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    Home Page > Movies & DVD > Grazie a Dio

    GRAZIE A DIO

    VINCITORE dell'Orso D'Argento - Gran Premio della Giuria alla 69. Berlinale - Una storia vera di pedofilia nell'obiettivo di François Ozon - RECENSIONE - Dal 17 Ottobre

    "La mia idea iniziale era di fare un film sulla fragilità maschile. Ho portato molti personaggi femminili forti sullo schermo. Questa volta ho voluto volgere la mia attenzione su uomini che sono visibilmente sofferenti e estremamente emotivi, stati d’animo che di solito associamo al genere femminile. La prima idea per il titolo infatti era 'The Crying Man'. Poi mi sono imbattuto nel caso Preynat. Nel sito creato dalle vittime 'La Parole Libérée', ho letto storie di uomini vittime di abusi perpetrati da uomini di Chiesa. In particolare mi ha colpito Alexandre, un cattolico fervente che denunciava gli abusi che aveva nascosto fino all’età di 40 anni, quando finalmente si è sentito pronto a raccontare la sua storia. Sul sito erano pubblicati anche filmati con interviste, articoli e la corrispondenza mail tra Alexandre e alcuni rappresentanti delle gerarchie della Diocesi di Lione tra cui il Cardinale Barbarin e Régine Maire, la psicologa incaricata dalla Chiesa di supportare le vittime dei preti. Sono rimasto molto colpito dai documenti pubblicati sul sito così ho deciso di cercare Alexandre..."
    Il regista e sceneggiatore François Ozon

    (Grâce à Dieu; FRANCIA 2018; Drammatico; 137'; Produz.: Mandarin Films in co-produzione con: FOZ/Mars Films/France 2 Cinéma/Scope Pictures/Playtime; Distribuz.: Academy Two)

    Locandina italiana Grazie a Dio

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    Titolo in italiano: Grazie a Dio

    Titolo in lingua originale: Grâce à Dieu

    Anno di produzione: 2018

    Anno di uscita: 2019

    Regia: François Ozon

    Sceneggiatura: François Ozon

    Soggetto: Preliminaria - La realtà alla luce delle recenti evoluzioni del caso Preynat (aggiornamento sul caso Preynat a luglio 2019):

    Padre Preynat è stato incriminato nel gennaio del 2016 e posto sotto controllo giudiziario con l’accusa di aggressione sessuale. Oltre 70 vittime sono state identificate tramite il sito 'La Parole Libérée'. La maggior parte dei reati è caduta in prescrizione. Le indagini continuano. Non è stata ancora fissata una data per il processo e sono tutti innocenti fino a quando non saranno ritenuti colpevoli.

    Padre Preynat ha affrontato anche un processo canonico, nel luglio del 2019 il Tribunale Ecclesiastico ha deciso di applicare la pena massima prevista dal diritto della Chiesa in questo caso, cioè le dimissioni dello stato clericale.

    Cardinal Barbarin, Régine Maire e altri cinque membri delle gerarchie cattoliche si sono presentati in tribunale nel gennaio del 2019 per rispondere all’accusa di essere a
    conoscenza e non aver rivelato le aggressioni sessuali su minori di 15 anni e per non aver fornito assistenza alle vittime. La sentenza definitiva è stata emessa il 7 marzo del 2019 con la condanna in primo grado del cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, a 6 mesi con la condizionale, per «omessa denuncia di maltrattamenti».

    Il 18 marzo 2019 Philippe Barbarin ha presentato le sue dimissioni al Papa. Le sue dimissioni non sono state accettate.

    Il 3 agosto del 2018 il limite della prescrizione è stato portato da 20 a 30 anni. E la mancata comunicazione dell’abuso sui minori adesso è considerata un reato ancora in corso.

    Nel novembre del 2018 a Lourdes, 118 vescovi francesi hanno votato l’istituzione di un comitato indipendente incaricato di indagare sulla pedofilia nella Chiesa dal 1950.

    Cast: Melvil Poupaud (Alexandre Guérin)
    Denis Ménochet (François Debord)
    Swann Arlaud (Emmanuel Thomassin)
    Eric Caravaca (Gilles Perret)
    François Marthouret (Cardinale Barbarin)
    Bernard Verley (Bernard Preynat)
    Josiane Balasko (Irène)
    Martine Erhel (Régine Maire)
    Hélène Vincent (Odile Debord)
    François Chattot (Pierre Debord)
    Frédéric Pierrot (Il capitano Courteau)
    Aurélia Petit (Marie Guérin)
    Julie Duclos (Aline Debord)
    Jeanne Rosa (Dominique Perret)
    Amélie Daure (Jennifer)

    Musica: Evgueni e Sasha Galperine

    Costumi: Pascaline Chavanne

    Scenografia: Emmanuelle Duplay

    Fotografia: Manuel Dacosse

    Montaggio: Laure Gardette

    Makeup: Catherine Tilmant

    Casting: David Bertrand e Anaïs Duran

    Scheda film aggiornata al: 20 Ottobre 2019

    Sinossi:

    In breve:

    Tratto da una storia vera il film vede protagonisti Alexandre (Melvil Poupaud) e due suoi amici d'infanzia. Alexandre vive a Lione con la moglie e i figli. Un giorno scopre per caso che il prete da cui era stato molestato da piccolo lavora ancora a contatto con i bambini. Decide così di agire, supportato da due suoi amici d'infanzia ed ex vittime del parroco, François (Denis Ménochet) e Emmanuel (Swann Arlaud). I tre uomini lottano assieme per abbattere il muro di silenzio che ha circondato il loro dramma fino a quel momento. Le ripercussioni e le conseguenze delle loro confessioni non lasceranno però incolume nessuno.

    Synopsis:

    The three men, friends of childhood, will cross, compare their personal experiences and question their life of couple, family and professional.

    Francois Ozon's gripping drama follows three men who band together to dismantle the code of silence that continues to protect a priest who abused them decades ago. Based on events from the 2019 conviction of Cardinal Philippe Barbarin of Lyon for concealing the conduct of Father Bernard Preynat, BY THE GRACE OF GOD compassionately illustrates the varying effects of trauma on survivors and their families in this urgent portrait of resistance, the power of mobilization, and the mysteries of faith

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Ed ecco un’altra pagina scomoda ed oltraggiosa che va a scompaginare armonia, ordine e rigore morale in seno alla Chiesa cattolica. L’immacolata immagine da copertina viene infangata ancora una volta, e questo a dispetto di tutti i tentativi di insabbiare i fatti, per evitare la contaminazione di un candore del tutto illusorio. Così anche Francois Ozon mette il dito nell’annosa piaga degli abusi sessuali da parte di clericali mai rimossi dalla propria missione istituzionale nel corpo ecclesiastico. Il punto è che fatti come questi arrivano ad un genere di fiction cinematografica ispirata dalla realtà. Ahimè! Ed è questo un caso, tra numerosi altri, relativi a registri paralleli: ricordate il Magdalene (Leone d’Oro a Venezia 2002) di Peter Mullan? E ancora, ricordate il mitico thriller Schegge di paura (1996) di Gregory Hoblit, con Richard Gere, Laura Linney ed Edward Norton? Implicato in abusi sessuali su adolescenti era in quel caso un

    arcivescovo di Chicago. Ma soprattutto, ricordate Il caso Spotlight di Tom McCarthy? Il caso Spotlight raccontava la storia del team di giornalisti investigativi del “Boston Globe”, soprannominato per l’appunto Spotlight, che nel 2002 sconvolse la città con le sue rivelazioni sulla copertura sistematica da parte della Chiesa Cattolica degli abusi sessuali commessi su minori da oltre 70 sacerdoti locali, in un’inchiesta premiata col Premio Pulitzer.

    Con Grazie a Dio - il titolo assume i toni di un drammatico ed amaro sarcasmo quando si arriva al cuore della storia - oggi Francois Ozon riprende le fila traducendo sulla celluloide il versante francese, per così dire: il film è ambientato nella diocesi della cattolicissima Lione. Ed ecco un’altra ignominiosa storia vera che trova per l’appunto il suo epicentro in abusi sessuali su minori - questa volta bambini - ancora una volta operati da parte di ecclesiastici mantenuti negli anni nel pieno e nel

    vivo delle rispettive funzioni, a dispetto della loro acclarata inadeguatezza. Ancora casi di pedofilia in seno alla Chiesa cattolica. L’inchiesta e l’atto di denuncia al cuore del film di Ozon, puntano difatti, ancora una volta, alla finta cecità da parte di alcuni rappresentanti di alte cariche istituzionali ecclesiastiche, più propense a mescolare le mele nel cesto, piuttosto che ad estrapolarne le marce dividendole da quelle sane. Ovvero, più propense a trasferimenti o ad allontanamenti temporanei che a destituire del tutto il prelato in questione, affetto da una malattia incompatibile con l’esercizio delle funzioni e dell’educazione religiosa ai bambini. Ed è per l’appunto questo anche il ‘caso Preynat’. Un caso rimasto sopito sotto la cenere per decenni, finché non viene risvegliato all’improvviso dal primo di una lunga lista di abusati durante una fase dell’infanzia vissuta in mezzo agli scout: è l’Alexandre di Melvil Poupaud, ormai adulto e con famiglia a carico,

    a scoprire per primo, da cattolico praticante, che il prelato molestatore Bernard Preynat (camaleonticamente inquietante in Bernard Verlay), dopo trent’anni è ancora a contatto con dei bambini. Scatta quella molla che sortisce in un effetto a catena, in cui la vera protagonista della storia, a guadagnarsi il primo piano, non è tanto l’inchiesta in sé, quanto la “fragilità maschile”: quel mosaico policromo di introspezione che nasce, cresce e matura in tutte quelle diverse persone e che, pian piano, ognuna dalle rispettive esperienze di vita del momento, trova il coraggio e la determinazione necessari per affiancare la denuncia di Alexandre. Le donne al loro fianco controbilanciano questa fragilità in un sostegno fermo e incrollabile, dando luogo ad un ribaltamento di piani canonici.

    Se il Grazie a Dio di Francois Ozon si è aggiudicato l’Orso d’Argento-Gran Premio della Giuria alla 69. Berlinale, è probabilmente proprio per questo taglio non propriamente incalzante ed apparentemente

    con minor mordente del succitato Il caso Spotlight. Anche in Grazie a Dio, dopo aver tergiversato sulle prime con invadenti voci fuori campo - del primo protagonista, del Cardinale Barbarin e della psicologa Regine Maire - in uno scambio di missive ad oltranza - alla fine un po’ tedioso - c’è la denuncia che passa dal canale mediatico: vedi il sito creato dalle vittime ‘La parole Libérée' con storie di uomini vittime di abusi perpetrati da uomini di Chiesa, le varie conferenze stampa, interviste, annessi e connessi… Ma Ozon preferisce prendere le distanze dalla palpitante cavalcata dell’inchiesta, preferendo accordare tutto il tempo che reputa necessario per entrare finalmente nelle pieghe dell’introspezione prismatica di questi uomini, così diversi eppure parimenti feriti da cicatrici insanabili: tra delicati e fuggevoli flashback e rigurgiti di rabbia, frustrazione, e problemi particolari, profusi con dovizia di dettagli. E questo per dar corpo ad un dato di

    fatto cruciale: che la vita va avanti ma… come tutelare le generazioni future da simili misfatti in agguato? Come accordarsi con Fede e questa Chiesa cattolica? Come distinguere il pascolo sicuro da quello contaminato?

    E se quel Grazie a Dio suona così insolente quando pronunciato dal Cardinale Barbarin a proposito della maggior parte dei casi di pedofilia perpetrati dall’ecclesiastico Preynat, caduti in prescrizione, il nostro ‘grazie a Dio’ - sempre con la stessa valenza di ‘per fortuna’ - sulla scia delle didascalie informative finali - ci restituisce almeno un barlume di giustizia e di luce in fondo ad un tunnel che sappiamo non essere mai scomparso del tutto. Grazie a Dio alla fine Preynat è stato finalmente destituito, e grazie a Dio per casi giudiziari di questo genere la soglia è stata alzata da venti a trent’anni. Il che non significa affatto ‘problema risolto’. Ma questo, tra le molte altre piaghe

    che si porta dietro e su cui lo stesso Papa Francesco da tempo non teme di puntare il dito, il Vaticano lo sa bene. Come sa bene che i tempi dell’insabbiamento hanno il fiato ormai troppo corto per poter ancora sopravvivere.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)





    trailer ufficiale:



    clip 'Emmanuel':



    clip 'François':



    clip 'Alexandre':

    Perle di sceneggiatura

    Alexandre: "sto facendo questo per e non contro la Chiesa"

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di GRAZIE A DIO

    Links:

    • François Ozon (Regista)

    • Denis Ménochet

    • 62a Mostra: Lido di Venezia, 2 settembre 2005 PRESS CONFERENCE & DINTORNI : Good Night, and Good Luck per la regia (e interpretazione) di GEORGE CLOONEY (Interviste)

    • THE IRON LADY - INTERVISTA all'attrice MERYL STREEP (Interviste)

    • LA BELLA E LA BESTIA - INTERVISTA al regista CHRISTOPHE GANS (Interviste)

    • GRAZIE A DIO - INTERVISTA al regista FRANÇOIS OZON (Interviste)

    1 | 2

    Galleria Video:

    Grazie a Dio - trailer

    Grazie a Dio - trailer (versione originale) - Grâce à Dieu

    Grazie a Dio - clip 'Emmanuel'

    Grazie a Dio - clip 'François'

    Grazie a Dio - clip 'Alexandre'

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