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    Home Page > Movies & DVD > Gli anni più belli

    GLI ANNI PIU' BELLI

    Ritorno al cinema: dal 15 Luglio - RECENSIONE - Dal 13 Febbraio

    "'Gli anni più belli' racconta quarant’anni di vita di quattro adolescenti che diventano uomini. Racconta le loro speranze, le loro delusioni, i loro successi e i loro fallimenti specchio dell’Italia e anche degli italiani dagli anni ’80 ad oggi. Il film è un grande affresco che racconta chi siamo, da dove veniamo e anche dove andranno e chi saranno i nostri figli. È il grande cerchio della vita che si ripete con le stesse dinamiche nonostante sullo sfondo scorrano anni ed epoche differenti. Il vero motore del film è il tempo. Siamo modellati dal tempo. Crediamo di essere in controllo delle nostre vite quando invece l'unico grande burattinaio è il tempo che passa e ci modifica lentamente, ci fa accettare le cose che ci parevano inaccettabili, ci disillude, ci disincanta eppure poi ci incanta di nuovo all'improvviso facendoci sentire adolescenti anche quando non lo siamo più. Il tempo segna i personaggi del film, li definisce, li trasforma in qualcosa che trascende dal loro stesso controllo. E’ così che gli anni scivolano via e si susseguono mentre si cerca di cavalcare gli eventi, spesso senza riuscirci. Giulio, Paolo, Riccardo e Gemma sono nati alla fine degli anni ’60, sotto l’ombra delle grandi ideologie che hanno accompagnato la crescita e i mutamenti del Paese dalla ricostruzione del dopoguerra al tempo delle rivoluzioni studentesche del ’68; la loro è una generazione percepita come nata troppo tardi, troppo tardi per cambiare il mondo, cresciuta col complesso di non essere abbastanza reattiva, abbastanza colta, abbastanza rivoluzionaria. Una generazione che si è arresa sentendosi inferiore ai fratelli maggiori e ai suoi padri. E’ stata una generazione sostanzialmente passiva e transitoria. Le relazioni umane però non hanno tempo e all’interno della cornice della grande Storia, la 'piccola storia' dei protagonisti narra di una grande amicizia, di un grande amore e di tutte le sue declinazioni: il tradimento, la delusione, la corruzione dei sogni, lo smarrimento delle certezze dell’adolescenza e della realizzazione di ciò che siamo realmente stati, una volta entrati nell’età più adulta... Nel film 'Gli anni più belli' c’è il racconto di tutte le nostre fatiche, sconfitte e vittorie, e delle cose che ci fanno stare bene, che sono quelle più semplici, quelle che avevamo a portata di mano durante l’adolescenza, ma ancora reperibili, se lo vogliamo, nell’età adulta, se riusciamo a trovare la quadra delle cose e ci si accetta per quello che siamo divenuti.
    Io sono nell’anima di tutti i personaggi che racconto. Soffro con loro, mi emoziono con loro, amo con loro e con loro vivo tutte le curve di questo viaggio. 40 anni di storia scorrono sotto i nostri occhi e ci permettono di aprire una riflessione sulle nostre vite, sui nostri ricordi, sulle nostre proiezioni fatte da ragazzi e le valutazioni arrivate dopo quegli anni di formazione col senso di assoluto in tasca. Giulio, Paolo, Riccardo e Gemma guardano avanti, sono incurabilmente affamati di vita. La musica di Nicola Piovani, tutta in tonalità maggiore, li accompagna con affetto comprendendo le loro transizioni nel tempo e legandole in un immaginario ponte musicale che osserva la storia dall’alto senza mai sottolineare i momenti bui ma avvertendo invece l’instancabile slancio verso un domani migliore che tutti i protagonisti si portano dentro. Quando il talento di tutti si unisce in una forza comune, allora si veleggia insieme verso una vita parallela a quella reale, che alla fine, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, si trasforma nel film che insieme avremo fatto. Fare film è aprire continui capitoli all’interno di una vita. Il cinema, in questi ventitré anni di carriera, mi ha donato la possibilità di esprimere chi fossi, di raccontare come vedessi il mondo e di riconoscere la mia identità. In qualche modo mi ha salvato la vita. Ho cercato di trovare la mia voce e il cinema me l’ha data. E’ stato un viaggio febbrile iniziato subito dopo il liceo, illuminato dall’amore verso i Padri del nostro cinema ai quali questo mio dodicesimo film porta tributo e omaggio. Dobbiamo essere costantemente ispirati per trovare ispirazione
    ".
    Il regista Gabriele Muccino

    (Gli anni più belli; ITALIA 2019; Drammatico; 129'; Produz.: Lotus Production (società di Leone Film Group) con Rai Cinema in associazione con 3 Marys Entertainment; Distribuz.: 01 Distribution)

    Locandina italiana Gli anni più belli

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    Trailer

    Titolo in italiano: Gli anni più belli

    Titolo in lingua originale: Gli anni più belli

    Anno di produzione: 2019

    Anno di uscita: 2020

    Regia: Gabriele Muccino

    Sceneggiatura: Gabriele Muccino e Paolo Costella

    Soggetto: Il titolo riprende il brano inedito di Claudio Baglioni, in uscita il 3 gennaio 2020, e la colonna sonora del film è di Nicola Piovani.

    Cast: Pierfrancesco Favino (Giulio)
    Micaela Ramazzotti (Gemma)
    Kim Rossi Stuart (Paolo)
    Claudio Santamaria (Riccardo)
    Nicoletta Romanoff (Margherita)
    Emma Marrone (Anna)
    Alma Noce (Gemma a 13/17 anni)
    Francesco Centorame (Giulio a 14/18 anni)
    Andrea Pittorino (Paolo a 14/18 anni)
    Matteo De Buono (Riccardo a 14/18 anni)
    Mariano Rigillo (Avv. Nobili)
    Francesco Acquaroli (On.le Sergio Angelucci)
    Paola Sotgiu (Mamma di Paolo)
    Fabrizio Nardi (Oreste padre di Giulio)
    Elisa Visari (Sveva a 16/18 anni)
    Cast completo

    Musica: Nicola Piovani

    Costumi: Patrizia Chericoni

    Scenografia: Tonino Zera

    Fotografia: Eloi Molí

    Montaggio: Claudio Di Mauro

    Effetti Speciali: Danilo Bollettini

    Casting: Laura Muccino e Francesco Vedovati

    Scheda film aggiornata al: 02 Agosto 2020

    Sinossi:

    Gli Anni Più Belli è la storia di quattro amici Giulio (Pierfrancesco Favino), Gemma (Micaela Ramazzotti), Paolo, (Kim Rossi Stuart), Riccardo (Claudio Santamaria), raccontata nell’arco di quarant’anni, dal 1980 ad oggi, dall’adolescenza all’età adulta. Le loro speranze, le loro delusioni, i loro successi e fallimenti sono l’intreccio di una grande storia di amicizia e amore attraverso cui si raccontano anche l’Italia e gli italiani. Un grande affresco che racconta chi siamo, da dove veniamo e anche dove andranno e chi saranno i nostri figli. È il grande cerchio della vita che si ripete con le stesse dinamiche nonostante sullo sfondo scorrano anni e anche epoche differenti.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    La rabbia è così, come se ne viene, se ne va

    Affrescare quarant’anni di vita di una piccola storia umana come tante, di marca italiana, ed appuntarla come un fiore all’occhiello sullo scenario della Grande Storia, poteva essere pretestuoso. Come andare a cercarsela, insomma. La gatta da pelare, dico. Invece, Gli anni più belli di Gabriele Muccino è solo una pellicola ambiziosa con tanto amarcord ed altrettanto ‘cuore’, nostalgico, forse, romantico, pure, ma non poi così banale. Anzi. Amarcord nel senso dell’ispirazione - a dire il vero sembrerebbe un po’ più che un’ispirazione, piuttosto un omaggio accorato nella ripresa del cuore del soggetto narrativo - con il C’eravamo tanto amati di Ettore Scola, uno dei padri doc del cinema italiano. Ma non solo. C'è pure tutta una serie di ammiccamenti più o meno espliciti che ricordano anche uno dei più grandi attori italiani, dal nome altisonante, come Marcello Mastroianni. E non

    solo per il bagno ‘trafugato’ nella Fontana di Trevi. Sono 'gli anni più belli' nel cuore di Roma, da parte di romani doc, raccolti per strada adolescenti ‘fracassoni’, con la testa farcita di tanti sogni, e tallonati fino all’età tanto adulta da non potersi evitare la dimensione adultera. Ma tra cadute a grappolo ed errori personali a gragnola, sembra ci sia sempre all’orizzonte la chance di un’amicizia sopra le righe, per così dire: nata, rinnegata e risbocciata più volte con tutta la forza e la vitalità di un rampicante. Da non confondersi con l’arrampicatore, che nel film non si fa mancare e di cui son messe ben in luce tutte le bruttezze e gli effetti collaterali.

    Poi si sa che, con un soggetto così ad ampio spettro, la critica è insita fin dalla sua radice. Con tutta la ‘muccinità’ che trasuda da ogni poro de Gli anni più belli, non si

    deve d’altra parte cadere nel tranello di puntare il dito sulle lacune scritturali dei personaggi e delle loro storie nella storia, perché, in questo caso, seppure si fossero lasciati indietro certi intercalari narrativi, non proprio fondamentali a vantaggio dei singoli approfondimenti, non sarebbe stato comunque sufficiente, né per spazio, né per tempo, e si sarebbe rischiato lo sbilanciamento in più parti. Troppa la carne al fuoco per poter anche solo provarsi ad affondare la penna più di quel volo di cardellino che si fa metafora di nascita, morte e rinascita di un amore. Gli anni più belli va preso semmai per quello che sembra proporsi: un appassionato affresco ‘impressionista’ sulla vita, incastonato in uno spaccato epocale specifico, la cui inevitabile ‘ciclicità’, trionfa in un finale scontato, eppur tanto vero, con i figli che si trovano allo stesso inizio di percorso in un diverso - sfumatura più sfumatura meno - momento

    storico, proprio quando per i genitori, è tempo di bilanci esistenziali, di ricerca impellente di senso e significato, nella preoccupazione di quale eredità lasciarsi alle spalle.

    Quando Giulio (Pierfrancesco Favino) si rivela allo spettatore dopo averci dato le spalle, il rumore dei fuochi d’artificio aprono gli occhi della sua mente su uno scenario ben diverso, quando nel 1982 aveva sedici anni: quando tutto ebbe inizio. Le circostanze in cui lui, Paolo e Riccardo divennero amici per la pelle e di come sui loro orizzonti pieni di sogni e di grande morale comparve Gemma. Un quartetto di giovani legittimamente ‘fracassoni’ a quell’età, affidati da Muccino ad altrettanto giovani interpreti: Francesco Centorame per Giulio, Andrea Pittorino per Paolo e Matteo De Buono per Riccardo, mentre la giovane Alma Noce ci sorprende nel ritrarre la Gemma in età tra i tredici e i diciassette anni, prima che una sublime Micaela Ramazzotti entri in

    scena per dar corpo ed anima al suo ‘accidentato’ percorso in età adulta. Sublime, incantevole, intrigante, fascinosa, mentre si ammanta di una ‘leggerezza’ ‘sandrelliana’, Micaela Ramazzotti buca lo schermo nel tratteggio di quella ‘fragilità’ femminile, o, per meglio dire, semplicemente, umana. E come Favino tornisce e complica il suo Giulio, all’ombra del successo e dell’affermazione professionale come avvocato, altrettanto si industriano Kim Rossi Stuart con Paolo, e Claudio Santamaria con Riccardo, all’apparenza meno fortunati, con percorsi a loro modo variamente costellati di grandi aspettative, disattese nel tempo, di fallimenti professionali ed affettivi. Destini che si incrociano e si perdono di vista più volte, in un andamento intermittente, mentre intanto fanno la loro comparsa, di un certo peso, e non sempre gratificante, la cantante Emma Marrone imprestata al cinema come la ruspante consorte di Riccardo, Anna, e Nicoletta Romanoff come Margherita, figlia del facoltoso quanto corrotto Onorevole Sergio Angelucci (Francesco Acquaroli),

    presto moglie di Giulio/Favino. Le loro vite riecheggiano all’unisono tra speranze, delusioni, successi e fallimenti, amori e disamori, dove il tempo e le rispettive solitudini interiori la fanno da padrone rincorrendosi e giocando a nascondino, prima di ‘ritrovarsi’. E, allora, in quel caso, a che si brinda? “Alle cose che ci fanno stare bene!

    Vogliamo infine parlare della cornice in cui è stato collocato questo affresco esistenziale di marca impressionista? Si direbbe uno degli aspetti più pregevoli dell’opera. Gabriele Muccino tratteggia il racconto con l’intervento diretto dei vari personaggi: sguardo in macchina all’indirizzo dello spettatore e voce fuori campo per considerazioni estemporanee sugli eventi o sulle loro stesse azioni, comportamenti e sentimenti. Pose di marca teatrale che sanno rendere ancor più fluida e leggiadra la narrazione, non per negligenza, ma per scelta. E con una certa ansia protesa verso il coinvolgimento emotivo dello spettatore, come nel dubbio che la portata degli

    interpreti non garantisca, chi chiamare a sostenere l’enorme impalcatura issata per l’occasione ‘commemorativa’ di questo ‘sguardo retrò’? Ed ecco che tra la gragnola di contenuti, ma incisivi, piani sequenza, si sentono a pelle le musiche che integrano e completano, gli spazi vuoti e le pause della sceneggiatura: le musiche di Nicola Piovani e le perle musicali e canore di Claudio Baglioni (Piccolo grande amore, Tu come stai, Mille giorni di te e di me) rilucenti nel film coronato con l’emozionante inedito sui titoli di coda (prestate bene attenzione alle parole del testo mentre vi lasciate cullare dalla sinfonia di voce e note!).

    A riprova del tratteggio impressionista dell’insieme concorre infine la sequenza madre dell’intero percorso filmico: una vera e propria celebrazione di sintesi temporale coniugata sulle note del ‘volere è potere’. Un inno all’ottimismo a dispetto di tutto, una sinfonia da sogno in nome della ricerca della felicità e dell’amore, all’insegna

    del non è mai troppo tardi. Questa volta, con la memorabile sequenza della corsa di Gemma su quella scala - e non vogliamo specificare nulla di proposito - Gabriele Muccino ci sorprende, facendo ben sperare sulla portata della sua cinematografia futura. Forse ‘gli anni più belli’ son proprio quelli che devono ancora arrivare!

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)





    trailer ufficiale:



    clip 'Le cicatrici':



    clip 'Matrimonio':



    clip 'Quella è Gemma':



    clip 'Gemma torna a Roma':

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO de GLI ANNI PIU' BELLI

    Links:

    • Gabriele Muccino (Regista)

    • Kim Rossi Stuart

    • Pierfrancesco Favino

    • Micaela Ramazzotti

    • Mariano Rigillo

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    Gli anni più belli - trailer

    Gli anni più belli - clip 'Le cicatrici'

    Gli anni più belli - clip 'Matrimonio'

    Gli anni più belli - clip 'Quella è Gemma'

    Gli anni più belli - clip 'Gemma torna a Roma'

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