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    Home Page > Movies & DVD > La figlia oscura

    LA FIGLIA OSCURA

    Da Venezia 78. - Esordio alla regia di Maggie Gyllenhaal - RECENSIONE in ANTEPRIMA - Da Marzo

    "Trovo che sia una storia con cui è veramente facile identificarsi, racconta delle verità segrete dell'esperienza femminile nel mondo, volevo farne un film da vedere con le proprie madri... Spesso noi donne veniamo rappresentate come una versione di fantasia di noi stesse, dentro di noi c'è invece tantissima diversità. In questo film vi facciamo conoscere una donna che ha abbandonato i propri figli, una cosa terribile, ma proviamo comunque a farvi provare empatia e compassione nei suoi confronti... Ho cercato l'essenza della storia scritta dalla Ferrante, pagina dopo pagina, scena dopo scena, inizialmente ho seguito molto la struttura del libro, poi me ne sono preoccupata meno. Io ed Elena Ferrante ci siamo scambiate alcune mail... ma non chiedetemi chi è, perché non ne ho idea!... Elena Ferrante è stata subito molto contenta che adattassimo il suo libro, ma ha voluto la conferma che lo facessi io. Quando ha poi letto la sceneggiatura ci ha supportato moltissimo, anche se ci ha fatto togliere alcune cose, sopratutto una scena di sesso con Olivia"
    La regista e sceneggiatrice Maggie Gyllenhaal

    (The Lost Daughter; USA/ISRAELE/REGNO UNITO/GRECIA 2021; drammatico; 121'; Produz.: Endeavor Content, Faliro House Productions, Pie Films, Samuel Marshall Productions; Distribuz.: BIM Distribuzione)

    Locandina italiana La figlia oscura

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    Titolo in italiano: La figlia oscura

    Titolo in lingua originale: The Lost Daughter

    Anno di produzione: 2021

    Anno di uscita: 2022

    Regia: Maggie Gyllenhaal

    Sceneggiatura: Maggie Gyllenhaal

    Soggetto: Il film è tratto dal romanzo La figlia oscura (2006) di Elena Ferrante edito in Italia da E/O.

    Cast: Olivia Colman (Leda Caruso)
    Jessie Buckley (Leda da giovane)
    Dakota Johnson (Nina)
    Peter Sarsgaard (Professor Hardy)
    Paul Mescal (Will)
    Oliver Jackson-Cohen (Toni)
    Ed Harris (Lyle)
    Dagmara Dominczyk (Callie)
    Alba Rohrwacher (Escursionista)
    Nikos Poursanidis (Escursionista)
    Jack Farthing (Joe)
    Robyn Elwell (Bianca)
    Ellie Mae Blake (Martha)
    Panos Koronis (Vassili)
    Alexandros Mylonas (Professor Cole)

    Costumi: Edward K. Gibbon

    Scenografia: Inbal Weinberg

    Fotografia: Hélène Louvart

    Effetti Speciali: Solon Giannoutsos

    Makeup: Katerina Varthalitou

    Casting: Kahleen Crawford

    Scheda film aggiornata al: 25 Gennaio 2022

    Sinossi:

    Leda è una professoressa di anglistica di quarantotto anni che decide di trascorrere le vacanze estive sulla costa ionica. Le figlie ventenni, Bianca e Marta, sono in Canada con l'ex marito Gianni, così Leda è libera di passare del tempo da sola. Dopo aver preso in affitto un piccolo attico con vista mare, la donna si reca in spiaggia e comincia la sua vacanza. Già il primo giorno nota una giovane madre con la figlioletta e le due colpiscono Leda non solo perché sono decisamente più fini del resto della loro rozza famiglia, ma anche perché vede in loro echi del proprio passato.

    Con il passare dei giorni, Leda continua ad osservare la famiglia napoletana, ne apprende le dinamiche e scopre i nomi della giovane madre e della bambina: Nina ed Elena. La fascinazione di Leda per la coppia la spinge a scoprire sempre più su di loro, anche grazie al giovane bagnino Gino. Durante il fine settimana, la famiglia si amplia con l'arrivo di altri parenti, tra cui il marito di Nina, un uomo più grande e meno fine per cui Leda prova un'istantanea repulsione. Mentre impazza il gioioso chiasso della spiaggia, Leda si accorge che Nina cerca disperatamente Elena e la professoressa ricorda un episodio simile della propria giovinezza, quando aveva smarrito la figlia in spiaggia. Mossa a compassione, Leda si mette in cerca di Elena e finisce per ritrovarla e riportarla alla famiglia. Trova anche la bambola della bambina e, senza sapere il perché, la nasconde nella borsa e la porta via con sé.

    Leda è decisa a restituire la bambola il giorno dopo, ma il cattivo tempo la costringe a posticipare i piani e rimandare il ritorno in spiaggia. Mentre gira per la cittadina, la donna si reca in un negozio di giocattoli per comprare dei vestitini per la bambola; qui incontra Nina, Elena e Rosaria (la cognata della giovane mamma), che la ringraziano per aver ritrovato la piccola il giorno prima e le raccontano che la bambina è isterica da quando non riesce più a trovare la bambola. Leda non confessa di avere lei la bambola e mentre parla di maternità con Nina e Rosaria ammette con sua stessa sorpresa di aver abbandonato le proprie figlie per tre anni durante l'infanzia. Rosaria e Nina restano turbate dalla notizia e si allontanano frettolosamente.

    Decisa a riconsegnare la bambola, Leda chiama il numero su un volantino affisso dalla famiglia di Elena per ritrovare il giocattolo e a risponderle è proprio Nina, che la protagonista sorprende in un momento intimo con Gino. Nei giorni seguenti, in cui continua a non restituire la bambola, Leda finisce per comprendere che la sua fascinazione per Nina nasce soprattutto dal suo riconoscersi in lei. Così come Nina, anche Leda è stata una madre giovane e talentuosa intrappolata in una situazione claustrofobica e snervante, da cui era poi fuggita quando le figlie erano ancora piccole per dedicarsi alla carriera accademica e a una relazione con uno stimato professore inglese. Era tornata dalle figlie solo tre anni più tardi e da allora aveva faticosamente ricostruito un rapporto con loro.

    Gino chiede a Leda di poter usare la sua casa per un incontro segreto con Nina e la donna gli risponde di dire a Nina di chiederlo direttamente a lei. Nina si mette in contatto con Leda, che la invita a casa. Leda prova a spronarla a tornare a studiare, a lasciare il marito e a fare come lei, ma per Nina il comportamento di Leda è chiaramente quello di una madre snaturata. Leda comunque accetta di lasciarle le chiavi dell'appartamento e le restituisce anche il giocattolo. Nina reagisce violentemente alla scoperta che Leda ha tenuto la bambola per tutto questo tempo pur sapendo quanto Elena soffrisse senza di lei, la insulta e la punge con uno spillone che Leda stessa le aveva donato. Rimasta sola, Leda prepara i bagagli e decide di tornare a Firenze, ma prima di uscire dalla casa riceve una telefonata dalle figlie.

    Short Synopsis:

    A woman's beach vacation takes a dark turn when she begins to confront the troubles of her past.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Dal best seller di Elena Ferrante al debutto alla regia di Maggie Gyllenhaal, The Lost Daughter - La figlia perduta nel titolo italiano, letteralmente La figlia perduta - è una storia sconcertante su un personaggio sconcertato. Potrebbe risultare un aggettivo esagerato con un’anima di giudizio morale ma non è così. Ovvio che potrebbe esserlo, in caso cadessimo nel tranello nel provare a trasferire la stessa su un personaggio maschile. Sarebbe più semplice e giustificato? Forse si, forse no. Che si pensa, a prescindere, all’idea che un genitore, uomo o donna che sia, possa abbandonare due figlie per la carriera professionale? E che si pensa se questo genitore, in questo periodo si comporta come se si ritenesse libero da ogni vincolo di matrimonio? Proviamo a sganciare per un momento la riflessione, guardando per il momento al prodotto cinematografico in sé, svincolato da ogni velleità di giudizio su storia e personaggio che,

    in fondo, appartengono al romanzo prima ancora che al cinema.

    Come regista Maggie Gyllenhaal debutta alla grande, mentre cavalca le riprese per la maggior parte in soggettiva, con primissimi piani lenticolari, persino sgranati o sfocati, in metafora dell’aura di pensiero e della confusione interiore. E non poteva scegliere interprete migliore per la sua protagonista Leda: Olivia Colman (La favorita, The Father-Nulla è come sembra) buca letteralmente lo schermo, sapendo bene come dare pieno significato al suo personaggio sconcertato al centro di una storia sconcertante, in cui tutti gli altri personaggi ruotano intorno al suo mondo come satelliti che sembrano lì unicamente per attizzare il fuoco dei sensi di colpa e dell’inesorabile rimorso che divampano dentro di lei, oramai quarantottenne in vacanza in Grecia. Una giovane madre (la Nina di un’affascinante Dakota Johnson), con la famiglia sulla spiaggia, la induce a rigurgiti di memoria che il montaggio alternato serrato, e continuato per

    l’intera durata del film, inquadra una giovane Leda (Jessie Buckley assolutamente in parte) con le sue figlie ancora piccole, Bianca e Martha: quando i suoi interessi volgevano all’approfondimento culturale e la naturale ed inevitabilmente fastidiosa ingerenza delle piccole, non di rado poteva rappresentare un elemento di disturbo e di nevrosi. Quello che accade intorno a Leda/Colman su quella spiaggia, costeggia perciò i suoi trascorsi di vita in un binario parallelo che corre sull’onda della memoria, e per lei non è una passeggiata. Anzi, si direbbe tutt’altro.

    Così, The Lost Daughter, va visto come lo scavo interiore che porta al ritratto di un essere umano alle prese con le sue contraddizioni e complessità: e prima ancora che vedere in Leda/Colman il profilo di “una madre snaturata”, così come lei stessa arriva a dipingersi, proviamo a guardare a lei come ad una donna che ha voluto essere prima una donna di pensiero, un’intellettuale,

    una persona libera di amare, pure oltre la cornice legale, e che ha provato al contempo a non negare la maternità, anche se ne ha sofferto il disagio prima ancora di sentirsi gratificata dalle cosiddette gioie. In tutto questo sembra di scorgere almeno un po' dell’ombra lunga di una Oriana Fallaci all’altezza di Lettera a un bambino mai nato: nei toni e nel respiro acido, ben consapevole. Beh, Leda/Colman si è portata più avanti della negazione, a prescindere dalle ragioni, ed ha assaporato tutto l’amaro della maternità, oltre all’inevitabile dolcezza. E quando le viene chiesto, “com’è stato abbandonare le figlie?” lei risponde, in modo ancora una volta sconcertante, “E’ stato stupendo”, salvo poi contraddirsi con le lacrime dell’oggi che la vede trattenere indebitamente per sé la bambola perduta della figlia di Nina/Johnson: un’altra madre e giovane donna con le sue contraddizioni e le sua complessità. Uno specchio in cui riflettersi,

    per riflettere.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)







    trailer ufficiale (V.O.):

    Links:

    • Ed Harris

    • Alba Rohrwacher

    • Peter Sarsgaard

    • Olivia Colman

    • Dakota Johnson

    • Jessie Buckley

    1 | 2

    Galleria Video:

    La figlia oscura - trailer (versione originale) - The Lost Daughter

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