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    L'INTERVISTA

    WALL STREET - IL DENARO NON DORME MAI di OLIVER STONE - INTERVISTA all'attore MICHAEL DOUGLAS, tratta da WALL STREET COLLECTION (in Blu-Ray HD e DVD dal 23 Febbraio 2011)

    18/02/2011 - MICHAEL DOUGLAS ritorna in WALL STREET: IL DENARO NON DORME MAI, di OLIVER STONE, riprendendo il ruolo/icona di Gordon Gekko, che gli è già valso un premio Oscar.

    Dopo aver scontato una condanna in prigione, il corrotto Gekko torna per iniziare una nuova vita, apparentemente pentito e cambiato. Non è più una forza nel mondo che dominava e vuole fare ammenda nei confronti della figlia che si è allontanata da lui, intepretata da CAREY MULLIGAN, che ironicamente è fidanzata con un giovane operatore di borsa dinamico e di talento, interpretato da SHIA LABEOUF. Gli altri protagonisti di questo film attuale ed emozionante sono JOSH BROLIN, FRANK LANGELLA, SUSAN SARANDON e ELI WALLACH. CHARLIE SHEEN, protagonista del primo Wall Street, torna in un cameo...

    MICHAEL DOUGLAS ci parla del ritorno a Wall Street di Gordon Gekko. Gekko sembra essere cambiato. Ma si dice che il lupo perde il pelo… MICHAEL DOUGLAS era già un attore di successo quando produsse, nel 1975, il film premio Oscar Qualcuno volò sul nido del cuculo, insieme a Saul Zaentz, vincendo gli Oscar come 'Miglior Film', 'Miglior Regia', 'Attore' e 'Attrice Protagonista' e 'Miglior Sceneggiatura'. I molti riconoscimenti di DOUGLAS come attore comprendono l’Oscar per Wall Street, per la regia di Oliver Stone. Il figlio di Kirk e Diana Douglas aveva cominciato la sua carriera a teatro. Nel 1972 aveva interpretato il partner di Karl Malden nella popolare serie televisiva Le Strade Di San Francisco. DOUGLAS è stato successivamente il protagonista di film di successo come Il gioiello del Nilo, Attrazione Fatale, La Guerra dei Roses, Basic Instinct e The Game. Nel 1988 il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha nominato DOUGLAS Messaggero di Pace per l’ONU, e in questa veste l’attore è impegnato per la riduzione delle armi nucleari ed il controllo della diffusione delle armi da fuoco. E’ sposato con l’attrice CATHERINE ZETA-JONES, con cui ha avuto due figli, Dylan e Carys. MICHAEL DOUGLAS ha anche un altro figlio, Cameron, da una relazione precedente.

    Come si sente a tornare nei panni di Gordon Gekko, un’icona del cinema?

    MICHAEL DOUGLAS: "E’ molto positivo: ti fa mantenere tutto nella giusta prospettiva e ti costringe a riguardare indietro nel tempo, fino a 23 anni fa, quando girammo il primo film. 'Wall Street' è stato un film molto importante per la mia carriera. Mi ha fatto vincere un Oscar, e subito dopo è uscito Attrazione Fatale. 'Wall Street' ha cambiato la mia carriera come attore. Prima ero conosciuto più che altro come produttore. Girare 'WALL STREET: IL DENARO NON DORME MAI' e tornare al personaggio di Gordon Gekko è interessante dal punto di vista storico alla luce di quello che è successo economicamente sui mercati mondiali. Ti dà davvero modo di pensare".

    Anche se interpretava un cattivo, molti giovani del mondo della finanza hanno preso Gekko come riferimento. Ne hanno fatto un idolo. E’ stata una sorpresa?

    M. DOUGLAS: "Beh, mi ha sempre stupito che molte persone che hanno visto 'Wall Street' abbiano dichiarato che io (Gekko) sono stato la persona che più li ha influenzati e convinti a dedicarsi a una carriera nel mondo degli investimenti. Dico alla gente: 'ma io sono il cattivo!' e loro mi rispondono 'no, no, no', non la vedono nello stesso modo, quindi penso che il personaggio sia molto seducente e affascinante".

    Ci può spiegare come il suo personaggio è cambiato negli ultimi 20 anni, con la detenzione in carcere?

    M. DOUGLAS: "E’ come la storia del lupo che perde il pelo. Gekko è stato in prigione per otto anni ed ha avuto tempo di riflettere. Adesso che è interdetto dalle operazioni di borsa, dice di avere una prospettiva diversa su tutto. La domanda è se Gordon è davvero cambiato. Dopo gli anni in carcere è una persona diversa? Il mio ruolo, nel film, è convincere il pubblico che un cambiamento c’è stato…".

    Il suo rapporto con Oliver Stone è cambiato durante gli anni?

    M. DOUGLAS: "E’ cambiato perché sono in una posizione diversa rispetto a prima. Adesso tollero i suoi abusi molto meglio (ride). E’ un duro, un regista di talento, ha molto rispetto per gli attori ma è un duro. Penso che il fatto che sia un veterano del Vietnam abbia avuto qualche effetto su di lui e significa che gli piace che le persone stiano nella stessa trincea e lavorino duro come lui. Vuole essere in grado di fidarsi di ognuno all’interno di quella trincea. Nel primo film, probabilmente venivo intimidito più facilmente da Oliver, mentre in questo gli faccio da cassa di risonanza. Penso che io e Josh siamo i soli attori che hanno fatto più di un film con lui e siamo capaci di restituire tutto quello che lui stesso dà. Siamo complementari".

    Sembra interessante…

    M. DOUGLAS: "Lo è. E’ raro che io lavori con lo stesso regista due volte. Ma quando hai lavorato con un regista, capisci le sue dinamiche. Penso di essere cambiato molto, probabilmente ho molta più fiducia ora rispetto a quando mi sono avvicinato al ruolo la prima volta. Ma lui è sempre il solito, vecchio Oliver e può lavorare più a lungo e più intensamente di chiunque altro. Ha ancora un occhio ed un orecchio incredibili. A volte mi fa impazzire per tutto il tempo che ci mette a fare qualsiasi cosa. Ma allo stesso tempo sono stupefatto da tutti i dettagli che vede e da come il suo orecchio è in grado di sentire qualsiasi cosa".

    Qual è stata la sua reazione a quello che è successo sui mercati, ad esempio allo scandalo di Bernie Madoff con lo schema di Ponzi?

    M. DOUGLAS: "Non mi ha molto sorpreso in generale, con l’eccezione di quell’episodio: le sue dimensioni, obiettivi e l’impossibilità ad agire della SEC (la commissione americana per la sicurezza negli scambi) sono stati sbalorditivi. Vedi questo tizio che letteralmente aspetta di essere preso ma non viene mai fermato. Personalmente, conosco un buon numero di persone che hanno perso tutto durante la crisi e la perdita di autostima è terribile. Adesso è molto difficile prendere soldi in prestito da una banca. Dall’altro lato, le banche stanno prendendo i tuoi soldi e chiedono prestiti e fanno enormi investimenti. E’ il fenomeno di banche che diventano invidiose dei fondi di investimento e cominciano a dire: 'beh, perché non possiamo avere gli stessi tipi di guadagno che stanno avendo loro?'. Stiamo vedendo come va a finire. Ovviamente adesso ci sono maggiori restrizioni che sono state imposte".

    Lei è stato colpito dalla crisi, come tutti gli altri?

    M. DOUGLAS: "Oh sì, ho perso un sacco di soldi" (ride).

    Nel primo film, una delle grandi domande era 'quant’è abbastanza?'. Gordon Gekko ha trovato una risposta?

    M. DOUGLAS: "Beh, in questo momento, da quanto ne sappiamo, Gordon non ha nulla: niente soldi perché lo hanno lasciato a secco e non può fare operazioni di borsa, quindi è limitato in qualche modo nella sua arena".

    Ma è uno scrittore di successo adesso?

    M. DOUGLAS: "Sta provando a diventare uno scrittore di successo e vedremo il successo che ha il libro, ma un best seller è ancora molto lontano da quello che faceva e dal potere che aveva prima".

    E’ vero che è più divertente interpretare i cattivi come Gekko (anche se sembra che sia cambiato) piuttosto che i buoni?

    M. DOUGLAS: "Sì, perché come pubblico viviamo indirettamente tramite i cattivi. Loro si comportano in modi su cui noi fantastichiamo soltanto, senza metterli in pratica. Beh, la maggior parte di noi" (ride).

    Ha vinto un Oscar per la sua performance in 'Wall Street'. Qual è il più bel ricordo di quella notte?

    M. DOUGLAS: "E’ stata una grande notte per me, perché era stato difficile per me essere la seconda generazione della mia famiglia ad Hollywood, il figlio di Kirk Douglas sempre nell’ombra di mio padre. Quindi avere finalmente un riconoscimento da parte dei colleghi attori è stato fantastico. Sono stato sopraffatto dalla benevolenza dei colleghi attori. Direi che essere un figlio d’arte rende tutto più facile nel business e rende più facile la tua vita, ma è un po’ più difficile crearsi la propria rilevanza autonoma. Quindi è stato il più bel momento della mia vita da un punto di vista professionale e mi ha permesso di fare un passo avanti e di sentire che ce l’avevo fatta con le mie forze".

    Ha imparato qualcosa tramite questi due film e gli incontri con gli esperti?

    M. DOUGLAS: "Dopo lo shock di quello che è successo più di un anno fa e vedendo quanto si può perdere, direi che sono abbastanza conservatore negli investimenti. E’ una scelta che ha a che fare sia con la mia età che col mercato".

    Aveva idea che Gordon Gekko sarebbe diventato un’icona quando avete girato il primo film?

    M. DOUGLAS: "Non avevo la sensazione che Gekko sarebbe sopravvissuto come una sorta di personaggio archetipo, per rappresentare un intero periodo di cultura e di affari. No, sapevo che era una parte scritta molto bene ma non avevo idea che certe battute come 'l’avidità è buona' sarebbero sopravvissute. Alcune di quelle battute tornano a tormentarmi" (ride).

    Tornando all’influenza di questo personaggio, è stupito nel vedere che Gekko è così popolare dopo tutti questi anni?

    M. DOUGLAS: "Sì. Le persone che lavorano a 'Wall Street' hanno ancora Gordon Gekko come riferimento. E’ una specie di guru. Da quando il film è uscito, penso che sia probabilmente l’immagine con cui le persone mi identificano maggiormente. E’ quello che le persone nominano di più e questo mi meraviglia sempre. Ellen Mirojnick, la costume designer, dovrebbe avere un grande riconoscimento per questo. Lei ha lavorato sulla prima immagine e ha fatto cominciare il trend delle camicie a strisce verticali e delle bretelle che indossavo, e ha curato l’immagine di Gekko anche in questo nuovo 'Wall Street'. 'Wall Street' ha catturato un momento della nostra cultura che è stato molto, molto seducente. E con questo nuovo film vogliamo catturare un momento differente".

    Cosa è davvero cambiato a Wall Street dal primo film ad oggi?

    M. DOUGLAS: "Le proporzioni e le circostanze nel mondo finanziario sono diverse come il giorno e la notte, guardando le statistiche di allora e la corruzione che esisteva in quei tempi. Adesso l’intero business bancario è coinvolto. Sono dei ladri quanto quelli che rubavano sugli hedge funds".

    Quindi non c’è paragone?

    M. DOUGLAS: "I numeri di cui parliamo sono sbalorditivi, così come i sotterfugi e le trappole usate, che sono molto più sofisticate di quelle che esistevano a quei tempi. E’ pauroso il ritmo a cui le cose cambiano. Penso che Oliver abbia fatto davvero un bel lavoro con 'WALL STREET: IL DENARO NON DORME MAI' nel catturare il tipo di intrighi che accadono. E’ quasi come una tragedia greca o un’opera di Shakespeare. Ed abbiamo una rete di relazioni molto complicata tra Shia, che potrebbe essere il mio futuro genero nel film, Josh Brolin, che è il suo mentore e capo e mia figlia, che è interpretata da Carey Mulligan".

    Il personaggio di Shia ricorda Gekko in qualcosa?

    M. DOUGLAS: "Vedo molto di me nel suo personaggio. Era un ragazzo di strada che veniva dal nulla ed aveva una tremenda ambizione. Sai, c’è una ragione per cui è stato scelto per quel ruolo, Shia è un giovane davvero straordinario. Sono rimasto stupefatto quando ho saputo che ha cominciato a recitare a 10 anni, recitava già da protagonista a 11. La sua etica di lavoro è impeccabile. Si è immerso nel film in un modo senza precedenti. Ha cominciato tre mesi prima che arrivassimo. Ed è bravo anche nel mercato finanziario! Inoltre è lui che porta avanti il film, è quasi in ogni scena. Non è come il ruolo di Charlie Sheen nel primo film, che non era così grande, e penso che stia facendo un lavoro da maestro".

    Gekko in questo film può assomigliare a Nouriel Roubini, l’economista che nel 2006 predisse che gli Stati Uniti stavano per affrontare una crisi degli alloggi e, alla fine, una profonda recessione? Roubini mise in guardia contro un disastro incombente, che avrebbe avuto conseguenze globali, e nessuno ascoltò.

    M. DOUGLAS: "Sì. Gekko scrive appunto un libro intitolato “L’avidità è buona?”. La parte principale di questo film è ambientata nel 2008. Gekko è molto pessimista nei confronti del futuro dell’economia. Ovviamente l’ironia è che oggi possiamo conoscere la storia di quello che è accaduto sui mercati mondiali negli ultimi 20 anni, cosa che non potevano sapere nel 1986, quando era tutto rock and roll, divertimento e passione".

    Gekko ha una nuova compagna in questo film?

    M. DOUGLAS: "No. Solo sua figlia, ed è molto concentrato su di lei".

    Ha rivisto il primo film prima di iniziare questo?

    M. DOUGLAS: "No, non rivedo mai i miei film. Adoro fare film e sono stato molto felice di girare questo, ma non mi serve rivederli".

    Ci sono molti fantastici aforismi nel primo film che sono diventate una specie di pietra miliare, come “l’avidità è buona”, “quant’è abbastanza?” e “solo i perdenti vanno a pranzo”. Ci sono altri aforismi del genere anche in questo?

    M. DOUGLAS: "Ce ne sono alcuni molto belli, come “se vuoi un amico, prenditi un cane!” (ride). Alla fine è difficile prevedere cosa verrà ricordato. Dici le battute quando stai girando il film e magari diventano memorabili, ma quando stavamo facendo il primo non mi è capitato di leggere una battuta e dire “oh, questa catturerà il pubblico”, non si può mai sapere".

    Quali sono le tematiche del film?

    M. DOUGLAS: "Beh, adesso è più complicato di una volta. Gordon esce di prigione con un po’ di effetti personali, la sua storia. Ma penso che sia una bella riflessione su quello che sta succedendo adesso. Il film è molto coraggioso nel tirare tutto fuori, ed ha un grande rispetto per il pubblico".

    Chi crede che siano i veri cattivi?

    M. DOUGLAS: "Penso che uno dei problemi principali fosse la visione che ognuno dovesse possedere una casa. Questo ha avuto un ruolo molto importante. L’idea che possedere una casa sia il miglior investimento che tu possa mai fare nella vita è vecchia di qualche anno e, a quanto pare, è la più grande bugia che sia stata detta alla gente. Faresti qualsiasi cosa per comprare una casa e, di conseguenza, la paghi di più di quanto dovresti o di quanto ti potresti permettere".

    Immagino che lei sappia come muoversi nel mondo finanziario, ma che tipo di ricerche ha condotto?

    M. DOUGLAS: "Non sono un esperto, ma quando stavamo facendo delle ricerche per questo film abbiamo incontrato Sam Waksal (ex CEO di ImClone System), che era il compagno di Martha Stewart. E’ stato molto generoso. E’ andato in prigione nel 2003 e ha scontato cinque anni (era stato condannato a sette) e ce ne ha parlato. Abbiamo incontrato un paio di altre persone, ma non sono andato nemmeno vicino al tipo di lavoro che ha fatto Shia. Lui è stato straordinato, ha passato molto tempo prima dell’inizio del film per entrare in questo mondo. Ha addirittura aperto un paio di fondi di investimento in prima persona e posso aggiungere che stanno andando molto bene. Ma ho amici a Wall Street e sono di New York, quindi penso che sia stato più facile per me che conosco, almeno in superficie, come funziona l’ambiente".

    Ha imparato qualcosa di specifico dalle persone con cui ha parlato che potrebbe aver ispirato il suo personaggio?

    M. DOUGLAS: "Sì, che essere in prigione ti dà tempo per pensare. La prima cosa da fare è reagire, poi si ha tempo per pensare. Quindi i tuoi ritmi cambiano. Invece di essere contemporaneamente su molte cose, ti dà un po’ più di tempo per riflettere ed osservare i cicli economici in una prospettiva più ampia. Quindi ti potrebbe rendere più saggio, assolutamente. Ma gli anni in prigione potrebbero essere anni perduti. Tutto dipende da come scegli di viverli".

    LA REDAZIONE

    Nota: Si ringrazia Silvia Rubino (QuattroZeroQuattro)


     
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