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    Home Page > Movies & DVD > Match Point

    WOODY ALLEN dirige SCARLETT JOHANSSON e JONATHAN RHYS MEYERS in 'MATCH POINT'

    Colui che ha detto ‘Preferirei essere fortunato piuttosto che buono’ aveva capito tutto della vita. Le persone non vogliono accettare il fatto che gran parte della nostra vita dipende dalla fortuna. E’ spaventoso pensare quante siano le cose che sfuggono al nostro controllo. Ci sono momenti, in una partita di tennis, in cui la palla colpisce la parte alta della rete e per una frazione di secondo non sappiamo se la supererà o se cadrà indietro. Con un pizzico di fortuna, la palla supera la rete e vinciamo la partita ma senza fortuna ricadrà indietro e perderemo”.
    IL regista Woody Allen

    (Match Point, USA 2006; Noir; Durata: 124’; Produz.: BBC Films/Thema Production SA/ Produzione Jada; Distribuz.: Medusa Film)

    Locandina italiana Match Point

    Rating by
    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: Match Point

    Titolo in lingua originale: Match Point

    Anno di produzione: 2006

    Anno di uscita: 2006

    Regia: Woody Allen

    Sceneggiatura: Woody Allen

    Soggetto: Woody Allen

    Cast: Scarlett Johansson (Nola Rice)
    Jonathan Rhys Meyers (Chris Wilton)
    Emily Mortimer (Chloe Hewett Wilton)
    Matthew Goode (Tom Hewett)
    Penelope Wilton (Eleonor Hewett)
    Brian Cox (Alec Hewett)
    Ewen Bremner (Ispettore Dowd)
    James Nesbitt (Detective Banner)
    Rupert Penry-Jones (Henry)

    Musica: Canzoni varie di autori diversi (Georges Bizet; Gaetano Donizetti; Carlos Gomes; Andrew Lloyd Webber) e brani di musica classica tra cui di Gioacchino Rossini e, più diffusamente, di Giuseppe Verdi (da Otello; Rigoletto; Il trovatore;

    Costumi: Jill Taylor

    Scenografia: Jim Clay

    Fotografia: Remi Adefarasin B. S. C.

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    E’ la storia della scalata sociale di un giovane uomo e delle terribili conseguenze della sua ambizione. Il protagonista è diviso tra due donne, e non trovando una via d’uscita, ricorre ad un’azione estrema. In sottofondo, il mondo dell’alta borghesia inglese, con Nola (Scarlett Johansson), la bella ragazza americana che a tutti i costi vuole diventare un’attrice a Londra e che irrompe nel bel mezzo del vincolo coniugale che lega Chris (Jonathan Rhys Meyers), giovane insegnante di tennis professionista, alla ricca e viziata Chloe (Emily Mortimer). Lo snob e raffinato Tom (Matthew Goode), il ricco proprietario terriero inglese, fratello di Chloe, darà il via ad una serie di tragici eventi …

    Commento critico (a cura di Patrizia Ferretti)

    CONCENTRATO QUESTA VOLTA SOLO SULLA REGIA, WOODY ALLEN DA’ IL MEGLIO DI SE’ IN UN FILM MELODRAMMATICO DI STAMPO CHECOVIANO, APPENA SFIORATO DA UNO HUMOUR NERO. UNA INTENSA PARENTESI SULL’INELUTTABILITA’ DEL DESTINO, PRIMA DEL PROGRAMMATO RITORNO ALLA COMMEDIA. QUANTO BASTA A SOTTOSCRIVERE IL BEN NOTO TALENTO ALLENIANO AL DI SOPRA DI UN SOLO GENERE CINEMATOGRAFICO CHE, D’ALTRA PARTE, HA FINO AD OGGI COSTITUITO LA NOTA DOMINANTE DELLA SUA COSPICUA CARRIERA IN CELLULOIDE A TRIPLA AZIONE: COME ATTORE, REGISTA E SCRITTORE/SCENEGGIATORE. LA PROFONDA CONOSCENZA ACQUISITA NEL SETTORE HA ALTRESI’ AFFINATO IN LUI UN FIUTO IMPAREGGIABILE COME SCOPRITORE DI GIOVANI TALENTI, PARTICOLARMENTE VERSATI AL RUOLO DI ‘LEADING STAR’. E’ SICURAMENTE IL CASO DI SCARLETT JOHANSSON, QUASI UNA NEO MARILYN, LANGUIDAMENTE SENSUALE E TRISTE, SUA NUOVA MUSA ISPIRATRICE, DEGNAMENTE SOSTENUTA, ALMENO IN ‘MATCH POINT’, DAL COPROTAGONISTA JONATHAN RHYS MEYERS.

    I titoli di testa scorrono sulle note di un pezzo di musica classica inframezzato dal

    cigolìo tipico di un vecchio grammofono, prima di aprire su una sequenza-chiave a proposito dell’essenza della vita e del messaggio del film, appuntato metaforicamente sulla rete di un campo da tennis e sul percorso di una pallina che, esaltato dal ralenti, sfuma presto su un fermo immagine che la blocca esattamente sul filo della rete stessa. La voce fuori campo sottolinea come la riuscita personale di ognuno nella vita sia affidata alla fortuna. La pallina sospesa sopra la rete cattura l’attimo cui è affidato il destino, di vittoria o di sconfitta, a seconda della parte dove andrà a cadere: un millesimo di frazione di spinta in più o in meno farà la differenza. Una persona può giocare al top dei top, ma senza quel pizzico di buon vento dalla propria, sarà tutto inutile, così come, viceversa, una tecnica di gioco mediocre, con la fortuna a favore può risultare vincente. Come

    dire, l’enunciato prima della sua dimostrazione, effettuata con precisione chirurgica e suspense tagliente, man mano che gradualmente avanza lo svolgimento di Match Point, storia di ambizioni professionali, passioni amorose, tra trasgressione e convenzione, scelte di convenienza, sul filo del pericolo, con la conseguente perdita di una coscienza morale, ovvero di se stessi. A vantaggio di che cosa? Il premio partita è il proprio oggettivo tornaconto. E alla fine, malgrado inevitabili cadute che a tutta prima sembrano portare il protagonista alla rovina, il macabro azzardo risulterà pienamente riuscito proprio grazie al buon occhio della fortuna. E’ evidente che la buona sorte in questo caso nulla ha a che vedere con giustizia e meriti personali. Ed è questa dunque la visione cinico-sarcastica con cui Woody Allen legge alcuni spaccati esistenziali che, non a caso, ha scelto di ambientare, per la prima volta nella sua carriera, a Londra piuttosto che a New York.

    Un habitat per sua natura meno solare, più oscuramente ambiguo e carico di ombre, dove la pioggia diventa spesso testimone oculare di tormenti interiori, illecite passioni, nonchè azioni terrificanti. E’ su questo sfondo che si intrecciano, si annodano, in un complesso percorso che contempla frequenti binari di scambio, i destini di quattro giovani, e non solo. Per quanto non sia ormai una novità, Scarlett Johansson stratifica alla perfezione il suo nevrotico personaggio che, per certi versi, sembrerebbe aver qualche lontana affinità con la Carolyn Polhemus (Greta Scacchi) del Presunto Innocente di Alan Pakula. Come la Polehmus (Scacchi), anche Nola Rice (Scarlett Johansson) “porta guai”, guai che - è così per entrambe - sia pure in diverso modo, si ritorcono su di loro con il costo della vita stessa. Donne giovani, con già un matrimonio naufragato alle spalle, affascinanti e intriganti, con ambizioni professionali in qualche modo frustrate: la Polhemus voleva

    arrivare più in alto nella carriera di avvocato e giocava cinicamente ogni carta, la propria sensualità in testa, a vantaggio del proprio obiettivo, la Rice (Johansson) aspirante attrice che non riesce assolutamente a decollare e non vuole darsi per vinta, si atteggia a diva nella vita di tutti i giorni, non disdegnando di esibire una provocante sensualità e frequenta l’alta borghesia inglese tramite il fidanzato, prima di essere mollata e presa di mira dal potenziale cognato Chris Wilton (Jonathan Rhys Meyers). E con questo prezioso registro come fonte di ispirazione, la m.d.p. di Allen non si lascia certo sfuggire l’occasione di insistere con tutta calma sui primissimi piani della Johansson, maturata professionalmente con questo personaggio sofisticato e tanto sensuale da essere tentati di eleggerla la Marilyn del terzo millennio. Sensualità e falsa spavalderia che nascondono un’anima addolorata, insicura e, soprattutto, infelice (non è un caso che gli amici ne parlino

    come di “nostra signora della bottiglia”). Il ‘match’ nasce e si sviluppa su una tessitura di sguardi di intesa, ripetuti tradimenti e un labirinto di bugie che, alla fine, invece di punire il fautore delle nefandezze commesse al fine di non perdere certe, come dire, priorità acquisite, il destino decide di conferirgli un premio sanatorio. E questo malgrado la voce della coscienza che si materializza proiettando sullo schermo, sui passi finali, un dialogo immaginato, o meglio, sognato a occhi aperti dal protagonista, con l’amante Nola e la malcapitata vicina di casa, passate prematuramente a miglior vita per mano sua. Infine, le verità che si intravedono nei sogni (anche il detective ha la rivelazione della natura reale delle cose in sogno) o i rigurgiti di coscienza che sembrano preannunciare una qualche aspettativa di giustizia, sfumano sulle onde di un destino che sembra aver stabilito diversamente. Così è la vita e così

    va il mondo… ma, per fortuna o grazie a Dio, se si preferisce, non sempre. Qualche volta, nella vita reale, va anche diversamente e chi deraglia, paga, com’è giusto che sia!

    Commenti del regista

    A proposito della città di Londra: “Londra ha dei meravigliosi cieli grigi, coperti, la temperatura è fresca e la luce piatta produce una saturazione dei colori che arricchisce e rende magnifica la fotografia”.

    A proposito dell’interprete femminile protagonista ‘Scarlett Johansson’: “E’ assolutamente irresistibile, ha una personalità meravigliosa, ed è un’attrice straordinaria. E’ difficile credere che sia così giovane perché come attrice è molto matura ed è una persona molto sofisticata… Il suo primo giorno di riprese è arrivata sul set dopo aver viaggiato tutta la notte e ha iniziato da una delle scene più difficili, nella quale ha una conversazione piuttosto forte dal punto di vista emotivo con Jonathan Rhys Meyers ed è stata grande sin dall’inizio”.

    Commenti dei protagonisti:

    Scarlett Johansson (Nola Rice): “Nola è una persona molto particolare e totalmente nevrotica. Anche se ha solo vent’anni ha un lungo e profondo vissuto alle spalle e di conseguenza è bisognosa, sensibile e la definirei una sopravvissuta”.

    Emily Mortimer (Chloe Hewett Wilton): “… la vita può essere divertente e spaventosa al tempo stesso e… Woody Allen è un vero maestro nell’osservare le persone. L’analisi psicologica dei personaggi è molto acuta soprattutto quando analizza i comportamenti delle persone che si ripetono quando ci si trova nelle stesse situazioni, da che uomo è uomo… per esempio quando ci si innamora della persona sbagliata”.

    Matthew Goode (Tom Hewett): “Direi che la morale del film è che con un pizzico di fortuna è possibile ottenere ciò che vogliamo ma se facciamo le scelte sbagliate non saremo mai felici… e i soldi e tutte le altre cose non sempre bastano a risolvere i nostri problemi”.

    Brian Cox (Alec Hewett): “Diciamo che (Woody Allen) ti lascia lavorare senza interferire e questa è una grandissima qualità per un regista. Ha scritto lui la sceneggiatura, sa esattamente cosa vuole da te e cosa vuole che tu faccia e quindi non si perde in chiacchiere inutili, parlando di motivazioni o cose simili perché non ce n’è bisogno. Si aspetta da te che tu faccia il tuo lavoro, che faccia i compiti a casa, che studi bene la parte, che conosca le battute ma che sia anche pronto ad improvvisare se è necessario… è una maniera di lavorare che mi piace molto”.

    Penelope Wilton (Eleonor Hewett): “… Il suo (di Woody Allen) senso dell’umorismo e la sua capacità narrativa sono brillanti, perché parla di cose che succedono a tutti noi, non si lascia andare a giudizi morali e come tutti i grandi artisti ti dà degli spunti sui quali poi riflettere… E’ un regista che non interferisce con il tuo lavoro ma che ti lascia fare. Se ti ha proposto un ruolo è chiaro che è convinto che tu ne sia all’altezza e quindi non si intromette nella tua recitazione. A volte ti dice qualcosa sul modo di pronunciare una battuta ma è sempre molto diretto perché fondamentalmente ha fiducia negli attori”.

    Altre voci dal set:

    La costumista Jill Taylor: “Non si tratta di un look stilizzato, ma volevamo ottenere qualcosa che fosse credibile e reale e che fosse in linea con lo stile di vita de personaggi… Ho intervistato tante persone e ho parlato del loro guardaroba per capire il genere di abiti e di accessori che indossano per occasioni particolari… Il suo (di Penelope Wilton) personaggio è calmo e alla mano, e questo si deve riflettere anche negli abiti che indossa così come Emily Mortimer ha messo la sua individualità nella maniera di abbinare gli abiti e gli accessori”.

    Links:

    • Woody Allen (Regista)

    • Scarlett Johansson

    • Brian Cox

    • Emily Mortimer

    • Matthew Goode

    • MISSION IMPOSSIBLE III ('M:I:III') di J. J. ABRAMS - PRESS CONFERENCE in ANTEPRIMA MONDIALE: 24 aprile 2006 - ROMA, Palazzo Colonna (Interviste)

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