione?

    "Sì, avevo inviato la sceneggiatura a entrambe le tribù Arapahoe e Shoshone della riserva di 'I segreti di Wind River' prima di iniziare a girare e mi hanno aiutato moltissimo. Sono venuti sul set e al Sundance. La loro fiducia è stata fondamentale per raccontare questa storia".

    Qual è stato il tuo approccio nella scelta dei nativi americani? Hai lavorato con attori non professionisti o con uomini della riserva?

    "Sì, con alcuni. La donna che ha interpretato Annie, moglie di Martin e madre di Natalie, era una comparsa del film. L'ho conosciuta sul set e stavo parlando con lei di quanto lei e i suoi parenti avessero vissuto delle storie simili. E le ho chiesto: 'Ehi, saresti disposta a fare questo ruolo? Sarà davvero difficile'. E ha detto sì. Non era un'attrice ma ora lo è. Ha fatto un lavoro sensazionale. Sconvolgente".

    Com’è stato lavorare con la tribù dei Tunica-Biloxi della Louisiana?

    "È stato davvero fantastico. Hanno sostenuto il film e lo hanno anche finanziato. Avere il loro appoggio è stato molto importante sia per i produttori sia per me. Si sono fidati di me creativamente e mi hanno sostenuto finanziariamente".

    La tribù Shoshone e la tribù Arapahoe vengono ringraziate nelle note di produzione. Puoi spiegarci il loro contributo al film?

    "Hanno sposato il film. Mi hanno permesso di usare le loro bandiere e i loro simboli tribali senza alcun costo. Mi hanno supportato moltissimo nel portare alla luce questo mondo. E si meritano un
    ringraziamento".

    Quando e perché hai deciso di esplorare la moderna frontiera americana in 'Sicario', 'Hell or High Water' e 'I segreti di Wind River?'


    "La moderna frontiera americana ci dice realmente chi siamo come popolo. Questo è un paese nuovo. Queste sono regioni che abbiamo tracciato di recente e le conseguenze di questo insediamento sono ancora oggi molto presenti. È qualcosa che non è stato mai completamente analizzato nei film, per questo ho voluto spiegarlo".

    Hai detto che 'I segreti di Wind River' completa la trilogia. Li hai scritti nell'ordine in cui sono stati rilasciati al cinema?

    "Si, esatto".

    Cosa ti ha portato ad assumere il ruolo del regista proprio in 'I segreti di Wind River', tra questi tre film?

    "Questo era il film con cui o avrei avuto successo o avrei fallito del tutto. Dovevo essere pienamente responsabile di ciò che questo film comunica e del modo in cui lo fa, per rispetto delle persone di cui parla, i miei amici nativi americani, che hanno vissuto e sofferto i fatti raccontati in questo film. Magari un altro regista avrebbe avuto una visione diversa. Non potevo fidarmi".

    Come descriveresti il tuo approccio registico?

    "Mi piace pensare a me stesso come un regista molto naturalistico. Il realismo è molto importante. Mi sforzo di catturare con precisione il mondo e di assicurarmi che il mondo stesso venga percepito come uno dei personaggi, perché nella nostra vita lo è. Cerco di rendere il paesaggio molto presente nel film, così come lo è nella nostra vita".

    Hai scelto di finire il film con la frase: 'Mentre le statistiche sulle persone scomparse sono definite per ogni segmento della popolazione, non esistono statistiche per le donne native americane. Nessuno sa quante ne siano scomparse'. Come hai scoperto
    questo problema?


    "Ho scoperto il problema trascorrendo del tempo nella riserva e ascoltando questa storia. Per quanto riguarda le statistiche stesse, non ci sono. Non ho trovato nessun tipo di statistica a riguardo. Ho chiamato il Dipartimento di Giustizia. Ho chiamato il CDC. Ho parlato con tutti. È compito dello Stato compilare tali statistiche e lo Stato non ha alcuna autorità sulle riserve, che sono territori federali. Pertanto, non c'è nessuno addetto a farlo".

    Qual è il tuo prossimo progetto? Vedi altre trilogie per il futuro?

    "Ah, non lo so! Farò questa serie televisiva, Yellowstone, per Harvey e ne sono molto entusiasta. Ho un progetto per Netflix, un progetto per Warner e Sony e un paio di altre cose emozionanti che
    arriveranno".

    La redazione


     
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