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    Home Page > Ritratti in Celluloide > L'intervista > NO PROBLEM - INTERVISTA al regista e attore VINCENZO SALEMME, e agli attori SERGIO RUBINI e GIORGIO PANARIELLO (A cura dell'inviato DANIELE CATENA)

    L'INTERVISTA

    NO PROBLEM - INTERVISTA al regista e attore VINCENZO SALEMME, e agli attori SERGIO RUBINI e GIORGIO PANARIELLO (A cura dell'inviato DANIELE CATENA)

    09/10/2008 - 07.10.2008 – ROMA. Al multisala Adriano è stata presentata la nuova commedia targata Medusa di Vincenzo Salemme, No Problem. Il regista, il sempre bravo Sergio Rubini e Giorgio Panariello hanno divertito la stampa creando piccole gag, forse più divertenti del film stesso.

    Sig. Salemme, lei ha deciso incentrare nel film la passione per i vini ed il fanatismo televisivo. Come mai ha optato per questa particolare scelta?

    VINCENZO SALEMME: “Ho deciso di inserire l’ambientazione delle sale di degustazione perché ora va molto di moda. Vedi tante persone che bevono un vino e dicono che è ben strutturato e che ha un gusto particolare, ma alla fine nessuno ci capisce niente. Ho unito questo al mondo della TV. Quella che ho fatto non è una critica ma ho mostrato cosa può causare il successo televisivo. Credo che questo successo sia molto rischioso averlo se non si ha un vero talento”.

    Sig. Rubini, lei interpreta un manager ignorante che cerca il successo del suo cliente ad ogni costo. Si è ispirato a qualcuno in particolare?

    SERGIO RUBINI: “No, non mi sono ispirato a nessuno. Volevo solo lasciarmi andare al mondo di Vincenzo. Volevo proprio lavorare con lui e quando l’ho detto Salemme non ci credeva. Ma io davvero volevo lasciarmi andare perché ho potuto vedere i suoi lavori a teatro, ed a cinema, ed anche io ho la sua stessa formazione. Per questi motivi mi sono divertito molto cercando di seguire le sue direttive”.

    Adesso vorrei porgere una domanda a Panariello, terzo uomo del film. A Venezia i Coen hanno detto che si sono ispirati a lei ed a Chiambretti per un loro personaggio fuori di testa. Ma lei ha interpretato tantissimi ruoli borderline. I registi pensano che tu possa interpretare solo personaggi con problemi mentali?

    GIORGIO PANARIELLO: “Mi sa che mi vedono come un idiota. Neanche faccio più i casting ormai. Loro pensano “C’è il ruolo di un idiota? Prendiamo Panariello” (Nella sala si comincia a ridere). No, in realtà è molto difficile recitare il ruolo di un uomo con problemi di mente perché con un piccolo passo falso si scade nella macchietta. Ma io ringrazio tutti per avermi dato la possibilità di recitare il ruolo di personaggi idioti e fuori di testa”.

    Può un ruolo modificare la vita reale dell’attore come accade nel film e può, invece, la vita privata di un attore obbligare ad interpretare solo ruoli drammatici o comici?

    V. SALEMME: “No, non succede. Altrimenti è segno che tocca andare dallo psichiatra. Per la tipologia del ruolo succede che magari una volta fai il cattivo e poi il distacco da questo tipo di ruolo si fa complicato. È difficile ritornare a fare il buffo ma un attore deve riuscire ad interpretare tutto. Sordi, per esempio, non era un comico, ma solo un bravo attore”.

    S. RUBINI: “Gli attori che hanno qualche problema di identità, per esempio, magari recitano un ruolo che funziona e poi rimane attaccato come una maschera. Non è una cosa pirandelliana, ma fa parte del gioco”.

    Il film è recitato tutto da attori provenienti di teatro. È una specie di passo indietro, ma lei, sig. Salemme, perché ha optato per questa scelta? Ha qualcosa a che fare con la sua polemica sulla bassa qualità delle fiction?

    V. SALEMME: “L’attore bravo a teatro è bravo al cinema ed anche in TV. È bravo sempre. Io cerco di scegliere sempre e solo bravi attori che abbiano fatto teatro perché recitano in modo più reale. Questo è il mio gusto. Le fiction, invece, sono tante e non c’è sempre il modo di trovare molti attori bravi”.

    Tra lei, Panariello e Rubini si nota una particolare sinergia in tutto il film.

    V. SALEMME: “Con Giorgio ho ripetuto in questo film l’esperienza di recitare insieme e mi sono trovato benissimo. Mentre tra me e Rubini ha funzionato in modo diverso. Quasi non riuscivamo a recitare. Ogni volta lui cominciava a ridere all’inizio delle scene da girare insieme”.

    S. RUBINI: “Però nel film si vede che ride sempre lui”.

    V. SALEMME: “Eh, ma t’ho tagliato tantissimo. Io non mi potevo tagliare!”.

    Sig. Panariello, è in sala con questo film, presto ne girerà uno nuovo ed è in vendita il suo libro. A proposito di questo ultimo progetto, si nota la sua passione per gli animali. Anche nel film c’è una foto di lei con il suo cane.

    G. PANARIELLO: “Il libro è un vecchio progetto. Ci ho messo davvero tanto a scriverlo ed è molto semplice. Non voglio essere il nuovo Faletti. Voglio tranquillizzare i lettori. Il libro è legato ha un’iniziativa animalista. Questa estate ho messo insieme le quattro associazioni, che normalmente sono molto litigiose le une con le altre, ed insieme, con l’aiuto del libro, cercheremo di costruire un ospedale per animali”.

    Sig. Rubini, con il tempo il suo stile è cambiato molto. Ora la sua immagine appare più ricercata e con il successo sono aumentate le sue le sue avventure amorose?

    S. RUBINI: “Ma che domanda è? (Rubini è in evidente imbarazzo). Stile? Che poi questo (riferendosi a Salemme) mi ha detto che oggi sembro vestito da prete. In realtà gli attori hanno un privilegio perché ti regalano i vestiti. E le ammiratrici comunque non c’erano prima e non ci sono neanche adesso con questo nuovo look. Ma che vuoi che ti dica, sono molto in imbarazzo ora”.

    Siete mai scesi a compromessi per il successo? Quale compromesso accettereste?

    G. PANARIELLO: “Se c’è da fare compromessi fisici non c’è problema!”

    V. SALEMME: “Io vorrei che rispondesse Rubini con quest’aria da intellettuale”.

    S. RUNIBI: “Io li farei tutti i compromessi, ma per formazione non ho il carattere giusto. Gassman un giorno mi disse che nel nostro campo le raccomandazioni non esistono ed è vero. Mentre le attrici…”.

    V. SALEMME: “E che tu sei regista…”

    S. RUBINI: “Ma io non sono un’attrice”.

    G. PANARIELLO: “Beh, ma dai, i compromessi si fanno ma nel senso che se uno ti impone qualcosa si cerca una via di mezzo. Io non sono mai sceso a compromessi, però lui (riferendosi a Salemme) ha tentato di provarci con me, ma a me non piace”.

    V. SALEMME: “Non è vero. A me piace Rubini”.

    G. PANARIELLO: “E’ che lui è più elegante. Ha look!”

    Ormai la conferenza è completamente degenerata e battute su battute fanno fermare la penna che non è veloce abbastanza per scrivere tutto. Ma con un trio comico come Salemme, Rubini e Panariello c’era da aspettarselo.


     
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