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    THE MIDNIGHT SKY

    Tra i più attesi!!! - George Clooney torna a regia e recitazione con un Sci-Fi - RECENSIONE - Dal 23 Dicembre su piattaforma Netflix

    "Tutto considerato è un film di speranza. Alla fin fine il messaggio trasmesso è che ce la faremo. Sembra strano, ma credo che ci stiamo tutti oggi ponendo questa domanda ogni giorno. Sentire la risposta adesso potrebbe essere d'aiuto".
    Il regista, attore e coproduttore George Clooney

    (Good Morning, Midnight; USA 2019; Sci-Fi; 122'; Produz.: Anonymous Content, Netflix, Smokehouse Pictures, Syndicate Entertainment; Distribuz.: Netflix)

    Locandina italiana The Midnight Sky

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    Celluloid Portraits:



    See Short Synopsis
    Trailer

    Titolo in italiano: The Midnight Sky

    Titolo in lingua originale: Good Morning, Midnight

    Anno di produzione: 2019

    Anno di uscita: 2020

    Regia: George Clooney

    Sceneggiatura: Mark L. Smith

    Soggetto: Good Morning, Midnight, di Lily Brooks-Dalton, datato 2016 e uscito in Italia nel 2017 con il titolo La distanza tra le stelle (Editrice Nord).

    Preliminaria - Trama del libro:

    Tutto comincia con l'astronomo Augustine, il quale è consumato dalla passione per le stelle. Per anni ha osservato l'universo, cercando di scoprire l'inizio del tempo stesso. Quando la notizia di un evento catastrofico arriva fino alla remota zona nell'artico in cui si trova il suo centro di ricerca e ai ricercatori viene chiesto di evacuarla, lui decide di rimanere. Poco dopo che se ne sono andati scopre una misteriosa bambina, Iris, e le comunicazioni radio si interrompono.

    Nel frattempo lo specialista di missione Sullivan è a bordo della Aether di ritorno dalla missione su Giove. Lui e il suo team sono i primi umani ad essere arrivati così in profondità nello spazio e fin a quel momento la missione è stata un successo, poi improvvisamente le comunicazioni con il centro di controllo cessano, lasciando solo il silenzio. Ora, la missione è diventata sopravvivere.

    Isolati nelle lande gelate dell'artico e nel vuoto infinito dello spazio, i due affrontano un destino incerto cominciando a ricordare le persone che hanno amato e perduto, le scelte che hanno fatto e i ricordi che persistono nel silenzio dell'isolamento. Gradualmente, le loro due storie si intrecceranno in una profonda e inaspettata conclusione.

    Cast: George Clooney (Augustine)
    Felicity Jones (Sully)
    David Oyelowo (Adewole)
    Caoilinn Springall (Iris)
    Kyle Chandler (Mitchell)
    Demiàn Bichir (Sanchez)
    Tiffany Boone (Maya)
    Sophie Rundle (Jean)
    Ethan Peck (Giovane Augustine)
    Tim Russ (Mason Mosley)
    Miriam Shor (Moglie di Mitchell)
    Edan Hayhurst (Figlio di Mitchell)
    Lilja Nótt Þórarinsdóttir (Katherine)
    Hanna María Karlsdóttir (Donna anziana)
    Atli Oskar Fjalarsson (Soldato)

    Musica: Alexandre Desplat

    Costumi: Jenny Eagan

    Scenografia: Jim Bissell

    Fotografia: Martin Ruhe

    Montaggio: Stephen Mirrione

    Effetti Speciali: David Watkins (supervisore)

    Casting: Lucy Rands e Rachel Tenner

    Scheda film aggiornata al: 05 Gennaio 2021

    Sinossi:

    In breve:

    Uno scienziato, solo nell'Artico, cerca di entrare in contatto con una nave spaziale che ritorna sulla Terra.

    Questo racconto post apocalittico segue Augustine (George Clooney), uno scienziato solitario nell’Artide che cerca di impedire a Sully (Felicity Jones) e ai suoi colleghi astronauti di rientrare sulla Terra, colpita da una misteriosa catastrofe globale.

    In dettaglio:

    Cosa abbia portato l'umanità sull'orlo dell'estinzione lo si scopre solo nel corso del film, grazie ai flashback che passo dopo passo svelano il mistero. Intanto, ci troviamo proiettati nel futuro. È il 2049 e l’umanità è a un punto di non ritorno. Il Pianeta è stato distrutto da un cataclisma che ha reso l’aria irrespirabile. E i sopravvissuti scelgono di rifugiarsi sottoterra.

    Ma non Augustine Lofthouse, uno scienziato che si rifiuta di lasciare la base scientifica in Antartide, unico luogo ancora “abitabile” del pianeta. Con il suo telescopio puntato verso le stelle, al cui studio ha dedicato una vita intera, non ha nessuno da cui tornare.

    Isolato tra i ghiacci, quasi seppellito dalla neve, non riesce più a comunicare con l'esterno. Non gli rimane altro da fare che guardare il cielo. E attendere. Trascorre le sue giornate tra lunghe meditazioni sul destino degli uomini, trasfusioni giornaliere di sangue, necessarie a causa di una malattia terminale che lo sta consumando. Finché un Sos arriva dalle profondità dello spazio.

    Si tratta della navicella spaziale Aether, con cinque astronauti di ritorno da un satellite di Giove, che - dicono - potrebbe ospitare la vita umana. A bordo c'è Sully, che ha sacrificato tutto per la carriera: lei ce l'ha messa tutta per essere il primo essere umano ad aver raggiunto il "gigante" dello Spazio. L’equipaggio però non sa cosa è successo sulla Terra e Augustine cerca di fermare il loro viaggio, metterli in guardia dai pericoli che li attenderebbero al rientro.

    L’antenna però non è abbastanza potente, le comunicazioni con Sully e i suoi colleghi sono frammentarie: ad Augustine non rimane altro da fare che spingersi ancora più a nord, dove si trova l’altra base e strumenti più potenti. Ed è in questo momento che si accorge di non essere solo: anche Iris, una piccola bambina abbandonata durante l’evacuazione, è nascosta nella sua stazione scientifica. E sarà la sua compagna di viaggio.

    Synopsis:

    This post-apocalyptic tale follows Augustine, a lonely scientist in the Arctic, as he races to stop Sully and her fellow astronauts from returning home to a mysterious global catastrophe.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Chi non ha letto il best seller scifi La distanza tra le stelle di Lily Brooks-Dalton resterà ugualmente appagato dalla nobile trasposizione in celluloide The Midnight Sky, targata George Clooney, un raffinato ‘artigiano’ in e per il cinema che, a questo punto della sua carriera si conferma cineasta tra i più autorevoli. Anzi, magari sarà proprio il film a stimolare la curiosità verso le affascinanti pagine del libro di riferimento. Va da sé che i precedenti in celluloide non si contano, tanti sono: il cinema è costellato di stelle nelle stelle che, a vario titolo, si sono inoltrate nello spazio, là dove tra i rapporti umani si frappongono spesso distanze siderali e dove l’anima di ogni temerario gronda ansie e timori a grappolo, a dispetto di tutta la sete di conoscenza possibile. Ma non avrebbe d’altra parte alcuna importanza elencare tutti quei precedenti, perché il The Midnight Sky di George

    Clooney, dimostrando di conoscere bene il soggetto e di padroneggiare la materia, sembra averne assimilato e, sostanzialmente metabolizzato, la linfa nutritiva, ricavandone per suo conto, un’inedita energia. Energia che ha finito per tradursi in effetti visivi ed ambientazioni scenografiche del tutto nuove e, soprattutto, imbibite di un’anima profondamente ‘espressionista’, tanto quanto lo stesso look del primo protagonista, quell’Augustine che George Clooney ha incarnato divinamente, valorizzando, senza tradire, l’essenza letteraria del personaggio: scienziato ammalato cronico, alla deriva fisica e mentale, appena più vigoroso rispetto a quello del libro, di cui Clooney riesce straordinariamente a far brillare ogni angolo buio dell’enorme bagaglio culturale, tanto quanto del fardello ricolmo di sensi di colpa, per gli affetti familiari di una vita rinnegati ed immolati sull’altare della scienza. Linea guida narrativa, peraltro, già scelta e percorsa, su altri binari, dal celebre Interstellar di Chistopher Nolan.

    Osservatorio Barbeau - Circolo Polare Artico - Febbraio 2049: tre settimane

    dopo l’accaduto. La prima di uno stretto nucleo di dritte per l’orientamento narrativo, mentre il timone resta ben stretto nelle mani di Augustine/Clooney, vale a dire del ‘focolaio’ sempre acceso dell’introspezione piena, dall’alto dei suoi assordanti silenzi. Per cui, se è vero che le linee guida in The Midnight Sky, così come nel libro, si alternano, intrecciando tra loro i due polari punti di vista da postazioni diverse, terrestre e spaziale, è ancor più vero che l’iter dell’Augustine di Clooney, accidentato, tra scenari vissuti e proiezioni mentali, emozioni e sensazioni, ricordi e desideri mancati, resta l’albero maestro supervisore dell’intero percorso. Clooney con il suo Augustine si è di buon grado caricato sulle spalle il peso integrale di questo albero maestro, lasciando alle schegge narrative parallele che lo affiancano in tutto il percorso, la responsabilità, condivisa, di alleggerire l’atmosfera: ed è questo l’ambito vissuto su un’astronave come tante, da Sully

    (Felicity Jones) e dallo staff. Laddove c’è spazio per sprazzi di vita ordinaria, dunque di umorismo, di allerta, di aspettative, e persino di una vita nuova, di pause in cui si proiettano i bei momenti con familiari ed amici vissuti sulla Terra, di riflessioni sul Tempo - una sequenza da manuale nobilita l’autoriale sceneggiatura di Mark L. Smith - e di… perdite. Di solito sono proprio quelle, le perdite, a fermare ogni corsa, inducendo a recuperare il tempo per riflessioni e scelte che non si farebbero altrimenti.

    Perciò, se volessimo prenderci la briga di spaccare il capello in quattro ed andare alla ricerca di qualche difetto in questo nobile Sci Fi cinematografico, è sull’astronave che dovremmo andare a pescare le sbavature sfuggite al cesello del regista George Clooney, d’altra parte sempre allerta e pronto a farcene perdere memoria con sequenze climax particolarmente illuminate: indimenticabili alcune elaborazioni sceniche e visive con

    tempeste di neve giocate in un modo del tutto inedito, di un fascino inequivocabile proprio perché rese permeabili al respiro espressionista: una sorta di metafora di ciò che l’uomo è e rappresenta - di cui Augustine non è che l’iconico portavoce - in seno all’universo e nel buco nero del Tempo. Tra percezione ed illusione. Un tunnel in cui trova la sua sublimazione significante la piccola Iris: una scelta illuminata a giorno con la splendida Caoilinn Springall (qui al suo debutto a soli sette anni), superlativa nell’interpretare una sceneggiatura dominata da silenzi e sguardi. Il terzo occhio del cinema, che, proprio in The Midnight Sky, assume le proporzioni di un intrigante tandem d’introspezione pura. Il tandem su cui George Clooney si dichiara qui assolutamente determinato a far perno, sia come regista che come attore. Dall’avvio all’epilogo, Clooney ha fatto del tempo silente in sospensione, letteralmente il respiro del film. Il

    respiro con cui raggiunge un finale brillante del suo sapiente tocco: il tocco di qualcuno che, ormai da tempo, si nutre di pane e cinema. Beh! Si direbbe proprio un ottimo nutrimento!

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)









    trailer finale ufficiale:



    trailer ufficiale:



    trailer uficiale (V.O.):



    featurette 'Com'è lavorare con George Clooney? Il racconto del cast' (sub ITA):



    featurette 'The Midnight Sky - Soundtrack'

    Perle di sceneggiatura

    Augustine/Clooney: "Qualcuno deve tornare a prenderti. Io non posso pensare a te, sono la persona sbagliata".

    Links:

    • George Clooney (Regista)

    • George Clooney

    • Felicity Jones

    • Kyle Chandler

    • David Oyelowo

    • Caoilinn Springall

    • Demiàn Bichir

    • George Clooney sull'urgenza del suo primo film Netflix 'The Midnight Sky', interpretando vecchietti, girando film durante una pandemia e regalando 14 milioni di dollari (Speciali)

    • 'The Midnight Sky' il Sci-Fi di e con George Clooney ispirato al romanzo edito in Italia con il titolo 'La distanza tra le stelle' (Anteprime)

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    Galleria Video:

    The Midnight Sky - trailer 2

    The Midnight Sky - trailer

    The Midnight Sky - trailer (versione originale) - Good Morning, Midnight

    The Midnight Sky - featurette 'Com'è lavorare con George Clooney? Il racconto del cast' (versione originale sottotitolata)

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