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    COME UN GATTO IN TANGENZIALE - RITORNO A COCCIA DI MORTO

    I ‘RECUPERATI’ di ‘CelluloidPortraits’ - RECENSIONE - Dal 26 Agosto - SEQUEL della commedia campione d’incassi e 'Biglietto d'Oro 2018' Come un gatto in tangenziale - di Riccardo Milani con Paola Cortellesi, Antonio Albanese & Co.

    "Stavolta semplicemente volevamo divertirci un po', volevamo trovare dei modi divertenti per raccontare delle ossessioni, degli incubi, ma che sono degli incubi reali. La diversità, la paura dell'altro. Monica e Giovanni fanno un percorso anche psicologico complesso. Lo facevano nel primo film e lo fanno anche in questo secondo. Un percorso di condivisione, che è la motivazione vera e forte di questo film: raccontare un paese che sa ancora confrontarsi. Un paese che, al di là delle divisioni, e spesso dell'esasperazione voluta di queste divisioni, trova un punto d'incontro possibile... Loro sono due eroi del nostro tempo, questo posso dirlo. Ognuno a modo suo, nella propria comunità, nel proprio mondo si stacca e si prende delle responsabilità. Che è una cosa da supereroi appunto. Antonio lo fa con il suo universo e si prende una responsabilità grossa. E lei fa lo stesso perché rischia, rischia fisicamente, quello è un quartiere in cui si rischia. La vita quotidiana di Monica è fatta di complessità, di giocare a chi è più forte. Lei nel primo film prendeva una mazza da baseball in mano: è pronta a tutto. Tutte e due sono pronti a tutto".
    Il regista Riccardo Milani

    (Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto; ITALIA 2020; Commedia; 109'; Produz.: Wildside, Vision Distribution in collaborazione con SKY CINEMA; Distribuz.: Vision Distribution)

    Locandina italiana Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto

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    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto

    Titolo in lingua originale: Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto

    Anno di produzione: 2020

    Anno di uscita: 2021

    Regia: Riccardo Milani

    Sceneggiatura: Furio Andreotti, Giulia Calenda, Paola Cortellesi e Riccardo Milani

    Soggetto: Secondo capitolo della commedia campione d’incassi e Biglietto d’Oro del 2018.

    Cast: Paola Cortellesi (Monica)
    Antonio Albanese (Giovanni)
    Luca Argentero (Don Davide)
    Sonia Bergamasco (Luce)
    Alice Maselli (Agnese)
    Simone De Bianchi (Alessio)
    Claudio Amendola (Sergio)
    Sarah Felberbaum (Camilla)
    Valentina Giudicessa (Pamela)
    Alessandra Giudicessa (Sue Ellen)
    Beatrice Schiros
    Franca Leosini (Se stessa)

    Musica: Andrea Guerra

    Costumi: Alberto Moretti

    Scenografia: Maurizia Narducci

    Fotografia: Saverio Guarna

    Montaggio: Patrizia Ceresani e Francesco Renda

    Makeup: Ermanno Spera (direttore trucco); Armido Pezzato (direttore parrucco)

    Scheda film aggiornata al: 20 Settembre 2021

    Sinossi:

    In breve:

    Monica (Paola Cortellesi) e Giovanni (Antonio Albanese) sono tornati. Sono passati tre anni dalla fine della loro storia d’amore che, come si erano predetti sulla panchina di Piazza Cavour, è durata poco, anzi pochissimo, proprio come un gatto in tangenziale...

    In dettaglio:

    Questo secondo capitolo della commedia Come un gatto in tangenziale (2017) vede il ritorno dei due principali protagonisti: l'intellettuale radical chic Giovanni (Antonio Albanese) che vive nel centro storico di Roma e l'ex cassiera tatuata Monica (Paola Cortellesi), residente in periferia.

    Le vicende si svolgono tre anni dopo la fine della storia d'amore tra Giovanni e Monica, che come i due avevano previsto ha avuto vita breve, è durata proprio come un gatto in tangenziale. Monica è finita in carcere, a causa delle gemelle. Le due avevano nascosto nei fusti dell'olio del locale diverse cose rubate, ma è Monica a finire nei guai. Per avere una speranza di uscire il prima possibile non può che rivolgersi a Giovanni. Quest'ultimo la tirerà fuori di prigione, ma a una condizione: Monica dovrà svolgere servizi sociali presso la comunità cattolica di San Basilio, dove incontrerà Don Davide (Luca Argentero), un sacerdote molto affascinante.
    Le vite di Monica e Giovanni quindi si scontrano - invece che "incontrano" - di nuovo, ma come finirà questa volta? Ci sarà un riavvicinamento tra i due o Giovanni resterà insieme alla sua nuova fiamma, Camilla (Sarah Felberbaum)?

    In altre parole:

    Tre anni dopo. Mentre Alessio e Agnese si rincontrano in un pub di Londra, a Roma Monica finisce in carcere per colpa delle gemelle che nascondevano merce rubata nei fusti dell’olio di “Pizza e Samosa”, e chiama Giovanni (Antonio Albanese) in cerca di aiuto. Il nostro “pensatore”, ora legato alla giovane e rampante Camilla (Sarah Felberbaum), è impegnato in un progetto di recupero di uno spazio in periferia. Per far uscire Monica di prigione, Giovanni riesce a far commutare la detenzione con un lavoro nella parrocchia di San Basilio guidata da Don Davide (Luca Argentero), tanto bello quanto pio. È così che le vite di Monica e Giovanni si intrecciano nuovamente ma questa volta, pur con le solite differenze del caso e i mille guai in cui si cacceranno, tra i due sembra nascere una vera storia d’amore. Intenzionati a rivelare al mondo la loro relazione, organizzano un pranzo a Coccia di Morto con tutta la famiglia, compresi Sergio (Claudio Amendola), Luce (Sonia Bergamasco) e ovviamente i due ragazzi. Ma è proprio qui che succede l’impensabile…

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Me so’ capita io

    Me so’ capita io” è il suo leitmotiv. E’ sempre lei: la Monica alquanto coatta per look, comportamento e dialetto borgataro romano - come quartiere Bastogi insegna - che pure trasuda glamour e sex appeal da ogni poro della sua straordinaria interprete: Paola Cortellesi, fiore all’occhiello contemporaneo della cinematografia italiana, e non solo per la recitazione. Il secondo atto di Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto - prosegue difatti il suo impegno anche nella scrittura, al fianco del marito e regista Riccardo Milani, con Furio Andreotti e Giulia Calenda. Uno script che si mantiene sull’onda di gag e divertimento, già tratto distintivo del primo atto, seppure in maniera un tantino più contenuta, a favore del giusto spazio concesso ai risvolti politico sociali, all’insegna della dialettica degli opposti in seno alla diversità. Così, lasciatasi alla spalle la liaison con l’intellettuale radical chic

    Giovanni (Antonio Albanese) - che, come preannunciato da titolo del film, sarebbe durata, appunto, come un gatto in tangenziale - Monica (Cortellesi) la si ritrova scortata in vista del carcere. Mica per colpa sua! Per il consueto shopping compulsivo delle gemelle, che tornano a parlare all’unisono, lanciandosi, a tempo debito, nel canto corale ai margini di una festa.

    Con la cultura nun se magna

    E chi l’ha detto che “Con la cultura nun se magna”? Ma lei. Sempre lei: Monica (Cortellesi). Eppure dovrà ricredersi! E proprio in coda ad un giro di pista tra le bellezze artistiche cittadine. Una rivelazione shock. Un disincanto dall’ignoranza e dalla cecità del non sapere né volere guardare - “il problema è avere occhi e non saper vedere” - non tanto per il gusto di farlo o per scoprire qualcosa di sconosciuto, quanto per arrivare a scoprire se stessi. Un’esperienza che rivela alla stessa Monica una

    parte di sé che non conosceva affatto, perché sopita in qualche angolo nascosto del suo io più profondo. E Giovanni (Albanese), la sua guida elettiva, sente il dovere - più che alimentato affettivamente! - di farla emergere dall’oscurità.

    Solidarietà fa rima con bellezza…

    Roma è bella sempre, pure se la prendiamo a calci

    Qui la solidarietà fa rima con ‘Bellezza’. Quella ‘grande’ celebrata da Paolo Sorrentino ne La grande bellezza, appunto. L’arte che spunta ad ogni angolo, e non solo dei musei al chiuso, ad ogni angolo o terrazza cittadina, in particolare a Roma, la salverà. E le distanze si accorciano sempre più, a dispetto della inedita presenza della nuova compagna pseudo intellettuale radical chic di Giovanni (Albanese), la ‘freschetta’ quanto ingessata Camilla di Sarah Felberbaum. Sulla loro collaborazione, intorno al polo culturale ‘Spazio vivo’, eco sostenibile - di questi tempi ‘green’ è per mio conto una parola impronunciabile! -incombe l’ombra di lei,

    sempre lei, pronta ad apparire nei momenti meno opportuni, tra un impiccio e l’altro. Ed è sempre lei, va da sé, a generare altro impiccio al povero Giovanni che, d’altra parte, non sa mai dirle di no. E sappiamo bene perché. Alla fine, riesce a provare incontrollabile gelosia pure per il Don Davide (Luca Argentero) della comunità di recupero dove sconta la pena Monica, di cui è per l’appunto il garante. Un sacerdote giovane e prestante, talmente attraente - altrimenti detto ‘pio, molto pio’ da Monica - da far accorrere un’estasiata, cinguettante e civettuola Luce (sempre esilarante Sonia Bergamasco) alla celebrazione della Santa Messa in una chiesa guarda caso gremita di gente. Comunità alcova di divertenti gag sull’onda della popolare credenza secondo cui le suore ‘portano sfortuna’. Certo che il ‘cerbero’ Suor Maria Catena che accoglie Monica, sulle accigliate frequenze della manzoniana Monaca di Monza, non aiuta molto a pensare

    diversamente! Eppure Monica non demorde, e più si trova impicciata, più Paola Cortellesi assicura divertimento: è ad esempio il caso della classificazione per generi dei libri della piccola biblioteca riorganizzata nella comunità da volontari; o come pure i suoi poco ortodossi metodi per dissuadere la violenza annunciata ed incombente del marito manesco di una rifugiata. Pian piano, tra una battuta e l’altra, mentre si scavallano impicci inanellati a grappolo, passando per i rispettivi sogni da incubo dei due protagonisti, la vitale partita a scacchi del nuovo atto si snocciola amabilmente senza ingorghi in fatto di fluidità.

    … così come Bellezza fa rima con solidarietà

    Si diceva la solidarietà fa rima con Bellezza, come è vero il contrario: la Bellezza fa rima con solidarietà. La dimostrazione pratica di questa teorica equazione la troviamo appena in coda ad un guaio occorso al polo culturale ‘Spazio vivo’ a causa di un intervento poco illuminato,

    guarda caso di Monica, in seno ad un blackout elettrico nel suo quartiere tale da avere conseguenze incrociate: lo scioglimento dell’installazione con il pesce che lascia la lisca è troppo forte, ma l’ispezione sfociata nella sentenza dei mancati requisiti normativi della mensa collettiva per i poveri, è, di contro, tragica. E chi trova il coraggio di dire alla nutrita utenza che la mensa è chiusa? Beh, fa bene al cuore vedere come lo ‘Spazio vivo’ del polo culturale di Giovanni, fallito sul nascere e dunque morto, tornerà veramente vivo.

    Un seguito senza spettacolari fuochi d’artificio, eppure intelligente e amabile, misuratamente divertente

    Non era facile dare un seguito a Come un gatto in tangenziale, in cui i personaggi e il loro modo di essere erano in prima istanza del tutto inaspettati, di contro a questo secondo atto. Ma si direbbe comunque che l’elaborato in punta di sequel abbia passato agevolmente il varco,

    pescando nella vasca degli approfondimenti possibilisti, sia per i personaggi che per le varie, tragicomiche, situazioni. Si è dunque dato vita ad evoluzioni narrative, per certi versi, altrettanto inaspettate, o almeno, plausibili, marciando sul trade d’union della tolleranza e dell’incontro, mentre si tenta di indicare le strade e i registri dove tutto questo possa eventualmente realizzarsi. Che le diversità si possano appianare arriva come messaggio trasverso, ben più superficialmente, sulla scia di quel che sembra poco più di un incidente di percorso, dai giovani del cast, oltre che da Monica (Cortellesi) e Giovanni (Albanese), convinti di annunciare, nell’intimità di Coccia di Morto, una sorpresa, destinata a rimanere sospesa su un fermo immagine, cinematograficamente vincente. Fermo immagine che, d’altra parte, sembra tradire pure la volontà di mettere in cantiere un’altra storia, in odore di atto ter.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)










    trailer ufficiale:

    Perle di sceneggiatura

    Giovanni (Antonio Albanese): Certo che anche tu, Monica... in carcere! Dobbiamo chiamare uno bravo, ma molto bravo!
    Monica (Paola Cortellesi): Qualcuno del governo, che fa qualche impiccio pe' famme usci' prima?!

    Luce (Sonia Bergamasco): L'hai già conosciuto Don Davide? È un uomo pio.
    Monica: È pio, molto pio!

    Don Davide (Luca Argentero): Essere un po' più vicini a Dio, significa avere almeno un amico povero...
    Monica: Allora io sto a posto, c'ho proprio 'a chiave del Regno dei Cieli!

    Giovanni: Le mani affondano nella carne...
    Monica: Guarda 'a coscia, 'n c'ha 'n filo de cellulite, mortacci sua!

    Links:

    • Riccardo Milani (Regista)

    • Antonio Albanese

    • Luca Argentero

    • Paola Cortellesi

    • Claudio Amendola

    • Sarah Felberbaum

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