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    BOMBSHELL - LA VOCE DELLO SCANDALO

    Al cinema: le uscite della settimana 29 Giugno-5 Luglio: (dal 1° Luglio) - RECENSIONE - Con Charlize Theron, Nicole Kidman, Margot Robbie e John Lithgow, il film si ispira ad una storia vera, mostrando dall'interno il più potente e controverso impero televisivo di tutti i tempi e la vicenda delle donne che hanno distrutto l'uomo che lo creò - Dal 1° Luglio al cinema - Uscito il 17 Aprile su Amazon Prime Video

    (Bombshell; CANADA/USA 2019; Biopic drammatico; 108'; Produz.: BRON Studios, Creative Wealth Media Finance, Denver and Delilah Productions, Lighthouse Management & Media, Lionsgate; (per l'Italia: Leone Film Group in collaborazione con RAI Cinema); Distribuz.: 01 Distribution)

    Locandina italiana Bombshell - La voce dello scandalo

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    Titolo in italiano: Bombshell - La voce dello scandalo

    Titolo in lingua originale: Bombshell

    Anno di produzione: 2019

    Anno di uscita: 2020

    Regia: Jay Roach

    Sceneggiatura: Charles Randolph

    Soggetto: Basato su una storia vera, uno scandalo sessuale che ha sconvolto l'America e in particolare l'impero mediatico della Fox New, con a capo Roger Ailes.

    Cast: Charlize Theron (Megyn Kelly)
    Nicole Kidman (Gretchen Carlson)
    Margot Robbie (Kayla Pospisil)
    John Lithgow (Roger Ailes)
    Kate McKinnon (Jess Carr)
    Brigette Lundy-Paine (Julia Clarke)
    Allison Janney (Susan Estrich)
    Alice Eve (Ainsley Earhardt)
    D'Arcy Carden (Rebekah)
    Brooke Smith (Irena Brigante)
    Alanna Ubach (Jeanine Pirro)
    Connie Britton (Beth Ailes)
    Liv Hewson (Lily Balin)
    Nazanin Boniadi (Rudi Bakhtiar)
    Tricia Helfer (Alisyn Camerota)
    Cast completo

    Musica: Theodore Shapiro

    Costumi: Colleen Atwood

    Scenografia: Mark Ricker

    Fotografia: Barry Ackroyd

    Montaggio: Jon Poll

    Makeup: Vivian Baker (direzione); Bill Corso (per Nicole Kidman); Tara Lang, Randi Mavestrand, Lexx Staats

    Casting: Allison Jones

    Scheda film aggiornata al: 05 Luglio 2020

    Sinossi:

    In breve:

    Ispirato a una storia vera il film mostra dall'interno il più potente e controverso impero televisivo di tutti i tempi e la vicenda delle donne che hanno distrutto l'uomo che lo creò.

    Roger Ailes è stato a lungo il capo di Fox News, fino a quando venne citato in giudizio da Gretchen Carlson nel 2016 per molestie sessuali. Le accuse arrivarono anche da altre dipendenti dell'emittente. L'uomo negò sempre di averle molestate ma fu costretto a dimettersi.

    In altre parole:

    Basato su una storia vera, uno scandalo sessuale che ha sconvolto l'America e in particolare l'impero mediatico della Fox New, con a capo Roger Ailes (John Lithgow). Nel 2016 l'uomo è stato costretto a dare le dimissioni, dopo che un gruppo di donne che lavoravano con e per lui, decise a porre fine all'atmosfera tossica che si respirava all'interno dell'emitettente televisiva, lo ha accusato di molestie sessuali. Tre vittime di Ailes (Charlize Theron, Nicole Kidman e Margot Robbie) decidono di unire le loro forze contro il molestatore.

    In dettaglio:

    Nel 2016, il presidente ed amministratore delegato della Fox è Roger Ailes. Anziano, malato e obeso, detiene un potere pressoché assoluto all'interno della sede della Fox e si occupa non solo delle questioni burocratiche, ma fa spesso visita agli studi per occuparsi di questioni tecniche e segue personalmente le trasmissioni più importanti, interagendo via telefono con la regia grazie a una linea diretta.

    Megyn Kelly, una delle più celebri conduttrici di Fow News, viene scelta come moderatrice del dibattito con il candidato repubblicano alla presidenza, Donald Trump, e Megyn chiede all'imprenditore e futuro presidente di suoi alcuni commenti diffamatori nei confronti delle donne. In seguito al dibattito, Trump twitta insulti (sul piano professionale, ma anche sessisti) rivolti alla conduttrice e in molti lo imitano. In seguito, un paparazzo seguirà la famiglia di Megyn a casa sua per fotografarne la vita e i giovani figli, costringendo suo marito Douglas a cacciarlo e Ailes a procurarle una squadra di scorta. Dato che Megyn aveva accusato un malore poco prima dell'inizio del dibattito con Trump, Ailes sospetta che qualcuno abbia cercato di avvelenarla. Nel corso del film, la voce di Megyn spiegherà che tutto ciò che interessa a Roger Ailes sono le apparenze, pertanto le conduttrici sono obbligate a indossare abiti (e non i pantaloni) e i cameramen sono costretti a servirsi di inquadrature lunghe per esaltarne le gambe.

    Intanto, un'altra nota conduttrice della Fox, Gretchen Carlson, viene trasferita da uno dei programmi di punta dell'emittente, Fox and Friends, ad un programma televisivo meno seguito e popolare, in onda il pomeriggio (una delle fasce orarie meno ambite a causa degli ascolti in genere meno frequenti). Infastidita dai molti commenti sessisti in onda e dietro le quinte, incontra segretamente due avvocati. Essi le spiegano che, a causa di una clausola del suo contratto, non le è possibile denunciare la Fox, tuttavia c'è un modo per aggirare l'ostacolo: intentare una causa contro Roger Ailes per molestie sessuali. I due avvocati le rivelano che la giornalista Rudi Bakhtiar era stata licenziata, anni prima, dopo aver rifiutato i desideri sessuali di Ailes. Gretchen e i due legali programmano di denunciare il dirigente per molestie sessuali, ma gli avvocati affermano che avranno bisogno di testimonianze anche da parte delle altre donne.

    Kayla Pospisil, infine, è l’ultima arrivata. Lavora inizialmente con Gretchen, ma presto accetta un’offerta per un programma migliore. Tuttavia il conduttore Billy O'Reilly la caccia già al primo giorno, e presa dallo sconforto Kayla si ubriaca e passa la notte con la collega Jess Carr. La mattina successiva, Kayla le dice di non essere lesbica e rimane scioccata nel vedere un poster di Hillary Clinton a casa sua. Chiedendo perché una lesbica liberale lavorerebbe alla Fox, Jess confida di aver cercato lavoro anche in altri posti, ma la Fox è stata l’unica emittente televisiva ad assumerla e ora che lavora lì non sarebbe stata accettata da nessuna parte.

    Il giorno successivo, Kayla incontra Faye, l'assistente di Ailes, in ascensore. Faye la invita nell'ufficio del dirigente, e dopo aver parlato le fa alzare la gonna del vestito per vederne l’intimo. Kayla, imbarazzata, supplica Ailes di non farne parola con nessuno e lui acconsente, ma in cambio le chiede lealtà. Disgustata, Kayla prova a raccontare l’accaduto a Jess, che però rifiuta di ascoltarla per il suo bene.

    Durante una trasmissione, Gretchen Carlson fa una dichiarazione molto pesante, provenendo da un'emittente repubblicana: si dice favorevole alla restrizione sulla vendita delle armi d'assalto ai privati. Convocata nell'ufficio di Ailes, viene immediatamente licenziata senza ricevere una motivazione valida. A quel punto, decide di querelare Ailes e rende di pubblico dominio le accuse di molestie, che vengono prontamente negate dall'interessato di fronte alla moglie, Beth, e ai suoi avvocati. A tutte le donne del personale viene chiesto di difendere Ailes, e loro acconsentono. La sola Megyn, forte della sua posizione e del suo potere mediatico, si mantiene neutrale, preferendo non commentare la situazione nelle settimane a venire. La sua scelta non passa inosservata.

    Nessuna donna conferma le accuse, e anzi tutte negano di essere costrette a indossare abiti corti durante le dirette, affermando al contrario di farlo per scelta. Questo distrugge le speranze di Gretchen, che tra l'altro deve affrontare il fatto che, in quanto ex conduttrice di spicco della Fox, non ha speranze di trovare lavoro in altre emittenti. Megyn, intanto, incontra un avvocato, il quale la invita a indagare e scoprire se altre donne sono state molestate o stuprate da Ailes o O’Reilly. Gli sforzi di Megyn hanno successo, e alcune donne, tra cui Kayla (che confessa immediatamente), si fanno avanti. Megyn stessa è una delle vittime: anni prima Ailes la molestò, ma lei decise di tacere perché era consapevole che, in caso contrario, non avrebbe mai fatto carriera, e Kayla la accusa di aver messo in pericolo tutte le altre donne dell'emittente e potenzialmente d'America, perché grazie al suo potere mediatico potrebbe cambiare la situazione o almeno contribuire a farlo. Kayla chiama anche Jess, le confessa le molestie subite da Ailes e di averlo fatto per ambizione, ma di avere intenzione di uscire allo scoperto.

    Megyn decide di parlare e rivela agli avvocati che Ailes cercò di baciarla nel 2006, e durante l'incontro scopre che ben altre 22 conduttrici della Fox hanno parlato prima di lei. Dopo che le accuse diventano pubbliche, altre donne della Fox decidono di farsi avanti, e i veri volti e i nomi di alcune di esse sono mostrati a schermo. L’avvocato di Ailes gli comunica che Gretchen aveva registrato tutte le loro conversazioni e che grazie ai nastri vincerà il caso; gli spiega anche che Gretchen e il suo team ha deliberatamente atteso così tanto prima di renderle pubbliche così da sfruttare le insistenti smentite da parte di Ailes per fargli perdere credibilità. L’uomo si incontra dunque con uno dei fondatori della Fox, Rupert Murdoch, che gli dice che il contratto verrà risolto e gli offre una buonuscita colossale. Ailes, a questo punto, chiede a Murdoch di dare la notizia assieme in redazione, ma l'imprenditore rifiuta.

    Rupert Murdoch va agli uffici della Fox e comunica a tutti i dipendenti che Roger Ailes è stato licenziato e che lui stesso ne prenderà il posto. Kayla, in un momento di ottimismo, posa sulla scrivania di Jess una foto che le ritrae assieme e che Jess non aveva mai voluto esibire in ufficio, ma quando nota Jess che la ripone nel cassetto dov'era prima e sente Murdoch ringraziare Ailes per il contributo dato all'emittente, capisce che in realtà non è cambiato nulla, e amareggiata lascia gli uffici.

    Gretchen Carlson riceve un risarcimento di 20 milioni di dollari dalla Fox e delle scuse ufficiali, ma l'accordo che regola il risarcimento prevede che lei non possa parlare del caso. A quel punto, rompe la quarta parete e dice agli spettatori che in realtà le importa solo che la gente le creda, e al commento di uno degli avvocati che le dice che verrà imbavagliata, lei risponde "forse".

    Short Synopsis:

    A group of women decide to take on Fox News head Roger Ailes and the toxic atmosphere he presided over the network

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Che cos’hanno in comune i Panama Papers di Steven Soderbergh (Contagion … ) e il Bombshell di Jay Roach (Ti presento i miei, Mi presenti i tuoi?, A cena con un cretino, L’ultima parola - la vera storia di Dalton Trumbo)? Come minimo la chiave del soggetto: lo scandalo. Uno scandalo di tipo completamente diverso, ma pur sempre scandalo. Tra l’altro, in entrambi i casi trattasi di scandalo ‘ricavato’ dalla realtà, ispirato dalla ribalta della cronaca. Ma c’è di più. La cornice stilistica scelta per il racconto delle rispettive storie. In entrambi i casi gli interpreti si rivolgono in voce fuori campo direttamente allo spettatore, lo coinvolgono guidandolo sulle tracce primarie della vicenda, per una comprensione partecipata nella simulazione dei fatti, mentre la fiction strettamente detta si infiltra per colorire portata e dimensione di fatti e persone coinvolte. Gli inserti di reali stralci di materiali d’archivio tradiscono poi la volontà

    di entrambi i cineasti di rimarcare la veridicità del racconto in ogni sua piega e carattere. Ma mentre il primo pescava in uno tra i più clamorosi scandali della finanza, il secondo affonda le radici nel sessismo intramontabile ai danni di una donna sul posto di lavoro.

    Ricordate quando Donald Trump molto poco intelligentemente, e men che mai diplomaticamente, si lanciò in offensivi aggettivi a carico di una giornalista di spicco dell’emittente, peraltro politicamente allineata con le sue corde, Fox News? Beh, dietro le quinte c’è molto altro, e di questo molto altro, sul piano dell’annosa questione dei pari diritti in merito a carriera professionale non condizionata al ricatto ‘sessista’, cui si contrappone una rivendicazione tutta al femminile, anche giuridica, tratta il Bobshell di Jay Roach: il coinvolgente racconto della battaglia innescata dalla giornalista della Fox Gretchen Carlson (Nicole Kidman), contro il magnate della stessa emittente Roger Ailes (John Lithgow).

    Si

    direbbe una sorta di apripista al movimento #metoo in tempi non sospetti - o per meglio dire sottaciuti, più o meno ingoiati a forza, o accettati nel bene e nel male, a seconda dei casi - giacché l’anno seguente scoppierà il caso Weinstein andando a scuotere, com’è ben noto, l’olimpo di Hollywood, con una gragnola interminabile di battaglie culturali, sociali e mediatiche. Inutile stare a ripercorrere una trama che trovate minuziosamente riportata in sinossi nel dettaglio. Comunque, per sommi capi, la storia è questa: nel 2016 durante un dibattito con l’attuale Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Megyn Kelly - una magnetica Charlize Theron fisionomicamente trasformata per meglio servire un personaggio che le è valso la Nomination agli Oscar - anchorwoman di Fox News, lo punzecchia sulla sua misoginia. L’effetto polverone è scontato, e la giornalista si ritrova ben presto vittima di una estenuante gogna mediatica innescata da parte

    degli stessi ascoltatori, nonché dallo stesso presidente del network Roger/Lithgow.

    E’ questo è un punto.

    In contemporanea, la presentatrice Gretchen/Kidman, promoter dei diritti e della dignità delle donne in ambienti di lavoro in cui si persevera in apprezzamenti che poco hanno a che vedere con le capacità professionali e molto sulle qualità fisiche, viene letteralmente spodestata da un programma di primo piano per essere relegata ad uno secondario, per poi finire licenziata.
    Allo stesso tempo si aggira nell’ambiente la giovane ed inesperta, ma con le sue brave ambizioni, Kayla Pospisil (Margot Robbie), che di lì a poco si ritroverà ‘spiazzata’, ma alla fine ‘condiscendente’, alle deplorevoli avances del presidente dell’emittente, in cambio di avanzamento professionale.

    Tutto si muove tra le righe finché lo scandalo della indegna consuetudine delle molestie sessuali nei confronti delle donne impiegate a più livelli all’emittente, nel tempo, non esploderà in tutta la sua sporca dimensione: vale

    a dire quando la solidarietà femminile, restìa ad affiorare dalla tentazione di tenersi il posto e basta, troverà il coraggio di uscire allo scoperto per aderire ad una singola denuncia lievitata sul piano collettivo. Ma se il licenziamento di Roger Alley da Fox News per molestie sessuali diventa un episodio eclatante, la nuova direzione acquisita non rassicura la giovane Kayla/Robbie che, a seguito del ‘compromesso’ e della caduta personale, comprende che deve uscire definitivamente da quell’ambiente per ricominciare. Una coraggiosa rinuncia per avere la concreta possibilità di ‘ritrovarsi’.

    Come rimarcato all’inizio, le tre protagoniste in campo - Theron-Kidman e Robbie - interagiscono con lo spettatore in un racconto diretto tramite voce fuori campo, ma per tirare le fila del loro racconto in tutta questa storia la regia si affida ad uno strumento come il disegno, che funziona meglio di tante parole. Non si poteva chiedere niente di meglio del corto grafico

    assestato sui titoli di coda, sintesi illuminata sulla questione, in punta di metafora: una vera e propria illustrazione allegorica, le cui scelte pressoché monocrome servono lo scopo molto meglio del colore. Un corto che si impone all’attenzione come brano di originale arte contemporanea, specchio di uno scorcio di realtà di cronaca che vede protagoniste sagome femminili sbozzate, vuote, senza lineamenti o riconoscimenti fisionomici. I contesti astratti in cui abitano e la serialità delle immagini in scorrimento, ammiccano ad una sorta di gruppi di pedine interscambiabili, in cui persino il colore rosso inserito ad un certo punto, interviene per dare nervo significante ad un gioco illustrativo che riesce a parafrasare con estrema efficacia il contenuto conclusivo del racconto.

    Peccato che in tempi tanto infausti, in cui è un virus a farla da padrone nelle nostre vite più che stravolte, un film tanto atteso come Bombshell-La voce dello scandalo, esca allo scoperto

    un po’ in sottotono, in linea con gli umori generali, sulla piattaforma digitale ‘Amazon Prime Video’, perché avrebbe meritato l’ampio spazio ‘condiviso’ della sala cinematografica. Però, almeno, sia pure in sordina, ha visto la luce, così se ne incoraggia la visione, per chi non ha ancora avuto modo di scoprirlo.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)

    trailer ufficiale:

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