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    PICCOLE DONNE

    Tra i più attesi!!! - Nel nuovo adattamento del romanzo di Louisa May Alcott Piccole donne targato Greta Gerwig (Lady Bird) un cast 'all star', tra cui Meryl Streep, Emma Watson, Saoirse Ronan e Laura Dern - RECENSIONE - Dal 9 Gennaio

    "E' il film della mia vita, quello più autobiografico. come il libro è stato quello della mia vita: non so neppure quante volte l'ho letto e riletto... Quando ho saputo che Hollywood era interessata a fare un nuovo 'Piccole donne', mi sono buttata a capofitto. Ho sempre avuto un’idea ben chiara di ciò di cui il libro parlava. Delle donne come artiste e del loro rapporto con il denaro. È tutto lì, nel libro di Louisa May Alcott. Ma i film precedenti lo avevano messo da parte. Per quel che mi riguarda, è il film più autobiografico che abbia mai fatto... Oltre alle fonti storiche abbiamo lavorato di fantasia. In più, ogni attrice ci ha messo del suo. Jo la vediamo quasi sempre vestita di rosso ardente. Meg nelle sfumature romantiche del lilla e del verde. La fragile Beth in rosa pallido. Per Amy abbiamo scelto i toni freschi dell’azzurro e del blu. Sono orgogliosa perché per la prima volta le abbiamo reso giustizia. Amy non è solo la sorella smorfiosa e traditrice degli altri film. Ma una donna che non vuole solo essere un artista dilettante. È sua la frase che amo di più: 'Voglio essere grande o niente!'"
    La regista e sceneggiatrice Greta Gerwig

    (Little Women; USA 2019; dramma romantico; 135'; Produz.: Columbia Pictures Corporation in associazione con New Regency Pictures, Pascal Pictures, Regency Enterprises e Sony Pictures Entertainment (SPE); Distribuz.: Warner Bros. Pictures Italia)

    Locandina italiana Piccole donne

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    See Short Synopsis
    Trailer

    Titolo in italiano: Piccole donne

    Titolo in lingua originale: Little Women

    Anno di produzione: 2019

    Anno di uscita: 2020

    Regia: Greta Gerwig

    Sceneggiatura: Greta Gerwig

    Soggetto: Dal celebre omonimo romanzo di Louisa May Alcott.

    Cast: Saoirse Ronan (Josephine 'Jo' March)
    Emma Watson (Margaret 'Meg' March)
    Florence Pugh (Amy March)
    Eliza Scanlen (Elizabeth 'Beth' March)
    Laura Dern (Marmee March)
    Timothée Chalamet (Theodore 'Laurie' Laurence)
    Meryl Streep (Zia March)
    Tracy Letts (Sig. Dashwood)
    James Norton (John Brooke)
    Bob Odenkirk (Padre March)
    Louis Garrel (Friedrich Bhaer)
    Chris Cooper (Sig. Laurence)
    Jayne Houdyshell (Hannah)
    Dash Barber (Fred Vaughn)
    Hadley Robinson (Sallie Gardiner Moffat)
    Cast completo

    Musica: Alexandre Desplat

    Costumi: Jacqueline Durran

    Scenografia: Jess Gonchor

    Fotografia: Yorick Le Saux

    Montaggio: Nick Houy

    Effetti Speciali: Graves Bates e K.C. Roballo

    Makeup: Judy Chin (direzione);

    Casting: Kathy Driscoll e Francine Maisler

    Scheda film aggiornata al: 22 Gennaio 2020

    Sinossi:

    In breve:

    Nel 1861 il signor March viene richiamato alle armi nel corso della guerra di secessione americana. La gestione della famiglia viene affidata quindi alla moglie, una donna molto forte che si dedica alle sue quattro figlie: Jo, Meg, Beth ed Amy.

    Short Synopsis:

    Four sisters come of age in America in the aftermath of the Civil War

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Ho attraversato molte difficoltà. Per questo scrivo cose allegreLouisa May Alcott

    Il sapore antico di Piccole donne, classico letterario di Louisa May Alcott, giunto alla sua quarta trasposizione hollywoodiana, si fonde con il moderno avanguardismo femminile dei nostri tempi per farsi unica voce condivisa. La giovane regista Greta Gerwig (Lady Bird) fa suoi quel messaggio e quei valori che già all’origine fondevano tradizioni e legami familiari antichi con un avanguardismo ante litteram, se rapportato alla società dell’epoca. Una riflessione senza tempo sulla condizione femminile a tutto tondo che, sfrondata dai condizionamenti temporali, è ancora in grado di funzionare come lente d’ingrandimento su quel dedalo di problematiche che, da sempre, in un modo o nell’altro, condizionano la donna al punto da frenarne il potenziale individuale. Così Piccole donne si conferma un classico senza tempo, romanzo di formazione intramontabile, di ispirazione per giovani donne in cerca della propria strada nel mondo, variamente

    ostile attraverso le diverse epoche, ma sempre, inequivocabilmente irto di ostacoli, nella fitta selva di società che, ancora oggi, non si sono del tutto scrollate di dosso una visione prioritariamente declinata al maschile.

    Si è insistito molto sulla visione personale della regista Greta Gerwig del Piccole donne alcottiano ma, a conti fatti, non manca granché di essenziale dalla versione classica. E’ semmai la schiacciante predominanza di Jo, a tradire il filtro di natura contemporanea dal tratteggio autobiografico. La scorgiamo di spalle alla finestra e già è chiaro il suo ardore per la scrittura, tanto quanto il desiderio di essere utile alla famiglia in condizioni di indigenza, mentre il padre è volontario al fronte nella guerra di secessione americana. E il primo incontro con l’editore dà un’idea immediata dei vincoli, dei compromessi che deve affrontare Jo per coniugare orgoglio di aspirante scrittrice e riscontro economico. Eppure, per quanto si resti incantati dalla

    cura lenticolare con cui sono state allestite scenografie di interni ed esterni - le riprese nella soffitta e al mare sono da manuale, per non dire degli stupendi costumi - nella assoluta familiarità della narrazione, si percepisce un alito di estraneazione. Dopo un po’ ci si chiede che cosa stia stridendo sui canonici binari di percorso. E, post visione del film, ci rendiamo conto che forse, pur nella sostanziale adesione alle linee guida del romanzo, il primo tradimento si annida proprio negli interpreti scelti per incarnare i mitici personaggi.

    Greta Gerwig carica Saoirse Ronan (già protagonista di Lady Bird) del maggior carico, perché sceglie il personaggio di Jo come suo alter ego. Gerwig desidera che la Jo di Ronan domini il film per guadagnare il momento in cui si fa portavoce della sua stessa visione, mentre traduce e riafferma nella lingua contemporanea i concetti della Alcott. Concetti che trasudano passione

    condivisa per la scrittura, per il riconoscimento ufficiale, anche economico e a pari diritti, del proprio talento naturale, mentre rivendica la libertà di esprimerlo appieno, svincolato da ogni sorta di mortificazione: concetti che toccano l’apice verso l’epilogo, in una sequenza in cui si confida con la madre, mentre libera i propri pensieri e sentimenti senza freni, e, più tardi, di nuovo con l’editore, con cui a quel punto, può permettersi di contrattare. Il processo di stampa artigianale del libro pubblicato poi, è una festa per gli occhi e per il cuore. Un’emozione condivisa che irradia nell’intorno e che scalda l’anima. E, che dire, dunque, della Jo di Saoirse Ronan? Se funziona a meraviglia dal punto di vista emozionale - la luce interiore espressa dal suo sguardo bruciante non si abbassa mai di intensità - forse non la incarna come avrebbe potuto dal punto di vista fisico: troppo bionda, sottile e

    dai modi istintivamente raffinati ed eleganti che vanno forse a stridere con l’indole di Jo, considerata, non a caso, il “maschiaccio della famiglia”.

    Può anche capitare di accusare peraltro una certa pesantezza narrativa, quando la Gerwig lascia campo libero alle recite delle quattro ragazze nella soffitta-mansarda, soffermandosi più del dovuto sul cianciare senza mordente, o di smarrirsi per qualche secondo prima di riacciuffare l’insistente gioco con i piani temporali. La Gerwig ha scelto di estendere all’intero film il montaggio alternato tra la realtà narrativa e le memorie di Jo in flasback. Un montaggio fin troppo fitto nelle strette alternanze che, se non spiazza di fatto nessuno degli spettatori per la universale conoscenza di fatti e personaggi, talvolta finisce per sminuirne potenza e portata emotiva. Sensazione rafforzata anche dalla scelta del resto del cast. Delle quattro sorelle, dopo la Jo di Ronan, anche la ‘traduzione’ adoperata da Florence Pugh sull’aspirante

    pittrice Amy, funziona molto bene, anche perché la Gerwig ha rafforzato il suo desiderio di diventare un’artista, non una dilettante però: “Voglio essere la migliore non una comune imbrattatele!”. Ma non si può dire lo stesso della Meg di Emma Watson, troppo minuta e sbiadita nel carattere per calzare a dovere il personaggio, così come della Beth di Eliza Scanlen, limitata nelle emozioni, e non solo per la malattia, fin dal copione. Neppure Laura Dern appare troppo centrata nella madre, superata da Meryl Streep che, nelle vesti della cinica e arida zia March, sembra quasi rievocare certi tratteggi altezzosi e distanti della Miranda ne Il diavolo veste Prada. Del corollario di fronda maschile poi, neppure il filiforme Timothée Chalamet (anche lui già in Lady Bird) rende giustizia al centralissimo Laurie. E mentre si profila piuttosto convincente il signor Laurence di Chris Cooper, suscita persino irritazione il ‘manierato’ e ‘legnoso’ Friedrich

    Bhaer di Louis Garrel. In buona sostanza, sembrano tutti tecnicamente ineccepibili nella rispettiva tensione mirata ad esprimere concetti chiave, eppure, scarsamente emozionali.

    Che Piccole donne lo si riveda volentieri in ogni versione, lo dimostrano gli applausi delle platee nelle comuni sale di proiezione che pure nulla hanno a che vedere con i festival di cinema né con le anteprime stampa. D’altra parte, con tutti i pregi possibili su indicati, incluse le sfumature sul sonoro che vanno a sintetizzare efficacemente certi didascalici passaggi narrativi, pare che dall’alto delle sue cinque Nomination ai Bafta Awards, tra le varie altre, questa versione 2020 sia stata un tantino sopravvalutata. Sembra che l’interesse per evidenziare l’avanguardismo ante litteram, che viene a porre sullo stesso diagramma la Alcott (e famiglia), la Jo (e famiglia March) e la regista Greta Gerwig, abbia preso il sopravvento sul tempo delle emozioni e dei sentimenti, non soppesati e trattenuti come avrebbero

    meritato. Avanguardismo ante litteram a tuttoggi esemplare: sembra difatti che gli Alcott fossero artisti, liberi pensatori ed anticonformisti e che amassero circondarsi di amici filosofi trascendentalisti; che la madre della scrittrice Louisa Alcott, Abigail, fosse una delle prime assistenti sociali americane, femminista ed anti-schiavista; mentre la sorellina May (la Amy di Piccole donne e di Piccole donne crescono) fosse, per l’appunto, pittrice di talento. Il che fa del romanzo cosiddetto ‘di formazione’ Piccole donne un’opera senza tempo, e del film, opera indubbiamente di un certo interesse, ma pur sempre a tempo determinato.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)








    trailer ufficiale:



    clip 'Vuoi ballare con me?':



    clip 'Sono così stanca':



    clip 'Proposta economica':



    clip 'Devi sposarti':

    Altre voci dal set:

    Il chairman di Sony Pictures Tom Rothman:

    "Greta ha due cose. Una visione molto originale e la convinzione di come realizzarla. Ciò che ha reso questo film eccitante è la sua visione autoriale"

    Links:

    • Greta Gerwig (Regista)

    • Laura Dern

    • Meryl Streep

    • Eliza Scanlen

    • Chris Cooper

    • Emma Watson

    • Saoirse Ronan

    • Louis Garrel

    • James Norton

    • Timothée Chalamet

    • Florence Pugh

    Altri Links:

    #LittleWomenMovie
    #PiccoleDonneILFILM

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    Galleria Video:

    Piccole donne - trailer

    Piccole donne - trailer (versione originale) - Little Women

    Piccole donne - clip 'Vuoi ballare con me?'

    Piccole donne - clip 'Sono così stanca'

    Piccole donne - clip 'Proposta economica'

    Piccole donne - clip 'Devi sposarti'

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