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    L'INTERVISTA

    IO, LORO E LARA - INTERVISTA all'attrice LAURA CHIATTI

    04/01/2010 - Laura, questo è un film dichiaratamente comico; come ti sei trovata in questa nuova
    situazione?


    LAURA CHIATTI: "All’inizio ho avuto molti timori, prima di tutto perché sono stata convocata dal mito per eccellenza, Carlo Verdone, ed il fatto di non aver mai interpretato un ruolo dichiaratamente da commedia in precedenza mi dava qualche preoccupazione: a dire il vero io ho iniziato facendo televisione, e ricordo che una delle mie prime esperienze fu appunto una sit-com, nella quale interpretavo il ruolo di una segretaria abbastanza buffa… mi sentivo a mio agio in quei panni, poiché in realtà, nella vita, io sono una persona molto comica, al limite della goffaggine! È pur vero però che è molto difficile portare sullo schermo quello che sei nella vita reale, e quindi avevo sempre il terrore di eccedere, di diventare macchietta. Alla fine mi sono lasciata andare, mi sono abbandonata completamente nelle mani di Carlo che è un grandissimo direttore di attori, ed ho cercato di trovare una via di mezzo, cercando di essere il più possibile spontanea e prendendo anche cose che fanno parte della mia personalità".

    Verdone nei suoi film ha lavorato con alcune delle attrici più importanti del cinema italiano; mancavi solamente tu nel suo carnet.. Ti sei ispirata alle colleghe che ti hanno preceduto o ti sei affidata a te stessa?

    L. CHIATTI: "All’inizio ho cercato di osservarle, però, appunto, avevo il terrore di finire per imitare caratteristiche che erano le loro, ed alla fine ho cercato di seguire una mia linea. Poi con Carlo tutto è molto semplice, perché segue la tua personalità, e da quella cerca poi di cogliere gli aspetti comici che servono alla costruzione del personaggio; e infatti la prima domanda che mi sono posta inizialmente è stata: 'come avrà potuto intuire in me queste corde, visto che appunto non mi ero mai cimentata in ruoli comici?' Non riuscivo a capire cosa lo avesse potuto colpire di me. Ma poi l’ho capito: credo che lui sia uno di quelli che comprende al volo le persone, sa subito chi sei a prescindere dalla conoscenza che ha di te. Questo mi ha fatto molto piacere, perché c’è stato da subito grande feeling a livello umano".

    Il tuo è un personaggio ricchissimo di sfaccettature: si presenta subito con determinate caratteristiche che poi vengono improvvisamente smentite. Come hai affrontato il ruolo?

    L. CHIATTI: "L’ho affrontato in maniera molto spontanea, perché nella realtà sono veramente contraddittoria, e questo personaggio ha delle caratteristiche molto vicine alle mie. Lara mi ha colpito molto, mi ha subito ammaliata. Adoro interpretare ruoli ricchi di sfaccettature, ambigui, e Lara è proprio così; è un personaggio oserei dire pirandelliano, che all’inizio non trasmette né un senso di serenità, né un senso di pacatezza, né un senso di follia; è piuttosto un miscuglio perfetto di tutte queste cose che poi a seconda delle situazioni escono fuori in maniera diversa. Lara è una mina vagante, perché entra all’interno di questa famiglia scombussolandone la quiete - che in realtà non c’è – e andando a peggiorare una situazione già molto ingarbugliata. Quello che mi ha intrigato di lei è questo senso di bipolarità, perché è una ragazza molto sensibile, ma anche incapace di comunicare i suoi veri problemi, che non sono pochi… È un personaggio molto allegro e divertente ma che ha dei risvolti anche negativi".

    Quanti e quali sono i punti di contatto tra te ed il personaggio che interpreti?

    L. CHIATTI: "Tantissimi! La bipolarità prima di tutto; poi Lara è una ragazza molto intensa, molto profonda, che ha patito delle sofferenze vere; la sua personalità è confusa, tormentata, a volte non sa come esprimersi e quindi ci sono momenti in cui diventa proprio un’altra persona. Però fa tutto per uno scopo bello, pulito. E poi è una ragazza comica, con una comicità spontanea, quasi innata, e io nella vita sono così. Direi quindi che sono molti i punti in comune con me. Infatti il mio sogno era di lavorare con Carlo perché credo sia l’unico regista in grado di tirare fuori quel 'qualcosa' che io ho e che finora non avevo potuto ancora esprimere".

    Qual è il rapporto tra Lara e Don Carlo, il sacerdote interpretato da Carlo nel film?

    L. CHIATTI: "Le scene più comiche sono proprio quelle in cui lei tenta di stuzzicare questo sacerdote, a volte con una certa dose di malizia, ma a volte anche perché lo vede quasi come un bambino, molto tenero; lui enfatizza tutte le cose che dice; è fiero persino di avere un iPod… A volte Lara si diverte a prenderlo in giro cercando di metterlo in imbarazzo. Però poi si crea un bel rapporto tra loro e lei inizia a volergli davvero molto bene, perchè capisce la grande bontà di questo 'fratello acquisito', che è anche l’unica persona in grado di comprenderla fino in fondo".

    Lara fa un percorso non scontato: inizia tra le tenebre e finisce nella luce compiendo quasi un percorso di redenzione dall’oscurità alla chiarezza. È così?

    L. CHIATTI: "Si, assolutamente. Diciamo che Lara è un personaggio molto oscuro e ambiguo all’inizio, e non si capisce che tipo di problema possa avere; il pubblico avrà qui la possibilità di dare la propria interpretazione. La sua evoluzione nel corso del film andrà di pari passo con la conoscenza, sempre più profonda, con il personaggio di Carlo; il suo rapporto con lui la aiuterà nel suo percorso di maturazione".

    Quali sono secondo te le cose che ti fanno più ridere di Verdone?

    L. CHIATTI: "La cosa che mi fa più ridere è che proprio nei momenti più drammatici, più duri, anche in termini di stanchezza, lui riesce comunque a tirare fuori delle battute buffe, ad essere allegro, a mantenere un’atmosfera di serenità, cosa non facile, soprattutto per una persona che ricopre il suo ruolo. Carlo è proprio come te lo aspetti, come lo vedi, nella sua dolcezza, nel suo essere a volte quasi spaventato, ed ha un alone di grandissima dolcezza. Mi sono affezionata moltissimo a lui e spero di averglielo dimostrato. Anche perché non mi sono mai impegnata così tanto nel mio lavoro come in questo film, proprio per la gioia di lavorare, perché ti dà una grande carica e una forza, un’energia, che è fondamentale per interpretare un ruolo anche molto difficile".

    In questo film ti vediamo mora, ma tu come ti preferisci?

    L. CHIATTI: "In realtà io sono mora, ma dopo l’esperienza di 'Ho voglia di te' nel quale il regista (Luis Prieto) aveva deciso di lasciarmi i capelli del loro colore naturale, mi ero detta: 'Mai più mora'. Ma quando mi ha chiamata Verdone mi sono detta: 'Pure verde, se serve!'. Credo comunque che per questo personaggio, e per dare l’impressione di una ragazza
    semplice, l’immagine con i capelli scuri fosse quella giusta. Anche se oramai mi sono quasi abituata a questo look, non vedo l’ora di tornare bionda, perché a dispetto della mia natura, mi sento bionda dentro!".

    In questo film non si può fare a meno di celebrare anche la tua bellezza; ci sono un paio di scene come dire… , un po’ piccanti?

    L. CHIATTI: "Effettivamente c’è una scena in cui Carlo entra nella mia stanza per portarmi una camomilla sorprendendomi addormentata quasi nuda nel letto. E lì il sacerdote ha un attimo di… smarrimento. Oppure la scena in cui Carlo mi 'becca' mentre sono collegata ad una webcam, agghindata in look sadomaso… Sono scene piccanti, ma anche molto comiche, perché poi lei indossa questa parrucca fucsia, i leggings in lattice, si spalma una crema facendo delle facce anche abbastanza verdoniane… è sensuale, ma fa anche molto ridere, secondo me. Anche nella vita ho questa difficoltà, sono una persona goffa, che dà un’immagine di sé completamente differente dalla realtà: posso sembrare una che dorme in guêpière, quando in realtà uso il pigiamone di 'Hello Kitty', o di 'Snoopy'. Quindi mi riesce difficile interpretare la vamp, anche se poi, quando c’è un bravissimo regista, riesci a fare qualunque cosa".

    Dal >Press-Book< di Io, loro e Lara


     
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