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    Mia e il leone bianco

    MIA E IL LEONE BIANCO

    Ancora al cinema - RECENSIONE - Dal 17 Gennaio

    "Ho incontrato Gilles de ....
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    Home Page > Movies & DVD > Mia e il leone bianco

    MIA E IL LEONE BIANCO

    Ancora al cinema - RECENSIONE - Dal 17 Gennaio

    "Ho incontrato Gilles de Maistre per la prima volta nel 2012. All'epoca ero in procinto di spostare il mio rifugio per leoni e voleva filmarmi durante il mio lavoro. Poiché ciò non era possibile, mi ha chiesto se avevo altre idee. Abbiamo deciso di sviluppare una storia di fantasia, un dramma familiare che parlasse a tutti e che tutti avrebbero voluto vedere anche per divertirsi, non solo per saperne di più sul messaggio che sta alla base della storia. Abbiamo quindi iniziato a pensare a come strutturare il film e abbiamo deciso che sarebbe stato bello intrecciare l'idea del tradimento all’interno del racconto: la storia di un padre che tradisce la fiducia della propria figlia in relazione al suo leone. Ma filmare una relazione tra un bambino e un leone era impossibile. L’unico modo era lavorare con il leone da cucciolo facendogli 'adottare' il bambino come se fosse suo... "
    Lo zoologo esperto di leoni Kevin Richardson

    (Mia et le lion blanc; FRANCIA 2018; Drammatico; 97'; Produz.: Galatée Films, Outside Films, Film Afrika Worldwide, M6 Films, StudioCanal; Distribuz.: Eagle Pictures in collaborazione con Leone Film Group)

    Locandina italiana Mia e il leone bianco

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    Titolo in italiano: Mia e il leone bianco

    Titolo in lingua originale: Mia et le lion blanc

    Anno di produzione: 2018

    Anno di uscita: 2019

    Regia: Gilles de Maistre

    Sceneggiatura: William Davies, Jean-Paul Husson, Gilles e Prune de Maistre

    Soggetto: Mia e il Leone Bianco è stato adattato da William Davies sulla base di una storia originale scritta da Prune de Maistre.

    Preliminaria - In progress:

    Il film è stato girato durante un periodo di tre anni: un arco di tempo abbastanza lungo da permettere di notare la vera crescita di Mia e del leone bianco. Un branco di 6 leoni è cresciuto insieme durante la produzione del film, tra cui Thor – che impersona il protagonista Charlie - un altro leone maschio e 4 leonesse.

    Kevin Richardson, zoologo esperto di leoni noto anche come “L’uomo che sussurrava ai leoni”, ha supervisionato l'intero processo di produzione e tutte le interazioni tra i leoni e i bambini, assicurandosi che entrambe le parti fossero trattate con rispetto e in totale sicurezza. Dopo la produzione, i 6 leoni sono rimasti insieme e vivono oggi nella riserva di Kevin Richardson grazie a un fondo creato dal team di produzione. Solo tre persone potevano interagire con i leoni - Daniah, Ryan e Kevin Richardson - per garantire un ambiente di lavoro sicuro sia per gli attori sia per gli animali.

    Cast: Daniah De Villiers (Mia Owen)
    Mélanie Laurent (Alice Owen)
    Langley Kirkwood (John Owen)
    Ryan Mac Lennan (Mick Owen)
    Lionel Newton (Kevin)
    Lillian Dube (Jodie)
    Brandon Auret (Dirk)
    Thor (Charlie)

    Musica: Armand Amar

    Fotografia: Brendan Barnes

    Montaggio: Julien Rey

    Casting: Bonnie Lee Bouman

    Scheda film aggiornata al: 20 Febbraio 2019

    Sinossi:

    In breve:

    Quando era solo una bambina Mia (Daniah De Villiers) ha stretto una straordinaria amicizia con Charlie, un leoncino bianco nato nell'allevamento di felini dei genitori in Sudafrica. Per anni i due crescono insieme e condividono ogni cosa. Ormai quattordicenne, Mia scopre che il suo incredibile legame con Charlie, divenuto uno splendido esemplare adulto, potrebbe finire da un momento all'altro, perché Mia scopre che il padre vuole vendere Charlie ai cacciatori di trofei. Decide così di scappare insieme a Charlie per raggiungere la riserva naturale di Timbavati.

    Synopsis:

    A young girl from London moves to Africa with her parents where she befriends a lion cub.

    Mia is 11 years old when she develops an extraordinary relationship with Charlie, a young white lion born in Mia's parents farm, in South Africa. During three years, they will grow up together and live a beautiful friendship. When Mia reaches the age of 14 and that Charlie has become a magnificent adult lion, she discovers the unbearable truth: her father has decided to sell the lion to trophy hunters. Desperate, Mia has no other choice than to escape with Charlie in order to rescue him

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    A cose normali quando parliamo di Pet Therapy si pensa ad un gatto, ad un cane o comunque ad un qualcosa di agevolmente gestibile. A nessuno viene in mente un leone, che non ha bisogno di descrizione per realizzare quanto sovrasti l’umana natura in ogni senso. Mia e il leone bianco non solo dimostra il contrario, ma si riserva il doppio fine di andare ben oltre il film, ben oltre lo spettacolo, per lasciare un importante messaggio di responsabilità collettiva riguardo alla salvaguardia di ambiente naturale con la sua fauna, libera di esprimersi e di assecondare il proprio essere. Per arrivare a tutti, il film di Gilles de Maistre, insolito regista ma anche scrittore, produttore, reporter e globe-trotter, particolarmente navigato in documentari, ha scelto un’anima semplice ma espansa su più versanti. L’ambientazione è quella naturale nel cuore del Sud Africa, con i suoi particolari colori e scenari da urlo. Ma

    l’urlo vero, quello di commozione da cui inevitabilmente sgorgano lacrime affettive, quelle tipiche dell’amore a prima vista, è quando arriva lui: cucciolo di leone bianco di una bellezza irresistibile. E arriva in una famiglia composta dalla madre Alice (Mélanie Laurent), dal padre John (Langley Kirkwood), da Mick (Ryan Mac Lennan), un bambino con frequenti attacchi di panico e difficoltà ad addormentarsi la sera e da Mia (Daniah De Villiers), una ragazzina quasi adolescente assolutamente infelice di stare in quel posto, senza il suo ambiente ‘social’ e i suoi amici londinesi. Da Londra al Sud Africa è un bel passo. Ma i genitori allevano i leoni in un grande recinto e l’arrivo, tanto raro, di un leone bianco, è visto come una prospettiva fortunata soprattutto dal punto di vista finanziario. Il bambino è felice del cucciolo ma non Mia, scontrosa e perennemente irritata sempre pronta a rifugiarsi nella chat al computer

    con l’amichetto che ha dovuto lasciarsi alle spalle con il trasferimento della sua famiglia.

    Non c’è bisogno di essere Jean-Jacques Annaud (L’ultimo lupo) per ammaliare lo spettatore riguardo a determinati animali. Annaud lo ha fatto egregiamente con i lupi, Gilles de Maistre, con i leoni. Ti avvicini in un certo modo con la macchina da presa, li avvicini con inquadrature minimaliste ed è uno spettacolo nello spettacolo assicurato. Se devi difenderla, devi conoscerla, devi avvicinarla ed assimilarla, la natura, devi inspirare la sua essenza e provare quella sensazione di empatia che ti fa sentire parte dell’universo. Poesia e fede, camminano qui fianco a fianco, soprattutto nella seconda parte del film che approda alla denuncia della ‘caccia al leone in gabbia’ passando per il motivo del tradimento. La drammatica scoperta del fine che sta dietro la compravendita dei leoni allevati da parte della figlia Mia, convinta che la ragione sia la

    salvaguardia della natura con i suoi animali, con l’obiettivo di preservare la specie, sfocia nell’amara sensazione di tradimento da parte del padre nei suoi confronti. E la caccia al leone in sicurezza da parte di turisti paganti per un nefando trofeo è una di quelle cose che ti arriva come un pugno allo stomaco e che fanno ribollire il sangue dalla rabbia. Ed è questo uno degli obiettivi focali di un film esemplare, che non avrebbe potuto certo veder la luce senza la guida operativa dello zoologo esperto di leoni Kevin Richardson, insostituibile nelle dinamiche di interazione tra i bambini e i leoni. Interazione intimista e vera perché frutto di un’operazione inconsueta, anzi, alquanto rara. Aveva già fatto una cosa del genere Richard Linklater sul piano umano con il pluripremiato Boyhood. Richardson lo ha fatto qui, con il leone Thor, che nel film è chiamato Charlie (affiancato da un altro

    manipolo di leoni per svariate necessità filmiche) e che realmente ha ‘adottato’ Mia: l’interprete Daniah De Villiers è tra l’altro nata a Città del Capo e non poteva abbracciare sfida maggiore al proprio debutto cinematografico (una sfida che, sono più che certa, le porterà fortuna se giocherà bene le sue carte in futuro). Riprese ripartite realmente in un triennio che li ha visti crescere entrambi, fianco a fianco, in modo per potere essere filmati in tempo reale e non all’ombra degli effetti speciali.

    Così Mia e il leone bianco vi affascinerà per come, in tutta semplicità e senza apparenti pretese, la poesia che trasmette, cammina fianco a fianco con una certa linfa di connaturata spiritualità, che diventa vera e propria fede con l’approdo nella reale riserva naturale, con la calorosa ed invitante accoglienza da parte di una sorta di sciamano. Scoprire che la leggenda raccontata nella favola della buonanotte tanto

    leggenda non è e che il rispetto per la natura è un pilastro reale dentro e fuori dal film, non può non commuovere. E questo ha pure a che vedere con il modo di lavorare dello zoologo Richardson, di fama mondiale, abituato a far ‘lavorare’ i suoi animali nel pieno rispetto delle loro esigenze, preoccupandosi del loro destino oltre il film. Se tutto il denaro sprecato dai cosiddetti ‘turisti della caccia al leone in gabbia’ - neanche fossimo tornati all’epoca dell’antica Roma, con platee urlanti di umani tanto folli e assetati di sangue negli spalti delle arene adibite agli indegni spettacoli di combattimento, tra gladiatori, leoni o cristiani che siano - fosse indirizzato nella direzione giusta, la natura potrebbe forse essere più clemente, evitando di mostrare i denti della legittima vendetta. E se questo è il messaggio, non mi pare che Mia e il leone bianco possa ritenersi un semplice

    film per famiglie, per animalisti e/o amanti degli animali in genere. Ce ne fossero di film come questo! Consigliato davvero a tutti, con il caldo invito a riflettere bene oltre l’intrattenimento.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)













    trailer ufficiale:



    clip 'E' un miracolo':



    clip 'Charlie cucciolo':



    clip 'Charlie ha 8 mesi':



    featurette 'Una straordinaria amicizia' (sub ITA):



    featurette 'La realizzazione del film' (sub ITA):

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di MIA E IL LEONE BIANCO

    Links:

    • Mélanie Laurent

    • Daniah De Villiers

    • MIA E IL LEONE BIANCO di Gilles de Maistre - INTERVISTA allo zoologo esperto di leoni KEVIN RICHARDSON (Interviste)

    1| 2 | 3

    Galleria Video:

    Mia e il leone bianco - trailer

    Mia e il leone bianco - trailer (versione originale) - Mia et le lion blanc

    Mia e il leone bianco - clip 'E' un miracolo'

    Mia e il leone bianco - clip 'Charlie cucciolo'

    Mia e il leone bianco - clip 'Charlie ha 8 mesi'

    Mia e il leone bianco - featurette 'Una straordinaria amicizia' (versione originale sottotitolata)

    Mia e il leone bianco - featurette 'La realizzazione del film' (versione originale sottotitolata)

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