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    CHIUDI GLI OCCHI

    RECENSIONE - Dall'11 Luglio

    "Di solito quando faccio un film, mi sento sempre limitato dai personaggi e dalla storia. Per questo stavo pensando, okay, come posso raccontare una storia in cui essere libero da tutto ciò, dove posso letteralmente comportarmi come un pittore e dipingere momento per momento?. E ho avuto questa idea. Che cosa succederebbe se qualcuno perdesse la vista e poi la riacquistasse? In quel frangente di cecità la sua realtà si costruirebbe attraverso la memoria, l'immaginazione, i suoni e l'interpretazione stessa della realtà... Questa storia parla di una coppia, Gina e James. Gina ha perso la vista e alla fine del primo tempo la riacquista, e suo marito vuole riportarla in luna di miele. Durante quel viaggio, la loro relazione inizia a cambiare e a prendere una piega diversa, perché entrambi si vedono attraverso occhi diversi. In definitiva si tratta di un risveglio per entrambi. È un risveglio della loro relazione e un vedersi l'un l'altro in modo diverso – forse vedendo la reciproca verità. E un po’ come la vita stessa: alla fine vogliamo scoprire la verità sugli altri e su noi stessi, vederci reciprocamente per ciò che siamo e per chi siamo".
    Il regista e co-sceneggiatore Marc Forster

    (All I See Is You; TAILANDIA/USA 2016; Thriller; 110'; Produz.: 2DUX², LINK Entertainment, SC Films International, SC Films Thailand Co, SC International Pictures e Wing and a Prayer Pictures; Distribuz.: Eagle Pictures)

    Locandina italiana Chiudi gli occhi

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    See Synopsis

    Titolo in italiano: Chiudi gli occhi

    Titolo in lingua originale: All I See Is You

    Anno di produzione: 2016

    Anno di uscita: 2018

    Regia: Marc Forster

    Sceneggiatura: Marc Forster e Sean Conway

    Cast: Blake Lively (Gina )
    Jason Clarke (James )
    Ahna O'Reilly (Carla )
    Miquel Fernández (Ramon )
    Xavi Sánchez (Luca )
    Yvonne Strahovski (Karen )
    Wes Chatham (Daniel )
    Danny Huston (Dr. Hughes )
    Kaitlin Orem (Lucy )
    Stacee Vatanapan (Jill )
    Sirinya Bishop (Anna)

    Musica: Marc Streitenfeld

    Costumi: Frank L. Fleming

    Scenografia: Jennifer Williams

    Fotografia: Matthias Koenigswieser

    Montaggio: Hughes Winborne

    Effetti Speciali: Lluís Rivera (supervisore)

    Makeup: Alma Casal (direttrice Spagna); Vivian Baker (per Blake Lively)

    Casting: Pam Dixon

    Scheda film aggiornata al: 27 Luglio 2018

    Sinossi:

    Gina (Blake Lively) è una giovane donna che ha perso la vista a causa di in un incidente stradale quando era bambina. Fino ad ora la sua vita dipendeva in tutto e per tutto da suo marito James (Jason Clarke), ma quando a Gina si presenta la possibilità di un intervento chirurgico per recuperare la vista, la relazione tra moglie e marito inizia a vacillare.
    Dopo l'intervento Gina finalmente vede il mondo con un nuovo senso di stupore e di indipendenza fino a scoprire inquietanti e terribili verità sul suo matrimonio. Ma chi è veramente l'uomo che ha sposato e di cui lei si fidava di più?

    Synopsis:

    A blind woman's relationship with her husband changes when she regains her sight and discovers disturbing details about themselves.

    Blinded since childhood when a hideous car-crash cost her her parents and her eyesight, beautiful Gina scarcely leaves their home in exotic Bangkok, depending entirely on her attentive and doting husband, James, who is her everything: her protector, her guide, and the sole intermediary with the outside world. And then, unexpectedly, a cutting-edge but highly experimental cornea transplant promises to restore Gina's vision, at least to her right eye--and all of a sudden--an entire realm of unexplored colours and senses gradually begins to unfold before her. As a result, Gina will see her husband and her unknown reflection in the mirror for the first time, as a bizarre and unprecedented feeling of empowerment slowly takes over. But, are things as James says? And what happens now that life isn't quite as Gina had imagined?

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Un ampio panneggio bianco in movimento a tutto campo apre ad un'intimità di coppia a letto. Un'iconografia che potrà far ricordare gli inizi di un'altra pellicola, dai risvolti ben più drammatici. Un piccolo seme che nasconde la sua sinistra natura, da cui germinerà una disfatta totale: ed è il The Counselor-Il procuratore di Ridley Scott. Immagini di una sintonia e armonia sul piano sessuale che i protagonisti non avranno più modo di portare avanti nel loro futuro. L'immaginario visuale partorito dalla mente della non vedente protagonista in Chiudi gli occhi di Marc Forster () prende campo sul grande schermo nei termini di amplificazioni visive che ricordano fin da subito la chiave stilistica kubrickiana, prima di riprenderla più tardi, rendendola protagonista con lo spettacolo delle orge del sesso in speciali locali di Barcellona. Il riferimento alla famosa orgia - seppure ben più elegante rispetto al caso odierno - dell'altrettanto celebre Eyes

    Wide Shut di Stanley Kubrick sembra piuttosto evidente.

    Marc Foster sfoggia così in Chiudi gli occhi parte di una cultura cinematografica acquisita, sposandola in matrimonio con uno stile sottile, penetrante, che ama ricorrere alla metafora per decodificare un messaggio. Sia che provenga da un personaggio che da un contesto ambientale. In Chiudi gli occhi lo si vede padroneggiare degli effetti speciali e visivi da Oscar: suggestivi nella suggestione sensoria della protagonista non vedente interpretata alla grande da Blake Lively tradotta nella sua Gina. Un gioco di nebulose che scarta dal mero virtuosismo estetico per legarsi al microcosmo interiore e immaginifico della protagonista: una realtà non visibile che la mente e la percezione senso-emotiva dilatano e proiettano su un grande schermo introspettivo individuale, che abbiamo modo di condividere seguendo un vero e proprio reticolo di soggettive a grappolo. Un mondo a parte in cui si integrano ad esempio le particolari visioni

    stimolate dai rumori delle auto nel traffico. Primissimi piani, volti riflessi che restituiscono doppie immagini, frequenti riprese nell'acqua, specchio della mutevolezza per eccellenza. Visioni che producono visioni altre e che diventano lo spettacolo interiore di una giovane donna dipendente in tutto e per tutto dal consorte, ben tratteggiato da Jason Clarke nel suo basculante James. Marc Forster può contare su due interpreti - diretti ottimamente - in grado di offrire il meglio per sterzare gradualmente su altre sponde ad un certo punto della storia, quando inizia a germinare, fino al successivo e definitivo decollo, l'embrione dell'estraniamento di coppia.

    Vedere fino all'adolescenza e poi perdere la vista in un incidente, momento del passato in cui si intuisce che sono deceduti i genitori, è il doppio trauma che riguarda la protagonista. Un doppio trauma che comporta vivere e sentire le cose in un modo sensoriale più profondo, cosicché, quando un'operazione le restituisce

    la vista, almeno in parte, il mondo e le persone che si trova nuovamente davanti, non sono esattamente come le aveva immaginate e percepite. La riscoperta della nuova se stessa finisce per auto relegare nell'angolo buio il marito, per il quale sarebbe stato più semplice dirigerla, aiutarla - nonché ingannarla - come prima, senza doverla dividere con l'affetto di un cane anziano adottato per evitare la soppressione, o con altre persone con cui la vede ora interagire in modo disinvolto, quando persino non disinibito. La scoperta di se stessa prende gradualmente coraggio in Gina /Lively - solo dopo un pò decide di guardare allo specchio la sua immagine riflessa, mai vista prima - e trova nuovo corpo e nuova anima mentre cambia nel look, negli abiti e nelle percezioni emotive, causando nel marito uno spiazzamento destinato a virare in un qualcosa di estremamente negativo.

    E' questa in effetti una storia in

    cui il 'motivo pilota' del perdere e del ritrovare la vista, diventa inevitabilmente speculare al diverso modo di vedere e percepire il mondo e le persone intorno a noi. Intorno a questa sorta di 'pretesto narrativo' ruota il corollario della conoscenza e del rapporto di coppia. Una storia di scoperta e riscoperta che apre all'accettazione da una parte e alla negazione dall'altra. Una storia di crisi, di riconoscimento e misconoscimento, in cui curiosamente il titolo kubrickiano Eyes Wide Shut - alla lettera 'occhi aperti e chiusi', 'spalancati ma serrati' - può assumere le sembianze della chiave giusta per aprire la porta del dibattito, sempre più aperto, sempre più inquietante. Quale visione? Occhi aperti o chiusi sulla verità? All I See Is You - tutto ciò che vedo sei tu - il titolo originale riproposto in quello italiano con Chiudi gli occhi, gioca altrimenti su quello che si vuole o non

    si vuole vedere in se stessi e negli altri. E Marc Forster non ha dubbi sul da farsi: sceglie di offrire alla sua protagonista il dono della consapevolezza.

    Pressbook:

    Pressbook Completo in Italiano di Chiudi gli occhi

    Links:

    • Marc Forster (Regista)

    • Danny Huston

    • Jason Clarke

    • Blake Lively

    • Ahna O'Reilly

    • Yvonne Strahovski

    • THE IRON LADY - INTERVISTA alla regista PHYLLIDA LLOYD (Interviste)

    1 | 2

    Galleria Video:

       Trailer Ufficiale Italiano in HD di Chiudi gli occhi

       Trailer Inglese di All I See Is You (Chiudi gli occhi)

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